martedì 13 giugno 2017

Ma quale privacy!

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È di questi tempi l'assillo, quasi maniacale, sulla “privacy”, preoccupazione importata di cultura tipicamente anglofona come il termine che la identifica. 
È strano come, in un sistema che potrebbe (e in realtà può!) contarci, usando un francesismo, i peli del culo, che può entrarci in casa attraverso i nostri mezzi elettronici persino quando sono spenti, che può presentarsi al nostro balcone oppure alla finestra del bagno con un drone, persino armato, che può identificarci ed individuarci in qualsiasi momento tramite il nostro immancabile smartphone, è strano dicevo che “coltivi” con cura questa nuova preoccupazione questa “paura 2.0”; ingigantendola, facendone business e cultura diffusa.

In realtà i motivi sono ovvi ed investono l'illusione ipnotica in cui siamo calati. Fanno parte del teatrino che il sistema ha allestito per noi, per tenerci buoni e servili.

Voglio fare una considerazione, così, tanto per fare; oggi mi va... Questa “preoccupazione” è, in fondo, del medesimo ordine dell'illusione della democrazia… della “dichiarazione esteriore e formale” del diritto di dire e pensare ciò che si vuole. Tutti quanti, sappiamo benissimo, quanto questo sia illusorio e falso (anche se preferiamo non dirlo, e fingere che tutto vada bene). Eppure ci ostiniamo a cercare strade legali per dichiarare questo diritto… che in realtà non esiste affatto! Il sistema non vuole che noi pensiamo e diciamo, ma ci illude di poterlo fare.

Così esso è fondato sul controllo continuo ed ossessivo, ma ci illude d'essere liberi e di avere addirittura una privacy da difendere.

Ultima considerazione: La libertà è uno stato dell'anima, una volontà spirituale ed interiore … così come la capacità di dire e pensare in modo proprio. La donna o l'uomo liberi lo sono a prescindere dall'ambiente che li circonda, la vera libertà si disinteressa del sistema nel quale naviga, perchè essa è. Così la sfera dell'ambito personale essa è perchè noi siamo e le preoccupazioni sono legate al possesso, all'accumulo, all'ipocrisia dell'agire di nascosto, non certo alla libertà!

Rosa Bruno

mercoledì 31 maggio 2017

L'AFFERMAZIONE DI UN'IDEA

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Vivo in provincia, certo questa non è una notizia fondamentale, lo so... ma in questo contesto ha una certa importanza. Vivo in provincia, dicevo, ed il bar più 'IN' della piazza della mia piccola città ha esposto un cartello molto particolare. Gelato Artigianale recita... Anche Vegano aggiunge.

Che un bar di provincia, in una zona di tradizione agricola legato all'allevamento intensivo ed alla produzione di latte, si preoccupi di esporre un cartello siffatto è, a mio parere, indicativo.
Significa che il veganismo ha "sfondato" ed è diventato comportamento di molti; tanti da giustificare l'impegno dell'imprenditore in questione. 

La gelateria artigianale della piazza adiacente si è spinta sino a produrre un fondente, senza latte vaccino e senza zucchero, dolcificato con succo d'agave… quindi? Il veganismo è sempre più diffuso e diventa necessario porvi attenzione.

Va però aggiunta un'altra riflessione importante, esso diventa business, moda, comportamento meramente salutista, questo va considerato, per chi, ha operato invece una scelta etica e spirituale.
Come in tutte le cose umane esistono livelli di coscienza, anche per le scelte importanti, come questa, e come sempre “il sistema” cerca di inglobare, ingurgitare e risputare prodotti commerciali senza "succo", privati cioè d'ogni valenza ideale, ridotti a beni di consumo.

Penso che su questo si debba ragionare, resta però importante quello che sta avvenendo. Un comportamento virtuoso sta influenzando il “Dio Mercato”. Perchè resta innegabile che l'affermazione del veganismo significhi una diminuzione di pressione sul genocidio animale e questo è un risultato importante, per noi stessi e per il pianeta il che, in fondo, è alla fine la medesima cosa.

Ricordiamolo però, il significato vero di questa scelta, senza nulla togliere ai salutisti ed ai modaioli... essa ha attinenza con il concetto di unità della vita e del creato ed è orientata dalla scelta di non nutrirsi di paura e dolore, ricercando la via più dolce per l'appartenenza. Sta nella decisione di essere (non solo a parole) senzienti, coscienti e superiori. Con buona pace per i carnivori ad oltranza.

