venerdì 30 aprile 2010

Il Fantasma di Eyjafjallajökull Che fine ha fatto la nube vulcanica?

www.disinformazione.it

Il vulcano EyjafjallajokullDa qualche settimana assistiamo in TV alle spettacolari ed inquietanti immagini del vulcano islandese, che erutta ancor oggi liberando fin oltre la tropopausa (1) una grossa e minacciosa nube.
Minacciosa, certo. Per la salute degli islandesi e per i motori degli aerei di linea.
Così, pochi giorni dopo l'inizio dell'esplosione, la Gran Bretagna pensava bene di chiudere il suo spazio aereo inficiato dall'oscura nube.

Eurocontrol, l'ente europeo responsabile del flusso di traffico aereo, emetteva un'informativa SIGMET con tanto di cartografia ove specificava le tre categorie di zone a rischio: no fly (voli proibiti), conditional (voli ammessi a discrezione del comandante), no restriction (voli permessi).
E allora uno dopo l'altro ogni paese europeo, Italia inclusa, chiudeva il suo spazio aereo a garanzia della sicurezza.

E allora? Tutto corretto, no?
Andando un pò, soltanto un pò a fondo nella questione ci si accorge che qualcosa, come sempre, non torna.
La polvere vulcanica fonde intorno alle temperature di 1100 gradi centigradi e si attacca alle pareti interne della camera di combustione e sul cono di espulsione dei motori, incrementandone oltre i limiti le temperature.
Inoltre corrode e danneggia le pale di compressori e turbine, provocando finanche lo stallo del motore, ma anche le superfici di ali e coda, riducendo la quantità di portanza sviluppata. I finestrini poi si opacizzano, impedendo la visione all'atterraggio, ed i freni diventano meno efficienti.
Drammatico direi!

Ma ci riferiamo ad una nube che, appena fuoriuscita dall'esplosione, contiene particelle nell'ordine di millimetri cubici, cioè di entità tale da provocare quanto sopra. Queste particelle poi, nella misura in cui le correnti ascensionali non sono più sufficienti a mantenerle in sospensione, ricadono al suolo. Le altre, via via più piccole fin sotto il micron, restano sospese e potrebbero essere trasportate dalle correnti a getto (venti d'alta quota) anche per centinaia di chilometri.

Bene: secondo le carte pubblicate da Eurocontrol, le zone a rischio si estenderebbero dall'Islanda fino alla Russia ma anche dall'Islanda fino all'America Centrale!
Capito bene?
In altre parole, le correnti a getto, correnti che spirano da Ovest, avrebbero trasportato le nanoparticelle implicate verso Est fino a svariate migliaia di chilometri MA in qualche modo le stesse sarebbero anche state sospinte controcorrente fino al Portorico!
Questa "curiosa" teoria non è mai stata verificata né avallata da analisi scientifiche dell'aria, effettuate da alcuno degli stati che avevano chiuso il proprio spazio aereo, e neppure da alcun avvistamento da parte di piloti. Puramente una teoria che, per qualche ragione, è apparsa a tutti ragionevole.

Ma perché soltanto oggi appare tale?
Perché per decine d'anni si è volato sull'aeroporto di Catania, con l'Etna attivo e la quotidiana nube traversale alle rotte di volo, soltanto evitandola "a vista" e soltanto di qualche decina di chilometri? Il pilota sa bene che già a tale distanza, ove non è più visibile, la nube si è talmente rarefatta da non rappresentare più un pericolo "tecnico" per l'aeromobile.
Semmai le nanoparticelle invisibili potrebbero porre un problema "medico", per la salute di chi all'interno dell'aereo le respira, essendo queste in grado di permeare la membrana cellulare e addirittura interferire col DNA: proprio come quelle emesse dai NON pericolosi inceneritori, no scusate, termovalorizzatori.

Ma questo vale anche e soprattutto di chi, nei pressi del vulcano, ci trascorre l'intera sua vita.
Ed ecco che, qualche giorno fa, la BBC intervista un responsabile di Eurocontrol, il quale con assoluta serenità afferma che effettivamente "il computer" avrebbe fornito dei dati errati, delle proiezioni eccessive sulle aree a rischio.
E così oggi la nube è divenuta un fantasma. Prima c'era, ora non c'è più, domani magari ci sarà ancora.
Nessun media più se ne interessa.

E come la SARS , l'aviaria, la suina, l'antrace, le armi di distruzione di massa irachene, l'incrociatore americano mai affondato dai vietcong, il Lusitania attaccato dai tedeschi, Pearl Harbor dai Giapponesi, le Torri Gemelle da chissà chi e via dicendo, anche la nube fantasma passerà in cavalleria, in attesa di essere riesumata e scenograficamente rivestita per la sua prossima missione: la creazione di un problema per la cui reazione popolare indotta già qualcuno avrà sùbito in mano la perfetta soluzione.

Ma cosa è avvenuto nel frattempo?
In una settimana di cancellazioni a tappeto e MILIONI di passeggeri e merci a terra, il mercato globale si è arrestato ed è già a rischio di tracollo: per i pezzi di ricambio non consegnati, l'industria automobilistica BMW è a rischio fallimento, così come lo sono migliaia di altre industrie, oltreché compagnie aeree, Alitalia-CAE in primis.

Cui prodest: a chi giova tutto ciò? Ci sono ancora dubbi?
Ai soliti noti, le eminenze grigie che controllano stati come la Gran Bretagna e quindi il mondo intero, attraverso le loro reti finanziario-politico-militar-sanitario-universitario-massoniche, che avranno a disposizione nuove migliaia di imprese insolventi da acquisire per una pipa di tabacco, nonché milioni di nuovi poveri da inserire nel novero dei loro schiavi, distratti dai propri problemi quotidiani di sopravvivenza.

Che sia stata un'operazione finanziaria, un'esercitazione militare di portata sovranazionale o una manovra occulta d'altro tipo, è di certo qualcosa che comunque noi popolo non avevamo chiesto, votato o approvato, e di cui senza dubbio abbiamo assistito inermi all'ennesima manipolazione mediatica, nonostante ci sforziamo di sedare l'intima voce dell'intuizione in noi che ci pungola alla diffidenza.
Chi può, comprenda. Chi ancora riesce ad avere il tempo e la salute per farlo, discerna ciò che gli viene offerto in pasto dall'establishment mediatico e politico.
Se si vuol essere pecore, disinteressandosene, oppure struzzi, tenendo la testa sotto la sabbia e le chiappe esposte perché si è compreso ma non si ha il coraggio di alzare la testa, si prenda coscienza che presto la testa non la si potrà più alzare, poiché se si accetteranno determinate restrizioni prossime venture non si avrà più la possibilità di replica, di dissenso come ancora esiste oggi.

Quel giorno, a causa di tutte le nostre paure avremo ceduto la nostra autonomia, di azione ma anche di pensiero e sentimento: libertà sarà per noi essere finalmente controllati, perciò al sicuro!
E senza neppure rendersene conto si avrà già il collare addosso, un chip a radiofrequenze sotto pelle come già oggi hanno cani e qualche star hollywoodiana, collegato al Golem, il messia elettronico, senza il cui marchio "non si potrà nè vendere nè comprare" (l'Apocalisse).

Ed il bello è che saremo stati noi, proprio noi, spaventati, lobotomizzati e malati, ad averlo chiesto!

(1) Tropopausa: è lo strato di atmosfera che separa la troposfera dalla stratosfera, in cui avvengono i fenomeni meteorologici. Si trova ad una quota media di circa 12 km e il suo spessore è variabile.


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Piloti depressi e in cura potranno volare

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Davis Fiore per Disinformazione.it

I piloti potranno presto volare sotto l'effetto di potenti psicofarmaci. La FAA (Federal Aviation Administration) ha appena abolito il divieto che da 70 anni impediva ai piloti americani sotto trattamento di prestare servizio. La regola era stata imposta a causa dei gravi effetti collaterali, stanchezza, difetti di visione e giudizio.
Sono 4 gli antidepressivi consentiti: Prozac, Zoloft, Celexa e Lexapro. Fred Tilton, medico della Faa, ha detto che anche altri psicofarmaci potrebbero venire approvati. I piloti che li usano sono tenuti ad effettuare una visita psichiatrica ogni sei mesi.

Tutto ciò nonostante le Black Box (etichette di avvertimento) approvate dall'FDA sul rischio di suicidio nei bambini e negli adulti, oltre a una lunga serie di pericolose reazioni, comprese: aggressione, ostilità, disinibizione, impulsività e manie. Con gli antidepressivi, la guida spericolata è una delle reazioni più comunemente segnalate, dove molte volte l'auto si trasforma in un arma di suicidio. Che cosa potrebbe mai fare un pilota di aereo sotto l'effetto di simili sostanze?

