lunedì 26 aprile 2010

Eddie Vedder & Jerry Hannan- Society

UNA PIAGA CINESE, I TRAFFICANTI DI BILE DEGLI ORSI

I TRAFFICANTI DI
BILE DEGLI ORSI

">
Con un vero e proprio blitz i volontari di 'Animals Asia Foundation' hanno liberato 10 orsi (vedi galleria fotografica) in via di estinzione prigionieri in condizioni terribili da 30 anni in una 'fattoria della bile' nella provincia di Shangdon. La bile d'orso, estratta attraverso un catetere impiantato nell'addome dell'animale vivo (procedura vietata dal governo), e' utilizzata per la cura di numerose patologie dalla medicina tradizionale cinese, nonostante siano disponibili oltre 50 alternative sintetiche ed erboristiche, piu' economiche e piu' sicure per la salute umana.

La bile viene estratta da animali gravemente malati, e' contaminata da sangue, urine, pus, e non subisce alcun processo di raffinazione. La pratica di estrazione della bile e' purtroppo ancora legale in Cina, nonostante il Governo abbia bandito il rilascio di ulteriori licenze. Agli allevamenti e' concesso praticare l'estrazione della bile con il solo metodo del free-dripping o gocciolamento libero, che si rivela comunque devastante per la salute degli orsi.

Con l'ultima operazione 20 delle 31 province cinesi sono ora prive di 'fattorie della bile'. Questa liberazione porta a 276 il numero di orsi riscattati a oggi da Animals Asia Foundation in Cina, mentre sono 42 gli allevamenti chiusi. Il salvataggio ha permesso la liberazione di 10 orsi, 7 femmine e 3 maschi, di cui 6 orsi della luna, 3 orsi bruni e un meticcio.

Gli orsi, accompagnati dagli operatori della Fondazione, sono arrivati presso la riserva-santuario di Animals Asia a Chengdu, nella provincia del Sichuan, dopo 4 massacranti giorni di viaggio e un intervento chirurgico d'urgenza per salvare la vita di un esemplare anziano.

fonte : http://www.agi.it/

Italia: Kyoto diventa possibile



La recessione economica ci ha aiutato. Le emissioni calano e con il compenso delle nostre foreste potremmo ancora raggiungere l'obiettivo di Kyoto. Per la prima volta diminuisce il settore dei trasporti. I maggiori ritardi nel settore residenziale e dei rifiuti
Non ci siamo impegnati molto, ma la recessione ci ha dato una mano. L'obiettivo di Kyoto sembrava una meta impossibile, mentre adesso si configura come un traguardo possibile. Nel nostro Paese infatti le emissioni calano per il quarto anno consecutivo e le stime del 2009 parlano di un meno 9%. Con una riduzione per la prima volta anche delle emissioni prodotte dai trasporti su strada. Questo, il quadro che emerge dall'inventario nazionale sulle emissioni di gas serra presentato dall'Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra).

Prima di finire fuori dal protocollo, con le conseguenti sanzioni, abbiamo, infatti, a disposizione, nella banca virtuale delle emissioni di gas serra, circa 2,2 miliardi di tonnellate consentite, pari a 483 milioni di tonnellate (cioe' meno 6,5% rispetto al 1990) moltiplicate per i cinque anni di applicazione del protocollo (2008-2012). E con l'aiuto fornito dalle foreste, i progetti 'verdi' nei paesi in Via di sviluppo, e i crediti dell'emission trading, l'Italia dovrebbe farcela.

Secondo Riccardo De Lauretis, responsabile della realizzazione dell'inventario, siamo a un piu' 4,7% al 2008 ma potremmo essere a un meno 4,1% al 2009, con un calo che potrebbe sfiorare il 9% in due anni. Una riduzione che secondo l'Ispra e' anche influenzata dal ''rallentamento delle economie globali'' che per esempio hanno sottratto, spiega De Lauretis, circa il 30% del volume d'affari alle industrie del cemento e dell'acciaio. La distanza da Kyoto e' ancora molta: i debiti potranno essere compensati dall'aiuto fornito dalle foreste per 10 milioni di tonnellate l'anno, altri 15 milioni di tonnellate dai progetti di cooperazione, e la parte mancante dall'acquisto di crediti sul mercato delle emissioni. La situazione attuale delle emissioni italiane registra - secondo l'inventario nazionale - per il 2008 un decremento (rispetto al 2007) del 2%. Mentre, nel 2008 per la prima volta si riducono le emissioni da trasporto su strada passando da 120,1 milioni di tonnellate nel 2007 a 115,3 nel 2008. In ogni caso dal 1990 a oggi, il settore dei trasporti registra l'incremento piu' elevato pari a piu' 20%, seguito soltanto da quello della produzione di energia (piu' 16%).
E la diminuzione delle emissioni diventa piu' evidente se si raffrontano le serie storiche. Pero', a guardare bene tra il 1990 e il 2008 le emissioni hanno avuto, in generale, un incremento del 4,7% (passando da 517 milioni di tonnellate a 541) a causa soprattutto della crescita di quelle dovute alla CO2 (anidride carbonica) pari al 7,4% nello stesso periodo. I ritardi maggiori del nostro Paese sono nel settore residenziale e dei servizi, dove tra il 1990 e il 2008 c'e' stato un incremento del 10,5% di emissioni, e nella gestione dei rifiuti dove - a fronte di una riduzione del 39% di emissione nei paesi Ue - l'Italia taglia soltanto il 7,4%.

