venerdì 1 ottobre 2010

Marea nera: clima globale a rischio, dice geofisico italiano


tratto da: www.disinformazione.it

ROMA (Reuters) - La gigantesca marea nera causata da una prolungata fuoriuscita di petrolio nel Golfo del Messico potrebbe causare danni irreparabili all'attività di regolazione termica della Corrente del Golfo, con conseguenze sul clima globale del pianeta.
E' quanto afferma la sintesi di uno studio pubblicata sul sito dell'Associazione Geofisica italiana a cura dell'Istituto di Scienze dell'Atmosfera e del Clima Cnr-Isac. La nota firmata da Gianluigi Zangari, fisico teorico, prende spunto dalle osservazioni sulla zona del disastro ambientale, effettuate via satellite in tempo reale dai Laboratori Nazionali di Frascati
L'importanza della Corrente del Golfo nei processi di termoregolazione del clima globale è notoriamente riconosciuta, ricorda la nota.
Le ultime rilevazioni satellitari in tempo reale (attraverso i satelliti Jason, Topex/Poseidon, Geosat Follow-On, ERS-2, Envisat) tra maggio e giugno, elaborati dal Ccar 1,2 (Colorado Center for Astrodynamics Research), esaminate nei Laboratori di Frascati con calcoli e confronti con dati precedenti, dimostrano per la prima volta una prova diretta del rapido deterioramento della Loop Current, una corrente oceanica calda che è parte cruciale della Corrente del Golfo.
Secondo la nota firmata dallo scienziato italiano, le mappe della velocità della superficie marina e della sua altezza hanno indicato che la Loop Current si è infranta per la prima volta il 18 maggio ed ha generato un mulinello in senso orario. La situazione odierna, prosegue la nota, si è deteriorata al punto che il mulinello si distaccato completamente dalla corrente principale, distruggendo completamente la Loop Current, che ha rivelato un'immagine dello scorso 12 giugno. Visto che i confronti con immagini satellite precedenti non indicano anomalie rilevanti, sarebbe allora plausibile collegare la rottura della Loop Current alle conseguenze biochimiche e fisiche causate dalla grande perdita di petrolio nel Golfo, dopo l'incidente che ha danneggiato una piattaforma off shore Bpl.
Secondo lo studio, è ragionevole prevedere che il danneggiamento di una corrente calda determinante come la Loop Current possa causare una reazione a catena di fenomeni imprevedibili e critici e di instabilità, che potrebbero avere serie conseguenze sulle dinamiche della termoregolazione della Corrente del Golfo sul clima globale.
La fuoriuscita di petrolio, iniziata il 20 aprile, ha causato un disastro economico e ambientale sulla costa americana del Golfo, minacciando la pesca, il turismo e l'intero ecosistema.
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Risk of global climate change by BP oil spill
Articolo in inglese dell’Associazione Geofisica italiana http://www.associazionegeofisica.it/OilSpill.pdf 
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Marea nera: e se il peggio dovesse ancora arrivare? Nessuno se lo augura, ma è quanto ipotizza uno studio italiano pubblicato da Gianluigi Zangari, geofisico del Cnr di Frascati associato all’Associazione Geofisica Italiana.
Secondo Zangari, infatti, ci potrebbero essere in un futuro abbastanza vicino delle pericolose interazioni tra il petrolio riversato in mare dalla Deepwater Horizon e la corrente del Golfo. E, poichè tale corrente ha forti effetti di termoregolazione sul clima di tutta l’area del Golfo del Messico, potrebbe innescarsi una reazione a catena con conseguenze imprevedibili sulla temperatura del globo terrestre.
Zangari, inoltre, mette in guardia su un primo fenomeno che potrebbe essere collegato alla marea nera: una corrente circolare normalmente presente nel Golfo si è interrotta.
Ciò potrebbe causare una reazione sulle altre correnti della zona e, di conseguenza, sulla capacità complessiva della corrente del Golfo di scambiare calore con l’atmosfera.

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