L'FAA dice di non poter stimare il numero di piloti interessati, ma crede che la percentuale di piloti depressi non sia dissimile da quella della popolazione, da loro stimata al 10%.
Ecco arrivare una nube ben più scura e fosca di quella del vulcano islandese: ad esserne coinvolte non saranno le sole compagnie aeree.

Fonti:
http://it.reuters.com/article/entertainmentNews/idITMIE63202W20100403
http://www.huffingtonpost.com/dr-peter-breggin/antidepressants-pilots-ta_b_542240.html
http://online.wsj.com/article/SB2000142405270230487

1704575159740692643072.html

Novità sull'incidente dell'aereo polacco


http://www.erichufschmid.net/img/Jane-Burgermeister.jpg

Mentre in Italia si continua ad argomentare su insulse scaramucce politiche, nel resto d’Europa la storia (quella vera e cioè eterodiretta) va avanti inesorabilmente. Traduciamo e pubblichiamo parte di un articolo della giornalista austriaca Jane Burgermeister che aggiunge particolari interessanti sul presunto incidente aereo in cui persero la vita, secondo fonti ufficiali, i vertici civili e militari della Polonia. Ovviamente di questo evento drammatico e gravissimo in Italia quasi non se ne parla; non vi fa venire in mente un evento del nostro recente passato? L'articolo: Solo 4 persone a bordo dell’aereo caduto, come suggeriscono le comunicazioni del pilota - (29 Aprile 2010) - articolo di: Jane Burgermeister - L’aereo polacco, caduto in Smolensk nella Russia dell’Ovest il 10 di Aprile scorso, aveva solo quattro persone a bordo come suggerisce la registrazione della comunicazione avvenuta tra il pilota e la torre di controllo. Come dimostra la registrazione trovata da Jadzia Donatowicz, il pilota polacco ha detto che c’erano solo quattro persone nell’aereo, indicando che l’aereo era vuoto tranne che per i quattro membri dell’equipaggio. Questa registrazione contraddice le relazioni ufficiali per le quali vi erano a bordo almeno 96 persone o 132, incluso molte alte personalità civili e militari polacche. Il pilota polacco dell’aereo caduto IGA 703 comunica alla torre di controllo, in uno scambio di informazioni rituale mentre stava avvicinandosi a Smolensk, che c’erano solo 4 persone a bordo. Il pilota dice in russo alla fine della comunicazione:”solo atterraggio…e qui siamo quattro persone”. Questa registrazione corrobora le informazioni emerse da un videoclip nel quale si udivano 4 colpi d’arma da fuoco sparati nelle vicinanze dei resti del veivolo caduto. E’ stato ipotizzato che i colpi siano stati esplosi per uccidere i sopravvissuti all’incidente. La cabina di pilotaggio appariva in discrete condizioni e alcuni membri dell’equipaggio avrebbero potuto essere vivi, in attesa di venire recuperati. … Nessun video della zona dell’incidente mostra corpi o parti di essi … Fonti ufficiali hanno comunicato differenti dati sul numero dei passeggeri dell’aereo. Fonti russe parlano di 132 persone di cui 3 sopravvissute mentre quelle polacche parlano di 89 persone e 7 membri dell’equipaggio per un totale di 96 persone. Non appare chiaro il perché di queste discrepanze dato che ogni volo deve avere un preciso piano che include la lista dei passeggeri e dell’equipaggio. … Queste rivelazioni, che c’erano solo 4 persone a bordo, aumentano le speculazioni sulla possibilità che le autorità civili e militari siano state prelevate ed uccise in Polonia, oppure che la delegazione polacca sia giunta con aerei diversi a Smolensk e poi re-indirizzata in un altro aeroporto ed i suoi membri uccisi all’arrivo. E’ considerato estremamente improbabile che tanti leader polacchi possano aver ignorato ogni protocollo di sicurezza per riunirsi in un unico aereo tutti assieme. Ma se fossero stati uccisi da qualche altra parte, un singolo incidente aereo avrebbe potuto spiegare la scomparsa di tutti i leader nello stesso momento. In accordo con il mistero di chi ci fosse a a bordo, nessun giornalista polacco volava con l’aereo presidenziale come era invece usuale e non esitono servizi giornalistici che mostrano la delegazione polacca salire sull’aereo. …”.


http://freeskies.over-blog.com/


Giornata dell’Amore Globale - 1° Maggio 2010

...Giornata dell’Amore Globale - 1° Maggio 2010
“L’Amore inizia con Me”
Unitevi alle persone nel mondo per
celebrare ed espandere l’AMORE
Noi siamo una sola umanità su questo pianeta.
Tutta la vita è collegata ed interdipendente.
Tutti prendono parte al vincolo Universale di Amore. L’ amore inizia con l’accettazione di sé ed il perdono. Con la rispetto e la compassione abbracciamo la diversità.
Insieme facciamo la differenza per mezzo dell’amore.
Fanne parte. Passa parola. www.thelovefoundation.com
globalloveday @thelovefoundation.com

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giovedì 29 aprile 2010

La balena nel sushi: storia di un contrabbando internazionale


Un team di ricercatori americani ha svelato che il pesce venduto da un ristorante in California è in realtà carne di balena; stesso risultato per un sushi-bar a Seoul. È emerso così un traffico internazionale di balene cacciate in Giappone con scopi ufficialmente scientifici.

carne balena sushi
Un team di ricercatori ha analizzato il dna del pesce servito in un piatto di sashimi. Si trattava di carne di balena
Gli amanti del sushi e del sashimi sono avvertiti. Quella strisciolina di pesce crudo adagiata su un letto di ravanelli tritati o inserita dentro una pallina di riso – che più plausibilmente ci immaginiamo provenire dal tenero filetto di un salmone o di un branzino, al massimo di un tonno – potrebbe essere carne di balena.

Detta così la notizia può quasi far sorridere, come spesso lo fa l'accostare il molto grande al molto piccolo. Ma dietro di essa si delinea una storia tutt'altro che comica, di trattati internazionali violati, commerci illegali e rischi di estinzione sempre più concreti.

La notizia risale a qualche giorno fa. Un team di ricercatori dell'Oregon State University guidato dal biologo molecolare statunitense Scott Baker ha analizzato il dna del pesce servito in un piatto di sashimi del ristorante The Hump di Santa Monica, California, considerato un tempio della cucina nipponica.

A fornire il campione per le analisi è stato Louie Psihoyos, regista del documentario premio oscar The Cove, contro lo sterminio dei delfini in Giappone. Il regista, recatosi al ristorante, si è finto un comune avventore ed ha ordinato il piatto dello chef, per 600 dollari, per poi inviarlo ai ricercatori. Un esperimento simile è stato condotto a Seoul per ben due volte nello stesso ristorante.

Le analisi hanno riportato in tutti e tre i casi che si trattava di carne di balena provenienti dal Giappone. Quella del ristorante di Santa Monica apparteneva ad una Balenottera boreale; la carne acquistata al sushi-bar di Seoul – tredici porzioni in tutto – proveniva in parte da una Balenottera minore dell'Antartico, in parte da una Balenottera boreale, da una Balenottera minore del Nord-Atlantico, da una Balenottera comune e infine da un Delfino di Risso.

Si tratta di specie protette, il cui commercio internazionale è stato dichiarato illegale nel 1986 dall'International Whaling Commission. Alla base del reato sarebbe il discusso Scientific Whaling Programme, una sorta di deroga alla moratoria dell'86 che consente al Giappone di cacciare la balena per scopi esclusivamente scientifici.

Con la scusa di raccogliere informazioni sul comportamento e i numeri delle popolazioni delle balene, in Giappone si sterminano fino a 1000 balene all'anno, la cui carne è poi venduta nel mercato interno, affinché non vada sprecata. La scoperta di questo traffico internazionale rende però sempre più evidenti le vere ragioni, di carattere economico, che sottendono al programma.

Contro questo genere di commercio si sono mossi in molti per ridurre o eliminare l'anomalia giapponese – gli altri due paesi al mondo che consentono la caccia alla balena, la Russia e l'Islanda, ne fanno un uso molto più limitato. Dall'Australia è giunta la proposta di sfidare il programma scientifico e bandire definitivamente la caccia alle balene. L'attivista Peter Bethune sta scontando 15 anni in un carcere giapponese per aver ostacolato una baleniera che in seguito l'ha ripetutamente speronato.

balena caccia illegale
Con la scusa di raccogliere informazioni sul comportamento e i numeri delle popolazioni delle balene, in Giappone si sterminano fino a 1000 balene all'anno
Molto più controversa invece la proposta avanzata dal delegato neozelandese Geoffrey Palmer, che ha suggerito un ritorno alla caccia commerciale alle balene in cambio della diminuzione del numero complessivo di balene uccise. Tale proposta consentirebbe di proseguire la caccia ai cetacei, ma sottoporrebbe la stessa al controllo dell'IWC, sottraendolo ai vari programmi nazionali.

