domenica 9 maggio 2010

PoesiAmo




Nel silenzio vivo


Il silenzio è mitezza
quando non rispondi alle offese,
quando non reclami i tuoi diritti,
quando lasci la tua difesa a Dio.

Il silenzio è misericordia
quando non infierisci sulle colpe dei fratelli,
quando dimentichi senza frugare nel passato
quando il tuo cuore non condanna, ma perdona.

Il silenzio è pazienza
quando soffri senza lamentarti,
quando non cerchi d'esser consolato, ma consoli,
quando attendi che il seme germogli lentamente.

Il silenzio è umiltà
quando accogli nel segreto il dono di Dio,
quando non opponi resistenza all'arroganza,
quando lasci ad altri la gloria ed il merito.

Il silenzio è fede
quando ti fermi a contemplare il suo volto,
quando ascolti la sua presenza nella bufera,
quando taci, perchè egli parli al tuo cuore.

Il silenzio è adorazione
quando non chiedi il "perchè" nella prova,
quando t'immergi nella Sua volontà,
quando dici: "Tutto è compiuto".


(P. Frederick William Faber)

I CENTO PASSI --- PEPPINO VIVE








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PEPPINO



Un ragazzo iniziò il primo passo

un uomo poi fece il secondo

un’eroe che imparò a contar sino a cento

Un microfono portò la sua voce nell’aria

un microfono e tanto coraggio

d’una radio ribelle

d’un ribelle alla radio

che spiegava la voce ed il cuore

in difesa di ogni diritto

E lasciò questo segno sul mondo

un ricordo ai fratelli, il suo sangue agli amici

La memoria che riempie la storia

che rindonda in ogni racconto

il ricordo del suo camminare

Camminare! E impare a contare

Voi perdeste signori del male

perdeste quel giorno sui binari del treno

voi perdeste la faccia, l’onore,

voi toglieste la maschera,

rivelandoci un volto mostruoso

voi spegneste il sorriso del mondo

era solo un ragazzo e sapeva contare

Or lo abbiamo imparato anche noi

la sua voce, il suo cuore

il colore stupendo di un’anima

signori del male non lo avete fermato

perchè non si può fare

perchè voi non potete, fermare un’idea

perchè voi non sapete contrastare un racconto

il racconto di un’uomo, un gigante bambino

un’eroe casuale, era uno di noi

impastato col cuore e col sangue

con sassi e colori, col mare e col vento

con il caldo e la lava.

Con il vino e l’ulivo

era uno di noi…ci ha inseganto a contare


di Marigo Giandiego

fonte

venerdì 7 maggio 2010

BRANO DI OSHO....SULL'AMORE


...la capacita’ di stare soli e’ la capacita’ di amare. Puo’ sembrare paradossale ma non lo e’, e’ una verita’ esistenziale.

Sole le persone capaci di vivere sole sono capaci di amare, condividere, andare profondamente nell’essenza dell’altra persona senza possedere l’altro, senza diventare dipendente dall’altro, senza ridurre l’altro a una cosa e senza diventare assuefatto all’altro.

Permettono all’altro una liberta’ assoluta perche’ sanno che se l’altro se ne va saranno felici come lo sono ora. La loro felicita’ non puo’ essergli tolta dall’altro perche’ non gli e’ stata data dall’altro.

Allora perche’ vogliono stare insieme?
Il loro stare insieme non e’ piu’ un bisogno, e’ un lusso!

Le persone reali si amano come un lusso, non come un bisogno. Godono nel condividere e così hanno tanta gioia che vogliono riversarla in qualcuno.

Il suonatore di assolo di flauto sa come godere del suo flauto da solo e se incontra un suonatore di tabla, entrambi godranno del loro essere insieme e creeranno un’armonia con il flauto e il tabla, entrambi ne godranno ed entrambi riverseranno le loro ricchezze uno nell’altro.

http://blog.libero.it

La via del Servizio


di Salvatore Brizzi

La luce dell’Anima chiama al Servizio il Cuore degli Uomini… Ma cosa significa Servizio? E qual è la sua via… se non quella, in definitiva, che vede il sacrificio del dualismo e della separatività?

“Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” ( Mt 5,14–16)

È innanzitutto indispensabile comprendere che noi esseri umani, al pari di ogni altra creatura, non esistiamo “a caso” e non siamo liberi di fare ciò che vogliamo. L’orgoglio illuminista – che è servito a forgiare il nostro ego – ci ha portato a credere di poter dominare la nostra vita senza dover rendere conto di nulla a nessuno. Spazzando via la vecchia credenza nel Dio delle religioni abbiamo però anche abbandonato l’idea che l’Esistenza stessa possa essere pervasa di Intelligenza e stia seguendo un ben determinato Piano. In questa prospettiva l’intera vita di ognuno di noi rappresenterebbe solo una delle innumerevoli tessere dell’inconcepibile mosaico che è il Piano Divino.

Il Piano non può che riguardare il ritorno di ogni essere umano all’Uno. Il nostro allontanamento dalla Fonte è sempre stato illusorio, quindi ciò che il Piano prevede è semplicemente la cessazione dell’illusione della separazione in ognuno di noi. Allora capiremo di essere sempre stati l’Uno e che solo l’Uno esiste. Il nostro beneamato ego è in realtà solo un’appendice, un’escrescenza dell’Uno, destinata a soffrire nel momento in cui perde i contatti con quella Fonte.

La nostra completa realizzazione interiore coincide unicamente con la capacità di comprendere e di adeguarci a tale Piano. Possiamo anche esprimere il nostro libero arbitrio disinteressandoci alla missione che ci è propria, ma, al di fuori del Progetto del Grande Architetto, diventiamo schegge impazzite destinate a vivere soffrendo… e condannate a morire. L’essere umano vive nel patimento fino a quando non scopre cosa è venuto a fare su questo pianeta.

Ognuno di noi ha una sua «croce» da portare. Attraversando le sofferenze insite nella materia, strutturiamo la nostra anima, la tempriamo, la scolpiamo facendone scaturire delle qualità... e in tal modo evolviamo. Questa è la «croce». Al contempo, ci è data la possibilità di identificarci sempre di più con l’anima, assaporare la gioia del Regno dei Cieli e divenire autenticamente immortali.

