giovedì 24 settembre 2020

Lager

Ph Brusa

   



  Se guardando le foto di una stalla dismessa viene in mente un campo di concentramento, la cosa dovrebbe farci pensare. In questo caso la forma è contenuto.   Gli esseri umani danno forma alle proprie architetture a seconda dell'uso e del contenuto morale.

  

  Il segno è il medesimo, così come la caccia è parente molto stretta della guerra, lo sterminio animale organizzato lo è del genocidio. Non a caso guerrieri e cacciatori erano sinonimi nell'era del ferro, quando il maschio (gli uomini del ferro) violento e padrone disperse le prime società matriarcali e Gilaniche.

  L'umanità si allena alle proprie brutture sugli animali indifesi, lo si capisce guardando attentamente i luoghi in cui li segrega per sfruttarli.

  Lo chiamano allevamento, ma è la giustificazione filosofico-morale a quel che viene dopo, la legge del più forte e del più ricco, il potere della violenza e della prepotenza, l'accostamento delle moltitudini alle greggi ed alle mandrie. Il pensiero che c'è dietro percorre l' identico solco, ovvero quello del potere, del dominio, del diritto del più forte, del presunto più intelligente, del cinico sul mansueto, il possesso della natura e dei suoi figli. 

  Strada che è poi la stessa che conduce al disprezzo di quel che ci sta intorno, perché l'umanità possiede, non appartiene. Usa, ma non fa parte. Reclama un presunto diritto di piegare la natura al suo volere. 

  Persino i carnivori veri, i predatori, non consumano più di quanto serva loro e si guardano bene dallo sterminare le proprie fonti di cibo e loro almeno sono naturali.

Rosa Bruno


"L'uomo venne prima della caccia e del fuoco, non poteva dunque essere onnivoro." 

Thomas Henry Huxley (1825-1895)

domenica 6 settembre 2020

Alba


Nascita e morte si sovrappongono... in un eterno susseguirsi.

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FRANCO BATTIATO - Torneremo ancora



venerdì 28 agosto 2020

Giorgio Gaber - C'è un'aria





C'è un'aria... che manca l'aria

Attualissimo Signor G!
Parole come frecce lanciate dagli anni novanta verso un futuro per lui prevedibile.

martedì 25 agosto 2020

Chi è negazionista?


Perché negare l'evidenza? Perché non ammettere almeno la possibilità che quello che definiamo Potere sia “congiurante” contro gli interessi popolari?

Se guardassimo alla storia ci renderemmo conto che è avvenuto moltissime volte che un governo, una congrega di potere, un gruppo dominante abbia segretamente trescato per ottenere un risultato mai palesemente rivelato. Il complotto del potere è all'ordine del giorno nella storia.

Se poi leggiamo la storia della filosofia e delle dottrine politiche ci accorgiamo che l'evoluzione umana è un susseguirsi di pretesti del potere per ottenere consenso ai danni dei sottomessi e per consolidare il diritto divino dei pochi.

Eppure è così difficile ammettere che ci governa possa volere il nostro male. Si finge di non vedere anche quello che è evidente, si nega. Si arriva, in alcuni casi a difendere strenuamente le scelte più sciagurate, pur di essere rinfrancati da un'illusione paterna del potere.

Questo è avvenuto nei secoli ed avviene ancora, ci si fa ingannare da contrasti apparenti, da uno scontro fra tifosi e non si vuol vedere l'evidenza dell'unità della classe dominante nel dominio e nel complotto costante.

Un po' come la moglie o il marito traditi, che negano anche a se stessi la possibilità pur di evitare la sofferenza o come le donne abusate che difendono compagni violenti. Una sorta di Sindrome di Stoccolma in cui l'abusato si innamora dell'abusante.

Ammettere che ci stanno trattando come un gregge da macellare sarebbe troppo doloroso, destabilizzante. Costringerebbe al pensiero ed alla reazione, distoglierebbe dall'illusione che tutto, prima o dopo, si sistemi. Eppure è da tempo che abbiamo imboccato una china senza ritorno, da tempo stiamo correndo verso il baratro.

Non solo per i comportamenti di fronte all'odierna epidemia, non solo per la tanatofobia diffusa che fa rintanare in preda ad attacchi di panico, superando anche la voglia di vivere.