Rosa Bruno

lunedì 1 maggio 2017

Pensieri in libertà... ancora sull'Anarchia

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L'anarchia, innanzi tutto è stato dello spirito, nasce cioè dall'esigenza personale di condivisione, orizzontalità, circolarità.

Nasce da una visione e da un bisogno che risiede, appunto, nell'anima come caratteristica peculiare.

A differenza di molte definizioni, cosiddette politiche essa è, prima di tutto, acquisizione personale.

Un libertario attua la sua visione, partendo da se stesso e dalle sue relazioni e rapporti; proietta il suo stesso bisogno di libertà ed autodeterminazione verso il mondo che lo circonda, fa dell'empatia e dell'ascolto il suo quotidiano e definisce la normalità partendo non già da un serie di regole ma dal sentire, dall'essere e dal condividere. 

Nell'anarchico, anche nell'individualista, la solidarietà è atto naturale, congenita e fondamentale …

Lo specismo diviene scelta facile e naturale, così come la compassione ed in collegamento profondo con quest'ultima.

Anarchismo è scelta di rispetto per se stessi e per gli altri, per la vita intesa nel suo concetto più alto, vasto e nobile, come nessun'altra nella storia umana.

Rosa Bruno

sabato 29 aprile 2017

Forse lo sei e non lo sai

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Trovo questo articolo (trovato/letto su Guard for Angels), davvero molto bello. Parole in cui mi identifico, a cui davvero non si sente il bisogno di aggiungere alcunchè, un modo semplice e simpatico di porre la questione. 
Io credo che se tutti ci rimettessimo alla “semplicità” enunciata in questo articolo il mondo sarebbe decisamente migliore. 
Gli esseri umani potrebbero, io credo, essere così. Se solo trovassero in sé stessi quel che di divino risiede in loro... Anzichè delegare ad altri l'organizzazione delle loro vite, delle loro speranze, della loro spiritualità. 

Sì! Un anarchico crede nell'essere umano ed io, senza alcun dubbio e con grande soddisfazione … lo sono! 

Buona lettura!

Rosa Bruno


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Questo testo è stato tratto e liberamente adattato da uno scritto di David Graeber, antropologo e anarchico statunitense.


Sicuramente hai già sentito la parola anarchia, ma probabilmente quello che sai dell’anarchia è frutto di pregiudizio e superficialità.
Alla parola “anarchia” quelle più associate di solito sono violenza, caos, distruzione. Agli anarchici si pensa come a persone senza regole, disadattati, inaffidabili, egoisti, persone che vorrebbero vivere secondo la legge del più forte.
E se ti dicessi che questo è solo uno stereotipo creato e propagandato da chi trae vantaggio dal mostrare l’anarchia e gli anarchici in questo modo distorto?
In realtà l’anarchico è solo una persona che, fra altri, si basa su due principali assunti:
  1. l potere è malvagio, pericoloso, qualcosa che corrompe.
  2. L’essere umano, nel giusto contesto, è ragionevole, empatico, sociale e soprattutto in grado di rapportarsi agli altri ed organizzarsi senza che nessuno gli imponga come farlo, quindi non ha alcun bisogno di delegare decisioni ad altri né quindi delegare il potere e la responsabilità delle scelte, comprendendo che l’unica strada per la pace e l’armonia è quella legata all’aggregazione volontaria degli individui che si assumono la responsabilità delle proprie azioni.
Messa così suona già molto diversamente, vero?
Ma si può dire di più: probabilmente la maggior parte di voi è già anarchica e non lo sa. La maggior parte di voi già crede nell’anarchia, sa che non è un’utopia e la pratica ogni giorno… solo che non se ne rende conto.

Facciamo questo test insieme

venerdì 28 aprile 2017

oh uomo!!! ...