Di fatto però una politica del “limitare i danni” non sembra accontentare nessuno, a partire dalle balene, la cui sopravvivenza sul pianeta appare sempre più a rischio. Non scordiamoci, poi, che un'attività come il whale-watching è fonte di guadagni consistenti per molte piccole isole del Pacifico. In Tonga la balena fa affluire nelle casse statali più di 20 mila dollari neozelandesi all'anno, oltre un milione nel corso della sua vita.

Per questa ragione il Re Taufa'ahau Tupou IV ha vietato la caccia alle balene con un decreto reale nel 1978. Una volta tanto le balene possono rivelarsi un ottimo affare. Nel mare, non nel piatto.

fonte

Apertamente aperto

http://iomammatufiglio.myblog.it/media/00/01/1842397258.jpg


Quando chiudi con le persone, chiudi anche con la ragione di vivere.

Oggi apriti. Lascia che le persone entrino. Affronta conversazioni che hai evitato. Cerca il meglio nelle persone.

Yehuda Berg


The Kabbalah Centre
www.kabbalah.com

fonte

Il pozzo sacro di Glastonbury e la Vescica Piscis

“Nel 1919 al pozzo venne apposto un coperchio decorato da un disegno in ferro battuto chiamato vesica piscis.
[..] Vesica Piscis in latino significa “vescica del pesce”. Il suo semplice disegno è composto mediante la sovrapposizione dei bordi di due cerchi identici, la circonferenza di ognuno dei quali passa attraverso il centro dell’altro, il che produce fra loro una
forma di ovale appuntito, detta “mandorla”.

Quando i due cerchi sono l’uno sopra l’altro, la forma tra loro... diviene il profilo del corpo di un pesce, che era un simbolo del Cristo [..].
Tuttavia, prima di diventare un simbolo cristiano il vesica piscis era universalmente il simbolo della Dea Madre, con la forma a mandorla simile alla forma del contorno della vulva, attraverso la quale scaturiva la vita.
[..] Per essere un simbolo della Dea, i cerchi devono venire sovrapposti lateralmente, di modo che la forma di mandorla sia puntata verso l’alto e verso il basso. Come il nome suggerisce, vesica piscis, si dice che la vulva emani un leggero odore di pesce; in greco la parola delphos significa sia utero che pesce, ed esistono molte associazioni infraculturali tra la Dea e il pesce.
Foto di ShamanaInteriore[..] Il vesica piscis sul coperchio del Pozzo del Calice propone i cerchi sovrapposti l’uno sopra l’altro, ma all’interno di un disegno più complesso. I due cerchi sono a loro volta compresi in un altro cerchio più ampio. Su entrambi i lati sono raffigurate foglie di vite, e al centro figura un’asta verticale che sembra emergere o conficcarsi nella vita vegetale che le sta alla base.”
...[..] Arrivai a concepire il vesica piscis, l’immagine di due cerchi sovrapposti, come una metafora visiva di quei momenti in cui i mondi si sovrappongono o si compenetrano e la vita si impregna di profondità e significato.
Qui hanno luogo quei momenti dentro e fuori del tempo quando il mondo visibile e il mondo invisibile si intersecano; quando i valori eterni e quelli mondani si sovrappongono; quando il mondo archetipico e il mondo materiale si incontrano; quando il Cielo e la Terra, il mondo superire e quello inferiore si fondono in un momento liminare.
[..] Quando riusciamo a comprendere ciò che è profondamente significativo e al di là di quello che riusciamo ad affermare intellettualmente. Quando abbiamo intuizioni mistiche e poetiche.”

Jean Shinoda Bolen, Passaggio ad Avalon

Tratto da:http://blog.libero.it/MadreTerra/

http://comandantekanta.com/


Bruciare il petrolio nel Golfo del Messico: la cura peggiore del male?

La chiazza di petrolio nel Golfo del Messico, le foto della NASA

Da qualunque parte la si guardi, questa bruttissima storia si rivela per quella che è: un disastro ambientale di proporzioni immani. Il petrolio che sgorga libero nelle acque del Golfo del Messico è pari a 5000 barili al giorno. Le stime ora sono più precise, dopo che il NOAA ha scoperto che un nuovo pozzo si è aperto e che lascia fuoriuscire altro carburante. La soluzione paventata, quella cioè di bruciare in acqua il greggio, con tutti i fumi di combustione che si produrebbero, si potrebbe rivelare ancora più inquinante dell’arrivo della marea nera sulle coste della Louisiana.

E’ davvero complessa la situazione nel Golfo del Messico dopo che lo scorso 22 aprile, (Giornata della Terra) la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della Bp ha preso fuoco e si è inabissata. La chiazza di greggio, ad oggi, è lunga oltre i 20 Km.

La chiazza di petrolio nel Golfo del Messico, le foto della NASA
La chiazza di petrolio nel Golfo del Messico, le foto della NASA La chiazza di petrolio nel Golfo del Messico, le foto della NASA

La soluzione paventata è quella di dare fuoco, secondo procedure controllate al petrolio, perché sia le barriere, sia i sistemi di pulitura delle acque si stanno rivelando soluzioni non sufficienti rispetto all’estensione del disastro.

Ad alimentare le preoccupazioni degli ingegneri e dei tecnici della Guardia Costiera il nuovo fronte dell’emorragia di greggio troppo vicino agli estuari e alle paludi a sud della Louisiana. Ieri le prime prove di incendio controllato del petrolio. Nessuno però ha proposto soluzioni ai fumi dei fuochi controllati che andranno a inquinare l’atmosfera.

Via | Usa Today
Foto | NASA

http://www.ecoblog.it/

pensiero del giovedì 29 aprile 2010

http://www.evoluzioni.info/uploaded_images/bianchissimo-787574.jpg



"L'incarnazione di un'anima è un processo di discesa nella materia, nel corso della quale essa dimentica ciò che ha vissuto in alto; ecco perché, arrivando sulla terra, l'anima non ha più tanto coscienza degli impegni che ha preso nei confronti del Cielo, prima di scendere. Ma gli anni passano... e via via che il tempo scorre, e si vivono sensazioni e impressioni, l'anima viene attraversata da certi pensieri e aspirazioni, dapprima in maniera fuggevole, poi sempre più precisa. Questo si manifesta con una tendenza a ricercare determinate attività, a considerare una determinata professione: è ciò che si chiama "vocazione".
Coloro che hanno così la sensazione di essere chiamati a portare a termine un compito o adempiere a un dovere, non devono esitare. Probabilmente non dicono a se stessi in modo esplicito che devono compiere una missione precedentemente accettata, ma il Cielo fa in modo che essi si sentano nel proprio elemento unicamente in quella situazione. E quali che siano le difficoltà che incontrano sul proprio cammino, non devono cambiare orientamento."

EDITIONS PROSVETA

Misticismo andino, uno strumento di crescita personale

Non è più tempo di chiedersi quale sia il percorso "giusto" o la modalità di crescita "giusta" per il proprio cammino personale. Gli strumenti e le tecniche di trasformazione delle nostre esistenze sono diversi per ognuno di noi e nessuno strumento è importante in sé. Quello che conta, invece, è piuttosto il desiderio di uscire dalle barriere del proprio ego, dalle sbarre della propria mente, per aprirsi alla percezione di una realtà più ampia. Questo è uno degli aspetti del misticismo e della spiritualità delle popolazioni andine.




qeros inka crescita
Una cosa che amo profondamente del misticismo Andino è l'assoluta universalità, l'estrema apertura di una popolazione che ha tramandato una modalità di rispetto e di crescita al di là di qualunque dogma
Pochi giorni fa ho avuto occasione di condividere con Elizabeth Jenkins (autrice del libro "Il ritorno dell'Inka"), un'esperienza di contatto con il misticismo e la modalità spirituale delle popolazioni andine, gli eredi dell'Inka.

Una cosa che amo profondamente di questa visione, fin da quando nel 1998 ho scelto di vivere il percorso iniziatico Andino in Perù, è l'assoluta universalità, l'estrema apertura di una popolazione che ha tramandato una modalità di rispetto e di crescita al di là di qualunque dogma, all'insegna del Relativismo più assoluto.

Nella visione Andina, ogni essere umano è invitato per prima cosa e come elemento fondamentale a rendersi conto di essere parte di un Tutto, profondamente immerso in una realtà costituita da energie viventi.

Piante, animali, cristalli, la stessa Madre Terra viene considerata come un unico organismo di cui ogni essere vivente non è che una cellula.

Oggi sappiamo che tutto questo sta diventando abbastanza normale per chi conosce gli sviluppi che ha avuto negli ultimi anni un'applicazione concreta della fisica quantistica, che ci insegna proprio che la realtà esiste così come la percepiamo soltanto in funzione di chi la osserva e del modo in cui essa viene osservata.