In realtà è da tempo che ci si sta comportando in modo folle correndo impazziti verso un punto di non ritorno, nel rapporto con la natura che ci circonda, nei rapporti interpersonali, nei momenti di organizzazione sociale, nell'abbandono metodico degli ultimi. Nel concedere al sistema il progetto di diradarci, quasi fossimo un allevamento o un orticello d'insalata.

Non è solo l'adesione pedissequa ed alquanto terrorizzata alle perorazioni di chi ci racconta l'esistenza di una peste universale fuori controllo o quella acritica di ogni forma di eccessiva cautela immotivata, non solo questo, ma un comportamento diffuso, che va dal modo di consumare al modo di vivere in comunità, dalla rassegnazione alla perdita dei diritti, sino all'incoscienza nel trattamento dei rifiuti, alla compulsione teleguidata al consumo, unita all'incapacità di preservarsi dalla manipolazione mediatica ordita per convincere, ipnotizzare e vendere l'invendibile. 

Il senso critico e l'autocoscienza proteggono dall'ipnosi collettiva è provato, probabilmente lo sappiamo tutti, ma ci si arrende a quello che si ritiene ineluttabile, ma che non lo è affatto.

Pronti ad assentire alla stoltezza pur di conservare l'illusione di una unità di intenti nella corsa comune verso il progresso. Come se non fosse chiaro, lampante, evidente che il futuro che immagina il potere veda molta meno gente abitare un pianeta robotizzato ed automatizzato.


Rosa Bruno

mercoledì 19 agosto 2020

Luoghi di detenzione

L'altra Auschwitz 










Il Foscolo

 «Noi chiamiamo pomposamente virtù tutte quelle azioni che giovano alla sicurezza di chi comanda e alla paura di chi serve».

~ Ugo Foscolo ~


giovedì 11 giugno 2020

Chissà, forse ce la possiamo ancora fare...

Questa mattina, in cassa al supermercato, davanti a me una ragazza riponeva gli acquisti nella sua piccola sporta, quando la cassiera le ha comunicato l'importo da pagare, la ragazza con un filo di voce ed in evidente imbarazzo le ha chiesto se poteva togliere qualcosa "magari il pane, posso farne a meno... preferisco tenere il latte per il bambino".
La cassiera, che evidentemente la conosceva, le ha sorriso con gli occhi e le ha detto "non tolgo nulla, ho già chiuso lo scontrino, non preoccuparti, la prossima volta ci aggiusteremo".
Ho guardato la ragazza un solo istante (per evitarle ulteriore disagio) che con voce flebile ringraziava mille volte... gli occhi lucidi e la poca parte del viso non coperta dalla mascherina rossa per l'imbarazzo, mentre si allontanava velocemente verso l'uscita.
A quel punto la cassiera ha preso il suo borsello ed ha estratto la cifra mancante riponendola in cassa.
Poi, scusandosi, per avermi fatto attendere qualche attimo, ha continuato il suo lavoro facendo scorrere gli articoli sullo scanner.
Piccoli gesti che rendono (ancora) umani.

martedì 17 marzo 2020

Ricordati che devi morire

Il virus dei virus! COVID-19 

Insomma, mi ero ripromessa di non parlarne e invece, vista la follia dilagante che si osserva un po' ovunque, ecco che un paio di cose mi vien proprio di buttarle di fuori.
Intanto, vorrei dire che la cosa più grottesca è che moriremo comunque; inesorabilmente quando ci toccherà, come sempre. 
Che poi, voglio dire... potremmo scampare persino ad una pandemia vera, che ne so la peste bubbonica per esempio, murandoci vivi dentro ad un bunker per evitare il contagio e magari schiattare con uno starnuto che ci fa esplodere un aneurisma nel cervello o rotolando giù per le scale. 
Chi può dirlo? 
E allora diamoci una calmata... siamo al ridicolo, ci scapicolliamo in una caccia compulsiva a mascherine e amuchina, con assalti in piena regola ai supermercati. É il delirio!
 
Sembra quasi un film fatto male, una commedia degli errori dove il susseguirsi di una serie di equivoci celi la realtà. 
All'inizio di questa vicenda mi sono chiesta da cosa stessero cercando di distrarci. Ho la pessima abitudine di seguire i miei pensieri, sino ad avere le risposte alle mie domande, non a tutte e non sempre, ovviamente. Però lo svolgersi delle vicende mi sta dando qualche delucidazione. 
Dunque, quel che appare è un'Europa bloccata da un'influenza mooolto contagiosa, impaurita rannicchiata su se stessa, dove politici senza scrupoli e signori della guerra stanno scorrazzando allegramente (unici ormai autorizzati a farlo peraltro).
E l'avvento  di una task force di bombardieri stealth B-2 Spirit ai confini con la Russia sufficienti a far finire il mondo almeno una ventina di volte è, quasi certamente, l'inizio di una risposta.