fonte ANSA


http://www.aamterranuova.it/


Quchapampa, Stato plurinazionale della Bolivia

135 Paesi rappresentati, di cui 90 da delegazioni ufficiali e 24.000 accrediti. Sono questi i numeri delle prime ore della Conferenza Mondiale dei Popoli che si sta tenendo in queste ore in Bolivia. Fin da subito migliaia e migliaia di persone si sono ritrovate a discutere su problematiche e soluzioni legate al problema del cambiamento climatico. La conferenza, fortemente voluta dal Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia Evo Morales Ayma, conferma ancora una volta che si sta creando un fronte - che potremmo definire un vero e proprio "Fronte Antimperialista" - che nei prossimi anni è destinato a contrapporsi all'egemonia del blocco occidentale.

siteon0-72794
Bolivia, Venezuela, organizzazioni come Via Campesiña e Attac, attivisti come la canadese Naomi Klein ed il francese José Bové si sono riuniti in Bolivia per studiare un "piano B" dopo lo scontatissimo fallimento della Conferenza sul clima di Copenaghen del dicembre scorso per fermare l'operato dei paesi industrializzati, delle multinazionali e dei sistemi di Potere che utilizzano gran parte delle terre del mondo come pattumiera per i loro affari.

I due punti fondamentali con cui i partecipanti alla conferenza dovranno presentarsi alla Conferenza sul clima che le Nazioni Unite terranno nel prossimo dicembre in Messico riguardano principalmente la costituzione di un Tribunale per la Giustizia Climatica e l'assunzione, da parte dei paesi industrializzati, della responsabilità per la distruzione del nostro pianeta tramite il pagamento del debito climatico.
Per adesso, i lavori riguardano quattro voci principali (che traduco e riporto dal bollettino informatico di ieri):

Gruppo 2. Armonia con la natura.
proposte iniziali:
Cercare/identificare azioni per combattere la fame, che è un'altra delle conseguenze del cambiamento climatico;
Promuovere la protezione della Terra partendo dalle scuole, tramite l'educazione e la creazione di una coscienza collettiva;
Proibire l'imboscamento con piantagioni di eucalipto che danneggiano la qualità del suolo;
Cambiare lo stile di vita dei cittadini tramite la condivisione di azioni che portino alla conservazione della madre terra.
Gruppo 12. Finanziamento
conclusioni iniziali:
Elena Jenevitza, rappresentante della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale ha chiesto la creazione di un Fondo Climatico Globale sotto l'egida dell'ONU. Edgar Zenteno, rappresentante dell'Alleanza Mondiale, ha proposto la modifica dei meccanismi di finanziamento e di separare il fondo destinato alla Cooperazione Internazionale da quello destinato al Cambio Climatico. Rocío Valdeavellano, rappresentante del movimento cittadino MOSIC, ha chiesto che i paesi industrializzati devono assumersi il costo delle conseguenze del Cambio Climatico. Il dibattito è terminato con l'accordo che i paesi industrializzati dovranno pagare il debito climatico perché è loro la colpa del Cambio Climatico.

Gruppo 14. Le Foreste
conclusioni iniziali:

Aumentare la consapevolezza nelle generazioni presenti e future al fine di preservare le foreste e di madre natura;
Rispettare i diritti di Madre Terra;
Stop agli incendi delle foreste ed alla deforestazione;
Eliminare della visione capitalista ed economicista delle imprese ed il relativo stile di vita;
Creare soluzioni reali che possano essere applicate e non solo messe su carta;
Creare un movimento globale per combattere contro le false soluzioni come il programma REDD (Ridurre le Emissioni Da Deforestazione e Degrado) in quanto questi sono una nuova forma di imperialismo

Gruppo 17. Agricoltura e sovranità alimentare.
primi accordi:

Informare, aumentare la consapevolezza ed implementare l'agricoltura biologica a livello locale;
Ridurre la concentrazione di allevamenti di animali;
Recupero di conoscenze e competenze ancestrali;
I popoli indigeni devono avere il controllo e l'amministrazione della loro terra e dell'acqua;
I governi devono garantire la sovranità alimentare nei loro territori;
Le produzioni locali ridurranno l'emissione di gas serra;
Rifiuto delle coltivazioni artificiali: colture geneticamente modificate, tecnologia terminator, bioingegneria.

Oltre a ciò, Evo Morales - che, come tutti gli indigeni, ha un forte legame con la Pachamama, la Madre Terra - ha deciso di creare un referendum mondiale per affrontare i cambiamenti climatici. Le domande sono:

Sei d'accordo sul ristabilire l'armonia con la natura, riconoscendo i diritti della Madre Terra?
Sei d'accordo sul cambiare questo modello di superconsumo e di spreco che è il sistema capitalista?
Sei d'accordo che i Paesi sviluppati riducano e riassorbano le loro emissioni di gas serra al loro interno affinché la temperatura non salga oltre un grado centigrado?
Sei d'accordo nel trasferire tutto quel che viene speso nella guerra e di destinare un bilancio superiore a quello proposto per la difesa per il cambiamento climatico?
Sei d'accordo con la creazione di un Tribunale di Giustizia climatica per giudicare chi distrugge la Madre Terra?

