lunedì 6 gennaio 2014

Tumore al cervello sparito cambiando regime alimentare

Massimiliano Diaco racconta la guarigione del padre affetto da metastasi al cervello
“Non so se sono completamente guarito. Ma una cosa sicuramente posso dirla: mi sento benissimo”

Chi c’era a Be4eat 2013 lo ricorda bene. Occhi lucidi e voce rotta per l’emozione, Antonio Diaco e suo figlio Massimiliano sono andati diritti al cuore. E lì ci sono rimasti. Perché la loro storia inizia come tante altre in Italia e raccontarla, nel suo epilogo, fa bene. Fa bene a chi la dice.  Ma soprattutto, fa bene a chi l’ascolta.
“Non sai mai a chi può arrivare la tua storia” sottolinea Massimiliano. “E’ per questo che ho convinto mio padre a salire sul palco a Vicenza: per ridare una speranza a chi non ne ha più. E per dirgli di non smettere mai di combattere, perché una soluzione può esserci, solo che bisogna faticare per ottenerla”.

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39 anni, un lavoro come consulente informatico a Milano, Massimiliano di cose da dire ne ha. E molte. Soprattutto da quando, due anni fa, la sua vita si è stravolta a seguito dell’ennesima diagnosi di tumore ai danni di suo padre.
E’ il mio lavoro. Sono consulente informatico. Cercare su google una spiegazione a tutto ciò che ci stava accadendo mi è sembrata l’azione più logica. Da allora non ho più smesso di cercare”.

La testimonianza di tuo padre è stata toccante. So che non voleva venire e che si sentiva in imbarazzo a raccontare la sua storia…
“Mio padre è sempre stato molto riservato e parlare su un palco a più di 700 persone lo imbarazzava tantissimo. Ma mi ha voluto accontentare perché ne ha capito l’importanza. E poi mi ha confidato che mi deve un favore…”.

Effettivamente qualcuno potrebbe dire che la tua presenza è stata, per fortuna, piuttosto “ingombrante”…
“Lo ammetto. Sono stato pressante. Ma agivo solo nel suo interesse. Dopo le prime due diagnosi di tumore e la chemioterapia successiva non riuscivo a capire come poter affrontare anche il terzo round. E lui era ancora più stanco e spaventato di me.”

Raccontaci con calma.
“Mio padre aveva 57 anni quando gli diagnosticarono il primo tumore al polmone destro. Eravamo tutti fiduciosi: i medici dopo l’intervento dissero che il polmone risultava pulito e che quindi non c’era bisogno di sottoporsi a chemioterapia. Nel corso degli accertamenti pre-operatori avevano riscontrato un infarto ai danni del cuore a causa di una disfunzione alla valvola mitralica di cui nessuno sapeva nulla. Una volta aggiustata anche questa, l’hanno rilasciato con la raccomandazione di non fumare più. E così è stato. Mio padre non ha più toccato una sigaretta. E tutto sembrava andare per il meglio, fino al 2009 quando da un controllo risultò un’altra massa tumorale sul polmone sinistro”.

Questa volta, però, la chemioterapia c’è stata…
“Dopo il secondo intervento, un ciclo di chemioterapia è stata d’obbligo. E sul principio ha funzionato. Ciò che tuttavia mi sorprendeva è che nei controlli successivi all’intervento e alla terapia non ci fossero dei consigli o delle indicazioni terapeutiche per evitare che il cancro si ripresentasse una terza volta. Cosa potevamo fare per non trovarci ancora in questa situazione? Cosa stavamo sbagliando? Niente. Nessuno sapeva risponderci”.

Fino al 2011.
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“Era giugno e c’era un caldo infernale. Così, dal nulla, mio padre inizia a stare malissimo. Chiamiamo l’ambulanza e al pronto soccorso ci dicono che è solo un colpo di calore e che non c’è nulla di grave. Ma il giorno dopo le cose non stavano proprio così. Mio padre si muoveva in modo strano e parlava molto lentamente. Così ho aperto google: volevo sapere cosa stava succedendo e perché. La mia ricerca mi ha portato dritto da un neurologo, il dr. Paolo Rege-Gianas, che con una TAC ha delimitato una massa tumorale di origine metastatica nella zona del parlato. L’operazione risultava impossibile e mio padre è stato indirizzato ad una radioterapia mirata per rimpicciolire il cancro. Dentro di me, tuttavia, ribollivo di domande senza risposta”.