«Vale la pena di aver tanta paura della morte, se ciò in cui viviamo resta? Uomo! Racchiudi la tua esistenza dentro di te, e non sarai più miserabile. Resta al posto che la natura ti assegna nella catena degli esseri. Nulla potrà fartene uscire. Contro la dura legge della necessità non recalcitrare, a volerle resistere; non consumare quelle forze che il cielo ti ha dato non per estendere o prolungare la tua esistenza, ma solo per conservarla come vuole lui e fino a quando vuole lui. 
La tua libertà e il tuo potere arrivano solo fin dove arrivano le tue forze naturali e non oltre. Tutto il resto non è altro che schiavitù, inganno, illusione».

da: L'Emilio di Jean-Jacques Rousseau  e da qui

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venerdì 14 aprile 2017

PoesiAmo...

ED ANCORA




Ed ancora cercando l’oscuro compete
una gara di sangue giocando
pavoni a vantarsi d’avere inventato la guerra
Del Dio degli eserciti, noi, cantiamo le lodi
di quei suoi giocattoli orrendi
leviamo il peana
Vibrando d’assurda bassezza
cercando materia di fango e dolore
Buffoni, arlecchini vestiti da Boia
Dove tutto è perfetto
noi siamo la faccia più scura.
Dimenticando noi stessi
siam sordi e siam ciechi
di quel che noi siamo
spegnendo, impazziti, la nostra scintilla
vantandoci delle nostre bombe.
Il perdono non è necessario
il conto verrà, comunque, pagato
con milioni di vite, presenti
future e passate
dove il tempo non ha nessun senso
nella parte più cupa dell’Uno

domenica 9 aprile 2017

Ma perchè non scegliamo l'Amore? Eppure potremmo. Dovremmo!

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Mi guardo intorno e vedo guerra, dolore, divisione. Certo, tutto è perfetto, però è così difficile vederlo/percepirlo/viverlo a questo livello di vibrazione, così basso, così cupo, così lento.

Fatemi scegliere, anche sapendo che non si può, d'essere con i bambini che stanno morendo sotto quelle bombe in Siria, inutili, crudeli; soffocati dai gas di una follia inventata e pretestuosa che serve soltanto a giustificarsi agli occhi del mondo.

Metafora di un mondo terribile. Di un potere senza morale, senza etica, senza dignità.

I seguaci dell'oscurità, della competizione, della forza che domina coloro che pensano d'essere la "crema" … i padroni, mostrano i loro muscoli stupidi facendosi vanto dì un modello di esistenza che è solo immagine d'una sconfinata stupidità … di una totale sordità al canto del Cosmo e dell'Uno. 

Com'è difficile accettare le leggi del Karma di fronte alla cattiveria, alla stoltezza alla crudeltà. Eppure potremmo scegliere, possiamo sempre farlo ed è così triste che si percorra, invece, sempre la strada più nota … che è anche la più scura.

La guerra è stupida e non esiste ragione, non c'è giustificazione! È manifestazione umana, certamente, ma bassa, crudele, inutile! Ed anche chi è cosciente, pur sapendo che è parte integrante di un cammino, beh, sente dentro di sé, il rifiuto, la rabbia ed il dolore. 

Lasciatemelo dire, fra gli aguzzini e le vittime io scelgo le seconde, anche se scegliere è sempre una sciocchezza.

Rosa Bruno

sabato 1 aprile 2017

"Evoluzioni climatiche"

Il cielo oggi: 1 aprile, ore 8:00 ... per dire!

Ringrazio GoogleFoto per la creazione della panoramica da mie foto.


venerdì 31 marzo 2017

Condizioni 'climatiche'

E' da inizio settimana che gli esperti meteo annunciano un peggioramento del clima con cielo coperto e probabili precipitazioni per il week end...
Certo è che ci stanno lavorando alacremente! ... il cielo oggi! 