Naturalmente le risposte sono del tipo "SI/NO", per votare basta cliccare qui: http://portalmre.rree.gov.bo/cumbre/Referendum.aspx

Qualche anno fa molti di noi urlavano che "un altro mondo è possibile". Ora lo stiamo costruendo.

http://www.reportonline.it/

Sull' Incidente Aereo in Polonia - J.Burgermeister - Polish Crash Plane -Sub ITA


Link:http://www.comedonchisciotte.org


LaGrandeOpera 23 aprile 2010Servizio della Giornalista Burgermeister, nota per le sue inchieste sulla pandemia del vaccino antiinfluenzale, sul recentissimo incidente aereo in cui sono "stati decapitati" ( cosi hanno ordinato a tutti i media di scrivere ), i vertici del Governo Polacco.
Cosa la versione ufficiale non dice.
Traduzione di Heimskringla*


NIGERIA: ESEMPIO DEL CRIMINALE SACCHEGGIO DELL'AFRICA PER MANO DEL CAPITALISMO






Dalla scoperta delle riserve petrolifere, le grandi multinazionali del petrolio si sono impegnate nell’estrazione degli idrocarburi e a creare migliaia di km di oleodotti.
Come è possibile che un paese, con l’ottava maggiore riserva di petrolio del mondo, la settima in gas naturale ed enormi giacimenti di carbone, ferro ed uranio, possa avere la maggior parte della sua popolazione che vive in una situazione di povertà permanente e in molte occasioni estrema? Ancor di più se si tiene conto del fatto che il 91% del suo terreno è considerato produttivo ed uno dei più fertili della terra.
La Nigeria è situata nel golfo di Guinea, e costituisce lo stato più popolato di tutta l’Africa, con più di 140 milioni di abitanti.
Per secoli ha sofferto il colonialismo da parte delle nazioni europee, specialmente da parte della Gran Bretagna, che si sono dedicate non solo a sfruttare impunemente le loro abbondanti ricchezze naturali, ma anche gli esseri umani che lì vivevano, inviandoli come mano d’opera schiava al continente americano.

Nel 1960, la Nigeria ha raggiunto la sua indipendenza, un' indipendenza puramente formale, dato che da allora fino ad oggi, è stata governata da diverse giunte militari e governi dittatoriali, al servizio dell' occidente. La causa non è altro che il controllo delle grandi riserve di idrocarburi esistenti.
Nel 1958 e ancora sotto il protettorato britannico si è scoperto quello che oggi costituisce l’ottava riserva di petrolio più grande al mondo, oltre ad una delle maggiori fonti di gas naturale. Questo ha fatto si che, da allora, nonostante la dichiarazione d’indipendenza, le multinazionali petrolifere, principalmente anglo-europee stiano sottomettendo il paese africano ad una forma di colonialismo ancora più selvaggio del precedente, proteggendosi con le ingiuste leggi del libero mercato, e finanziando governi dittatoriali, con i quali (attraverso una sinistra alleanza) si dividono le enormi ricchezze del paese, mentre fanno affondare la maggior parte della popolazione, nella più assoluta miseria.

Bisogna tener conto che il 57% dei nigeriani vive al di sotto della soglia di povertà. Dal 1960 a malapena ci sono state elezioni rappresentative, e le poche che ci sono state sono state messe in dubbio da diversi organismi internazionali. La repressione politica ed il terrorismo di stato, sono state la costante che ha castigato questo paese, per frenare le ansie di giustizia sociale che bollono nei cuori del popolo nigeriano.
Dalla scoperta delle riserve petrolifere, fino alla data, le più grandi multinazionali del petrolio, si sono dedicate all’estrazione degli idrocarburi e a creare migliaia di km di oleodotti per il suo trasporto, senza alcun tipo di preoccupazione per il benessere del popolo nigeriano o per la salute dell' ambiente, provocando una devastazione umana e ambientale senza precedenti, derivata dalla combustione del gas, dai riversamenti di petrolio e dalle rotture degli oleodotti. Questi versamenti sono più di 1,5 milioni di tonnellate di petrolio, equivalenti ad un disastro del petrolifero Exxon-Valdez all' anno per 50 anni.

Questo ha avuto drammatiche conseguenze: Fiumi inquinati e senza pesci; piogge acide che danneggiano i raccolti, distruggono la flora e la fauna e avvelenano la popolazione, così come distruggeranno completamente i mezzi di sostentamento; un ambiente tossico che provoca il cancro, difetti congeniti, le malattie respiratorie. Conseguenze che si sono estese per più di 50 anni. Nel corso della storia, prima e dopo la dichiarazione d’indipendenza, il popolo nigeriano ha portato avanti diverse espressioni di lotta per la libertà e la vera indipendenza, lotte soffocate nel sangue e nel fuoco dai diversi governi dittatoriali, conil prezioso sostegno militare ed economico delle multinazionali e dei governi anglo-europei. Un esempio di questo è il colonnello Pablo Okuntimo, capo delle Forze Congiunte Militari e di Polizia negli anni 90, noto per la sua corruzione e il suo abissale registro di violazioni in materia dei diritti umani, pagato e guidato dalla Shell come ha dichiarato.
Nnimmo Bassey, direttore esecutivo di Environmental Rights Action, è stato citato come attore l’anno scorso per testimoniare di fronte ad un sub-comitato degli USA sui diritti umani e leggi. “Chevron regolarmente ospita e alimenta le forze di sicurezza, incluso l’esercito, la marina e la polizia, e paga loro stipendi migliori che quelli del Governo”, ha affermato. Il personale di Chevron ha provveduto al trasporto dei militari e dei poliziotti, “con barche e elicotteri affittati dalla compagnia”.
La repressione si è portata via centinaia di migliaia di vite, ha provocato lo spostamento forzato e la migrazione di milioni di persone e ha instaurato un autentico Stato del terrore, tutto questo perché il petrolio continui ad ingrassare la macchina capitalista, in modo che gli usi consumistici dei paesi industrializzati non si fermino, ed una manciata di psicopatici possano continuare a riempirsi le tasche a costo del dolore e della sofferenza dei popoli come quello nigeriano.
A questo sanguinante saccheggio bisognerebbe sommare l’impagabile debito estero, un’altra forma di furto, dato che dopo aver estratto fino all’ultima goccia delle loro ricchezze, i governi occidentali, con un cinismo che sfiora l’oscenità, offrono loro prestiti ad alti interessi, che anno dopo anno aumentano, in modo da poter arrivare a un paradosso, come in molti dei paesi oggetto di debito estero, che, avendo già pagato l'importo iniziale di 2 o 3 volte, devono continuare a pagare per anni a causa dell' impennata di interessi che produce debito.
Tutto questo costituisce una drammatica realtà che, in modo vile, è stata nascosta e taciuta dai grandi mass media occidentali, che sono stati sempre più attenti a criticare governi come quello della Bolivia o del Venezuela, per la nazionalizzazione degli idrocarburi. Una misura che se fosse stata messa in atto in Nigeria, ed in altri posti del continente africano, sarebbe servita affinchè le loro ricchezze avessero anche per loro un profitto, invece di essere rubate dalle multinazionali petrolifere come stanno facendo in Iraq ed in Afghanistan, con la guerra, il passo successivo usato da questi mafiosi, quando la corruzione o il colpo di Stato falliscono.


Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

Spezzare le catene dell'anima

http://barbaraderossi.files.wordpress.com/2007/05/farfalle.jpg


Ogni rifiuto, ogni "cosa ingiusta", ogni volta che non va come vorresti - tutto ti da la possibilità di NON nutrire il tuo ego. E quella di lasciarti essere te stesso.

Oggi, goditi il rifiuto. Quello che brucia sono le catene spezzate che liberano la tua anima.

Yehuda Berg


The Kabbalah Centre
www.kabbalah.com

fonte

Una marea nera di petrolio si allarga nel Golfo del Messico

Dalla piattaforma inabissatasi giovedi continua a uscire greggio. 32 navi sul posto. La macchia nera si è già estesa su un'area di 32 chilometri. E la perdita non rallenta

(corriere.it) WASHINGTON - Le ultime dichiarazioni della Guardia Costiera americana, che tendeva ad escludere serie perdite di petrolio dalla piattaforma Deepwater Horizon, inabissatasi dopo un incendio al largo della Luisiana, sono state smentite: continua infatti ad ampliarsi la macchia di greggio nell'area del Golfo del Messico, che non rallenta e si è già allargata fino a coprire una superficie di 32 km quadrati.

32 NAVI SUL POSTO - La compagnia BP, responsabile della piattaforma ha inviato 32 navi nell'area per tentare di contenere i danni. La perdita di petrolio nell'oceano è stata confermata da un robot inviato nel fondo del mare nel punto dove la piattaforma è affondata giovedì dopo una esplosione seguita da un colossale incendio. Il maltempo nell'area, con onde alte due metri e mezzo, sta però rendendo più difficile l' operazione di contenimento del danno ambientale.

Marea di petrolio nel Golfo del Messico Marea di petrolio nel Golfo del Messico  Marea di petrolio nel Golfo del Messico  Marea di petrolio nel Golfo del Messico  Marea di petrolio nel Golfo del Messico  Marea di petrolio nel Golfo del Messico  Marea di petrolio nel Golfo del Messico  Marea di petrolio nel Golfo del Messico

MORTI 11 OPERAI, ALTRI 17 FERITI - Il bilancio dell'incidente era già costato undici morti e diciassette feriti (quattro sono in gravi condizioni). La piattaforma estraeva 8.000 barili al giorno al momento dell'incidente. Un tubo di trivellazione connesso alla struttura sarebbe la causa della fuoriuscita del petrolio nell'oceano.

Israele: Meteorite Cade Sulla Spiagga

Sulla spiaggia di Bat Yam, località balneare vicina a Tel Aviv, qualche giorno fa è precipitato un Meteorite che ha preso fuoco e non accenava a spegnersi.

Il Ritrovamento è stato fatto dai GuardiCosta del Posto, che hanno notato questa pietra che emetteva del fumo ed era avvolta dal fuoco.

Hanno cercato di spegnerla immergendola per più volte nell’acqua, ma il risultato è stato vano, ila pietra emetteva sempre fumo.

Come capita spesso in questi casi la comunità scientifica è sempre molto scettica su episodi del genere, poichè possono essere organizzati a posta per mania di protagonismo e far parlare di se.

In ogni caso l’oggetto è stato affidato ad una comunità di geologi che cercherà di spiegare il mistero.

Nel frattempo vi proponiamo il Video del Meteorite sulla spiaggia di Bat Yam:



fonte


24 anni fa la tragedia di Chernobyl

In occasione del 24° anniversario della tragedia di Chernobyl, oggi le associazioni antinucleariste organizzeranno una staffetta Civitavecchia-Montalto di Castro. E i Verdi simuleranno un incidente nucleare davanti a Montecitorio.

