lunedì 8 luglio 2019

Connessioni lente


Sentiamo spesso gli onnivori, quelli che chiamiamo carnisti con un neologismo, giustificarsi con un splendido terzetto di luoghi comuni. Il primo e preferito da gli pseudo amanti dell'ambiente è: “Io mangio pochissima carne”L'altro quello prediletto dagli pseudo salutisti ed amanti degli animali è: “Io compro pochissima carne e solo biologica e di provenienza contadina”. Le volte in cui ho sentito queste due scuse sono innumerevoli, persino di più della terza, molto usata: “Io, purtroppo, devo mangiare carne per la mia salute”Alla prima affermazione è facilissimo rispondere, lo dico spesso, scherzando, ma non troppo "Peccato che l'animale da cui è tratta la tua pochissima carne è, pur sempre, moltissimo morto”Alla seconda, che viene spesso accampata insieme all'idea che possa esserci un allevamento e quindi una macellazione “accettabile e compatibile, quasi giusta” è, comunque, possibile rispondere in modo esauriente: “Tutte le azioni che abbiano come conclusione la morte sono altrettanto dolorose e spaventevoli per chi muore”Non è che che allora il fatto che al maiale, al vitello, all'agnello o al pollo venga concesso di giocare con la palla prima di venire ammazzato renda più giusta la sua morte e, soprattutto, non rende meno terribile e atroce la sua esecuzione. Non esiste un modo gentile e simpatico di uccidere, mettetevelo nella testa! Questa risulta una giustificazione sofistica un po' come la scelta fra la ghigliottina e la mannaia o il pretendere che se si ammazza qualcuno a tempo di musica questi sia meno morto che se lo si fa in silenzio. 
L'ultima poi è l'assoluto capolavoro della disinformazione è, ormai, scientificamente comprovato che in nessun caso la carne sia indispensabile alla sopravvivenza, nessuna malattia giustifica una dieta carnea. 
D'altra parte il danno arrecato alla salute da salumi e carni rosse o bianche che siano è assolutamente certo e verificato. Ora, io non ho alcuna intenzione di portare avanti una crociata, so che ciascuno arriva alla maturazione spirituale ed alla comprensione dell'unicità del “Principio Naturale” con i propri tempi e nei propri modi... nel frattempo però, per evitare la noia e fracassamenti di zebedei, per favore, evitiamo le arrampicate sui vetri e l'uso di luoghi comuni.

Rosa Bruno

martedì 25 giugno 2019

Gruppi di appartenenza... (repetita iuvant)


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Ho spesso parlato dei gruppi chiusi (quelli che non amo per nulla), ai quali se non appartieni non esisti. 
Parlare di questa realtà, però, non è semplicissimo e si rischia di inoltrarsi ed impantanarsi in discorsi complessi poichè essa deriva da caratteristiche umane fondamentali o quantomeno chi la analizza così afferma. 

Si sente discutere molto di unità, di unicità, di ricomposizione. Soprattutto a livello spirituale. Ogni grande religione ci intrattiene sull'importanza di comprendere la necessità dell'unità, della compassione, della relazione profonda ed empatica. Salvo poi affermare di esserne unica depositaria e di possedere l'unica strada possibile verso il Divino e la Verità.
Elaborando poi, di fatto, le giustificazioni morali ed etiche per comportamenti umani terribili e cavalcando le peggiori divisioni e dicotomie che l'umanità stessa riesca a concepire.

Tale contraddizione profonda si riverbera, riversandosi sulla società e divenendo comportamento, proprio perchè inserita profondamente a fondamento del nostro programma vitale ed educazionale.
Ed allora si hanno i gruppi a cui se non appartieni sei fuori dal mondo, le mode, gli atteggiamenti più o meno generalizzati, le congreghe e le lobbies.

Le greggi che sembrano imporre con la propria stessa presenza i comportamenti e che, in realtà, sono guidate verso i loro ovili e macelli.
Sembra essere inserita nel carattere umano tale modalità. Proprio perchè essa viene impartita con il latte materno e posta a fondamento del buon-vivere: appartenere ad un gruppo, essere qualche cosa, qualcuno... cristiano, buddista. americano, italiano, lombardo… altruista, vegano, comunista, mormone o che altro. 
Ed i gruppi si intendono come portatori di fiaccole, coacervi di assolute verità innegabili e sacre. I suoi componenti si parlano solo fra loro, con i propri specifici linguaggi, per allusioni e rimandi. Esserne fuori fa, di chi abbia la sventura di esserlo, un essere inferiore o quantomeno lontano dal giusto.