martedì 21 marzo 2017

L'invenzione di una giornata

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E così ci siamo inventati anche questa! La giornata della felicità! 
Quasi che l'evocarla o festeggiarla possa bastare. 
Quasi che il pensarci possa improvvisamente materializzarla nelle nostre esistenze. 
Quasi non fosse un cammino, un percorso, la conseguenza effettuale delle nostre scelte.
Quasi non dipendesse da noi, dalla nostra maturazione spirituale, quasi con fosse parte della nostra vita. 
Eh sì, non un prodotto che si possa acquistare, nemmeno facendo file di intere giornate di fronte ad un qualsiasi Outlet, non è in vendita e non dipende dalla quantità di beni materiali che, nel tempo, riusciamo ad accumulare. Molti si son illusi che possa essere così, altrettanti lo affermano, implicitamente, anche con una certa prepotenza, ma la felicità è una condizione spirituale, innanzi tutto. Essa esiste laddove risiede saggezza, tolleranza, temperanza e compassione è compenetrata in loro. Dipende anche dalla capacità di condividere, di essere parte. Non dipende dal possesso, non dipende dal potere.
La Felicità è oggetto strano. Essa si aggira intorno a noi; facile ed allo stesso tempo remota… è sostanza sottile. Quella vera poi, risiede davvero e solamente nell'anima. Non avrebbe bisogno di una giornata, ma di vite intere, di scelte profonde e condivise, di compassione ed empatia, questo però è nascosto dentro di noi… in ciascuno di noi. Un grandissimo dono, un piccolo sprazzo, una fetta di cielo… basta trovarlo è fatto di poco, è fatto di niente è fatto della nostra vita stessa, intessuto del nostro profondo respiro… etereo, impalpabile eppure così fondamentale.

Rosa Bruno

venerdì 10 marzo 2017

SILENZIO ASSOLUTO - storie Zen

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In un piccolo tempio sperduto su una montagna, quattro monaci erano in meditazione. Avevano deciso di fare una sesshin di assoluto silenzio.
La prima sera la candela si spense e la stanza piombò in una profonda oscurità.
Sussurrò un monaco: " Si è spenta la candela! ".
Il secondo rispose: " Non devi parlare, è una sesshin di silenzio totale".
Il terzo aggiunse: " Perché parlate? Dobbiamo tacere, rimanere in perfetto silenzio! ".
Il quarto, il responsabile della sesshin, concluse:" Siete tutti stolti e malvagi, solo io non ho parlato! "


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Beh, difficile sfuggire alle trappole della parola: tutti e quattro avevano finito per parlare... Ma non basta non parlare: bisogna anche far tacere il monologo o il dialogo interiore, che é incessante e si frappone come un velo tra noi e le cose... 
Cogliamo e dilatiamo l'attimo di silenzio fra un'ondata di pensieri e l'altra. 
Osserviamo come rimaniamo privi di pensieri quando veniamo colti da qualche sorpresa.

Rosa Bruno

martedì 7 marzo 2017

Marzo... ancora

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Ed ancora è Marzo … l' 8 per l'esattezza, giornata internazionale della donna fra antiche bufale e nuove frontiere sindacali, tutto sommato inutili. Con il rischio che per molte si risolva in una pizza fra donne ed uno spogliarello maschile.
Per carità, non sia mai che ci si opponga a momenti di mobilitazione! Di questi tempi poi!  Ma forse anche fra noi donne sarebbe opportuno un momento di ripensamento e riflessione.

Si è detto spesso che non di uguaglianza si sta parlando ma di parità nei diritti. Credo che vada approfondito e che su questo noi donne dobbiamo riflettere. 

W la diversità … volevo dirlo!

Noi donne siamo altro, la nostra sapienza è altro... non uguale, ma profondamente diversa. E meno male! 
Se vi è un minimo di speranza per questo pianeta sta da quella parte: in un punto di vista ed una filosofia di fondo profondamente “femminile”.
lo scontro, come la scienza sembra tendere a dimostrare, è molto, ma molto più antico e risale alle società gilaniche matriarcali... contrapposte a quelle militari-verticali e maschili delle tribù del ferro. Se esiste -come esiste- un divino femminile, anche a livello teologico che senso ha rimarcare l'uguglianza? 
Se questo scontro si è spinto nella nostra storia, attraversando il medio evo e permanendo in

sabato 4 marzo 2017

Di vergogne, di disumanità... Di fosse comuni.