Bene, tutto questo corrisponde profondamente alla visione che gli Inka ci trasmettono da secoli attraverso i Qeros, i loro eredi che vivono tuttora a 5000 mt sulle Ande peruviane.

elizabeth jenkins
Elizabeth Jenkins autrice del libro "Il ritorno dell'Inka"
Una visione analoga si ritrova in molte culture matriarcali e tradizionali del passato: il labirinto Hopi, in cui tutte le strade portano al centro, non ce n'è una più importante, la sola cosa che conta è scegliere di percorrerne una; l'aspetto più profondo del Reiki, in cui si propone un assoluto rispetto per le varie modalità di gestire e vivere la propria guarigione intesa (guarda caso) come crescita, diverse in ognuno; la tolleranza universale del buddhismo tibetano così come ci viene riproposto da una figura come l'attuale Dalai Lama e così via.

Non è più il tempo di chiedersi quale sia il percorso giusto, la modalità di crescita giusta, lo strumento giusto da utilizzare.

Negli ultimi anni, grazie prima alla diffusione dell'editoria e oggi di Internet, chiunque può accedere ad una quantità di informazioni relative a tecniche di crescita che soltanto un secolo e mezzo fa avrebbero richiesto non una ma dieci vite.

E come troppo spesso accade, un'eccessiva abbondanza diventa quasi un sinonimo di carenza.

Persi in mezzo a vie, strumenti, tecniche, spesso ci si ritrova a non sapere più che cosa fare, quale modalità utilizzare.

È qui è preziosa la saggezza di popolazioni come i Qeros, che ci ricordano come non esista nessuno strumento importante in sé. Quello che conta è l'atteggiamento interiore di chi sceglie di crescere, di uscire dalle barriere del proprio ego, dalle sbarre della propria mente, per aprirsi alla percezione di una realtà più ampia costituita da un continuo fluire di energie e di forme vitali che interagiscono in uno scambio continuo. Per cui, quale che sia il tipo di strumento che si ha a disposizione, ci si rende conto tra l'altro di come crescere non possa che essere assolutamente semplice: questo non vuol dire certo facile, ma vuol dire non legato ad astrattismi o elucubrazioni intellettuali.

Nella modalità Andina si parte dall'esperienza diretta per poi trarre i propri insegnamenti di vita.

È questo il suggerimento che mi sento di rivolgere a chiunque voglia realmente intraprendere un percorso di trasformazione della propria esistenza, senza sprecare più tempo nell'attesa dell'esperienza "giusta".

fonte:http://www.terranauta.it/

mercoledì 28 aprile 2010

HO CAPITO CHE...


Franco Libero Manco

Ho capito che la vera forza liberatrice dell'uomo nasce dalla conoscenza e dalla volontà di essere artefici del proprio destino.

Ho visto che l'umanità da sempre è in mano a 3 centri di potere: quello politico, quello religioso e quello medico.

Ho visto che i grandi meccanismi di gestione delle cose comuni sono concepiti per consolidare il potere dei forti.

Ho capito che le guerre moderne si fanno anche per rinnovare gli arsenali bellici e favorire le influenti industrie produttrici.

Che il concetto di patria e di religione troppo spesso divide i popoli più che avvicinarli.

Che la scienza il più delle volte non è al servizio della gente ma di chi paga i tecnici della ricerca, cioè delle grandi multinazionali, veri e propri imperi economici, come la chimico-farmaceutica, la petrolifera o dell'alimentazione le quali pagano gli scienziati per dimostrare quello che a loro torna utile a vendere i loro prodotti.

Che la medicina convenzionale è fondamentalmente sintomatologia, non preventiva, perché la salute non rende mentre la malattia dà sostentamento ad un esercito sconfinato di persone.

Che la politica crea classi di potere che sempre sfuggono al controllo di chi le elegge, e che i stessi mezzi di informazione danno alla gente quel che la gente chiede non quello di cui la gente ha realmente bisogno.

Che la miseria e la fame nel mondo non sono frutto di un fatalismo ma la conseguenza di un meccanismo pensato per manovrare e assoggettare le masse.

Che la carenza di cultura e di pensiero critico della gente sono voluti perché diventano piedistallo di ogni tirannia e serve a mantenere la gente in uno stato di perenne necessità dei dottori del corpo e dello spirito.

Ho visto che nella Bibbia vi sono molte contraddizioni dottrinarie, che la vera religione cristiana è stata ampiamente disattesa e che, a parte gli ultimi decenni, la Chiesa si è servita di Cristo piuttosto che servire Cristo, e che la sua preoccupazione dominante sembra essere quella di perpetuare se stessa.

Ho visto che in merito al modo di alimentarsi dell'uomo la religione cattolica tende a spegnere il naturale sentimento di pietà dell'animo umano verso la sofferenza dell'animale e svalutare tutto ciò che non è umano.

Ma c'è una componente unitaria in tutta questa situazione. La coscienza umana: E' la coscienza infatti a fare la storia che sempre si esprime in base al suo grado evolutivo, al suo senso di giustizia, alla sensibilità del cuore della gente, alla capacità di condividere la sofferenza del prossimo. Qualunque violenza,qualunque ingiustizia dal più piccolo reato alla strage nasce dall'animo umano.

Ciò che occorre, per risolvere tutti i problemi del mondo e consentire all'uomo di superare la lunga fase storica dell'ingiustizia e della violenza, è rendere migliore l'animo umano, cioè più giusto, più buono, più fraterno, più conciliante, più compassionevole... Questo è il solo modo per rendere migliori i sistemi, i meccanismi, il mondo. Il resto è demagogia.

fonte


L'origine del Male

È possibile che la pandemia di AIDS sia stata causata da vaccini antipolio accidentalmente contaminati con un virus delle scimmie e utilizzati in Africa alla fine degli anni ’50? Un documentario teatrale scritto, diretto, interpretato da Christian Biasco, per interrogarsi sui rischi e le scelte della scienza moderna e sul diritto-dovere di ognuno di informarsi.



http://biasco.ch/originedelmale/video

USA: VENTI DI SECESSIONE?

«La vecchia divisione fra progressisti e conservatori è diventata insignificante», dal momento che «le grandi banche hanno messo a segno un colpo di Stato». Thomas Naylor, il fondatore del movimento secessionista in Vermont (Second Vermont Republic) dice: «Il nostro punto di partenza è che abbiamo due nemici: il governo federale e l’America del business. L’uno possiede l’altro».

Naylor elenca furioso i segni del declino degli USA fra le nazioni industrializzate, nazione agli ultimi posti nella partecipazione al voto, nella sanità, nell’istruzione; ai primi per il tasso di omicidi e di mortalità, per criminalità giovanile, per le minorenni incinte, per la disparità sociale, e – inoltre – per inquinamento nonostante l’industrializzazione.

«Quaranta milioni di americani vivono sotto il livello di povertà e lo Stato federale ci ha accollato trilioni in debiti che non potremo mai pagare».

«Il solo modo di fermare queste guerre è smettere di pagare per esse. Il Vermont dà 1,5 miliardi di dollari al bilancio del Pentagono. Non vogliamo solo l’indipendenza del Vermont, vogliamo la dissoluzione pacifica dell’impero. Il governo USA ha perso la sua autorità morale».

Il movimento promuove l’autosufficienza agricola e l’uso di energie sostenibili. Ha un quindicinale ed una radio, Radio Free Vermont, il cui direttore-proprietario, Dennis Steele, s’è candidato a governatore con la secessione come programma. Gente che la pensa come lui sta concorrendo alla carica di vice-governatore, ad otto seggi del Senato e a due della Camera locali.

Ma anche in Texas c'è un movimento secessionista: il Texas Nationalist Movement « cresciuto impetuosamente dopo i salvataggi della banche ad opera della FED e del Tesoro», secondo il suo fondatore Daniel Miller.

Noi del Texas, dice «siamo la vacca da mungere a favore degli Stati indebitati. Il Texas viene penalizzato dalle leggi federali sulle emissioni di CO2 come da quelle sugli immigrati; ce l’hanno contro il nostro modo di vita, ci offendono». Il movimento sta raccogliendo un milione di firme da presentare per l’apertura della legislatura di Stato, gennaio 2011.

Stanno prendendo forza, inoltre, altre entità secessioniste, il Southern National Congress e l’ancora più a destra League of the South, che inalberano la bandiera dei Confederati, cominciano le riunioni cantandone l’inno (Dixie), e propugnano il ritorno al «potere bianco e maschio».

Per Naylor, questi movimenti sono un pericolo, perchè un loro atto violento potrebbe giustificare una repressione militare del secessionismo.

Tratto da: http://www.truthdig.com/report/item/the_new_secessionists_20100426/

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Anteprima: Umani in divenire

Non essere normale

http://www.corriere.it/Media/Foto/2004/10_Ottobre/28/FARFAL.jpg


Tu, come tutti noi, hai difficoltà ad affrontarti per la maggior parte dei giorni della tua vita. Stare attenti a questi problemi e preoccupazioni è normale.

