
Namastè
Mi inchino al luogo in te
in cui abita
l’intero universo.
Mi inchino e onoro il luogo in te
dove dimora l’amore
la verità
la luce
e la pace.
Quando Tu sei in quel luogo in Te,
ed io sono in quel luogo in me,
allora
siamo una cosa sola …
Namastè è un saluto originario di India e Nepal e viene usato comunemente in molte regioni dell’Asia. Può essere utilizzato sia quando ci si incontra che quando ci si lascia.
Viene di solito accompagnato dal gesto di congiungere le mani, unendo i palmi con le dita rivolte verso l’alto, e tenendole all’altezza del petto, del mento o della fronte, facendo al contempo un leggero inchino col capo. Nella cultura indiana, questo gesto è un mudra, un gesto simbolico utilizzato anche nello yoga.
La parola namastè letteralmente significa “mi inchino a te”, e deriva dal sanscrito: namas (inchinarsi, salutare con reverenza) e te (a te). Alla parola Namastè è implicitamente associata una valenza spirituale, per cui essa può forse essere tradotta in modo più completo come saluto (mi inchino a) le qualità divine che sono in te.
Namastè unito al gesto di congiungere le mani e chinare il capo, potrebbe essere resa con: unisco il mio corpo e la mente, concentrandomi sul mio potenziale divino, e mi inchino allo stesso potenziale che è in te.
In sostanza, dunque, il significato ultimo del saluto è quello di riconoscere la sacralità di ognuno di noi.
tratto da: www.pomodorozen.com
Che bello questo significato di saluto; specie in questa era che viviamo dove pare una abitudine inutile salutare i vicini di casa e i compagni di lavoro; salutare gli sconosciuti pare importunare; il saluto pare relegato alla abitudine del commerciante che ti deve vendere qualcosa. Il saluto tra sconosciuti resta ancora come piccola eccezione nelle passeggiate di montagna, spero possa restare a lungo.
RispondiEliminaNamastè
Sì è un magnifico saluto, che riconosce ed onora il Divino che è in ognuno di noi.
RispondiEliminaRispetto all'abitudine al saluto...hai ragione, si sta perdendo ed è un peccato, perchè il farlo obbligava ad una relazione con l'altro e con il fuori che oggi si va rarefacendo.
Quanta gente parla da sola con il suo telefonino e passa senza quardare, senza curarsi, senza nemmeno notare eventuali cambiamenti!
Questo è molto triste, vero?
Namastè
Veramente bello, grazie per questa perla di saggezza che non conoscevo e ricordiamoci di riconoscere la sacralità di ognuno di noi e di voler bene a noi e agli altri.
RispondiElimina@S.A.I.L.
RispondiEliminaInnanzi tutto, benvenuta :)
Questa è la grande bellezza del Namastè.
Salutare il divino che c'è in chi si ha dinanzi ed ancor meglio riconoscerlo ed inchinarsi ad esso, perchè anche il gesto è molto bello, altamente simbolico...le parole diventano superflue e la sapienza diventa normalità in questo saluto che dice tutto quel che c'è da dire.
Namastè