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Da quella fossa comune d'Irlanda nasce una riflessione...
Cosa ci aspettiamo da questo sistema, corrotto ed ipocrita sin nelle proprie teologie… laddove dovrebbe risiedere l'etica e la morale d'una civiltà, seppure con il filtro di un potere sempre e solo a caccia della propria conservazione e riproduzione. 
Nel marasma di un racconto storico che è narrazione del potere e dei vincitori. Come possiamo pensare che un sistema, in sé stesso marcio sin nelle sue motivazioni spirituali, possa produrre alcunchè che non sia a sua volta putrescente. Lo vediamo ogni giorno nell'ipocrisia dilagante nella società, nel gioco delle doppie, triple, quadruple morali, nell'egoismo delle etnie e dei popoli eletti. Nell'impotenza etica di una politica in sé incapace di rappresentare altro che non sé stessa. Nel gioco ad uccidere e a dominare di un potere senza alcun senso del dovere, capace solo di nutrire la propria infame avidità. 
Come potremmo aspettarci altro se sin dalla catechesi ci educano a questo modello, se il nostro stesso DNA è programmato in quel senso, se l'umanità stessa è monumento all'ipocrisia. É per questo che il cambiamento dovrà passare da qui se vorrà davvero essere metabolizzato e modificare qualche cosa che non sia un momentaneo e superficiale adattamento di circostanza, che non divenga un gattopardesco rinnovamento che non rinnova

Fate quel che dico e non guardate ciò che faccio non potrà mai funzionare davvero... eppure è a questo che si educano da secoli le nostre classi dirigenti, ammesso che familismo, ereditarietà, classismo ed èlitarismo non bastino a descrivere un potere che non ha nulla a che condividere con conoscenza e compassione che è monumento all'egoismo ed alla follia autoreferente.

Rosa Bruno

giovedì 2 marzo 2017

Alienazioni...?

Il nostro sistema è pregno di perbenismo, di regole e regolette, di luoghi comuni condivisi che divengono la “norma”.

Una visione bigotta e moralista che rifiuta di evolversi con il tempo che passa. Un muro rassicurante a difesa di quello che definiamo giusto, bello e normale.

Nessuno sa e soprattutto vuole sedersi dalla parte del torto. Anzi!

Tutti appaiono convinti che sia giustificabile anche la violenza al fine di piegare un uomo alle regole della società.

Quello che abbiamo fatto, con quella che definiamo anormalità o border line o ancora alienazione, è davvero indice della follia stessa che ci attanaglia e della paura di tutto ciò che è diverso e altro rispetto al nostro mondo perbene ed ordinato... al nostro porto tranquillo e socialmente riconosciuto in cui ci insegnano a rifugiarci durante le tempeste della nostra vita.

R.B.
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martedì 28 febbraio 2017

LA LIBERTÀ NON È UN BAVAGLIO -

I CENSORI NON DEMORDONO MAI!!!


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Aderisco con questo post all'iniziativa dei blogger "La Libertà non è un bavaglio", lanciata da Cavaliere oscuro del web  e da Daniele Verzetti Rockpoeta in difesa della libertà della rete. 

È proprio vero! I censori, gli inquisitori… gli occultatori di verità non demordono mai.
Ci hanno provato svariate volte, via via infettando e corrompendo anche coloro che si erano inizialmente opposti a loro. Diversificando, isolando, creando ghetti e differenziando. Inventandosi le ragioni che servissero loro per mettere la mordacchia alla rete. Ora è il tempo delle bufale o Fake News come preferiscono chiamarle per darsi un'aria 4.0, anche se nel loro cuore e nella loro testa c'è il medioevo ed i roghi con gli eretici bruciati.
Il disegno di legge, questa a volta è a cura della On. Adele Gambaro 
La tematica è un travestimento per un'intenzione vecchia come il web, cioè il controllo della rete e delle notizie che viaggiano al suo interno. L'azzeramento delle possibilità di “esistere” per tutto ciò che non sia consacrato, riconosciuto, controllato ed appartenente al mainstream.
Il pretesto potrebbe essere qualsiasi altro, ma questo delle bufale è una scusa plausibile e tanto basta.
Non vi è alcuna chiarezza su chi controllerebbe i controllori ed ancora meno su chi dovrebbero essere costoro ed a che

domenica 26 febbraio 2017

Manipolazioni...

«Il termine giusto per definire il modo in cui le scelte delle masse vengono fatte oscillare da una parte piuttosto che da un’altra è “manipolazione”. […] Dopo tutto le masse sono ingenue e credono a ciò che viene detto loro. Le loro priorità nella vita non sono fare le indagini approfondite e confrontare le cose vere. Preferiscono adagiarsi sulle argomentazioni dello stato, che dice che la legge è legge […]
Fino a quando verrà utilizzata la tattica di istillare la paura nelle masse, si otterranno le risposte volute. […] »

Tratto da: Prigionieri dell’uomo bianco di: Ray Allen, Fernando E. Caro


venerdì 24 febbraio 2017

Iniziative per la libertà...