Oggi, non essere normale! Attento alle cose belle che hai nella vita, l'aria nei tuoi polmoni, i vestiti che indossi, le opportunità di vita!

Combatti per questo!

Yehuda Berg


The Kabbalah Centre
www.kabbalah.com

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Anche Facebook va a carbone!

Cosa si nasconde dietro il design pulito e impeccabile di Apple o Microsoft? E se scoprissimo che anche Facebook va a carbone?

International — Apple, Facebook e più in generale il 'cloud computing' – la nuvola delle tecnologie informatiche disponibili online - non aiuteranno a combattere i cambiamenti climatici. Anzi. I giganti dell'IT stanno costruendo data center che saranno alimentati principalmente da centrali a carbone. È la denuncia del nuovo rapporto "Make IT Green".
La quintessenza del 'cloud computing' come l'iPad di Apple - che consente l'accesso a social network e streaming video - può innalzare l'impatto ambientale dell'Information Technology più di quanto stimato in precedenza.
All'attuale tasso di crescita si stima che i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno quasi duemila miliardi di kilowattora di elettricità nel 2020. È oltre il triplo del loro consumo attuale e più del consumo elettrico di Francia, Germania, Canada e Brasile messi insieme.
Facebook, il colosso dei social-network, per esempio ha costruito un gigantesco data center a Prineville, nell'Oregon, optando per l'altamente inquinante carbone. Per far crscere la protesta si può aderire al gruppo Facebook "Vogliamo che Facebook utilizzi il 100 per 100 di energia rinnovabile". Meglio Yahoo che per il suo nuovo server costruito a Buffalo, nello stato di New York, ha scelto di impiegare anche energia idroelettrica.
L'ultima cosa di cui abbiamo bisogno, secondo Greenpeace, è la costruzione di ulteriori infrastrutture per il 'cloud computing' in luoghi dove farebbero crescere la domanda di energia sporca, a carbone. Le internet company vengono gentilmente invitate a scegliere più accuratamente dove costruire e a fare pressione sui governi per l'adozione di energia pulita.

Fonte: Greenpeace

Iniziative e Link in tutto il Mondo

A conferma delle tesi esposte nel precedente post, riportiamo questo link ad una pagina dell'interessante sito: "Don't Chemtrailme Bro!" in cui compaiono alcune centinaia di siti che, in tutto il mondo, si occupano del "caso". Riteniamo molto interessante, soprattutto, la parte "Media Coverage" con link a delle sessioni video molto complete, comprese le tesi "negazioniste". ( http://www.dontchemtrailmebro.com/index.html )


Ricordiamo poi l'importante iniziativa del sito: http://www.sciechimicheroma.com/ che promuove incontri di persone sensibili a questo problema per proporre iniziative comuni. Il prossimo incontro è stato fissato, dai promotori di questa iniziativa, per il giorno 8 Maggio alle ore 16,00. Per maggiori informazioni, contattate gli autori del sito.


Natural clouds VS artificial clouds

Onu: «Oggi muoiono 17 mila bambini» Il Papa: «Risorse esistono, usiamole»


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Notizia del Corriere della Sera del 16 novembre 2009

http://www.corriere.it/politica/09_novembre

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Ban Ki-moon: possibile sfamare tutti. Nella dichiarazione finale nessun impegno finanziario. Diouf rammaricato

Papa Benedetto XVI e il segretario generale Fao, Jacques Diouf (Ap)
Papa Benedetto XVI e il segretario generale Fao, Jacques Diouf (Ap)
ROMA - Al vertice Fao di Roma è stata approvata per acclamazione una dichiarazione finale sulla sicurezza alimentare che cita fra gli obiettivi il dimezzamento della povertà entro il 2015. Nel testo non è previsto alcun impegno finanziario, bensì cinque azioni da mettere in campo per combattere la fame per cui si chiede ai governi di assicurare ai Paesi in via di sviluppo i fondi promessi. Nella dichiarazione di 41 paragrafi sono ripresi i cinque principi sulla food security del G8 dell’Aquila, che diventano i "Five Rome principles for sustainable food security" (il testo completo in inglese - pdf).




Il Vaticano e la sua Banca "Privata"

martedì 27 aprile 2010

PoesiAmo

http://tuttidentro.files.wordpress.com/2009/04/luna-rossa.jpg



Parlar di cose alte, intuendone il mistero

toccar le ali agli angeli, per catturarne il volo

Comprendere le parole nascoste dentro ai libri

Senza accampar superbie e farne delle torri

l’ascolto delle cose…

dei silenzi e dei rumori

comprensione e coscienza ed il senso dell’amore

Per ascoltar quel canto occorre l’umiltà

Per consentire al cosmico d’entrarti dentro al cuore

lasciando voce e spazio a ciò che è superiore

ammettendo d’essere solo un po’ più di niente

ma anche quel miracolo che non ha precedente

Contraddizione!

Il ritmo ed anche quel lucore

aprendo a quel silenzio la strada del tuo cuore

scoprendo nel profondo la forza di sentire

quel che non si pronuncia…ciò che non si sa dire

eppure sta nell’anima come se fosse scritto

leggendone, fra le righe di quegli antichi libri

quello che n’è rimasto

quel che non han cambiato

di quel che nostra spocchia, non rese poi un peccato

Perché l’arte dell’uomo è quella del mentire

Più che agli altri a sé stesso, perché non sa sentire



di Marigo Giandiego

fonte

eric clapton wonderful tonight live

Storie Zen "Il ricco Mercante"

http://blog.thaisoriente.com/wp-content/uploads/2008/06/zen13.jpg



Vi voglio narrare un'altra Storia Zen Tratta da "Sentieri di Luce", molto carina e spunto di riflessione sul valore che troppo spesso viene dato ai beni materiali.
Recita più o meno così:


Un ricco mercante si recò dal Buddha e gli chiese la strada più breve per ottenere la liberazione. Chiedendo ciò porse all'Illuminato in dono un vaso d'argento. Il Buddha rispose: "Lascialo cadere!".
Allora il mercante lasciò cadere il vaso, sperando che a questa azione sarebbe seguito qualche nuovo ammaestramento, ma il Buddha rimase in silenzio.
Il mercante tornò a formulare la sua domanda, offrendo stavolta al Buddha un piatto d'oro. Il Buddha rispose:"Lascialo cadere!".
Di nuovo il mercante fece cadere a terra il piatto ma il Buddha non disse niente.
Allora il mercante decise di donare al Buddha ciò che più di prezioso aveva, cioè un diamante. Il Buddha di nuovo gli disse: "Lascialo cadere! ".Il mercante allora, incollerito perchè pensava di essere preso in giro, si alzò di scatto e se ne andò.
Ma mentre stava per varcare la soglia del tempio, si girò di nuovo a guardare il Buddha che di nuovo ripetè " Lascialo cadere!".
Allora il mercante finalmente capì.

Il mercante capì che non poteva mercanteggiare la liberazione.Il fatto di presentare al Buddha dei beni materiali denuncia il suo attaccamento al sistema di vita comune, che da valore alle cose. Ma è solo "lasciando cadere" questi falsi valori che si può arrivare alla liberazione.


Altre volte storie Zen hanno come protagonista un non meglio identificato mercante, che è la personificazione dell'uomo che dà importanza alle cose materiali e che cerca di acquisire con ricchezze e denaro meriti religiosi.
Narra una di queste che un mercante diede in dono ad un monaco una notevole somma di denaro. Scocciato perchè non era stato neppure ringraziato, si sentì rispondere : " Di cosa ti devo ringraziare ? È chi dona che deve essere grato!".

Buona vita
Namastè

APPELLO alla RETE di ZANOTELLI

SFERE LUMINOSE COMPIONO MANOVRE "INTELLIGENTI" SU GEELONG, AUSTRALIA



Un uomo d'affari australiano Anthony Raduka, verso la mezzanotte di lunedì 19 aprile 2010 dal balcone della su casa ha avvistato e girato un video inerente misteriose sfere luminose volteggiare sul quartiere di Corio Bay della città australiana di Geelong. Le sfere procedendo a gran velocità si immergono fino quasi a toccare il livello stradale per poi infine ritornare veloci in cielo volteggiando a zig-zag.
Il signor Raduka ha dichiarato che non potevano essere aerei perchè viaggiavano troppo veloci e con moto irregolare; inoltre cambiavano colore e forma. "Abbiamo visto dei caccia militari dal nostro balcone quando queste sfere sono apparse ed esse sono andate dieci volte più veloci" ha detto. Il testimone che non ha mai visto nulla del genere in vita sua conclude: "Potrebbero essere degli UFO. Non so che cosa fossero. Tutte le cose che abbiamo pensato non hanno potuto spiegare perchè le sfere cambiavano colore e andavano così veloci. Siamo stati lì per mezz'ora a cercare di capire che cosa potevano essere. Andavano troppo basse sui tetti per essere degli aerei."