Trattasi di qualcosa molto simile alle sette in realtà, nulla di diverso da quelle che, con prosopopea e roboanza, il mainstream sistemico, quotidianamente condanna.

"Comunque la colpa è sempre al di fuori di NOI, che siamo nel giusto e amiamo il bello. Che abbiamo capito, mentre il resto del creato si dibatte nell'ignoranza".

Sembra ovvio da questa dissertazione che la verità sia fuori da questi comportamenti, ma l'affermarlo porterebbe alla creazione di un sottogruppo di coscienti e quindi non lo farò.

Meglio sarebbe aprirsi, ascoltare, accettare… accarezzare con curiosità e considerazione i diversi equilibri dell'umana capacità di comprendere. Giocando con le ipotesi e comprendendo quanto esse siano, in realtà, descrizioni parziali del medesimo principio; e questo dovrebbe valere sempre, per qualsiasi articolazione del pensiero e dell'azione umana.

Rosa Bruno

lunedì 18 marzo 2019

Ed ora ce la vorrebbero vendere così?

Per carità, io sono ignorante però mi viene da pensare che ci hanno indotto a consumare e sprecare come se non ci fosse un domani ed ora che (sempre secondo me che sono ignorante) è troppo tardi per fare qualsiasi cosa, cercano di correre ai ripari spruzzando merda nei cieli che ricadrebbe sulle nostre teste e sui terreni che dovrebbero dare i frutti per il nostro nutrimento. (A parte che la geoingegneria esiste da anni ed oltre alla manipolazione del clima viene utilizzata per scopi/esperimenti militari).
Non a caso, infatti, vediamo l'incremento esagerato di malattie croniche e degenerative nonchè tumori anche in bambini molto piccoli ed animali. Certo, ovviamente, morire si deve, no? Ed allora, prima dell' incontro con la nera signora, perché non tenerci ammalati quel tanto che basta a far fruttare un bel po' di quattrini alle multinazionali del farmaco!? Ci sarebbe poi da aprire un capitolo a parte sull'oscuramento del sole che è il nostro più grande alleato per mantenere un buon livello di salute a partire dalla vitamina D ... salvo poi demonizzarne la carenza e prescrivere quantità industriali di D Base farmaceutica. Quando l'intelletto è un optional!
Non so, io penso semplice, ma penso... e unendo i puntini il quadro mi appare chiaro. Fin troppo chiaro!
Rosa Bruno
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Le "scie chimiche" che possono dimezzare il riscaldamento globale

Secondo uno studio di Harvard, la geoingegneria solare - tecnica di spruzzare sostanze chimiche nell'aria per raffreddare il pianeta - se utilizzata in giuste dosi, può contrastare il cambiamento climatico.

Con l'inquinamento atmosferico in costante aumento, l'idea di difendere il futuro della Terra spruzzando sostanze chimiche nell'aria può sembrare folle. Eppure, un nuovo studiodell'Università di Harvard pubblicato dalla rivista Nature Climate Change prende questa ipotesi in seria considerazione per rallentare il cambiamento climatico. La teoria presa in esame dalla ricerca è quella della geoingegneria solare: rilasciare aerosol di sostanze chimiche nell’atmosfera (una sorta di "scie chimiche") per schermare i raggi solari e abbattere così l’innalzamento delle temperature.....
Leggi tutto l'articolo su: LETTERA43

lunedì 21 gennaio 2019

E se... ?


E se tu dormissi?
E se nel sonno tu sognassi?
E se nel tuo sogno, salissi al cielo e lì cogliessi un mirabile fiore?
E se, al tuo risveglio, quel fiore fosse fra le tue mani?
[Samuel Taylor Coleridge]


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lunedì 31 dicembre 2018

In realtà non inizia nulla...

...si tratta solo di continuare, cercando di fare meglio di quanto abbiamo fatto sino ad ora...
Ma un brindisi ci sta! Ci sta sempre... alla vostra! :)

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giovedì 27 dicembre 2018

Riflessioni

La comprensione ed il perdono sono la più alta forma di intelligenza! 
Le persone possono sbagliare i tempi ed i modi quando esprimono un malessere emotivo, perché le persone sono quello che sono... sono il risultato del loro vissuto, delle loro sofferenze passate, delle delusioni ricevute. Se non si ha empatia e la capacità di comprendere questo e, al contempo, la volontà di perdonare, la strada per l'evoluzione e l'elevazione dell'anima è ancora molto lunga e tortuosa! 

