mercoledì 6 novembre 2013

Il chip Nato che spia gli scolari e fa schiantare le auto

biometria
da LIBRE

Michael Hastings, giornalista investigativo pluripremiato, è morto tra le fiamme il 18 giugno 2013 a Los Angeles mentre guidava una Mercedes del 2013. La notte prima aveva chiesto a un’amica, Jordana Thigpen, di prestargli la sua Volvo, poiché credeva che la sua Mercedes C250 fosse stata manomessa. Secondo la vedova, Elise Jordon, Michael aveva cominciato a indagare la “nuova guerra alla stampa” del direttore della Cia, John Brennan. Facendo eco allo scandalo Watergate, Hastings ha sostenuto che la Cia, con o senza autorizzazione, abbia iniziato a usare sofisticate tecniche militari di guerra psicologica contro giornalisti e politici. Anche per l’ex coordinatore dell’antiterrorismo Usa, Richard Clarke, un incidente stradale come quello costato la vita a Michael Hastings sarebbe “coerente con un attacco informatico all’auto”. Come per gli infarti, dice Tony Gosling, si ritiene ormai che questi “incidenti” ai freni delle vetture siano i preferiti dal crimine organizzato e dai servizi di intelligence, dal momento che sono così facili da spacciare per fatali guasti tecnici.

«Il nostro sistema giudiziario, la polizia e i nostri giornalisti investigativi – sostiene Gosling in un post su “Rt”, ripreso da “Come Don Chisciotte” – non sono capaci di capire la tecnologia complessa», in continua evoluzione, «per non parlare della raccolta di prove sufficienti a decidere se questi eventi disastrosi siano incidenti o omicidi». La strana morte di Hastings? Un monito: le nostre libertà stanno andando in frantumi. Succede, dice Gosling, perché «in Occidente la tecnocrazia sta lentamente rimpiazzando la democrazia». Da quando «i mercati finanziari e gli oscuri gnomi di Zurigo hanno cominciato a scegliere i nostri leader politici», i super-tecnocrati, «strozzini e simpatizzanti della Goldman Sachs, la piovra che sta venendo fuori quale vero potere del mondo occidentale», utilizzano anche compagnie poco note, che però «detengono brevetti di valore» e, come prestigiatori, «producono e immettono sul mercato nuovi sfavillanti dispositivi scientifici».
Tecnologia che in mano pubblica sarebbe liberatoria, mentre in mano ai “predoni” può fare disastri. E senza che ce ne rendiamo conto: «Quando i nostri deputati, giornalisti e avvocati memorizzano i dati della loro rubrica telefonica usando un servizio di sincronizzazione, o fanno un backup di documenti su “The Cloud”, non hanno nessuna idea di dove vada a finire il loro prezioso lavoro. Condividono i loro dati senza pensarci troppo con aziende che potrebbero tranquillamente copiarli, rivenderli a terzi o perfino corromperli prima di farglieli riavere». I super-tecnocrati della “rivoluzione digitale”, continua Gosling, hanno precisi progetti per i prossimi decenni: «Rubano terreno ai governi eletti usando la “riservatezza commerciale” per tenere all’oscuro la stampa, i politici e il pubblico». E oggi, cioè nell’era della sorveglianza di massa, con l’opinione pubblica narcotizzata dal mainstream, «possono acquistare le informazioni per sapere ciò che i politici eletti stanno per fare, o perfino quello che hanno intenzione di fare, e investire così vaste risorse in contromosse».
Tecnologia invisibile per controllare tutti. E anche per uccidere, per esempio chi è al volante della propria auto? A confermare indirettamente i pesanti sospetti sulla fine di Michael Hastings è la rivista “Autoweek Magazine”, che si domanda: «Chi è al controllo della tua auto? Governo e privati adesso possono controllarla a distanza». I computer di bordo sono penetrabili da hacker? E se il dispositivo si inchioda, causando un’accelerazione involontaria e un incidente mortale? «Più una tecnologia è poco visibile – aggiunge Gosling – e più è alta la probabilità che rimanga non regolamentata». Non solo: a utilizzarla saranno soprattutto giovani, portati ad accettarla «senza porsi troppe domande, in quanto “cool”». Tra le tecnologie segrete meno comprese e praticamente non regolamentate c’è l’insidioso chip Rfid, “Radio Frequency Identifcation”, che rileva i movimenti tramite le frequenze radio. «Si tratta di piccoli “trasponder” wireless a circuito stampato, usati perlopiù per tracciare i movimenti in magazzino, sebbene siano in aumento per quanto riguarda il pagamento tramite carte di credito “contactless”, senza contatto». Questi chip, continua Gosling, sonoelettricamente attivi per anni, alcuni anche per tempi indefiniti.
Dal settembre 2013, gli scolari inglesi sono schedati in modo digitale: il governo britannico ha eseguito la scansioni dell’iride oculare, del riconoscimento facciale, dell’impronta del dito e del palmo – in una parola, la “biometria” degli alunni. Solo che sta crescendo il numero di minori che rifiutano di sottoporsi alla schedatura, introdotta per automatizzare i sistemi di ingresso alle mense e alle biblioteche. Nel caso la “biometria” venisse abbandonata, assicura Gosling, è già pronta la tecnologia Rfid: «Dal 2010 al febbraio 2013, il West Cheshire College vicino Liverpool ha dato a tutti i suoi studenti dei cartellini da indossare con dei chip compatibili, 433 Mhz». Certo, quei cartellini «permettono agli studenti di usufruire dei servizi». Ma i sensori disseminati in tutta la scuola «consentono di tracciare i movimenti degli studenti nel campus, come dei puntini da seguire sullo schermo». Attenzione: quando un giornale nel febbraio 2013 chiese chiarimenti al preside, il fornitore dei chip li fece sparire dalla scuola, eliminando ogni traccia di sensori e cartellini.
Quei sensori, forniti da un’azienda che si chiama Zebra, offrivano la possibilità di monitorare i ragazzi non solo da parte delle autorità scolastiche, ma anche dai militari: l’origine Nato della tecnologia, e quindi la necessità di proteggerne la segretezza, secondo “Rt” spiega la rapidità della “sparizione delle prove” dal college inglese usato come area-test. La Nato, racconta Gosling, dispone di un sistema Rfid riservato, chiamato “In Transit Visibility Network”, con sensori 433 Mhz sparsi in tutto il nord America e l’Europa occidentale. Una mappatura che serve a «tenere d’occhio le munizioni, i serbatoi e altri armamenti quando si spostano da un posto all’altro». Fin qui, tutto bene. A patto però che, a finire “microchippate” a nostra insaputa, già al momento della fabbricazione, non siano anche le nostre auto, insieme ai nostri telefoni, le carte di credito e magari anche «i nostri figli, quando durante il giorno vanno in giro innocentemente».