Fonte:
http://www.geelongadvertiser.com.au/article/2010/04/22/166451_news.html


http://noiegliextraterrestri.blogspot.com

Aprite gli occhi: siamo in Matrix...

Aprite gli occhi: siamo in Matrix...
Matrix”. Uno dei film di fantascienza più visti degli ultimi decenni. Con i suoi sequel milioni di spettatori in tutto il mondo, hanno seguito le vicende dei protagonisti lanciati fra il futuro, il passato ed un presente fatto di reale irrealtà.
Un film discusso, apprezzato, odiato. A seconda degli occhi e della mente di chi l’ha visto.
Usciti dai cinema, tornati alla vita reale, si riemerge in quella che – sotto tutti i punti di vista – viene considerata “Realtà”.
Ma siamo certi di sapere cosa sia la “Realtà”? Siamo davvero convinti di vivere in un mondo “Reale”? E cosa significa? Chi e come si stabilisce se ciò che vediamo, ascoltiamo, viviamo, scegliamo può essere definito “reale”?
Innanzitutto, prendiamo ad esempio ciò che ci viene continuamente proposto attraverso varie forme di Comunicazione.
Sono reali i messaggi pubblicitari che siamo costretti in alcuni casi a seguire tramite la televisione, la radio ed i giornali? Corrispondono a realtà le promesse sciorinate sull’assoluta efficacia di un prodotto, sull’assoluta necessità di scegliere un marchio piuttosto che un’altro, sulla assoluta priorità di acquistare un articolo che risolverà buona parte delle problematiche della vita quotidiana?
Ebbene: la risposta è no. Seppur viviamo in una Società sviluppata, altamente tecnologicizzata ed enormemente riempita di centinaia di migliaia di prodotti sappiate che, potremmo tutti fare a meno della maggior parte di essi.
Non è infatti necessario poter scegliere ad esempio fra migliaia di prodotti di pulizia per la casa, o fra le migliaia di cosmetici o articoli alimentari e vetture e cellulari ed abiti ed accessori e medicine... Sarebbe nella realtà delle cose, necessario avere una soluzione pratica e logica alle mille incombenze quotidiane.
Sapete che da qualche tempo – ad esempio – esistono alcuni siti che consigliano come produrre in casa a basso costo, prodotti per la pulizia della casa, prodotti per la toilette quotidiana e tante altre piccole e grandi soluzioni per ottenere senza spendere troppo, la maggior parte degli articoli che corriamo ad acquistare nei supermercati e nei negozi, sottoponendoci ogni volta ad un incredibile giravolta fra scaffali, nomi, prodotti, colori, prezzi di cose di cui basterebbe meno di un quinto della metà?
E’ una tendenza che nasce fondamentalmente dall’esigenza di vivere in maniera più ecologica, ma se applicata alla umana e naturale esigenza di trovare una qualche soluzione alla domanda di risolvere una qualsiasi necessità, ecco che soluzioni di questo genere possono riportarci ad uno stadio di maggiore “realtà” delle cose. E fin qui, parliamo solo di prodotti di vario genere creati e distribuiti da centinaia e centinaia di imprese produttrici.
Una reale irreltà, appunto. Necessità create ad arte ed amplificate a dovere. Ma del tutto... irreali.
E che dire poi, del mondo dell’Informazione? Alcuni dicono che in Italia manca la libertà di Stampa. Io dico invece, che manca la Realtà dell’Informazione.
Buona parte di ciò che si scrive, si pubblica e quindi di propone alla Comunità, non è esattamente frutto di fatti reali, bensì di fatti sempre più spesso... artefatti. Lo possiamo vedere in ogni tipo di notizia proposta. Piuttosto che la Realtà – nel mondo dell’Informazione – vige la regola del “Ciò che si vuol far pensare”. Forse, in maniera del tutto contraddittoria, non è che manchi la Libertà di Stampa. Piuttosto manca la realtà di Stampa, che è ben altra e peggiore cosa.
In una Società ove le testate nazionali si possono permettere di raccontar le cose come gli pare, ecco: questa è grande Libertà. Ma una Libertà fondata... sull’irreale.
Poi c’è la Politica. Quella delle parole, tante. Dei fatti. Pochi. Ma a parole, si riesce a confondere, convincere, dirigere, deviare intere Masse. Milioni di persone.
La Politica è Reale’ No, se si pensa che nessuno di noi può avere l’assoluta certezza nemmeno su fatti accaduti e raccontati e riportati. Perchè ognuno, ogni Giornalista, ogni testata, ogni editore, decide come, quando e perchè rivelare un fatto, raccontare un episodio, rivelare un segreto.
Basti vedere come della stessa notizia, vengano riportati sempre dati del tutto diversi a seconda della testata o del TG.
Ma ci sono anche notizie “montate”, del tutto irreali ma proposte come assolutamente vere. Comprendere diviene difficile per i più. Scoprire l’inganno, inversomile per molti, che nemmeno ci pensano ad una evenienza del genere. Eppure...
Nel Reale mondo dell’irreale, ogni giorno viene montato un mattoncino. Ogni ora viene posto un tassello. Ogni secondo qualcuno batte e ribatte su qualcosa di completamente artificiale svendendolo per reale.
Incredibilmente, ci ritroviamo col mondo virtuale del web, molto più reale del mondo così percepito: quello che siamo convinti di vivere nella realtà.
E’ una sorta di trasposizione. Di illusione che diviene materiale realtà. Virtualemnte vero, veramente irreale.
Se non ne avete capito il senso, ne riparliamo...

fonte

Il ponte sullo stretto di Messina ed il vulcano Marsili


Il Marsili è il più grande vulcano d’Europa, essendo esteso per 70 km in lunghezza, 30 km in larghezza ed una altezza di 3000 metri dal fondo marino, raggiungendo con la sommità la quota di circa 450 metri al di sotto della superficie del mar Tirreno. E’ stato scoperto e localizzato nei primi decenni del ’900 nel basso Tirreno (39° 15′ 0″ N, 14° 23′ 40″) nell’arco insulare eoliano, ha una attività iniziata circa 200 mila anni fa che attualmente è oggetto di studio, dal momento che potenzialmente potrebbe rappresentare sia per la localizzazione che per la grandezza, uno dei vulcani più pericolosi d’Europa con elevato rischio tsunami. Per i curiosi, gli fu dato il nome Marsili in onore di Luigi Ferdinando Marsili (1658 – 1730) grande scienziato, militare, geologo e botanico italiano.


Formazione, conformazione e assetto geologico del Mar Tirreno e presenza di grandi vulcani sottomarini, come il Marsili, sono al centro del progetto europeo MEDOC cui partecipano tra gli altri i ricercatori dell’Istituto di scienze marine (Ismar-Cnr) e dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali (Idpa-Cnr) del Consiglio nazionale delle ricerche .

I rilievi di sismica a riflessione e rifrazione sono condotti per mezzo della navi Urania e Sarmiento de Gamboa. Già da febbraio 2010 la nave oceanografica Urania, del Cnr, ha iniziato una campagna di studi sul vulcano sommerso rilevando preoccupanti frane che testimoniano una notevole instabilità. Comunque i futuri dati acquisiti con il progetto MEDOC permetteranno ai sismologi di valutare in maniera più precisa il reale rischio tsunami conseguente ad un eventuale ripresa di attività eruttiva.

Viene facile però rilevare che molto probabilmente sarebbe stato più prudente avere questi dati prima della decisione di procedere ai lavori per la realizzazione del progettato ponte sullo stretto di Messina, anche se l’opera si prevede che possa resistere a sollecitazioni sismiche fino a magnitudo 7,1 (pari a quella del Terremoto di Messina del 1908) e a venti di 216 km/h.


ll progetto preliminare dell’opera prevede il collegamento stabile tra Cannitello in Calabria e Ganzirri in Sicilia mediante la realizzazione di un ponte sospeso con due corsie stradali più una di emergenza per ogni senso di marcia e due binari di traffico ferroviario. La lunghezza totale dell’impalcato sospeso è pari a 3.666 m,la campata centrale del ponte prevista di 3.300 m e i due piloni alti 382,6 m (s.l.m.) posti sulle sponde superano il record mondiale attuale di altezza detenuto dal Viadotto di Millau in Francia con 341 metri. L’impalcato del ponte sarà sospeso a quattro cavi d’acciaio del diametro di 1,24 metri e della lunghezza di 5.300 metri.

Numeri che incutono paura ed una riflessione: “ il rischio tsunami era già stato preso in considerazione?”.