In occasione del 24mo anniversario della catastrofe nucleare di Cernobyl, "che da quel 26 aprile 1986 ha procurato oltre 50.000 morti e 6.000.000 di contaminati tra Russia, Bielorussia, Ucraina e Europa", RdB Energia, insieme ad altre organizzazioni del sindacalismo di base, ad associazioni e coordinamenti ambientalisti e antinucleari, ha organizzato oggi una staffetta Civitavecchia-Montalto di Castro "per dire no all'anacronistico ritorno al nucleare e per la salute-sicurezza dei lavoratori e delle popolazioni". Nonostante l'Italia "non abbia bisogno di altra energia elettrica- dicono da RdB Energia- e mentre gran parte del mondo punta sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico", il governo "incurante degli enormi costi, della pericolosità degli impianti, del problema scorie e dei gravosi danni alla salute" ha deciso "questa ulteriore inutile 'grande opera', che per giunta graverà sulla bolletta elettrica ben oltre il 2050". E allora, "in memoria e tributo delle vittime del lavoro e del nucleare", i promotori della "staffetta" Civitavecchia-Montalto di Castro vogliono porre all'attenzione dei lavoratori e della cittadinanza "il legame che intercorre tra le morti del lavoro e la devastazione ambientale, fino alla follia del ritorno al nucleare che, secondo le intenzioni di Enel, individua Montalto di Castro come primo sito: ancora a danno primario delle popolazioni della Maremma laziale e toscana". Sempre oggialle ore 15 i Verdi simuleranno un incidente nucleare davanti a Montecitorio, in occasione dell'anniversario del disastro nucleare di Cernobyl che avvenne il 26 aprile 1986. Nel corso della manifestazione a cui
parteciperà il presidente nazionale dei Verdi Angelo Bonelli sarà distribuito un nuovo dossier sul nucleare. "A ventiquattro anni dalla catastrofe di Cernobyl il governo italiano ha deciso di riportare il nucleare in italia senza considerare i rischi per la salute e per l'ambiente ed i costi enormi che comporterà il ritorno alla produzione di energia atomica- dice Bonelli- il nucleare è una tecnologia obsoleta che non guarda al futuro ma che serve solo ad appagare gli appetiti delle lobby dell'energia e degli appalti". Per questa ragione "noi Verdi ci mobiliteremo con tutte le nostre forze per svelare l'inganno e per informare i cittadini sulle reali intenzioni del governo Berlusconi- conclude il leader del 'Sole che ride'- quella di far pagare nelle bollette gli affari che le multinazionali faranno sul nucleare".

http://www.aamterranuova.it


domenica 25 aprile 2010

Francesco Guccini & I Nomadi - Noi Non Ci Saremo (Live)






Vedremo soltanto una sfera di fuoco,
più grande del sole, più vasta del mondo;
nemmeno un grido risuonerà.

E catene di monti coperte di neve
saranno confine a foreste di abeti:
mai mano d' uomo le toccherà,
e solo il silenzio come un sudario si stenderà
fra il cielo e la terra, per mille secoli almeno,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

E il vento d'estate che viene dal mare
intonerà un canto fra mille rovine,
fra le macerie delle città,
fra case e palazzi che lento il tempo sgretolerà,
fra macchine e strade risorgerà il mondo nuovo,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo.

E dai boschi e dal mare ritorna la vita,
e ancora la terra sarà popolata;
fra notti e giorni il sole farà le mille stagioni e ancora il mondo percorrerà
gli spazi di sempre per mille secoli almeno,
ma noi non ci saremo, noi non ci saremo,
ma noi non ci saremo...


sabato 24 aprile 2010

Reggio Emilia: fare la spesa a km e rifiuti zero



nikilnero 12 aprile 2010Questo è il primo negozio a km 0 e a rifiuti 0 in Emilia Romagna in via Buozzi, 2 a Reggio Emilia.
Il Futuro è adesso, che questo sia solo l'inizio.

Il 24 e il 25 aprile inizia la raccolta firme. Liberiamo l’acqua dal mercato

24 aprile 2010

Il fine settimana del 24 e 25 aprile inizia in tutta Italia la raccolta firme per i referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua. In centiania di piazze italiane saranno allestiti i banchetti. Qui trovate la mappa costantemente aggiornata. L’anniversario della Liberazione dal nazifascismo è occasione per liberare anche l’acqua dal mercaro e dal profitto. Diventa anche tu una staffetta del bene comune, firma e fai firmare.

I tre quesiti vogliono abrogare la vergognosa legge approvata dall’attuale governo lnel novembre 2009 e le norme approvate da altri governi in passato che andavano nella stessa direzione, quella di considerare l’acqua una merce e la sua gestione finalizzata a produrre profitti.

Dal punto di vista normativo, l’approvazione dei tre quesiti rimanderà, per l’affidamento del servizio idrico integrato, al vigente art. 114 del Decreto Legislativo n. 267/2000.

Tale articolo prevede il ricorso alle aziende speciali o, in ogni caso, ad enti di diritto pubblico che qualificano il servizio idrico come strutturalmente e funzionalmente “privo di rilevanza economica”, servizio di interesse generale e privo di profitti nella sua erogazione.

Verrebbero poste le premesse migliori per l’approvazione della legge d’iniziativa popolare, già consegnata al Parlamento nel 2007 dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua, corredata da oltre 400.000 firme di cittadini. E si riaprirebbe sui territori la discussione e il confronto sulla rifondazione di un nuovo modello di pubblico, che può definirsi tale solo se costruito sulla democrazia partecipativa, il controllo democratico e la partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.

Vogliamo togliere l’acqua dal mercato e i profitti dall’acqua.

Vogliamo restituire questo bene comune alla gestione condivisa dei territori.

Per garantirne l’accesso a tutte e tutti. Per tutelarlo come bene collettivo.

Per conservarlo per le future generazioni.