Rosa Bruno



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martedì 30 ottobre 2018

Saggezza in pillole

«Invece di sentirti "inadatto" quando sei con certe persone, prova a sentirti "sprecato": fa miracoli». 
(Syria Chadee)


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domenica 14 ottobre 2018

Mala tempora currunt

E sta succedendo qui, dietro casa
Il razzismo stolto e becero produce il suo figlio peggiore: l'apartheid. Lo produce nella scuola, fra i bambini, nel posto peggiore dove possa avvenire. E non è solo la stupidità di un sindaco o di un assessore, ma il banco di prova di un progetto che vorrebbe essere nazionale e che deriva, purtroppo, da un pensiero globale.

Il fatto in sé è semplice: si usa un cavillo burocratico, ovvero una dichiarazione patrimoniale, ma in patria, cioè effettuata nel paese natio, ma questo pare non essere sufficiente. Essa deve avere misteriose ma precise caratteristiche, infatti alcuni che pure si sono sottoposti alle “forche caudine” alla fine non hanno avuto, comunque, il riconoscimento del documento (spesso irrealizzabile) pur avendo speso 1500 euro per il viaggio. L'iniziativa non va a colpire solo gli irregolari, ma anche e soprattutto, i regolari occupati e aventi diritto. 

Un gioco assurdo e crudele, pensato e studiato apposta per creare tutto lo scandalo ed il subbuglio che ha creato. Un'azione voluta e calcolata per dimostrare disprezzo e rimarcare la differenza, per accontentare il ventre di coloro che si nutrono di odio e che hanno fisicamente l'esigenza di un nemico da detestare e perseguitare.

Purtroppo il disegno, come dicevo, è globale ed il ritorno alla coltivazione delle differenze e delle distanze appare realizzarsi su scala mondiale. Diciamocelo, quindi, sino a chè l'odio nutrirà in qualche modo i nostri bisogni, beh nulla potrà davvero cambiare in meglio. 

Rosa Bruno

martedì 9 ottobre 2018

Bayer-Monsanto: l’accoppiata perversa


di Marco Cedolin
C’è molto fermento in questi ultimi mesi nelle grandi multinazionali farmaceutiche, quella ristretta casta di semidei impegnati nel vendere a tranci la nostra salute un tanto al chilo al mercato della speranza e della disperazione.
Dall’inizio del 2018 non si riesce a tenere conto delle acquisizioni e delle fusioni intervenute all’interno di Big Pharma, tanto è alto il loro numero. Nel mese di gennaio la francese Sanofi ha acquistato per 11,5 miliardi di dollari l’azienda statunitense Bioverativ, specializzata nell’emofilia e la Celgene ha acquisito Juno Therapeutics, specializzata nelle cure per il cancro, sborsando la cifra di 9 miliardi di dollari, mentre a lungo si è ventilata l’ipotesi di una colossale fusione fra Pfizer e Bristol Myers, finora non ancora andata in porto. Ma ciò che più ha fatto scalpore è stata l’acquisizione intervenuta lo scorso giugno della tristemente nota Monsanto, da parte del colosso tedesco Bayer per la strabiliante cifra di 63 miliardi di dollari...
Continua la lettura su: DolceVita online
oppure su: Il Corrosivo

sabato 15 settembre 2018

...


«Solo i pazzi e i solitari possono permettersi di essere se stessi.
I solitari perchè non hanno bisogno di piacere a nessuno, i pazzi perchè di piacere a qualcuno, non gliene frega niente.»


~Charles Bukowski~


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venerdì 31 agosto 2018

Appesi a un filo

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Qualche giorno fa ho vissuto il dramma della perdita.
L'uomo che amo, per qualche secondo, è morto. 
Solo per qualche secondo. 
Davanti a me, tra le mie braccia. 

Una manciata di secondi durati un'eternità.

E poi l'ambulanza, la corsa contro il tempo verso l'ospedale, la notte lunghissima, interminabile in quel pronto soccorso, nessuno mi dava notizie e  faceva caldo, caldissimo, ma avevo freddo.
È stata un'esperienza devastante ed allo stesso tempo illuminante. All'improvviso siamo NIENTE. Non sappiamo NIENTE. Non possiamo NIENTE. 

