lunedì 8 luglio 2019

Connessioni lente


Si sentono spesso onnivori, quelli che con un neologismo chiamiamo carnisti,  giustificarsi con un splendido terzetto di luoghi comuni. 
Il primo e preferito dagli pseudo amanti dell'ambiente è: “Io mangio pochissima carne”
L'altro quello prediletto dagli pseudo salutisti ed amanti degli animali è: “Io compro pochissima carne, solo biologica di provenienza contadina e controllata”. Le volte in cui ho sentito queste due scuse sono innumerevoli, persino di più della terza, molto usata: “Io, purtroppo, devo mangiare carne per la mia salute”Alla prima affermazione è facilissimo rispondere, lo dico spesso, scherzando, ma non troppo "Peccato che l'animale da cui è tratta la tua pochissima carne è, pur sempre, moltissimo morto”Alla seconda, che viene spesso accampata insieme all'idea che possa esserci un allevamento e quindi una macellazione “accettabile e compatibile, quasi giusta” è, comunque, possibile rispondere in modo esauriente: “Tutte le azioni che abbiano come conclusione la morte sono altrettanto dolorose e spaventevoli per chi muore”Non è che che allora il fatto che al maiale, al vitello, all'agnello o al pollo venga concesso di giocare con la palla prima di venire ammazzato renda più giusta la sua morte e, soprattutto, non rende meno terribile e atroce la sua esecuzione. Non esiste un modo gentile e simpatico di uccidere, mettetevelo nella testa! Questa risulta una giustificazione sofistica un po' come la scelta fra la ghigliottina e la mannaia o il pretendere che se si ammazza qualcuno a tempo di musica questi sia meno morto che se lo si faccia in silenzio. 
L'ultima poi è l'assoluto capolavoro della disinformazione!   É ormai scientificamente comprovato che in nessun caso la carne sia indispensabile alla sopravvivenza, nessuna malattia giustifica una dieta carnea. 
D'altra parte il danno arrecato alla salute da salumi e carni rosse o bianche che siano è assolutamente certo e verificato. 
Ora, io non ho alcuna intenzione di portare avanti una crociata, so che ciascuno arriva alla maturazione spirituale ed alla comprensione dell'unicità del “Principio Naturale” con i propri tempi e nei propri modi... nel frattempo però, per evitare la noia e fracassamenti di zebedei, per favore, evitiamo le arrampicate sugli specchi e l'uso di luoghi comuni.

Rosa Bruno