Perchè tre referendum sull’acqua

Il costituendo Comitato Promotore

I referenti territoriali della campagna referendaria

I materiali per la raccolta firme

Leggi la relazione introduttiva ai quesiti referendari

Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Fonte: www.acquabenecomune.org

Commissione UE: acqua italiana pericolosa per neonati

Dai rubinetti rischi per neonati e ragazzi “Sostanze tossiche 5 volte superiori al lecito”. Un comitato scientifico incaricato dalla Commissione europea lancia l’allarme sulla qualità delle acque potabili italiane. Nelle tubazioni elementi tollerati dagli adulti ma pericolosi per i bambini e i giovani nell’età dello sviluppo

Neonati e ragazzi corrono rischi nel bere acqua che viene dai rubinetti delle case italiane, contaminata - a quanto pare - da arsenico, boro e fluoruro che, in alcune Regioni, superano di cinque volte i livelli consentiti dalle norme europee. Ad dirlo è il comitato scientifico incaricato dalla Commissione Ue di dare un parere sulle acque potabili nel nostro Paese. E’ stato il risultato di una analisi delle tubazioni lungo le quali scorrono livelli di sostanze tossiche che, se non sono immediatamente pericolose per gli adulti, pongono però dei rischi per i ragazzi in età dello sviluppo e soprattutto per i neonati.

L’Italia, che per nove anni ha agito in regime di deroga rispetto alla direttiva Ue sulle acque, dovrebbe uniformarsi alle regole europee entro il 2012, come chiesto da Bruxelles. Ma qualche mese fa ha chiesto una proroga dei termini. La Commissione Ue dovrà decidere nelle prossime settimane se concederla o meno, e la sua decisione si baserà anche sul parere del comitato scientifico.

(LaRepubblica)

LE CRISI DIMENTICATE


(a cura di MSF)


http://susannaambivero.blogspot.com/


Telepatia: questione da neuroscienziati

Snodi telepatici
Fonte: NautilusMagazine
Autrice: Ines Curzio
Recenti indagini chiariscono la localizzazione dei ricordi nell’ippocampo e la possibilità di leggerli attraverso l’analisi dell’attività cerebrale. Di Ines Curzio

Gli studi sulla telepatia continuano. Sembrano lontani i tempi in cui si parlava unicamente di facoltà paranormali, vantate da veggenti e sensitivi. Oggi le neuroscienze si fanno protagoniste di ricerche sempre più approfondite in questo campo e i progressi sono alquanto rapidi.
A gennaio è stato pubblicato un articolo su “Current Biology” quale risultato degli esperimenti condotti da un gruppo di ricercatori della University College di Londra (Decoding Individual Episodic Memory Traces in the Human Hippocampus).
Esattamente un anno fa lo stesso team di ricercatori aveva condotto un altro studio nel quale, esaminando l'attività cerebrale di una persona, ne hanno potuto individuare l'esatta posizione in uno spazio virtuale. La ricerca di oggi, secondo la coordinatrice dello studio Eleanor Maguire, compie un passo avanti. In questo caso, infatti, i ricercatori sono riusciti a "leggere" nel cervello dei partecipanti un pezzo di memoria episodica: quella raccolta di eventi quotidiani che costituisce la biografia di una persona. Questo tipo di memoria è molto più complessa di quella spaziale e quindi più difficile da “crackare”.


Si ritiene che la formazione della memoria lasci una “traccia” nel cervello, una sorta di attività elettrica che all’interno della rete estesa di neuroni ne intensifica il collegamento in un’area ben definita e che riemerge quando la memoria viene richiamata. Il concetto della traccia della memoria fu proposto per la prima volta quasi un secolo fa, ma la natura della traccia, la sua ubicazione precisa nel cervello ed i meccanismi neuronali rimanevano oscuri.
I ricercatori dell’Università di Londra hanno mostrato che la risonanza magnetica funzionale può essere utilizzata per decodificare la traccia della memoria individuale. L'anno scorso, la Maguire ed i suoi colleghi mostrarono che è possibile predire la posizione di un individuo in un ambiente generato in realtà virtuale a partire dai differenti patterns (schemi) individuati nell'attività dell’ippocampo. Ricercatori dell'Università di Vanderbilt mostrarono inoltre che l'attività nella corteccia visuale può essere decodificata per predire quale immagine è trattenuta nella memoria sensoriale (quella in grado di memorizzare informazioni sensoriali uditive, visive, tattili per la durata di pochi secondi). Ancora più notevole è il lavoro di alcuni ricercatori giapponesi che hanno ricostruito immagini visuali analizzando l’attività del cervello, incluso romanzi che né i ricercatori né i partecipanti avevano visto mai prima.

Negli ultimi studi che prendiamo ora in esame, i ricercatori di Londra hanno mostrato a dieci persone tre diversi e brevissimi cortometraggi. Ciascun filmato rappresentava una diversa attrice impegnata in una scena simile (per esempio imbucare una lettera o buttare un bicchiere di plastica nel cestino). Dopo ogni visione gli scienziati hanno sottoposto ogni volontario a una scansione dell'attività cerebrale mentre questi richiamavano alla memoria le immagini appena osservate. Successivamente i ricercatori hanno chiesto a ognuno di ricordare uno dei tre filmati, a piacere e contemporaneamente hanno effettuato una risonanza magnetica funzionale del loro cervello. Le immagini così ottenute sono state inserite in un computer e analizzate con un programma messo a punto proprio per confrontare scansione e risonanza e individuare lo schema dell'attività cerebrale associato al ricordo di ogni film. I ricercatori in questo modo sono riusciti a determinare, tramite la scansione effettuata dal programma, quale film stava ricordando ogni partecipante e a localizzare l'area del cervello coinvolta nel processo.
I ricercatori hanno constatato, non senza sorpresa, che l'attività associata con il richiamo di ciascun ricordo è stabile anche quando i ricordi stessi vengono richiamati ripetutamente. E’ stato inoltre definitivamente confermato che questi ricordi “risiedono” nella zona dell'ippocampo, non distribuiti in maniera casuale, ma concentrate in regioni specifiche a seconda del tipo di ricordo. Mentre la memoria spaziale ad esempio è strettamente collegata alla zona posteriore dell’ippocampo, quella dei ricordi è concentrata a destra e sinistra della zona frontale.
“Ora che sappiamo dove si trovano, abbiamo la possibilità di capire come sono immagazzinati e come possono cambiare nel tempo.” – ha affermato entusiasta la Maguire.
I ricordi codificati nell’ippocampo possono poi essere trasferiti alla corteccia frontale dove sono depositati a lungo termine, e da qui possono poi essere richiamati in tempi successivi.