E’ qui che ha avuto inizio la tua lunga ricerca.
“Una ricerca che ancora continua e che, penso, non terminerà mai. Avevo due possibilità davanti a me: affidarmi per la terza volta al sistema o cercare una via alternativa, sperando in un risultato diverso. Ho scelto quest’ultima strada e per fortuna posso dire che ha funzionato. Ma non è stato tutto rose e viole…”

Convincere tuo padre penso sia stata la parte più dura.
“In principio ho dovuto insistere un bel po’. Del resto era lui stesso a non voler più sottoporsi alla chemioterapia che i medici gli avevano consigliato. Quindi una via alternativa andava trovata e la mia ricerca inseguiva solo chi in questa guerra per la vita aveva avuto successo: non volevo teorie. Solo pratica e risultato. E’ così che sono incappato prima nel video di “A delicate balance” e successivamente nel video “Le cure proibite del cancro”: il centro di tutto era l’alimentazione. E io volevo saperne di più.”

Cosa ha convinto tuo padre a seguirti?
“All’inizio nulla in realtà. Decisi di cambiare per primo la mia alimentazione in modo da riscontrare su me stesso i benefici di questa scelta, ma il mio esempio non smuoveva di un millimetro mio padre che continuava a mangiare come aveva sempre fatto e mi seguiva di malavoglia nelle diverse conferenze mediche cui lo trascinavo. Fino a quando nel novembre del 2011 lo convinsi a partecipare ad un seminario del dr. Young a Firenze. Qui gli è stato fatto sul momento un esame del sangue (si è offerto volontario) e il professore americano gli prescrisse di bere 6 litri di acqua ionizzata alcalina al giorno e di seguire strettamente l’alimentazione raccomandata nel suo libro “Il miracolo del PH alcalino”. Non so cosa sia scattato e perché. Ma all’uscita da quella conferenza mio padre è capitolato e ha accettato di seguirmi per le 12 settimane necessarie al trattamento. Non una in più, ma neanche una in meno. E da quel momento la nostra vita è cambiata completamente”.

Tutta la famiglia ha iniziato a seguire un nuovo stile alimentare…
“Tutti. Mio padre, mia madre ed io. Abbiamo chiesto al dr. Rege-Gianas, oggi divenuto un nostro grande amico, di seguirci. E abbiamo interpellato la dottoressa Michela De Petris, dietologa ed esperta nella terapia nutrizionale del paziente oncologico a Milano, oltre ovviamente al sostegno di Rocco Palmisano, naturopata e iridologo che ha curato la pubblicazione in Italia del libro del dr. Young. In poco tempo avevamo così il nostro estrattore e la nostra dieta per i  primi 3 mesi. Ci siamo sottoposti a 5 sessioni di idrocolon-terapia e ci siamo attenuti uno ad uno a tutti i principi esposti sul libro. All’inizio non è stato facile, lo ammetto. L’abitudine è dura a morire. E nutrirsi di estratti di verdure verdi ricche di clorofilla e litri di acqua ionizzata alcalina per i primi giorni può sembrare strano e poco credibile. Ma con il passare dei giorni ci sentivamo tutti sempre meglio e sempre più in forze. Io ho continuato a lavorare e devo ammettere che mi sentivo benissimo. In casa facevamo a gara a chi la mattina aveva la saliva e l’urina più alcalina, e abbiamo imparato a giocare un po’ con una terapia che in principio era tutto meno che usuale. Poco prima della fine delle 12 settimane, nel corso di una visita di controllo, il risultato fu incredibile:  la massa tumorale di mio padre si era ridotta a poco più di un puntino ed oggi, a distanza di un anno, il neurologo conferma che non c’è più. Il cancro è stato assorbito e lo si può vedere dalle sue lastre. Mio padre ha smesso la pastiglia per la pressione, ha tolto quella per le crisi epilettiche e sta bene. Anzi, sta benissimo. Si è iscritto ad un corso di cucina naturale vegan-macro-bio e oggi ha preso il diploma di cuoco. Insieme costruiamo e inventiamo piatti, a metà tra il crudo e il cotto. Ci divertiamo a sperimentare insieme nuovi gusti e nuove combinazioni. E la nostra vita è cambiata completamente”.