Può darsi di sì, ma con quali dati disponibili?

fonte




L'Arca di Noè è esistita davvero: il relitto ritrovato dagli archeologi sull'Ararat

ultimo aggiornamento: 27 aprile, ore 16:33
Roma - (Aki) - Secondo l'esame del carbonio 14 il reperto risale a circa 4.800 anni fa, epoca a cui daterebbe il diluvio universale raccontato dalla Bibbia, a cui Noè e la sua famiglia sopravvissero proprio grazie all'Arca. La struttura sarebbe suddivista in vari compartimenti, alcuni dei quali pieni di fascine di legna e probabilmente destinati al trasporto di animali

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Roma, 27 apr. - (Aki) - Un gruppo di 15 archeologi cinesi e turchi ha annunciato di aver ritrovato sul Monte Ararat, nell'est della Turchia, l'Arca di Noè. E' quanto scrive il sito del tabloid britannico 'The Sun', secondo il quale il gruppo ha spiegato di aver individuato i resti di una struttura in legno sull'Ararat e di aver sottoposto alcuni campioni al test del carbonio 14. Dall'esame sarebbe risultato che il reperto risale a circa 4.800 anni fa, epoca a cui daterebbe il diluvio universale raccontato dalla Bibbia, a cui Noè e la sua famiglia sopravvissero proprio grazie all'Arca.

"Non possiamo dire al 100 per cento che si tratta dell'Arca di Noè, ma pensiamo di poterlo dire al 99,9 per cento", ha detto Yeung Wing-cheung, di Hong Kong, uno degli esploratori che affermano di aver ritrovato il reperto, tutti membri di un'organizzazione internazionale dedita proprio alla ricerca dell'Arca.

La struttura sarebbe suddivista in vari compartimenti, alcuni dei quali pieni di fascine di legna e probabilmente destinati al trasporto di animali. Secondo i testi sacri, coppie di animali di diverse specie si salvarano perché imbarcate sull'Arca di Noè.

Il gruppo di archeologi ha spiegato di aver già invitato le autorità turche a richiedere all'Unesco che il sito sia inserito nella lista del patrimonio mondiale dell'umanità e di proteggerlo fino a quando un'indagine archeologica più approfondita non possa esservi condotta. Non è la prima volta che esploratori o avventurieri provenienti da diverse parti del mondo affermano di aver ritrovato l'Arca di Noè sull'Ararat. Secondo la tradizione biblica, infatti, l'imbarcazione si fermò proprio sulla cima di quel monte quando le acque si ritirarono al termine del diluvio.

http://www.adnkronos.com/IGN

Lufthansa dice basta al trasporto di cani e gatti destinati a sperimentazione


ultimo aggiornamento: 27 aprile, ore 13:07
Roma - (Ign) - La notizia è stata diffusa dalla Peta, organizzazione non-profit a sostegno dei diritti animali, che aveva mostrato le foto di 50 beagle terrorizzati che la compagnia aerea stava trasportando in un laboratorio scozzese per test su veleni e pesticidi

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Roma, 27 apr. (Ign) - La compagnia aerea Lufthansa ha deciso che non trasporterà più cani e gatti destinati alla sperimentazione. La notizia è stata diffusa dalla Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), organizzazione non-profit a sostegno dei diritti animali.

La compagnia aerea tedesca è stata la prima a raccogliere l'appello dell'associazione ambientalista che aveva mostrato sul suo sito le foto di 50 beagle terrorizzati che Lufthansa stava trasportando in un laboratorio scozzese, Charles River Laboratories (CRL), per test su veleni e pesticidi. Di qui la decisione di cambiare politica sull'argomento.

Ora la Peta sta cercando di convincere Lufthansa a estendere lo stesso divieto a tutti gli animali.

http://www.adnkronos.com/IGN/

Osservazione Empirica e Paranoia

Osserviamo i riversamenti in atmosfera di sostanze chimiche da più di un anno; in questo periodo di tempo abbiamo tenuto un piccola raccolta di dati personale derivante dalla nostra osservazione diretta. Questi dati, evinti con l’osservazione empirica ed ottenuti tramite il senso della vista e delle sue protesi tecnologiche (la fotografia), ci sono utili oggi per sintetizzare quanto segue: 1) Le irrorazioni chimiche aeree vengono effettuate principalmente, ma non esclusivamente, nelle prime ore della mattina (ore 6,00-8,00) e nelle ultime ore del giorno (18,00-20,00). 2) Queste operazioni vengono effettuate principalmente nelle giornate con cielo sgombro da nubi ossia serene e poco ventilate. 3) L’effetti visivo immediato è la schermatura della luce solare ottenuta attraverso la coltre biancastra che si viene a creare dall’unione e dispersione delle sostanze rilasciate dalle scie in quota. 4) Il colore del cielo appare quindi tendente al bianco e presenta spesso coloriture iridescenti, evidenti soprattutto controluce e con l’ausilio di lenti polarizzate o della fotografia. 5) L’aria a terra risulta spesso secca. 6) Il giorno dopo notiamo formazioni nuvolose anomale, estese, piane e spesso ondulate che non causano precipitazioni o danno luogo, a volte, ad una pioggerellina molto rada e di breve durata. 7) Alle irrorazioni chimiche seguono effetti collaterali quali: irritazione e congestione delle vie respiratorie, irrequietezza, insonnia. Questi dati, che sono stati catalogati grazie al contributo di molti amici soprattutto del centro Italia, non vogliono dir nulla se non rendere un servigio probabile a chi, sulla questione, effettua studi e ricerche più approfondite. truman-show-copia-1.jpg

Scritto doverosamente ciò (e lo scriviamo solo per senso del dovere), tocchiamo un altro punto che riguarda in generale il dibattito civile di chi si occupa di tali questioni. Ci riferiamo all’accusa di un comportamento psicotico. Paranoia, e lo traiamo da Wikipedia, significa: “Nell'accezione più comune, per paranoia si intende una psicosi caratterizzata da un delirio cronico, basato su un sistema di convinzioni a tema persecutorio non corrispondenti alla realtà. Questo sistema di convinzioni si manifesta nel contesto di capacità razionali altrimenti integre.” Ora, l’accusa di essere paranoici potrebbe apparire come fondata oppure offensiva. Noi ci limitiamo a dire che la cosiddetta follia spesso riguarda il raggiungimento limite delle facoltà umane. Spesso infatti personalità afflitte da tale “disturbo” hanno contribuito significativamente al progresso delle arti e delle scienze. Ci sembra di osservare peraltro come questo disturbo riguardi da vicino molti esponenti delle classi dirigenti nazionali ed internazionali. La definizione di Wikipedia poi fa riferimento alla mancata corrispondenza con la realtà. Ma la realtà ci chiama con concitazione: milioni di persone si sono accorte di queste operazioni clandestine! Ne parlano scienziati, politici, militari, tecnici, persone comuni. Possiamo applicare l’etichetta "paranoia" a tutti costoro? Oppure è il caso di dire che forse qualcosa di nuovo è apparso nei cieli di tutto il mondo da dieci (circa) anni a questa parte? E possiamo affermare che questo qualcosa di nuovo ha giustamente allarmato milioni di persone? Se un disturbo psichiatrico permette la visione sensibile e corretta, seppur amplificata, della realtà allora forse è una di quelle cose che hanno un senso, come ce ne sono tante in natura, che noi non possiamo o non vogliamo comprendere od accettare. Non vogliamo esaltare le menti disturbate ma cercare di dare un significato più ampio a questi fenomeni che forse, nell’economia del genere umano, hanno. Truman (il protagonista del film Truman Show)…era un paranoico? Ieri, per ricordare un tema a noi caro abbiamo assistito ad una trasmissione televisiva in cui il Prof. Montanari (leggi post precedenti) asseriva di aver riscontrato nei vaccini nanomolecole di metalli pesanti tra i quali, oltre al ben noto mercurio, compare ferro ed acciaio! Ora, ecco un altro caso di osservazione empirica da cui, noi paranoici, quale conclusione dovremmo trarre? Attendiamo risposte.


fonte : http://freeskies.over-blog.com/

La scienza della consapevolezza collettiva – di Robert Kenny

Fonte: http://www.nexusedizioni.it

Oggi che sempre più persone parlano di consapevolezza collettiva, viene naturale chiedersi: “Esiste una ricerca scientifica a sostegno di tale idea?”. La risposta sembra, ogni giorno di più, sì.

Ormai molte ricerche sostengono non solo che tra gli esseri umani esiste un campo di consapevolezza e intelligenza, ma anche che attraverso di esso ci influenziamo reciprocamente.

Come lo Spock di Star Trek creato da Gene Roddenberry, che poteva entrare nella mente degli altri, oggi molti di noi si accorgono di poter intuire i pensieri e le emozioni degli altri, arrivando a pensare e creare insieme senza comunicare attraverso i cinque sensi. L’esistenza di una consapevolezza collettiva diventa più evidente analizzando la nostra capacità di percepire e lavorare con il “campo energetico” emotivo, mentale, spirituale degli altri.