Avviso/invito rivolto a tutti i blogger, gestori di forum e pagine/profili di social:
Martedì 28 Febbraio il via alla prima iniziativa denominata "La Libertà non è un bavaglio"


Per saperne di più, per aderire all'iniziativa e seguirne gli sviluppi: Web sul blog




giovedì 23 febbraio 2017

In un mondo malato, i sani di mente vanno dallo psicologo

Gente impopolare e che non cerca la popolarità, di cui credo, con un certo orgoglio di far parte. Oppressi dal “sistema” dall'ipocrisia e dal conformismo. Non ritengo però di aver bisogno di “cure”. Non certo per supponenza, ma poichè penso che in ognuno di noi, anche soffrendo, stiano tutte le risposte necessarie alla sopravvivenza...
R.B.
***
LA SOFFERENZA DI CHI SI SENTE CREATIVO E NON SA OMOLOGARSI AL “NORMALE”
Come psicoterapeuta, incontro spesso persone dotate di un’ottima salute mentale ma sofferenti, a causa della patologia sociale in cui vivono immerse. Nel corso degli anni ho individuato, dietro a tante richieste di aiuto, una struttura di personalità dotata di sensibilità, creatività, empatia e intuizione, che ho chiamato: Personalità Creativa.
In questi casi non si può parlare di cura (anche se, chi chiede una terapia, si sente patologico e domanda di essere curato) perché: essere emotivamente sani in un mondo malato genera, inevitabilmente, un grande dolore e porta a sentirsi diversi ed emarginati.
Le persone che possiedono una Personalità Creativa sono capaci di amare, di sognare, di sperimentare, di giocare, di cambiare, di raggiungere i propri obiettivi e di formularne di nuovi. Sono uomini e donne emotivamente sani, inscindibilmente connessi alla propria anima e

venerdì 17 febbraio 2017

«Se questa scienza che grandi vantaggi porterà all’uomo, non servirà all’uomo per comprendere se stesso, finirà per rigirarsi contro l’uomo.»

«...Verrà un giorno che l'uomo si sveglierà dall'oblio e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, a una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo... l'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui in questo mondo...»

[Giordano Bruno] da: Spaccio de la bestia trionfante

1 Gennaio 1548- 17 Febbraio 1600

Un po' di storia:
http://arpaeolica.blogspot.it/2017/02/17-febbraio-pagina-dedicata-giordano.html


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mercoledì 28 dicembre 2016

Riflessioni (tra me e me) su coerenza e continuità

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Capita sin troppo spesso di assistere all'elogio della coerenza, da una parte o dall'altra di costruzioni artefatte, duali e del tutto umane.

Speculazioni fondate su premesse del tutto arbitrarie e su affermazioni, tutto sommato, gratuite.

Quest'elogio dipinge come moralmente ed eticamente “migliore” ed “auspicabile” l'essere fermi nelle proprie convinzioni, ma, mi chiedo, se sia realmente utile questo in un universo in eterno divenire; se davvero sia la scelta migliore cristallizzarsi su posizioni precostituite, dall'abitudine piuttosto che dalla programmazione culturale del sistema (siano esse posizioni di conservazione piuttosto che di quello che chiamiamo progresso).

In fondo lo sappiamo, perchè ci capita di incapparci ogni giorno, quanto spesso questa resistenza al cambiamento sia, in realtà, solo fossilizzazione; quante volte poi definiamo coerenza quella che è solo permanenza testarda in una visione personale spesso indotta.

Mi chiedo, allora, se non sia forse più appropriato definire la propria coerenza nella continuità; cioè averne un concetto ampio e legato all'evoluzione delle idee e dell'umanità, nonché delle condizioni oggettive che la determinano, allo scorrere, piuttosto che al permanere.
In questo quadro sono quindi il movimento e la mutazione a definire il senso del termine coerenza. Non più la ferrea resistenza ad ogni mutazione con la permanenza nelle proprie idee, ma la capacità di adattarsi mantenendo le proprie premesse ideali.