Oltre a occuparci della nostra personale «croce», dovremmo assumerci la responsabilità di prendere su noi stessi parte del carico del mondo, contribuendo coscientemente, insieme ai nostri simili, alla realizzazione del Piano Divino. Questo si chiama Servizio. Nel Vangelo è scritto: “Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.” (Lc 9,23)

Rinnegare se stessi significa smettere di pensare ai mille problemi legati alla propria personalità egoica. Prendere la propria «croce» significa cessare di lamentarsi e di chiedere aiuto per la soluzione di questi problemi. Quando preghiamo Dio affinché ci aiuti a risolvere le nostre difficoltà con il partner, i soldi, il lavoro… ci stiamo rifiutando di prendere la nostra «croce». La vogliamo mettere sulle spalle di qualcun altro. Sulle Sue spalle.

Sempre nel Vangelo è scritto: “Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero.” (Mt 11,28–30)

Questo è un invito a partecipare al Piano Divino. Chi è affaticato e oppresso dai suoi crucci personali sarà ristorato in seguito alla decisione di dedicarsi interamente – di «sacrificarsi» (= farsi sacro) – a uno scopo superiore, quale può essere il portare aiuto all’umanità prigioniera dell’illusione. L’«eroe» è colui che non concentra più l’attenzione sulla soluzione dei suoi problemi quotidiani. Le difficoltà concernenti il denaro, il lavoro, la famiglia, i desideri personali… passano in secondo piano. Egli si dedica a un obbiettivo più elevato, uno scopo in grado di rapire la sua coscienza in Cielo ed evitare che resti abbagliato – e frenato – dagli affanni materiali.

Il messaggio è: non lamentiamoci per i problemi relativi alla personalità, non mettiamoli al centro della nostra vita, non sprechiamo energie nel pensare ad essi. Dedichiamoci invece con tutta l’anima a servire il Piano Divino, cioè, in altre parole, troviamoci un obbiettivo conforme al risveglio planetario e seguiamolo. Non dobbiamo scoprire già oggi che cosa siamo venuti a fare; ciò che invece è indispensabile facciamo, se vogliamo metterci al Servizio, è entrare in uno stato d’animo di dedizione verso l’umanità, mettendo in secondo piano le nostre paure legate alla sopravvivenza del corpo. E questo sì, possiamo farlo già oggi.

È sufficiente che prendiamo la ferma decisione di consacrarci al benessere degli altri perché il Fuoco inizi a discendere su di noi e a trasformarci. Grazie al Servizio si vive nella gioia, perché se il sacrificio è fatto con il Cuore non produce pesantezza, ma beatitudine.

La consacrazione al Servizio permette a tutte le nostre potenzialità di emergere. Quando i nostri talenti vengono “offerti”, o «sacrificati» (= fatti sacri), essi subiscono una clamorosa fioritura. Uno scrittore che scrive per il bene dell’umanità, anziché per il suo, diventa uno scrittore sempre più raffinato. Un cantante che canta per il bene del pubblico, anziché per il suo, diventa un cantante sempre più armonioso. Quando viviamo per il Servizio ogni giorno possono giungerci intuizioni nuove.

Se prendiamo oggi la risoluta decisione di dedicarci agli altri – perché sentiamo che fra noi e loro non c’è più distanza – con il tempo possiamo comprendere il reale motivo per cui siamo venuti sulla Terra, quale parte del Piano ci spetta… e diveniamo inarrestabili.

Siamo le spade nella roccia che aspettano di venir estratte da Dio.

Ma esiste un significato ancora più elevato e profondo per il termine Servizio. Il sacrificio supremo è il sacrificio dell’ego, cioè il sacrificio di tutto ciò che crediamo di essere. Sto parlando del crollo dell’illusione di essere “qualcuno” di separato dall’Esistenza. Questo arrendersi completo della personalità fa sì che noi diveniamo canali perfetti dell’Uno. A quel punto non c’è più una mente che decide, spera, progetta, soffre… ma solo l’Uno che usa una mente per i suoi scopi. Questo è il Servizio più sublime, il Servizio dove il servitore è morto. Dobbiamo morire anche al desiderio di servire. Allora ogni nostra parola, ogni nostro respiro, sarà Servizio, perché sarà l’Uno stesso a compiere ogni azione attraverso un corpo di carne, non esistendo più un ego che insiste nel prendersi la paternità di tutte le azioni.

Per concludere, non posso evitare di ricordare che già adesso, in questo preciso istante, per quanto ciò possa apparire piuttosto strano, è sempre solo l’Uno che agisce attraverso di noi, poiché l’ego non è qualcosa che prima esiste e poi viene distrutto dai praticanti spirituali… l’ego non c’è mai stato, e non c’è nemmeno in questo momento. Pertanto già adesso, pur senza saperlo, noi siamo a pieno titolo nel Servizio… è solo che non ne abbiamo ancora assunto consapevolezza nella quotidianità.

Salvatore Brizzi

Fonte: officinaalkmemica.altervista.org

tratto da : http://cosmos.netsons.org


E’ tutto falso, e ci stanno ammazzando.


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di Paolo Barnard

Faccio appello ai pochi che ancora usano la loro testa, vi prego, osservate.

L’Europa dell’euro sta esplodendo, e i prossimi a finire sotto le macerie saremo noi italiani, i portoghesi e gli spagnoli. Poi verranno i francesi e i tedeschi.

Perché?

Perché abbiamo tutti adottato una moneta, l’euro, che è sospesa nel nulla, non ha cioè uno Stato sovrano che la regoli, non si sa di chi sia, e soprattutto noi Stati europei la possiamo solo USARE, non possedere. E’ tutto qui il disastro, e vi spiego.

Ho già scritto che se la Grecia fosse ancora uno Stato che stampa moneta sovrana non avrebbe nessun problema, perché potrebbe fare quello che fecero gli USA con un indebitamento assai peggiore (25% del PIL) 60 anni fa: stampare moneta, pagare parti del debito e rilanciare l’economia senza quasi limite. E’ esattamente quello che fa il Giappone da decenni.

Osservate: oltre agli Stati Uniti che sono indebitatissimi (10.400 miliardi di dollari e in crescita prevista fino a 29 mila fra 3 anni), il Giappone ha oggi un rapporto debito-Prodotto Interno Lordo del 200% circa (che in Europa sarebbe considerato l’inferno in terra), la Gran Bretagna ha in pratica lo stesso deficit di bilancio della Grecia e dovrà prendere in prestito 500 miliardi di sterline nei prossimi 5 anni.

Ma avete sentito da qualche parte che vi sia un allarme catastrofico su USA, Giappone e Gran Bretagna?

C’è qualcuno che sta infliggendo a quei tre Paesi le sevizie di spesa pubblica che saranno inflitte ai greci?

No! Perché?

Perché Stati Uniti, Giappone e Gran Bretagna sono possessori di una loro moneta non convertibile e non agganciata ad altre monete forti, e questo significa che i loro governi possono emettere moneta nel Paese per risanarsi come detto sopra. E attenzione: possono farlo prendendola in prestito da se stessi, che a sua volta significa che se si indebitano fino al collo possono poi rifinanziarsi il debito all’infinito.