Esperimenti come questo sono normalmente divulgati dai media come “lettura della mente”, ma in realtà non hanno nulla a che vedere con questo. Questo particolare studio, ed altri simili, esigono l’uso di algoritmi elaborati da un computer per distinguere fra di loro un numero noto molto limitato di schemi di attività cerebrali. I nostri ricordi sono molto più lunghi e complessi di quelli dei clip cinematografici utilizzati nell’esperimento. Sarebbe davvero notevole poter chiedere ai partecipanti di ricordare eventi della propria vita, in maniera casuale, ma è improbabile che le attuali tecnologie, per quanto avanzate, possano determinare quali ricordi stiano affiorando nella mente del soggetto coinvolto.
Inoltre c’è da dire che la lettura dei ricordi, o meglio la loro identificazione da parte di un programma in grado di scannerizzare l’attività cerebrale e suddividerla in schemi ben definiti fra cui riconoscere e individuare quelli legati ad un ricordo piuttosto che ad un altro, è ben diverso dall’analizzare la capacità di due persone di comunicare telepaticamente fra di loro. Nel primo caso la macchina è collegata alla testa di un soggetto e ne analizza l’attività elettrica, nel secondo non c’è nulla che colleghi i due soggetti fra loro, almeno apparentemente, eppure il messaggio si trasmette dalla mente dell’uno alla mente dell’altro come farebbero in un certo senso due computer che scambiano fra loro dati attraverso una rete wireless. Che tipo di impulsi collega fra loro le menti durante la telepatia? E qual è il meccanismo che permette la trasmissione e la ricezione del messaggio?

Telepatia letteralmente significa “sentire da lontano”, e tipicamente implica la comunicazione di bisogni, intenzioni o pericolo. A volte le reazioni telepatiche sono sperimentate come sensazioni, talvolta come visioni o il sentire delle voci, talvolta nei sogni. Molte persone ed animali domestici hanno avuto chiare reazioni quando coloro ai quali erano legati hanno avuto un incidente, oppure stavano morendo, e questo anche se l’evento accadeva a miglia di distanza.
C'è un'analogia con questo processo nella fisica quantistica: se due particelle sono state parte dello stesso sistema quantistico e sono separate nello spazio, queste mantengono una misteriosa connessione. Gli esperimenti hanno dimostrato che la teoria quantistica è esatta. Un cambiamento in una parte separata di un sistema può avere un effetto sull’altra parte istantaneamente. Questo fenomeno è conosciuto come non-località o non-separabilità quantistica ed è stato sperimentato anche su persone invitate a comunicare telepaticamente fra loro. Posti in stanze separate, i soggetti sono stati entrambi sottoposti a misurazione dell’attività cerebrale. Si è visto che colpendo uno dei due soggetti con dei fasci di luce o ponendogli delle domande ben precise si evidenziava in lui un’attività in una parte del cervello che risultava poi attivarsi anche nell’altro soggetto posto a distanza e al quale non veniva riferito nulla di quanto accadeva al primo soggetto. Questi fenomeni sono anche detti di “sincronicità”.

La telepatia, come la sensazione di essere osservati, è paranormale solo se definiamo come “normale” la teoria che la mente è ristretta al cervello. Ma se la nostra mente si protrae oltre il nostro cervello e si connette con altre menti, proprio come sembra fare, allora fenomeni come la telepatia diventano normali. Non sono affatto sconcertanti e strani, ma sono parte della nostra natura biologica.
Certo sono ancora terreni impervi, su cui l’indagine sarà lunga, ma tutti gli studi di cui abbiamo parlato sono la prova che la scienza, ed in particolare le neuroscienze, stanno tentando da anni un approccio a questioni che prima erano appannaggio esclusivo della parapsicologia, e soprattutto rappresentavano argomenti su cui gli scienziati erano assolutamente scettici e negazionisti.

Riferimenti bibliografici:

1) http://scienceblogs.com/neurophilosophy/2010/03/brain_scans_read_memories.php?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+scienceblogs%2FYsBw+(Neurophilosophy)