Ma come possono prenderci così facilmente per il naso, cosa ci accomuna rendendoci così facilmente manipolabili?  Indovinato? Esatto: la paura! L'incapacità di capire che moriremo tutti quando il destino ci chiamerà all'appuntamento e che non sarà un eccesso di auto-protezione, un uomo forte e nemmeno una equipe di medici e scienziati ad evitarlo. 
Da sempre potere e religioni hanno fatto affidamento su questa nostra paura. Per suo tramite ci hanno trasformati in spie, delatori,  in spettatori plaudenti nelle piazze dei loro roghi. 
Eppure è certo, prima o dopo, moriremo! Ma sarebbe bello, nel frattempo vivere, ridere, giocare e non contare i giorni rifugiandoci nelle nostre tane nel tentativo di rimandare il nostro appuntamento. La paura è una protezione, una reazione con cui ci proteggiamo, ma il nostro compito, il motivo per cui siamo qui è superarla e vivere
Se lo faremo nessuno potrà più usarla contro di noi, perché la conosceremo e non ci bloccherà più.

Rosa Bruno

lunedì 6 gennaio 2020

Ma ci siete o ci fate?


Mi rivolgo agli onnivori, anche a quelli "ma io mangio pochissima carne", a quelli che fanno gli animalisti (dicono), a quelli che riempiono le bacheche di appelli per adozioni, che dicono basta animali al circo, che si indignano ed organizzano preghiere collettive per i devastanti incendi in Amazzonia ed in Australia, che sono orripilati e scioccati per le crude immagini di quelle povere creature innocenti arse vive, che per carità assolutamente legittimo, ma che però poi si ingozzano di altre creature innocenti le quali vengono costrette ad una vita e ad una morte atroce per finire sulle loro tavole, nelle loro bocche e pance voraci... 

Bene, proprio a voi mi rivolgo, riflettete signori, svegliatevi, FATE LA CONNESSIONE!!!
Una tra le principali cause del riscaldamento globale sono gli allevamenti intensivi. Riuscite a fare il collegamento o vi serve un disegnino?
Quindi finitela di frignare chè non serve a nulla, se non a voi... a placare il vostro monumentale senso di colpa e sentirvi liberi da responsabilità... non lo siete!
Smettete di mangiare carne e derivati animali; questo sì che libererebbe la vostra coscienza! Eviterebbe devastanti disastri al pianeta... e libererebbe da atroci sofferenze, torture e morte milioni di animali che a scopo alimentare muoiono nell'ordine di:

170 miliardi di animali ogni anno;
oltre 14 miliardi di animali ogni mese;
mezzo miliardo di animali ogni giorno;
19 milioni di animali ogni ora;
oltre 300.000 animali ogni minuto;
oltre 5.390 animali al secondo.
Il numero di animali uccisi ogni 3 ore nel mondo per la nostra alimentazione è pari al numero di abitanti dell'Italia.
Il numero di animali uccisi ogni secondo per la nostra alimentazione è superiore al numero di morti nell'attentato dell'11 settembre contro le Torri Gemelle.
Nella sola Italia vengono uccisi per finire sulle nostre tavole:
2 miliardi e mezzo di animali ogni anno;
225 milioni di animali ogni mese;
8 milioni di animali ogni giorno;
oltre 300.000 animali ogni ora;
5100 animali ogni minuto;
90 animali al secondo.