E’ come se un marito fosse indebitato con la moglie... cosa succede?

Nulla, sono lo stesso nucleo. Noi Stati europei invece dobbiamo, prima di spendere, prendere in prestito gli euro dalla Banca Centrale Europea, e quindi per noi i debiti sono un problema, perché li dobbiamo restituire a qualcun altro, non più solo a noi stessi. Noi siamo il marito e la moglie indebitati con gli usurai, ben altra storia.

Ribadisco: uno Stato con moneta sovrana, come appunto Stati Uniti, Giappone o Gran Bretagna, può emettere debito sovrano senza problemi, e finanziarlo praticamente all’infinito con l’emissione di altra moneta, e questo, al contrario di quello che tutti vi raccontano, non è un problema (i dettagli tecnici in un mio studio futuro). Quanto ho appena scritto, è stato confermato pochi mesi fa, fra gli altri, dall’ex presidente della Federal Reserve (banca centrale) americana, Alan Greenspan, che ha detto “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”. Infatti USA, Gran Bretagna e Giappone, che emettono debiti immensi, non sono al collasso come la povera Grecia e nessuno li sta crocifiggendo.

A voi che avete una mente libera, non viene da chiedervi perché gli USA sono rimasti al balcone a guardare, senza far nulla, la nascita di questo presunto gigante economico dell’euro?

Sono stupidi?

No. Sono furbi. Sapevano e sanno esattamente quello che ho detto, e cioè che con l’unione monetaria noi Stati europei ci saremmo ficcati precisamente nella gabbia in cui siamo: prigionieri di debiti che non possiamo più controllare e rifinanziare con una nostra moneta sovrana.

A chi non lo ricorda, rammento che l’Italia con moneta sovrana degli anni ‘70/80 era zeppa di debito e di inflazione, ma aveva un’economia fortissima che oggi ci sogniamo (e su cui ancora mangiano milioni di figli del boom di quegli anni). Guarda caso dalla metà degli anni ’80, dalla nascita cioè dei poteri finanziari sovranazionali che sono quelli che lucrano oggi sulle nostre disgrazie, si iniziò a predicare agli Stati con moneta sovrana che un debito pubblico e un deficit erano la peste, e questo non è vero.
Rileggete sopra.

Non lo sono mai se uno Stato ha moneta propria, perché di nuovo “un governo non potrà mai fare bancarotta coi debiti emessi nella propria moneta sovrana”.

Alan Greenspan è piuttosto attendibile, e furbo.

E allora che scopo aveva quel mantra ossessivo sui (falsi) danni di deficit e debito pubblico che nessuno oggi osa più sfidare?

Risposta: spingerci nella mani di una unione monetaria capestro con regole assurde di limiti del deficit e del debito, che ci avrebbe sottratto l'unica arma possibile (la sovranità monetaria) per gestire senza danni l'indebitamento.

E questo per compiacere a chi?

Risposta: al Tribunale Internazionale degli Investitori e Speculatori guidato appunto dagli Stati Uniti, che con la scusa del risanamento degli Stati indebitati ma non più sovrani (noi appunto) ci costringe a vendere a prezzi stracciati i nostri beni pubblici ai barracuda finanziari, a deprezzare il lavoro con la disoccupazione (tanta offerta di lavoratori = crollano i loro prezzi, come con le merci), rovinando così le vite di generazioni di esseri umani, le nostre vite.

Infine, ricordo chi ha così fortemente voluto in Italia l’unione monetaria europea:
Romano Prodi e Giuliano Amato in primis, che non sono stupidi e sapevano benissimo dove ci avrebbero portati. Alla faccia di chi ancora demonizza il centrodestra, che di peccati ne ha, ma confronto a questo sono cosucce da ridere. Qui stiamo parlando della svendita della speranza, per generazioni di cittadini, di poter avere controllo sull’economia, che è tutto, è libertà e democrazia, perché da cassintegrati/precari e senza più uno Stato sociale decente si è a tutti gli effetti degli schiavi.

La crisi dell’Europa, il calvario della Grecia e il nostro prossimo calvario, sono tutta una montatura costruita dall’inganno dell’unione monetaria, dall’inganno dell'inesistente dovere di risanare i debiti degli Stati, che non sono mai un problema se quegli Stati sono monetariamente sovrani. Un inganno ordito dai soliti noti di cui sopra.

Uscire dall’unione monetaria subito!

Ritornare Stati europei con moneta sovrana e non convertibile, ora!

Hanno ragione i greci, e faccio eco al loro grido scritto sulle pendici dell’acropoli:
“Popoli d’Europa, sollevatevi”.


http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=181

NATURA INTELLIGENTE

Il nucleare sporca il Sud del Mondo

Un dossier di Greenpeace dimostra che Paesi come il Niger stanno pagando la follia nucleare dell'Occidente. La popolazione locale è esposta alla radioattività, mentre si distruggono gli ecosistemi locali. Sotto accusa il colosso francese Areva. E' questa l'energia pulita?

Il nucleare è poco pulito, non solo per chi abita vicino alle centrali, ma anche per l'estrazione dell'uranio. Greenpeace ha appena pubblicato un dossier sulla radioattività di acqua, aria e terra intorno alle cittadine di Arlit e Akokan, a pochi chilometri dalle miniere di Areva, il colosso atomico francese. Nel report si legge che «L'estrazione dell'uranio può avere effetti catastrofici sulle comunità che abitano vicino alle miniere e per l'ambiente per migliaia di anni, con effetti nocivi che si stanno sentendo fortemente in Niger».
La presenza delle miniere di uranio, secondo l'associazione, invece di creare ricchezza, genera più povertà e causa molte vittime. Ogni giorno che passa la popolazione locale è esposta alle radiazioni, circondata da aria avvelenata, terra e acqua inquinate. E intanto Areva fattura centinaia di milioni di dollari, sfruttando le risorse naturali di uno dei paesi più poveri dell'Africa. Areva si presenta come una società attenta all'ambiente, ma il Niger ci rivela una verità ben diversa.
Le analisi di Greenpeace mostrano che in quattro casi su cinque la radioattività nell'acqua supera i limiti ammessi dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Nonostante questo l'acqua viene distribuita alla popolazione. L'esposizione alla radioattività causa anche problemi delle vie respiratorie e non a caso nella regione delle miniere di Areva i tassi di mortalità legati a problemi respiratori sono il doppio che del resto del Paese. Inoltre, le ONG locali accusano gli ospedali, controllati da Areva, di aver nascosto molti casi di cancro.
La metà dell'uranio di Areva proviene da due miniere del Niger, paese che rimane poverissimo nonostante da oltre quarant'anni sia il terzo produttore di uranio al mondo. Il gigante dell'energia nucleare ha firmato un accordo per iniziare a scavare una terza miniera tra il 2013 e il 2014.
Le detonazioni e le trivellazioni in miniera causano enormi nuvole di polvere, montagne di rifiuti industriali e enormi mucchi di fango rimangono esposti all'aria aperta; lo spostamento di milioni di tonnellate di terra e roccia rischia di compromettere le sorgenti d'acqua sotterranee. Una gestione negligente del processo di estrazione può causare il rilascio di sostanze radioattive nell'aria, infiltrazioni nelle falde acquifere e contaminazione del terreno intorno alle città minerarie di Arlit e Akokan. Ognuno di questi fattori causa danni permanenti all'ecosistema ambientale ed è in grado di creare enormi problemi di salute per la popolazione locale.