Già da molto tempo la scienza ha ammesso l’esistenza dei campi gravitazionali, elettrici e magnetici; oggi, ricerche importanti nella scienza di frontiera conosciuta come parapsicologia, o studio dei fenomeni psichici (“psi”), mostra come possono esistere anche altri tipi di campi, inclusi i campi del pensiero.

Un fenomeno psi fondamentale è la percezione o influsso extrasensoriale, forse reso possibile dall’apparente capacità della consapevolezza di operare al di là dei limiti dello spazio e del tempo. Esempi di ciò sono, tra gli altri, la telepatia e la vista remota. L’esistenza dello psi (o della “tele-prensione”, come la chiama Ken Wilber) è stata convincentemente dimostrata da numerosi studi scientifici condotti da Marilyn Schlitz, Dean Radin e altri.

In un tipico esperimento di vista remota, per esempio, un individuo viene mandato in una località lontana e segreta, mentre un’altra persona, dal laboratorio, cerca di “vedere remotamente” e descrivere nei dettagli quella località. In molti esperimenti, le persone sono riuscite a descrivere l’ambiente dell’altra persona con un grado statisticamente significativo di accuratezza.

Un dato interessante è che le coppie con legami affettivi hanno ottenuto i risultati migliori. Queste scoperte fanno pensare che nei gruppi in cui esiste un senso di connessione e fiducia reciproca c’è una capacità maggiore di capire e vedere i punti di vista degli altri, di “vedere attraverso gli occhi altrui”.

Il biologo Rupert Sheldrake ha condotto, insieme ad altri ricercatori, molti esperimenti ingegnosi che dimostrano quanto siano diffuse le facoltà psi, persino negli animali. Usando telecamere sincronizzate posizionate nelle case e negli uffici dei proprietari dei cani, egli ha dimostrato che questi ultimi si mettono in attesa davanti alla porta di casa nel momento preciso in cui i proprietari decidono di rincasare dal lavoro, anche quando tale momento viene cambiato di giorno in giorno.

Sheldrake, Radin e altri hanno condotto anche numerosi esperimenti di telepatia sugli esseri umani, dimostrando che le persone possono percepire i pensieri e le intenzioni degli altri attraverso lo spazio e il tempo. Questa ricerca comprende studi su un’esperienza comune chiamata “la sensazione di essere osservati”.

Due persone sono state separate in un laboratorio e messe davanti a telecamere a circuito chiuso. Una persona osservava l’altra a intervalli casuali, mentre a quest’ultima erano state applicate apparecchiature in grado di registrare l’attività del sistema nervoso. La probabilità che i risultati di questa ricerca siano dovuti al caso è di una su 3,8 milioni.

Attraverso molti studi, Sheldrake ha anche dimostrato che possiamo aiutare l’apprendimento degli altri a distanza di chilometri, senza interagire né comunicare. In uno studio, per esempio, è stato registrato il tempo medio con cui un gruppo di individui ha risolto un quiz appena inventato. Lo stesso quiz è stato poi trasmesso a milioni di persone attraverso la TV, affinché i telespettatori lo completassero.

Successivamente, un nuovo gruppo, che non aveva mai visto il quiz, lo ha completato in un tempo molto minore del primo gruppo. Possiamo supporre che siccome molte persone avevano già risolto il quiz, esso si era in qualche modo inciso nel campo della consapevolezza collettiva, rendendo via via più facile la soluzione.

Radin, il “Laboratorio per le ricerche sulle anomalie” della Facoltà di Ingegneria di Princeton (PEAR) e il “Progetto Roger Nelson sulla consapevolezza globale” hanno condotto ricerche ancora più approfondite sul “campo degli effetti” della consapevolezza. Essi hanno indagato le interazioni tra mente e materia attraverso degli avvincenti esperimenti con numeri casuali generati al computer (RNG).

Fondamentalmente, le RNG sono delle sofisticate macchine programmate per visualizzare casualmente degli “zero” o degli “uno”. È come quando si lancia cento volte in aria una moneta: la media che ci aspettiamo sono cinquanta “teste” e cinquanta “croci”: allo stesso modo, una RNG produce, in media, un numero uguale di zero e di uno. Alcune persone, usando intenzionalmente la forza del pensiero, hanno fatto sì che le RNG dessero delle combinazioni significative, anche se solo in poche occasioni su molti tentativi.

Le coppie (le persone unite da una relazione) hanno prodotto risultati sei volte più significativi che non i singoli individui. Come gli esperimenti sulla vista remota, questi risultati indicano che le persone con una connessione individuale, quando agiscono in concerto, sono più influenti degli individui che agiscono da soli.

Forse non sorprende che i gruppi producano risultati RNG molto maggiori degli individui o delle coppie, anche quando sono ignari delle RNG e quindi non possono cercare di determinarne i risultati. Per esempio, quando la semplice attenzione dei gruppi è stata catturata da eventi pubblici di grande interesse, gli effetti RNG sono stati tre volte più grandi di quando gli individui hanno esercitato un’influenza intenzionale sulle macchine RNG.

Durante certi eventi trasmessi dalla TV e molto seguiti dal pubblico, come la morte della principessa Diana o le tragedie dell’undici settembre, i risultati combinati di 60 RNG in tutto il mondo si sono significativamente allontanati dalla media. Per esempio, il 3 ottobre 1995, il giorno in cui è stato letto il verdetto per il caso di O. J. Simpson, Radin, Nelson e Dick Bierman, un professore dell’Università di Amsterdam, hanno deciso di accendere le RNG nei rispettivi laboratori, per verificare la loro ipotesi che sarebbe successo qualcosa di importante nel campo della consapevolezza collettiva.

L’analisi dei risultati combinati ha chiaramente confermato tale ipotesi. Come dice Radin in The Conscious Universe, “Verso l’ora in cui cominciavano i pre-show alla TV, circa le 9 di mattina (ora del Pacifico), in tutte le RNG è apparso un livello inaspettato di ordine. Presto si è tornati ai livelli soliti fino alle 10:00, quando era attesa la sentenza. Qualche minuto dopo, le RNG hanno registrato il massimo grado di ordine nelle due ore di registrazione, esattamente nell’istante in cui il giudice leggeva la sentenza”.

Questi risultati fanno pensare che milioni di menti, quando si concentrano sullo stesso oggetto, possono avere un effetto notevole sul mondo materiale, portando misteriosamente i sistemi fisici casuali verso livelli di ordine più elevato. Allo stesso modo con cui possiamo creare ordine nei sistemi fisici attraverso l’attenzione concentrata o l’intenzione, molti esperimenti indicano che due o più persone possono sincronizzare o armonizzare i propri sistemi nervosi.

Per esempio, in una ricerca finanziata dall’«Istituto di Scienze Noetiche» e altri istituti, Marilyn Schlitz e William Braud hanno dimostrato che gli individui calmi e rilassati possono intenzionalmente ridurre l’ansia degli altri in luoghi distanti, e che la gente che focalizza consapevolmente la propria attenzione può aiutare altre persone, in località remote, a concentrare la propria mente incostante. In un altro campo – la “guarigione a distanza” – su 150 casi studiati, il 67% ha dimostrato che gli individui e i gruppi possono usare l’intenzione, il rilassamento, la concentrazione, la visualizzazione e quella che viene descritta come “una richiesta di guarigione a un potere più grande di se stessi” per curare in maniera significativa altre persone. Gli effetti curativi e la tele-prensione sono aumentati quando i partecipanti provavano empatia o quando meditavano insieme.

A livello comunitario, sociale e persino planetario, più di venti esperimenti (pubblicati su serie riviste scientifiche) hanno dimostrato che gruppi di Meditazione Trascendentale, rappresentanti l’un per cento di una determinata popolazione, hanno provocato un significativo miglioramento nella qualità della vita e nella salute fisica e mentale, oltre a una riduzione dei crimini, degli incidenti e dei conflitti, nell’intera popolazione in oggetto, apparentemente riducendo lo stress nella psiche collettiva.

Questi e altri studi offrono valide prove del fatto che possiamo sviluppare e lavorare sulla nostra consapevolezza collettiva per produrre risultati benefici a livello interpersonale, organizzativo e sociale. Possiamo creare un’empatia, una comprensione e un rispetto maggiori, e uno stato di salute, una cooperazione e una collaborazione creativa migliori.

In ufficio, nelle comunità e nelle istituzioni in generale, dove siamo messi alla prova da problemi estremamente complessi e urgenti, coltivare queste capacità non favorirà soltanto il bene comune, ma può garantire la nostra stessa sopravvivenza.

Robert Kenny, MBA (PhD), è professore del Fetzer Institute e fondatore del Leaderful Teams Organizational Consulting. In precedenza, per ventuno anni, è stato un dirigente di risorse umane. Ha pubblicato molti articoli sulla saggezza collettiva.