Da come parli, tuttavia, mi sembra di capire che la guarigione di tuo padre sia solo uno dei tanti risultati ottenuti in questi due anni?
“Combattere insieme, a tu per tu con mio padre, mi ha cambiato. Ci ha cambiati. Ci ha reso più forti, più uniti. Ma soprattutto ci ha dato un sogno: quello di continuare questa ricerca aiutando più persone possibili. Per questo stiamo lavorando insieme al dr. Rege-Gianas per costruire in Italia un centro capace di unire tutte queste scoperte, terapie e consigli alimentari in vista della salute e della prevenzione. I lavori sono solo all’inizio. Ma non demordo.”

Hai un messaggio per chi ti sta leggendo?
“Di non mollare mai. Di diffidare da ciò che è semplice e di non smettete mai di combattere: una speranza c’è sempre. Bisogna solo impegnarsi per ottenerla”.

fonti:

14 commenti:

  1. Un grande messaggio che infonde speranza.

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    1. Decisamente sì Costantino! Questo dimostra ciò che ho sempre sostenuto, ovvero che la nostra salute è determinata da ciò che mettiamo nel piatto!
      Buona serata :)

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  2. interessante, davvero molto interessante! mi "toccherà" condividere! ;)
    un abbraccio di luce, Rosa, in questo neonato 2014.

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    1. Assolutamente imperativo condividere SORELLALUNAeFRATELLOSOLE!!!
      Ricambio l'abbraccio .... Namastè

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  3. Ho un atteggiamento un po' ambivalente di fronte a queste notizie, di grande entusiasmo da una parte, ma anche un po' di scetticismo. Mi chiedo se questi risultati non possano essere studiati in maniera approfondita. Molto interessante, anch'io credo che tutto ciò di cui ci nutriamo abbia influenza sulla nostra salute. Buon anno e namastè!

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    1. Ciao PattyLoc, credo che ci siano già molti che li studiano, fortunatamente la scienza, pur con molte resistenze interne si sta rendendo conto dell'esistenza di un universo altro e della necessità di un approccio olistico alla realtà.. Personalmente conosco giovani ricercatori che fanno tesoro di queste "realtà". Capisco che l'entusiasmo debba superare la barriera ipnotica posta in essere dalle major del farmaco, mi rendo conto di quanto questo sia "difficile" e saluto con gioia quella parte che tu definisci di "entusiasmo" ... perchè il solo fatto che essa esista e che ci siano queste testimonianze e di per sè causa di grandissima speranza sul futuro dell'umanità...
      Buon anno anche a te. Namastè

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  4. Credo all'interdipendenza, e quindi che non esista fisico senza mentale né uomo senza natura e che il cibo non sia "solo" nutrimento, ma energia che interagisce con l'Energia. Così, come può non ammalarsi un corpo che non si nutre tenendo conto dell'armonia fra ciò di cui si nutre e ciò con cui interagisce?
    L'equilibrio non è mai solo una questione mentale, è sempre anche (insieme) una questione biologica. Quindi nutrizionale.
    Come può star bene chi non rispetta il proprio equilibrio bio-fisiologico?
    Come si può pensare di star bene ingurgitando cibo che il nostro corpo fatica giorni a smaltire?
    Non è facile, conservare la rotta mentre si è bombardati da mille messaggi contradditori e tutti (o quasi), con la presunzione che scienza significhi Verità?
    Stiamo imparando a comprendere meglio non solo chi siamo, ma anche cosa possiamo essere se...
    Grazie di questa straordinaria testimonianza.
    Che sia d'ispirazione a molti di noi...

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    1. Bel commento Ross! Sono totalmente d’accordo, anche perché, adeguatamente nutrito il nostro corpo ci invia segnali precisi sulle proprie esigenze.
      Sono convinta da tempo che la nutrizione abbia un peso fondamentale nel mantenimento e nel recupero della nostra salute.
      Non l’ho detto una ma moltissime volte, ma mi piace ripeterlo …come forma di auto-ispirazione :))
      Grazie e buona giornata!

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  5. Interessante,condivido,grazie!