tratto da: www.aamterranuova.it

Per ulteriori approfondimenti:
http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/niger-areva

Lanciato il progetto "Brain waves"

Il breve articolo che pubblichiamo inerisce ad un folle progetto volto a controllare i processi mentali. In primo luogo, occorre precisare che, dietro questi programmi, si nascondono delle scellerate attività che sono da tempo perpetrate, sebbene in maniera illegale e surrettizia. Va anche ricordato che questi piani per il mind control si basano per lo più sull'uso di onde elettromagnetiche, tanto invisibili quanto nocive: siamo invischiati in una ragnatela di frequenze generate da apparecchiature elettroniche, elettrodotti, antenne, impianti radar etc. Si noti nell'articolo il riferimento a situazioni che ricordano il film "Minority report", pellicola tratta da un racconto di Philip K. Dick, nonché la venatura transumanista del progetto. Come è ovvio, attraverso la solita ipocrisia, gli sviluppi delle neuroscienze vengono decantati come un modo per combattere malattie, quali il Parkinson e l'Alzheimer. Nulla di più falso! Tuttavia, poiché gli "scienziati" neuropatici non riescono a dissimulare del tutto la loro natura criminale, il professor Blakemore in un lapsus linguae, si lascia sfuggire, nell'ultima riga della sua dichiarazione, una raggelante verità...

La Royal Society di Londra lancia il progetto "Brain waves". Un’imponente indagine sull’impatto della neuroricerca è stata lanciata dalla Royal Society. Il progetto "Brain waves" (onde cerebrali) eseguirà una serie di revisioni su larga scala circa i nuovi sviluppi delle neuroscienze e delle loro implicazioni. Un gruppo di esperti, sotto la guida del professor Colin Blakemore, esaminerà le aree della ricerca che possono condurre a modi di migliorare la memoria, l’intelligenza e la salute mentale (sic). Gli scienziati considereranno inoltre le preoccupazioni circa la “militarizzazione” della neuroscienza e lo sviluppo di armi biologiche che agiscono sul cervello. Altre questioni comprendono le tecniche di sorveglianza e di predizione della criminalità che sono incentrate sul comportamento umano. Dopo la conclusione del progetto nel 2011, sarà pubblicata una serie di quattro relazioni.

Il professor Blakemore ha affermato: “La nostra sempre maggiore comprensione del cervello ed i progressi associati delle tecnologie per studiare il cervello, stanno incominciando a darci gli strumenti per migliorare il trattamento delle malattie degenerative, come il morbo di Parkinson e di Alzheimer e per la cura delle malattie mentali, inclusa la depressione e la schizofrenia. Questi progressi accresceranno anche le nostre conoscenze sul comportamento normale e sulla salute mentale degli uomini, oltre a darci la possibilità di migliorare, manipolare e degradare (!) le funzioni cerebrali."

Fonte: Yahoo.news

articolo tratto dal sito : www.tankerenemy.com


Le Economie Su Scala Non Falliscono: QUESTO SARA' L'ANNO DEL RFID



Da quando conosco questo tipo di tecnologie (e il primo progetto relazionato con questo a cui ho lavorato risale al 2003), i venditori delle soluzioni RFID dicono la stessa cosa: quest’anno sarà l’anno dell' RFID.
E si, poco a poco qualche implementazione si realizza. Ma generalmente in modo un po’ nascosto, o pubblicizzandole dopo aver cambiato il nome alla questione (“pagamento senza contatto” è un termine meno usato nelle campagne di sensibilizzazione pubblica dei rischi che l' RFID comporta per la privacy), senza che venga introdotto in modo troppo evidente nella nostra quotidianità.

Adesso tutto cambierà.
Se c’è una cosa che mi ha sorpreso in Cina, è l’ubiquità del RFID o “carta senza contatto”. Un paio di esempi:

* - Hotel di qualsiasi categoria e numero di stelle hanno sostituito le chiavi metalliche ed anche le carte magnetiche usate in Europa con carte RFID. Servono sia per aprire la porta che per chiudere il circuito che fornisce elettricità alla camera. Quanti hotel ci saranno in Cina? Quante tessere sono state commercializzate? Milioni di unità, una scala che economizza la produzione, senza alcun dubbio.
* Le tessere del trasporto con RFID sono essenziali nelle grandi città. Ho potuto constatarlo a Shangai, Beijing (Pechino), Hong Kong e Guarnzhou (Cantone) che è qualcosa come dire che il 50% della popolazione urbana cinese ne porta una nelle sue tasche, proprio ora. Non solo sono utilizzati per pagare i sistemi di trasporto pubblico intermodale, ma anche come carta portafoglio nei minisuper (le catene che operano in Giappone: 7Eleven, Watsons, ecc), per comprare bibite in macchinette automatiche in qualsiasi angolo, ecc. Con questo non impone solo una carta regalo su un piatto d'argento dà traccia della posizione di sé in ogni momento della giornata ma fanno passi da giganti per l’”abolizione del denaro” in piccole transazioni (quelle che ancora non si potevano realizzare con le carte di credito o debito, le uniche che continuavano ad essere anonime).

Adesso si. Ci sono implementazioni sufficienti e su grande scala, c’è sufficiente esperienza, il profilo dell’integratore delle soluzioni RFID “costa meno” così come il prezzo dei tags RIFD e dei lettori, è il terreno di coltura ideale perché da qui a poco avremo un RFID perfino nella minestra. Questo è inarrestabile. Oggi più che mai s’impone l'esigenza di una legislazione per minimizzare l'impatto sul nostro diritto alla privacy di questo nuovo percorso dei dati personali.

Fonte: ¿Quién vigila al vigilante?