É vero, siamo anime eterne, ma in questa esistenza siamo piccoli, fragili, impermanenti. Appesi ad un filo sottilissimo. Questo filo può spezzarsi in qualsiasi momento e, spesso,  senza alcun preavviso. 

Arroganza, presunzione, prosopopea, competizione, prevaricazione, egoismo, cattiveria, invidia, gelosia... tutte le belle qualità di cui l'umanità fa sfoggio e incetta, all'improvviso: puff! Non servono a nulla e nessuno. Fine. Stop. 

Il mio uomo, per fortuna, anche questa volta è tornato. E la nostra consapevolezza è ulteriormente cresciuta... ed anche il nostro amore. 

Rosa Bruno

martedì 22 maggio 2018

...

«Confondiamo spesso l’essere asociale con l’essere una persona che ha imparato nella vita a scegliere bene chi vuole intorno a sé».

(cit)


lunedì 7 maggio 2018

L'uomo secondo Gurdjieff


«La condizione fondamentale dell’uomo è il sonno; l’uomo è addormentato, la sua coscienza è ipnotizzata, confusa; egli non sa chi è, non sa perché agisce, è una specie di macchina, un automa, cui tutto “succede”; non ha il minimo controllo sui propri pensieri, sulle proprie emozioni, sulla propria immaginazione, sulla propria attenzione; crede di amare, di desiderare, di odiare, di volere, ma non conosce mai le vere motivazioni di questi impulsi che compaiono e scompaiono come meteore; dice “io sono, “io faccio”, “io voglio”, credendo di avere davvero un ego unitario, mentre è frammentario in una moltitudine di centri che di volta in volta lo dominano; si illude di avere coscienza di sé, ma non può svegliarsi da sé, può soltanto sognare di svegliarsi; pensa di poter governare la propria vita, ma è una marionetta diretta da forze che ignora; trascorre l’intera esistenza nel sonno e muore nel sonno; passa tutto il tempo in un mondo soggettivo cui non può sfuggire; non è in grado di distinguere il reale dall’immaginario; spreca le proprie energie a inseguire cose superflue; e solo qualche volta si rende conto che non è soddisfatto, che la vita gli sfugge, che sta sciupando l’occasione che gli è stata offerta».

[Georges Ivanovič Gurdjieff]

sabato 21 aprile 2018

BASTA!

Ne avrete certamente sentito e letto, la notizia è di un paio di giorni fa: 
Un'altra donna uccisa da una follia che è ormai fuori controllo. 
Davvero, basta! 
C'è disperazione e sconforto in questo grido. Basta uccidere donne per il solo vezzo di possederle, quasi fossero cose. Basta con questi maschi che impugnano pistole per difendere quel mostro che chiamano onore, in nome di una forma distorta e malata di passione, che è solo monumento al loro infinito, incurabile egoismo.
Provate ad andare su un qualsiasi motore di ricerca e scrivete “donne uccise a colpi di pistola” (limitando di fatto le forme omicide ad una sola tipologia) l'elenco che ne esce è sconcertante ed a suo modo terribile. Una enumerazione infinita; troppo lunga negli anni, troppo! Son sempre loro : mariti, amanti, padri, fratelli ad impugnare l'arma per i motivi più svariati. 
Mentre scrivo di un fatto avvenuto forse due o tre giorni fa ne sono morte altre due o tre, non si fa tempo a fissare le parole sulla carta che avviene un fatto peggiore. A volte penso che dovremmo rispondere con la stessa moneta. Far loro paura, tirare fuori dai nostri cassetti malie e fatture per spaventarli un poco. Poi ripenso a me come donna, come madre e mi dico che sono migliore, che devo esserlo per dare al mondo speranza, ma sino a quando maschi impazziti e violenti ne approfitteranno?
Nessuno è innocente in questo mondo competitivo e crudele dove la vita vale solo a livelli differenziati, dove un bambino siriano o palestinese, valgono infinitamente meno di una falsa aggressione di un israeliano. Dove se sei una donna puoi essere massacrata solo perchè pensi e ti rendi autonoma. Dove donne muoiono ogni giorno per nutrire l'arroganza maschile. No, nessuno è innocente in un mondo che dovrebbe cambiare per salvarsi e non lo fa per ignavia, silenzioso e mostruoso assenso, assurdo e totale annichilimento ipnotico.
Ogni giorno annotiamo la morte di una donna. Fino a quando?