Anziché proteggerci, conclude Gosling, la Nato e i tecnocrati dell’industria militare «stanno trasformando ogni singolo essere umano in un sospetto criminale». E questo, senza l’autorizzazione di nessun giudice. Più che una “rivoluzione digitale”, «la loro idea è quella di una gabbia digitale: mai gli incubi malati dei peggiori tiranni sono stati così vicini all’essersi realizzati». Il mondo civile ora deve assolutamente «bloccare i veicoli computerizzati e questa tecnologia Rfid, e renderla soggetta al consenso del singolo e dei genitori, così come ha fatto la Gran Bretagna con la “biometria”». Meglio agire in fretta, «prima che le nostre scuole e le nostre strade diventino prigioni digitali e i nostri figli siano seguiti dai militari ovunque vadano».

1 commento:

  1. Attenzione è urgente fare sapere: non credete ai fantasmi o spiriti o alieni o cazzate di qualunque genere, c'è chi usa la tecnologia e le ricerche recenti nonche quelle probabilmente frutto di esperimenti fatti durante il nazismo, oppure in cliniche illegali, oppure forse su persone rapite, per rovinare la vita e trasformare il mondo in un inferno. Usano le vittime, come fossero cavie umane, per interessi economici multipli di tutti i coinvolti nelle loro reti.

    Di certo:
    in Italia, a Busto Garolfo, una cittadina in Provincia di Milano, operano individui che sono raggruppati in un'organizzazione criminale nonchè setta, dedita alla traffico di esseri umani, stupefacenti, sostanze tossiche, radioattive, strumentazione illegale amri incluse, gestione di prostitute, falsificano documenti e firme. E' estesa, ramificata, infiltrata in diversi ambienti sociali. Usa radiazioni elettromagnetiche, microonde incluse, per colpire le persone, ed anche radiazioni ionizzanti di intensità sufficientemente bassa a non rendere subuto visibili gli effetti se non il riscaldamento di zone colpite. Usano tecnologie, biotecnologie, per conoscere la posizione delle persone negli edifici. Sono un pericolo per cittadini ed istituzioni. Non interviene nessuno nonostante le segnalazioni. Colpiscono soggetti in ordine tale da escluderli e non rischiare segnalazioni multiple. Si accordano anche con parenti delle vittime oppure ne influenzano la vita di modo da lasciare isolate le vittime ed avere contro anche i parenti prossimi. Probabilmente sfruttano tecniche collegate all'ipnosi durante il sonno mediante registrazioni di suoni difficilmente udibili se non a riposo, oppure suoni vicini all'infrasuono, ultrasuono. Controllano le comunicazioni private e creano caos per avere maggior controllo sulle vittime. Usano furgoni o si appostano in abitazioni. Può anche essere che alcuni ospitino ricercati. Forse vogliono accorciare la vita delle persone rovinandone la salute, forse vogliono spingerle al suicidio, forse vogliono movimentare il commercio di alcuni farmaci e la necessità di esami diagnostici, magari in parte a spese dello Stato, forse alimentare le imprese funebri. Sono dei terroristi dell'economia, anche, oltre ad essere pericolosi per individui ed istituzioni, libertà individuale.
    Registrano le voci, ne "descrivono le caratteristiche" in appositi software di modo tale da creare correlazioni tra voci in grado di modificare in tempo reale la voce di chi tra loro parla e farla apparire come voce altrui.

    Forse:
    usano sistemi di video grafica digitale 3D per creare fasulle riprese di persone, ricostruiscono ambienti, locali, come scene teatrali e dopo aver acquisito la registrazione in motion capture delle azioni commesse da uno di coloro che appartiene al gruppo, vi applicano la ricostruzione delle azioni ad un manichino virtuale di un'altra persona, così da avere video o immagini in bassa qualità di fatti mai accaduti.

    Sono certamente un'associazione a delinquere che coinvolge almeno decine di persone.

    Rovinano la vita alle loro vittime.

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