Segnalato e tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA

giovedì 6 maggio 2010

La vita di cui hai bisogno


http://files.splinder.com/cb4333764d8aa9e4bf6da068dcf4f972.jpeg

Attraversiamo tutti momenti oscuri in cui vorremmo la vita di qualcun altro.

La chiave per illuminare questi momenti difficili è accettarsi e vivere la vita pienamente per com'è; questo è il posto in cui la tua anima ti ha messo.

Oggi comprendi che tutto ciò che sei è parte di un piano perfetto.
La vita che hai è esattamente la vita che necessiti.

Yehuda Berg


The Kabbalah Centre
www.kabbalah.com

fonte

vibrazioni

Sentirsi sul sentiero giusto - WingMakers Speak

... Mark: Secondo te, qual è la cosa chiave che un ricercatore nuovo a questi materiali può fare per ottenere quel senso di convinzione, penso che lo chiamerò così, di essere sul sentiero giusto?
James: Sì, ebbene, la parola “religione” viene dalla parola latina “ri-collego”.
Quindi ri-collegarsi al Sé Superiore è il significato esoterico del termine “religione”. Dunque, il ricercatore sta tentando di ri-collegarsi al suo Sé Superiore, che è stato messo in ombra dalla sua ego-personalità, e la cui voce viene sporadicamente udita e ancor meno seguita. Quindi, il ricercatore della verità deve attendersi o sentire un senso di riconnessione con il suo Sé Superiore, lo Spirito animante che scorre dentro di esso, e poi agire in base ad esso. Non basta ascoltare i bellissimi pensieri del proprio Sé Superiore o sentire la forza di questi sentimenti, o gli slanci creativi della sua mente.
Lo strumento umano deve allineare e riposizionare l’ego-personalità al suo giusto posto, correggendola nel riconoscere il suo ruolo come facilitatore dello Spirito all’interno del dominio umano. Quando il ricercatore riconosce questi aggiustamenti e sente il ri-collegamento al suo Sé Superiore, avrà il senso di convinzione di essere sul sentiero giusto.
Ricorda, l’ho detto prima, è un processo psicologico. E’ il sentirsi ri-collegati alla propria Divinità. E’ il senso di potente (empowered) co-creatività con il proprio Sé Superiore e la sua inalterabile connessione con i campi dello Spirito che rendono possibile la sua eterna connessione all’individualità e all’unità (oneness). Con alternanze… come un’onda sinusoide, come un’onda dell’esistenza, questo è il potere che avete dentro di voi. E ogni autentico ricercatore è chiamato a questa specialissima e personalissima missione.
Estratto da: Intervista a James - Sessione 2
Testo originale audio :Interview with James - Session 2
Testo originale trascritto: Interview with James - Session 2
Il materiale dei WingMakers su stazioneceleste.it

Smettila di credere nel denaro...se ti vuoi salvare!

Mistero: SPECIALE SCIE CHIMICHE






Lievito di birra, un alimento da sopravvivenza

Saccharomyces cervisiae, lievito dibirra e disintossicazione da metalli pesanti
Fonte: Climatrix
Tra tutti i tipi di integratori alimentari, nome generico attualmente previsto dal codice legislativo vigente, il lievito di birra trova una spazio importantissimo nelle terapia naturali volte a integrare l'organismo con vitamine, oligoelementi, aminoacidi, minerali ed enzimi, al coltempo risulta essere un ottimo depurativo valido in terapie di disintossicazione (metalli pesanti / intossicazioni alimentari), il tutto a un costo contenuto. Vediamo di descrivere più nel dettaglio le proprietà ed indicazioni di questo fantastico alimento, usato da molto tempo nelle terapie naturali.
Il Saccharomyces cervisiae, nome scientifico del lievito di birra, è un fungo microscopico, trova il suo ambiente favorevole con temperature tra i 5° e i 6° ed è l'unico tipo di lievito utilizzato in terapia.



Componenti presenti in 100gr. di Lievito di birra

  • minerali: circa 12%, fosforo, potassio, magnesio, zinco, ferro, e calcio.
  • oligoelementi: iodio, rame, manganese, cromo e selenio
  • lipidi: circa 12%, nello specifico: stearina, palmitina, acido arachinico, lecitine e steroli (ergosterolo, zimosterolo)
  • protidi: principalmente la zimocaseina circa il 50% (formata dagli aminoacidi: acido glutammico, lisina, arginina, istidina, leucina, triptofano, cistina), la cerevisina circa il 15% (lisina, arginina, triptofano, istidina) e il glutatione circa 5% (costituito dagli aminoacidi cisteina, acido glutammico e glicina) grazie alla sua facoltà di chelare metalli pesanti, tossici poichè superano le dosi consentite dall'oligoterapia, quali piombo, cadmio, mercurio ed alluminio, rappresenta quindi un forte disintossicante per l'intero organismo.)
  • enzimi: zimasi, invertasi, maltasi.
  • vitamine: 5%, gruppo B (B1, B2, B3, B4, B5, B6, B7, B9 e B12 in tracce), biotina, vitamina E, ergosterolo (sterolo precursore della vitamina D2.


Proprietà e Indicazione Terapeutiche del Lievito di birra

  • Ricostituente e tonico generale, risulta anche specifico per il sistema cardio-circolatorio.
  • Equilibrante e protettore del sistema nervoso.
  • Stimolante delle ghiandole endocrine: tiroide, pancreas, surreni, ghiandole sessuali.
  • Favorisce l'assorbimente degli alimenti, non solo nutrendo e riequilibrando la flora batterica intestinale ma anche grazie alla presenza di enzimi digestivi.
  • Antianemico, antiaterosclerotico, antimicrobico.
  • Disintossicante e antitossico intestinale.
  • Demineralizzazione e rachitismo (preventivo e curativo).
  • Astenia muscolare e nervosa, avitaminosi, nervosismo, anemia, intossicazioni alimentari e da metalli pesanti, infezioni intestinali (ricostituisce la flora batterica intestinale), coliti, aterosclerosi, nevriti e alcune forme disturbi della pelle come dermatosi, acne e psoriasi.
  • INCOMPATIBILE con antibiotici, calore oltre i 40° e raggi ultravioletti (conservare in barattoli ermetici di vetro).
  • Effetti Collaterali: assumere senza timori ma con diverse interruzioni, il Dr. Jean Valnet precisa nel suo libro Fitoterapia - Guarire con le piante che i topi nutriti, senza pause, con alimenti arricchiti di lievito di birra diventavano sterili.
  • Forte sinergia con la vitamina C (in forma naturale o sintetica - ascorbato di potassio) e D.
  • Indicato come disintossicante per le chemtrails (almeno per il loro contenuto in Alluminio)

Si prega di leggere attentamente la seguente dichiarazione
I precedenti consigli, riconducibili a pratiche con scopi terapeutici, non assicurano alcun tipo di garanzia sul fatto che effettivamente queste terapie, sebbene riportate accuratamente, correttamente e senza contravvenire alla legge, possano sostituire l'intervento di un medico tradizionale.