Rosa Bruno

domenica 25 marzo 2018

Chi ha (o non ha) il diritto di esistere?

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Razzismo! Si abusa di questo termine, usandolo ovunque, come forma di aggressione, per indicare quelle che sono, spesso, solo paura ed egoismo e che possono essere definite meglio con il termine Xenofobia.

Caratteristica deprecabile, certo, ma umana e condivisa un po' da tutti, prescindendo dal colore della pelle. 
Esperimenti sociali importanti lo hanno dimostrato: la xenofobia infetta quasi tutti i rapporti con chi è diverso da noi, dal gruppo di presunta appartenenza.
La logica del clan, appunto, del gruppo etnico, della nazione, prescinde il colore della pelle. Questo non giustifica la prepotenza bianca, occidentale, da Primo-Mondo, ma cerca solo di entrare nelle logiche umane.

Premesso questo, è innegabile che l'occidente bianco eccella e detenga il record delle azioni deprecabili e vergognose in questo senso, ma questo avviene più per egoismo e nazionalismo piuttosto che per  vero razzismo. Sentimento di disprezzo e convinzione di superiorità che comunque, alla fine, l'etnia più forte coltiva sempre per quella più debole, al di là, persino, dalla pelle.
I mostri prodotti da questo egoismo sono figli sì, anche del razzismo, ma soprattutto dello sciovinismo e della convinzione di avere più diritto alla vita di chi bussa alle nostre porte per il solo fatto d'essere “nati bene”.

L'esempio della 31enne nigeriana morta dopo essere stata respinta dalla Francia alla frontiera di Bardonecchia, nonostante fosse incinta e malata QUI, sta lì, a dimostrare quanto insulsa, crudele, mostruosa e stupida possa rivelarsi l'applicazione pedissequa e burocratica delle leggi che derivano da questa paura. Di lei quasi non si dice il nome, omesso in una tristissima definizione di migrante. Una donna ed il suo amore, lei sì mossa da questo sentimento e la stupidità di regole che diventano razziali per stoltezza, piuttosto che per contenuto.

Questo sciovinismo a sfondo razzista, questa forma di egoismo e paura che sembra autorizzare le nazioni alla crudeltà, alla chiusura all'autodifesa dal nulla, alla negazione dell'umanità e della compassione, al ripudio di quel diritto d'asilo che aveva fatto la grandezza della Francia, per esempio, in termini culturali, ma che non ha alcun senso ed ancor meno ragioni.

Non voglio stare ad elencare le gravi colpe del colonialismo francese, molti lo hanno fatto e lo faranno, mentre altri difenderanno, essendo infettati dal medesimo male, il diritto dei transalpini a difendere i sacri confini. Non è mio interesse fare l'elenco delle brutture e delle amenità di una nazione che, alla fine, non si comporta peggio di molte altre in Europa.
Quello che voglio rimarcare è la morte della compassione, che produce mostri, la paura che ottenebra la capacità di giudizio, la retorica stupida del potere e della sua burocrazia che diventano complicità in omicidio per omissione di soccorso!

Il destino di un'umanità che si avvia a soffocare sé stessa nei suoi stessi muri.


Rosa Bruno

mercoledì 7 marzo 2018

Marzo... ancora

Daje!
Repetita iuvant... Scritto un anno fa. Riproponendolo ribadisco il concetto tal quale. 
Per le donne, con le donne.



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Ed ancora è Marzo … l'8 per l'esattezza, giornata internazionale della donna fra antiche bufale e nuove frontiere sindacali, tutto sommato inutili. Con il rischio che per molte si risolva in una pizza fra donne ed uno spogliarello maschile.
Per carità, non sia mai che ci si opponga a momenti di mobilitazione! Di questi tempi poi!  Ma forse anche fra noi donne sarebbe opportuno un momento di ripensamento e riflessione.

Si è detto spesso che non di uguaglianza si sta parlando ma di parità nei diritti. Credo che vada approfondito e che su questo noi donne dobbiamo riflettere. 

W la diversità … volevo dirlo!