Dati che non mi sono inventata io, ma reperibili qui: 

lunedì 8 luglio 2019

Connessioni lente


Sentiamo spesso gli onnivori, quelli che chiamiamo carnisti con un neologismo, giustificarsi con un splendido terzetto di luoghi comuni. Il primo e preferito da gli pseudo amanti dell'ambiente è: “Io mangio pochissima carne”L'altro quello prediletto dagli pseudo salutisti ed amanti degli animali è: “Io compro pochissima carne e solo biologica e di provenienza contadina”. Le volte in cui ho sentito queste due scuse sono innumerevoli, persino di più della terza, molto usata: “Io, purtroppo, devo mangiare carne per la mia salute”Alla prima affermazione è facilissimo rispondere, lo dico spesso, scherzando, ma non troppo "Peccato che l'animale da cui è tratta la tua pochissima carne è, pur sempre, moltissimo morto”Alla seconda, che viene spesso accampata insieme all'idea che possa esserci un allevamento e quindi una macellazione “accettabile e compatibile, quasi giusta” è, comunque, possibile rispondere in modo esauriente: “Tutte le azioni che abbiano come conclusione la morte sono altrettanto dolorose e spaventevoli per chi muore”Non è che che allora il fatto che al maiale, al vitello, all'agnello o al pollo venga concesso di giocare con la palla prima di venire ammazzato renda più giusta la sua morte e, soprattutto, non rende meno terribile e atroce la sua esecuzione. Non esiste un modo gentile e simpatico di uccidere, mettetevelo nella testa! Questa risulta una giustificazione sofistica un po' come la scelta fra la ghigliottina e la mannaia o il pretendere che se si ammazza qualcuno a tempo di musica questi sia meno morto che se lo si fa in silenzio. 
L'ultima poi è l'assoluto capolavoro della disinformazione è, ormai, scientificamente comprovato che in nessun caso la carne sia indispensabile alla sopravvivenza, nessuna malattia giustifica una dieta carnea. 
D'altra parte il danno arrecato alla salute da salumi e carni rosse o bianche che siano è assolutamente certo e verificato. Ora, io non ho alcuna intenzione di portare avanti una crociata, so che ciascuno arriva alla maturazione spirituale ed alla comprensione dell'unicità del “Principio Naturale” con i propri tempi e nei propri modi... nel frattempo però, per evitare la noia e fracassamenti di zebedei, per favore, evitiamo le arrampicate sui vetri e l'uso di luoghi comuni.

Rosa Bruno

martedì 25 giugno 2019

Gruppi di appartenenza... (repetita iuvant)


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Ho spesso parlato dei gruppi chiusi (quelli che non amo per nulla), ai quali se non appartieni non esisti. 
Parlare di questa realtà, però, non è semplicissimo e si rischia di inoltrarsi ed impantanarsi in discorsi complessi poichè essa deriva da caratteristiche umane fondamentali o quantomeno chi la analizza così afferma. 

Si sente discutere molto di unità, di unicità, di ricomposizione. Soprattutto a livello spirituale. Ogni grande religione ci intrattiene sull'importanza di comprendere la necessità dell'unità, della compassione, della relazione profonda ed empatica. Salvo poi affermare di esserne unica depositaria e di possedere l'unica strada possibile verso il Divino e la Verità.
Elaborando poi, di fatto, le giustificazioni morali ed etiche per comportamenti umani terribili e cavalcando le peggiori divisioni e dicotomie che l'umanità stessa riesca a concepire.

Tale contraddizione profonda si riverbera, riversandosi sulla società e divenendo comportamento, proprio perchè inserita profondamente a fondamento del nostro programma vitale ed educazionale.
Ed allora si hanno i gruppi a cui se non appartieni sei fuori dal mondo, le mode, gli atteggiamenti più o meno generalizzati, le congreghe e le lobbies.

Le greggi che sembrano imporre con la propria stessa presenza i comportamenti e che, in realtà, sono guidate verso i loro ovili e macelli.
Sembra essere inserita nel carattere umano tale modalità. Proprio perchè essa viene impartita con il latte materno e posta a fondamento del buon-vivere: appartenere ad un gruppo, essere qualche cosa, qualcuno... cristiano, buddista. americano, italiano, lombardo… altruista, vegano, comunista, mormone o che altro. 
Ed i gruppi si intendono come portatori di fiaccole, coacervi di assolute verità innegabili e sacre. I suoi componenti si parlano solo fra loro, con i propri specifici linguaggi, per allusioni e rimandi. Esserne fuori fa, di chi abbia la sventura di esserlo, un essere inferiore o quantomeno lontano dal giusto.

Trattasi di qualcosa molto simile alle sette in realtà, nulla di diverso da quelle che, con prosopopea e roboanza, il mainstream sistemico, quotidianamente condanna.

"Comunque la colpa è sempre al di fuori di NOI, che siamo nel giusto e amiamo il bello. Che abbiamo capito, mentre il resto del creato si dibatte nell'ignoranza".