Inoltre, anche se le informazioni presentate fossero da un punto di vista generale corrette, potrebbero non applicarsi ai vostri sintomi. Ancora, persone che presentino gli stessi sintomi molto spesso necessitano cure differenti, per via della complessità di alcuni casi clinici.

Le informazioni fornite in questo post (presentate all'interno di un spazio virtuale di aggregazione spontanea e libero confronto e dibattito su differenti materie) sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari (odontoiatri, infermieri, farmacisti, fisioterapisti..etc..).

Le nozioni e le eventuali informazioni su procedure mediche, posologie, e/o descrizioni di rimedi naturali o prodotti presenti nel post hanno unicamente un fine illustrativo e non consentono di acquisire la manualità e l'esperienza indispensabili per il loro uso o la loro pratica.
La legge italiana obbliga chi osservi persone in stato di rischio di vita a prestare soccorso nei limiti delle proprie capacità, si tenga però presente che manovre errate o inappropriate possono causare in questo caso anche lesioni indirette ma potenzialmente gravi. Di questi esiti infausti risponde categoricamente chi sia eventualmente intervenuto.

FONTE

mercoledì 5 maggio 2010

Viviamo in un mondo di dormienti che diventano feroci se qualcuno tenta di svegliarli

di Francesco Lamendola

Socrate credeva, ottimisticamente, che tutti gli uomini aspirino al bene e che, se compiono, invece, il male, ciò accade per ignoranza; ma basterebbe illuminarli sul loro errore, per consentirne il ravvedimento.

Sarebbe molto bello, e inoltre molto semplice, se davvero le cose stessero in questo modo; ma, purtroppo, vi sono numerosi indizi che suggeriscono la fallacia di una tale teoria.

La verità è che più si osserva il comportamento degli esseri umani, più si finisce per ammettere che la stragrande maggioranza di essi è formata da dormienti, che non desiderano destarsi dal proprio sonno voluttuoso, e nemmeno dai propri incubi; che vogliono continuare a dormire, a dispetto di tutti, anche se la casa in cui vivono sta prendendo fuoco; che non provano alcuna gratitudine nei confronti di coloro i quali cercano di destarli, ma, ben al contrario, nutrono nei confronti di costoro un odio implacabile, come se fossero i loro peggiori nemici, nel tempo stesso che onorano ed applaudono i malvagi pifferai che favoriscono i loro sonni e il loro sognare.

Per quella piccola minoranza di risvegliati, i quali cominciano a rendersi conto della natura illusoria del mondo in cui viviamo e del carattere risibile, se non addirittura pericoloso, della maggior parte delle cose che suscitano, nei più, compiacimento e desiderio di imitazione, il problema si pone in questi termini: che cosa fare in un contesto di sogno generalizzato, di odio nei confronti della verità, di rancore nei confronti di ogni voce che sia fuori del coro?


Come fare per evitare il treno che, guidato da un macchinista impazzito e carico di sonnambuli, sta per piombare addosso a coloro i quali sono desti, ma non possono agire sugli scambi, per deviarne la folle corsa?

E, ancora: è legittimo che il risvegliato cerchi di imporre ai dormienti la verità, se essi le preferiscono, invece, un mondo di menzogna; è giusto che cerchi di convincerli, di convertirli, di farli ravvedere, se ciò che essi vogliono è tutt'altro?
Certo, il giardiniere è uso a strappare le erbacce le quali invadono il suo giardino; ma il mondo non è un giardino, e ogni visione del mondo ha diritto di sussistervi: anche quella che appare manifestamente erronea. Sopprimere le visioni erronee non è compito del risvegliato; ma, semmai, offrire a tutti gli strumenti per valutare che cosa sia giusto e che cosa sia sbagliato: dopo di che, ciascuno deve assumersi la responsabilità del sentiero che intende seguire.

Nessuno può venire costretto ad essere virtuoso; nessuno può venire costretto a cercare la verità, se non la desidera e se ad essa preferisce la menzogna.
D'altra parte, è certo che, a quel punto, si pone concretamente il problema della sopravvivenza di colui il quale ritiene di essersi destato, e che si trova continuamente esposto agli urti e alle aggressioni degli altri, ossia dei dormienti: e le aggressioni più minacciose sono proprio quelle di quei dormienti che sono stati destati a forza per essere illuminati.

È una questione di sopravvivenza.

La storia ci offre sin troppi esempi di saggi, i quali sono stati crocifissi da una moltitudine che non voleva essere illuminata, che desiderava continuare a vivere nelle tenebre. E la moderna società di massa è la società dei ciechi e dei dormienti per eccellenza: è il vertice dell'attuale Kali Yuga, della Età Oscura nel ciclo della vicenda cosmica.

A meno che voglia andare incontro al martirio, dunque - e vi sono, indubbiamente, degli ideali che meritano di essere perseguiti fino al martirio - il risvegliato è indotto a interrogarsi sul senso del suo vivere nella società, e sulle modalità con le quali deve gestire il suo rapporto con il prossimo.
In effetti, nessuno è disposto a modificare la propria concezione del mondo, o a lavorare seriamente su se stesso, se non sulla base di una profonda e sentita esigenza interiore; e quest'ultima non potrà mai venire da un agente esterno, se non in coincidenza con un impulso interno.

Quel che vogliamo dire, è che le persone sono disponibili ad affrontare un salto qualitativo nella propria evoluzione spirituale, solo se, e quando, decidono di prendere coscienza del problema; ossia, in genere, quando si rendono conto, non solo di essere insoddisfatte della propria vita attuale - ciò che accade a molti -, ma di essere disposte a mettersi in gioco per uscire dal punto morto in cui si trovano.
In quella fase, e solo in quella fase, un evento esterno può fungere da detonatore della loro crisi benefica e affrettare una presa di coscienza: può essere l'incontro con una persona buona e saggia, o con un libro, o con una situazione inconsueta e stimolante (magari anche in apparenza negativa, come una malattia o il distacco da una persona cara).