2) http://www.galileonet.it/news/12508/telepatia-lavoro-da-neuroscienziati

3) http://www.scienzaeconoscenza.it/articolo/una-mente-estesa.php

4) Current Biology doi 10.1016/j.cub.2010.01.053



ripreso da : www.climatrix.org


venerdì 23 aprile 2010

[HD] Giovanni Allevi & All Stars Orchestra - Aria - Arena di Verona

PoesiAmo

Il gigante petrolifero punta alla foresta

I petrolieri di Repsol all'assalto della foresta amazzonica peruviana. Un'area incontaminata dove vivono gruppi di indiani e classificata come una delle regioni a maggior tasso di biodiversità del mondo
Il gigante petrolifero ispano-argentino Repsol YPF, ha inoltrato al governo del Perù la richiesta di autorizzazione a tracciare 454 chilometri di linee sismiche e a costruire 152 eliporti in un’area della remota foresta amazzonica abitata dagli Indiani incontattati.
I progetti della Repsol sono stati rivelati in un rapporto recentemente inviato al ministro dell’Energia del Perù, che ora dovrà decidere se approvare o meno i piani presentati. La realizzazione delle linee sismiche è parte fondamentale dei processi di prospezione petrolifera e comporta l’apertura di percorsi nella foresta lungo cui vengono fatti detonare esplosivi a intervalli regolari.
L’area dove la Repsol spera di lavorare, conosciuta come Lotto 39, è abitata da almeno due gruppi di Indiani isolati che, in caso di contatto con gli operai della compagnia, rischierebbero di essere decimati. In passato la Repsol aveva già eseguito alcune esplorazioni preliminari in questa zona; in quell’occasione raccomandò ai suoi operai di difendersi dai potenziali attacchi delle tribù usando dei megafoni: “Se non riuscirete a raggiungere un contatto pacifico, né a capirvi, e se gli attacchi dovessero continuare, cercate di stabilire una comunicazione usando i megafoni”.
Se la Repsol dovesse trovare petrolio in quantità adeguate alla sua commercializzazione, dovrà essere necessariamente costruito un oleodotto per il trasporto del greggio dalla foresta Amazzonia fino a un terminale sulla costa pacifica del Perù. Il progetto di costruzione di un impianto è appena stato reso pubblico dalla Perenco, una compagnia anglo francese che ha già trovato grandi giacimenti di petrolio nella regione.
Il Lotto 39 include ampie zone di una riserva proposta per tutelare gli Indiani incontattati; l’organizzazione indigena AIDESEP sta intentando causa alle compagnie per aver lavorato in queste aree. Recenti ricerche realizzate da un gruppo di scienziati ambientali e pubblicate sulla rivista PLoS ONE hanno concluso che questa è una delle regioni a maggior biodiversità del mondo.
Stephen Corry, il direttore generale di Survival International, ha dichiarato: “Che cosa penseranno gli Indiani incontattati delle linee sismiche e degli eliporti in questa regione?Probabilmente reagiranno in due modi: fuggendo oppure attaccando gli operai, che vedranno come invasori ostili. In entrambi i casi, le conseguenze potrebbero essere estremamente gravi. La Repsol e le autorità peruviane dovrebbero già sapere che non è possibile effettuare attività petrolifere nelle foreste di proprietà degli Indiani incontattati in modo sicuro”.

Per ulteriori approfondimenti: http://www.survival.it/notizie/5845

fonte

Nanoparticelle e Potere

stefano_montanari.jpgIl Mondo dell’infinitamente grande è sempre stato terreno di caccia esclusivo dei potenti della terra che si sono circondati, sin dai tempi degli Assiri e forse prima, di esperti in Astronomia, Astrologia e comunque di lettura degli eventi naturali sui quali forte è (o si presume che sia) l’ascendente dei moti celesti. Una sfera del reale in totale appannaggio dei potenti dunque, come ed ancor più nei tempi attuali in cui lo spazio e l’esplorazione extra terrestre sono al di fuori delle logiche democratiche. Ai comuni mortali delle classi inferiori è concesso solo di vivere in un determinato settore del reale sul quale peraltro hanno pochissimo o nessun controllo. Chi decide e sceglie infatti dove dirottare i cospicui finanziamenti destinati alle iniziative “scientifiche” fuori dall’atmosfera terrestre e nello spazio? Il programma Apollo era un programma senza limiti di budget, considerato di priorità assoluta dall’amministrazione americana. Sono stati veicolati miliardi di dollari in questa iniziativa dai contorni peraltro assai poco convincenti. Anche oggi quindi l’infinitamente grande è un settore al di fuori del normale controllo democratico (sempre ammesso che esso sia mai esistito). Un altro settore di recente appannaggio del potere assoluto è l’infinitamente piccolo. Il Mondo delle nanoparticelle. Questo settore è fuori dal controllo democratico come si evince dalle dichiarazioni del Prof. Stefano Montanari (grande esperto internazionale di nanopatologie) che, in un intervento ieri in un incontro a Roma organizzato da David Gramiccioli, ci ha raccontato le sue vicende personali dalle quali si evince che studiare e ricercare in questo settore è molto difficile a causa di un “clima di fondo” ostile. Non si vuole che si diffondano ed approfondiscano le conoscenze in questo campo così delicato e strategico per l’industria civile e militare. Sue sono le più importanti ricerche sull’uranio impoverito e sui suoi devastanti effetti sull’uomo. Ci ricorda il Prof. Montanari che le nanoparticelle, generate dagli inceneritori, dai filtri antiparticolato e da altre fonti (note ed “ignote”), sono pericolosissimi agenti subdoli di avvelenamento, capaci di rompere le membrane cellulari e causare danni neurologici notevoli. Si è parlato anche di vaccini e danni da vaccinazioni, di gestione delle emergenze, dell’11 Settembre, di politica e di mafia. Si è parlato anche di pedofilia, delle sue ignobili ramificazioni internazionali e delle protezioni di cui gode. Si è apparentemente parlato di istanze diverse e lontane tra di loro. Alla fine dell’incontro tutti i presenti (circa mille persone) si sono resi conto però che questi temi non erano così distanti perché accomunati dalla contiguità al potere. Questa è stata l’ennesima conferma di come quello che consideriamo il “male” sia anche questo, appannaggio quasi esclusivo del potere o di chi a questo potere miseramente tende.

Vedi anche: http://freeskies.over-blog.com/article-prova-1-45775711.html

Ed anche: http://freeskies.over-blog.com/article-nanoparticelle-ed-ogm-nel-cibo-europeo-45899190.html Interessante infine questa parte del sito seguente, in particolare sui nano-additivi nel cibo: http://www.aolnews.com/category/nanotech/

fonte : http://freeskies.over-blog.com/