Noi donne siamo altro, la nostra sapienza è altro... non uguale, ma profondamente diversa. E meno male! 
Se vi è un minimo di speranza per questo pianeta sta da quella parte: in un punto di vista ed una filosofia di fondo profondamente “femminile”.
Lo scontro, come la scienza sembra tendere a dimostrare, è molto, ma molto più antico e risale alle società gilaniche matriarcali... contrapposte a quelle militari-verticali e maschili delle tribù del ferro. Se esiste -come esiste- un divino femminile, anche a livello teologico che senso ha rimarcare l'uguglianza? 
Se questo scontro si è spinto nella nostra storia, attraversando il medio evo e permanendo in
molta della cultura orale dei nativi del Nord America e dei popoli Centro Sud Americani... perchè non sollevare orgogliosamente la bandiera della nostra diversità?

Noi siamo portatrici di un diverso ed altro pensiero, non del compromesso adattativo di quello dominante.  Non è il modello maschile femminilizzato ed adattato, ma un altro modello, complementare, volendo, ma radicalmente diverso da quello maschile. Un modo diverso di porre le premesse che parte dall'anima e dall'empatia, che conosce Compassione, Cura, che canta le canzoni delle curandere e di quelle che chiamarono streghe.
Quante volte abbiamo giocato con questo termine? Streghe! Senza metabolizzare in noi stesse il senso di quello che dicevamo; cercando di competere in gare fra maschi in una società modellata al maschile… con parametri maschili. Perchè mai una donna in carriera dovrebbe rinunciare ad essere madre? La società che vogliamo è diversa non un adattamento di questo modello. Quelle che chiamarono streghe erano portatrici di una sapienza femminile ed antica come il mondo.

Care sorelle, ricordiamoci di avere dei Poteri e non il potere, questo gioco stupido di chi lo ha più lungo lasciamolo ai maschietti. 

Noi usiamo tutto il cervello, noi abbiamo l'empatia, noi ricordiamo e sentiamo. Noi abbiamo una sapienza antica che si trasmette oralmente. Di madre in figlia, da sorella a sorella.

Ed infine, noi abbiamo la sessualità e la maternità… quante volte il modello ecclesiale maschile ha voluto contrapporle, riservando ad una l'oscurità ed all'altra la luce… ma esse sono connesse, essenziali l'una all'altra ed in esse risiede moltissimo potere.

Noi scegliamo e se per una volta scegliessimo bene? Invece di innamoraci di assoluti mascalzoni? Se per una volta il parametro e il modello fossero intelligenza, sensibilità e capacità di comprendere invece che sovrabbondanza di testosterone e machismo?


Rosa Bruno 

mercoledì 28 febbraio 2018

DI IRREALI PROMESSE... DI PRESE PER I FONDELLI MOLTO MENO IRREALI

Come spesso ho detto non amo parlare di politica, tantomeno in questo spazio, ma... un paio di cosette mi va di dirle:

Ma siete davvero convinti che le mirabolanti, fantasmagoriche promesse di questi fantocci possano essere, anche solo vagamente mantenute? 
La soluzione più probabile di questa farsa sarà un pareggio di fatto, come avviene da anni, pur con questa legge elettorale fatta su misura. Un paese ingovernabile, sostanzialmente, a meno che… un gruppo di responsabili ispirati dalla Presidenza della Repubblica e dall'Europa non si prenda carico.

Un governo del presidente (lo sanno tutti) sta negli accordi presi a suo tempo in Sicilia (Laboratorio sperimentale di questo paese), sta nell'ordine delle cose, sta nella struttura stessa di questo sistema elettorale che privilegia le coalizioni, mortificando la democrazia.

Un'ultima considerazione sulla beffa che si sta preparando: un governo del presidente non sarebbe tenuto al rispetto di alcuna delle promesse elettorali fatte in campagna, anzi potrebbe agire in emergenza  per ottenere risultati pseudo-tecnici ispirati dall'alto.

I politici lo sanno benissimo che questa è la soluzione più probabile e quella sponsorizzata dall'Europa PD/FI (e/o dintorni) per salvare il salvabile.
Forse è proprio per questo che si sperticano in promesse che sanno di non potere/dovere mantenere. Quand'anche non fosse così, cosa estremamente improbabile, e vincesse qualche altro dovrebbe, dato il sistema attuale, comunque allearsi ed alla fine il risultato sarebbe tal quale… più o meno mascherato. 
Perciò andate pure a votare convinti che serva, ma sappiatelo: le jeux sont fait! clap clap clap

Rosa Bruno