Viceversa, se il momento non è giunto e la persona non è ancora pronta, nessun saggio, nessun libro e nessuna situazione stimolante potrebbero innescare una evoluzione spirituale; come dice il Libro dell'Ecclesiaste, vi è un tempo per ogni cosa: per parlare e per tacere, per dormire e per vegliare, per vivere e per morire. E, così come la natura fisica non fa salti, la stessa cosa può dirsi per la vita dell'anima: il suo processo evolutivo non può essere forzato.

Questo, difatti, è l'errore di fondo di tutte le rivoluzioni politiche e sociali: pensare che il mondo possa diventare migliore, una volta che si sia compresa una formula e la si sia messa in pratica, indipendentemente dalla vita interiore delle persone. Ma se non c'è una evoluzione spirituale, nessuna formula, per quanto perfetta in teoria, potrà rivelarsi capace di rendere il mondo migliore; al contrario, la storia è piena di esempi di formule ideali che si sono trasformate in terribili strumenti di oppressione e di malvagità, trovandosi nelle mani di persone che non avevano saputo compiere alcuna evoluzione interiore.
Per la persona che sia disponibile ad aprirsi, a mettersi in gioco, a evolvere spiritualmente, la vita offre infinite occasioni di miglioramento, purché le si sappia vedere.

Un disturbo fisico, ad esempio, è certamente un segnale: un segnale che il nostro corpo ci manda, e che contiene informazioni preziose circa la disarmonia presente nella nostra vita. In ultima analisi, ogni disturbo fisico è riconducibile alla dimensione spirituale; ed è veramente sconcertante vedere come la grande maggioranza degli esseri umani si disinteressa del problema, sforzandosi di mettere a tacere il sintomo - ossia il campanello d'allarme -, invece di andare alla ricerca del problema profondo che il corpo ha segnalato.

Peggio ancora: se il disturbo persiste, moltissime persone si affidano ciecamente a farmaci e a medici, come se farmaci e medici potessero sostituirsi alla doverosa presa di coscienza del proprio problema; e le stesse persone che delegano in questo modo la salvaguardia della propria salute, firmando una cambiale in bianco nei confronti dell'apparato sanitario ufficiale, sono poi quelle che esigono di occuparsi in prima persona, e fin nei minimi dettagli, di cose assolutamente banali e secondarie, come la scelta del nuovo modello di automobile da acquistare o l'intervento di chirurgia estetica per aumentare le dimensioni del seno.
Un altro esempio di questa tendenza a delegare le questioni davvero rilevanti ad agenzie esterne, è offerto dalla politica. La grande maggioranza delle persone non si informa adeguatamente di ciò che attiene a questa sfera e preferisce firmare una cambiale in bianco ai partiti, i quali mandano in Parlamento i loro uomini di fiducia, una legione di «yes-men» dalla schiena flessibile, fedeli esecutori delle direttive ricevute dalle rispettive segreterie.

Un discorso analogo si può fare per la pubblica amministrazione. Il risultato è che i nostri sindaci e assessori, che si muovono nella sfera del quantitativo e di ciò che ha un alto grado di visibilità (indipendentemente dalla sua efficacia), difficilmente riescono a concepire delle soluzioni innovative per i problemi che devono affrontare.
Un pezzo grosso dell'amministrazione provinciale, ora divenuto ministro, qualche tempo fa propose di porre rimedio all'alto numero di incidenti mortali del sabato sera, facendo tagliare migliaia di platani lungo uno storica strada provinciale: come se il problema fosse quello dei platani (i quali, comunque, hanno anch'essi il diritto di vivere) e non quello di uno stile di vita sbagliato e di uno scarso senso di responsabilità da parte di molti giovani.

Ma torniamo al problema del risvegliato che deve confrontarsi, tutti i santi giorni, con una folla di sonnambuli, i quali si muovono pericolosamente e reagiscono in maniera aggressiva se qualcuno tenta di destarli e di responsabilizzarli.
Julius Evola suggeriva che, in tempi di Kali Tuga, l'unica cosa da fare è imparare a «cavalcare la tigre»: ossia, anziché opporsi frontalmente ad una situazione negativa generalizzata, sfruttare la corrente, per procedere in maniera da non ricevere troppi danni e, addirittura, per riuscire a volgere a proprio favore le stesse caratteristiche di quella situazione, allo scopo di preservare il bene della propria interiorità.
Sia come sia, che impari a cavalcare la tigre, oppure che si abitui ad assecondare la corrente, il risvegliato ha la piena consapevolezza di non essere un superuomo e di non poter modificare, egli solo, una determinata situazione, diffusa nella società in cui egli si trova a vivere; e, inoltre, che non sarebbe saggio cercar di forzare l'evoluzione spirituale degli altri esseri umani, per le ragioni che abbiamo detto più sopra.

Che cosa dovrà fare, allora?

È molto semplice.
Primo, dovrà proseguire incessantemente a lavorare su se stesso: perché la propria evoluzione spirituale è un compito che non finisce mai, e che si rivela più impegnativo, mano a mano che una persona vi si addentra.
Secondo, offrire - nella misura delle sue possibilità - una diversa prospettiva a coloro che gli stanno intorno e che gli sembrano aperti ad un cambiamento, ma senza illudersi di vederli cambiare dall'oggi al domani e senza attendersi gratitudine, né amicizia; ma, al contrario, mettendo in conto un certo grado di incomprensione, se non addirittura di aperta ostilità.

In ogni caso, egli sa che le cose accadono quando è giunto il tempo in cui devono accadere: non un minuto prima, né un minuto dopo.
In ciò consiste l'armonia del tutto: che ogni cosa è come deve essere; e che quelle cose, le quali ci appaiono negative, in realtà sono tali solo nella misura in cui noi non siamo in grado di farne una occasione di crescita e di perfezionamento.
In altre parole, la disarmonia è in noi, non nel creato; è nostra la responsabilità di non essere abbastanza evoluti da gestire in maniera responsabile e proficua le occasioni che la vita ci offre, per quanto esse possano presentarsi, talvolta, nella rude veste di eventi dolorosi.

Il risvegliato, pertanto, è colui che, ad un certo punto, decide di cogliere le occasioni che la vita gli offre per riprendere possesso di sé, per tornare ad essere il vero protagonista del proprio volere e del proprio agire. È colui che decide di non dare più ad altri la delega in bianco di ciò che lo riguarda in prima persona; di ascoltare i segni e di imparare a riconoscere gli avvertimenti.

Il mondo è pieno di segni, la vita è piena di avvertimenti. Si può dire che non vi è persona, situazione o evento che noi incontriamo nel nostro cammino terreno, che non costituiscano altrettanti segni, indicazioni, suggerimenti o stimoli.