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  6. Ho letto di tanta gente guarita cambiando il modo di alimentarsi. Ancora non ho avuto un tumore ma ho pensato perchè aspettare che arrivi? Allora in casa siamo diventati quasi vegani, dico quasi perchè io per esempio qualche uovo e un po' di formaggio lo mangio ancora ma mia moglie è più attenta. Posso dire nel mio piccolo che mi è sparito l'eczema, un sacco di magagnette e da due anni non faccio un giorno a letto neanche con l'influenza. Ci credo molto a queste cose, mi vedo e sento più giovane con la pelle più bella di quando mangiavo insaccati e carne.

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    1. Beh, Pigreco, non vi è nulla di più valido dell'esperienza diretta. Personalmente, non ho solo ragioni salutistiche per motivare la mia scelta vegana, ma credo che da sole esse siano sufficienti a far riflettere chiunque abbia l'umiltà di mettere in discussione le proprie abitudini. Ormai persino la classe medica, pur svenduta com'è all'industria farmaceutica, non può negare l'importanza dell'alimentazione nella prevenzione e nella cura dei tumori. Certo bisogna saper ascoltare e non tutti sono disponibili.... ed avere il coraggio di cambiare, ma credo che questa "coscienza" si stia piano piano insinuando in molte persone. Sono contenta di sentirti parlare così, credo che il tuo entusiasmo valga più di mille discorsi.
      Grazie e buona serata.

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  7. Ciao amica mia, vado fuori argomento ma ho notato che è da un pò che non metti nuovi post e volevo chiederti se è per caso legato alla constatazione (mia personale) che non è l'informazione alternativa che manca, anzi c'è una quantita incredibile di siti che trattano argoment non ufficiali, ma la capacità di concepire un nuovo modo di vivere insieme che non sia quello piramidale ed infatti l'alternativa più valida attualmente si chiama "decrescita felice". Purtroppo il denaro è diventato la base di ogni questione (molti sono i siti che infatti chiedono sostegno economico) e la leva di ogni "cambiamento" ... senza soldi nisba!!!
    La stessa rete si basa su soldi ed energia e sfruttamento di materiali rari per cui non potrà mai essere la soluzione ma soprattutto è una illusione ... nella vita di tutti i giorni non vedo veri cambiamenti se non quelli dettati da questioni di salute o di benessere personale e poi ci sono le scie a ricordarci della LORO manipolazione ... le belle parole non li fermano.
    L'unica consolazione che mi rimane è che probabilmente ho un'anima visto che ascoltando Malanga lui definisce gli animici fondamentalmente anarchici ... io sono diventato completamente anarchico (no stati no chiese) e faccio sempre più fatica a vivere secondo le regole del sixtema (in altre parole sto "impazzendo" nel cercare di vivere in questo mondo senza però farne parte).
    Come ben sai sono convinto che solo una società gilanica basata sulla collaborazione possa essere la via da seguire anche per eliminare i nostri veri padroni ma se siamo in 4 gatti la vedo gran dura. Namastè

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    1. Ciao caro amico, in parte è senz'altro questo, ma soprattutto stanchezza, senso di inutilità. La chiara coscienza di parlare ai pochi e di non raggiungere i molti che invece continuano imperterriti sulla strada della schiavitù volontaria e connivente. Io anarchica lo sono da sempre, persino da quando non sapevo di esserlo, non ho mai confidato in questo sistema, ma oggi più che mai mi sembra palese la sconfitta, nonostante i germi di buona volontà che ancora permangono...sempre più isolati, peraltro. La società gilanica e femminile è là sullo sfondo e se da una parte ne emergono i contorni ed i ricordi, a tratti, dall'altra sembra lenta ... quasi ferma, contenuta, isolata.
      Solo stanchezza, presto o tardi ricomincerò a postare, perchè in fondo sono ancora qui ed il mio pensiero resta libero, ma come tu dici, ci hanno circondati, contenuti, chiusi in una gabbia dalla quale ci lasciano persino parlare, pensa un po'... l'unica libertà, vera, quella interiore ... che non ha bisogno nè di post, nè di parole. Non abbandonerò del tutto questo blog, anche se la voglia manca, diciamo che mi sono presa un periodo di pausa.
      Ti abbraccio forte amico mio... grazie di esserci!
      Namastè

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