Sembra ovvio da questa dissertazione che la verità sia fuori da questi comportamenti, ma l'affermarlo porterebbe alla creazione di un sottogruppo di coscienti e quindi non lo farò.

Meglio sarebbe aprirsi, ascoltare, accettare… accarezzare con curiosità e considerazione i diversi equilibri dell'umana capacità di comprendere. Giocando con le ipotesi e comprendendo quanto esse siano, in realtà, descrizioni parziali del medesimo principio; e questo dovrebbe valere sempre, per qualsiasi articolazione del pensiero e dell'azione umana.

Rosa Bruno

lunedì 18 marzo 2019

Ed ora ce la vorrebbero vendere così?

Per carità, io sono ignorante però mi viene da pensare che ci hanno indotto a consumare e sprecare come se non ci fosse un domani ed ora che (sempre secondo me che sono ignorante) è troppo tardi per fare qualsiasi cosa, cercano di correre ai ripari spruzzando merda nei cieli che ricadrebbe sulle nostre teste e sui terreni che dovrebbero dare i frutti per il nostro nutrimento. (A parte che la geoingegneria esiste da anni ed oltre alla manipolazione del clima viene utilizzata per scopi/esperimenti militari).
Non a caso, infatti, vediamo l'incremento esagerato di malattie croniche e degenerative nonchè tumori anche in bambini molto piccoli ed animali. Certo, ovviamente, morire si deve, no? Ed allora, prima dell' incontro con la nera signora, perché non tenerci ammalati quel tanto che basta a far fruttare un bel po' di quattrini alle multinazionali del farmaco!? Ci sarebbe poi da aprire un capitolo a parte sull'oscuramento del sole che è il nostro più grande alleato per mantenere un buon livello di salute a partire dalla vitamina D ... salvo poi demonizzarne la carenza e prescrivere quantità industriali di D Base farmaceutica. Quando l'intelletto è un optional!
Non so, io penso semplice, ma penso... e unendo i puntini il quadro mi appare chiaro. Fin troppo chiaro!
Rosa Bruno
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Le "scie chimiche" che possono dimezzare il riscaldamento globale

Secondo uno studio di Harvard, la geoingegneria solare - tecnica di spruzzare sostanze chimiche nell'aria per raffreddare il pianeta - se utilizzata in giuste dosi, può contrastare il cambiamento climatico.

Con l'inquinamento atmosferico in costante aumento, l'idea di difendere il futuro della Terra spruzzando sostanze chimiche nell'aria può sembrare folle. Eppure, un nuovo studiodell'Università di Harvard pubblicato dalla rivista Nature Climate Change prende questa ipotesi in seria considerazione per rallentare il cambiamento climatico. La teoria presa in esame dalla ricerca è quella della geoingegneria solare: rilasciare aerosol di sostanze chimiche nell’atmosfera (una sorta di "scie chimiche") per schermare i raggi solari e abbattere così l’innalzamento delle temperature.....
Leggi tutto l'articolo su: LETTERA43

lunedì 21 gennaio 2019

E se... ?


E se tu dormissi?
E se nel sonno tu sognassi?
E se nel tuo sogno, salissi al cielo e lì cogliessi un mirabile fiore?
E se, al tuo risveglio, quel fiore fosse fra le tue mani?
[Samuel Taylor Coleridge]


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lunedì 31 dicembre 2018

In realtà non inizia nulla...

...si tratta solo di continuare, cercando di fare meglio di quanto abbiamo fatto sino ad ora...
Ma un brindisi ci sta! Ci sta sempre... alla vostra! :)

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giovedì 27 dicembre 2018

Riflessioni

La comprensione ed il perdono sono la più alta forma di intelligenza! 
Le persone possono sbagliare i tempi ed i modi quando esprimono un malessere emotivo, perché le persone sono quello che sono... sono il risultato del loro vissuto, delle loro sofferenze passate, delle delusioni ricevute. Se non si ha empatia e la capacità di comprendere questo e, al contempo, la volontà di perdonare, la strada per l'evoluzione e l'elevazione dell'anima è ancora molto lunga e tortuosa! 

Rosa Bruno



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martedì 30 ottobre 2018

Saggezza in pillole

«Invece di sentirti "inadatto" quando sei con certe persone, prova a sentirti "sprecato": fa miracoli». 
(Syria Chadee)


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