Tutto ci parla, se siamo disposti ad ascoltare; ma, naturalmente, per saper fare questo, bisogna prima imparare a fare silenzio. Troppi rumori inutili, fuori e dentro di noi, ci impediscono di udire l'essenziale; la cacofonia dei rumori inutili e disarmonici ci impedisce di udire e di godere del magnifico concerto dell'Essere.

Finché continuiamo a dormire, i nostri orecchi sono chiusi all'armonia dell'Essere e i nostri occhi sono chiusi al suo splendore.

Impariamo ad aprire occhi e orecchi, cominciamo a destarci: ce n'è, di giorno, che ancora deve sorgere, per noi che siamo immersi nel sonno.

L'unica luce del giorno è quella che ci trova ben desti, pronti e desiderosi di accoglierla in noi.

www.ariannaeditrice.it

Riusciremo a vedere il Mondo Nuovo?

ecstasy_alex grey

Vediamo costantemente la realtà muoversi, e tutto questo lo chiamiamo "tempo", il quale è misurato prendendo come riferimento una condizione stabile che chiamiamo "spazio". Qualcuno potrebbe addirittura affermare che ciò che differenzia il tempo dal "non tempo" è il cambiamento, il fatto che tutto cambia condizione di esistenza, non rimanendo mai fermo e uguale a se stesso. Studiosi come David Wilcock e Nassim Haramein - sulla scorta di ricerche compiute da scienziati poco noti - vedono una accelerazione dei processi di cambiamento, in tal senso i quali culmineranno nel prossimo futuro (non necessariamente proprio il 21 dicembre 2012!) in un PUNTO ZERO, un RIBALTAMENTO DI PERCEZIONE.
Il tempo, anzichè lo spazio, diventerà il riferimento stabile nei confronti di cui si misurerà il mutamento. Insomma, per dirla con una metafora,"l'orologio non misurerà più il tempo ma lo spazio".
Il PUNTO ZERO coinciderà con un indebolimento generale della griglia magnetica terrestre, secondo Gregg Braden, portando anche a un ribaltamento di polarità magnetica del pianeta, uno scambio di poli (il nord al posto del sud e viceversa).

timpespace

La "vecchia energia" (elettricità, petrolio, carbon coke, nucleare forte) collasserà, si spera nel modo meno violento possibile. E' questo il suo destino. Essa può culminare in GUERRE DISTRUTTIVE per l'accaparramento delle fonti energetiche residue da parte delle maggiori potenze economiche planetarie, oppure sfociare in una PRESA DI COSCIENZA collettiva, definitiva, di come nel mondo vi siano alcune, chiamiamole, "forze ultrareazionarie" - e intrinsecamente antidemocratiche (nel cuore dell' "occidente democratico"!) - le quali intendono proseguire nello schiavizzare l'essere umano per delle finalità non ben chiarite ma che - secondo diverse fonti - avrebbero l'obiettivo di staccare in maniera definitiva il pianeta Terra dai flussi di vita extraterrestri, in modo da ultimare la "Grande Opera Dei Secoli", il "Novus Ordo Seclorum" con un Unico Centro Di Potere Globale, per farlo diventare una prigione cosmica in cui i prigionieri non si rendono conto di esserlo, ma credono di essere liberi.
Non è una prospettiva allettante.
Stiamo vivendo, insomma, la fine di un momento di forte transizione molto delicata e pericolosa, e dobbiamo stare con gli occhi bene aperti.
Una volta passato il pericolo - se riusciremo a sopravvivere a questa grave crisi - vivremo in una realtà molto migliore di quella attuale, i cui infiniti problemi sono spesso, artatamente, creati per mantenere gli esseri umani a un basso livello di coscienza, dominato dalla paura e da desideri più che altro indotti dal condizionamento imposto attraverso i mass media.

Nella realtà post-singolarità (non vogliamo, in questo caso, chiamarla "singolarità tecnologica" ma semplicemente "singolarità"), esaurita la Storia, che ha come riferimento la stabilità dello spazio nei confronti del quale il tempo scorre, sarà (come si è detto prima) lo spazio a scorrere in riferimento alla stabilità del tempo, vi sarà una Rete di Coscienza - al di là del mondo digitale - attraverso cui forse cammineremo tra le interiorità umane connesse tra loro.
E' probabile che i contenuti presenti nell'attuale cyberspazio si potranno riversare in questo nuovo spazio che collegherà le menti tra loro (ciò che abbiamo chiamato Web n.0.) L'attuale infrastruttura di Internet funziona attraverso la "vecchia energia", la quale sarà inglobata nella nuova, nel passaggio dall' "era dell'elettricità" all' "era del magnetismo", quella che sfrutterà energeticamente la stessa griglia elettromagnetica che mantiene i ritmi del nostro pianeta. Questa griglia sarà legata al "Campo di possibilità" studiato dalla meccanica quantistica, e permetterà di essere RICONOSCIUTI dal Web n.0., grazie al determinato "profilo utente" di ognuno, il quale consisterà nell'assetto psichico e mentale che SCEGLIAMO DI AVERE. Questo assetto psichico e mentale attira dal "Campo" determinate informazioni e possibilità, le quali entrano in risonanza con quel preciso "profilo utente".
Il graduale abbandono di un'alimentazione sbagliata (frutto anche della violenza nei confronti degli animali e della natura in genere) permetterà il riattivarsi di capacità sensoriali assopite, soprattutto a livello della ghiandola pineale, organo del corpo umano situato nel centro esatto del cranio, difficilmente considerato dalla medicina ufficiale, che - secondo Gregg Braden - è sensibile ai cambiamenti magnetici della biosfera terrestre, e ai ritmi del tempo-spazio, i quali (nella nostra attuale dimensione di vita) sono percepibili più che altro durante i sogni, in modo distorto.
Nel mondo post-singolarità, i messaggi provenienti dall'inconscio diverranno più chiari e determinanti, e potranno essere utilizzati per fini pratici immediati.
Riusciremo a vivere in questa realtà nuova?

fonte

L'altro lato del buco nero

Lunedì scorso, verso le 19, mi trovavo su un volo Easyjet da Napoli a Venezia. Avendo avuto la fortuna di trovare posto accanto al finestrino, ho sfruttato l’occasione per osservare con la massima attenzione il cielo durante la porzione in quota del viaggio, allo scopo di valutare l’impatto della pesantissima, criminale attività di aerosol che avevo già notato sin dal giorno prima.

Ciò che ho visto è andato al di là delle mie peggiori aspettative. Ho persino difficoltà a descriverlo. Lassù, complice anche il sole al tramonto, mi sono trovato in un ambiente spettrale, talmente saturo da chissà quali schifezze particolate, che le “nuvole” intorno al velivolo, attraversate dai raggi solari, riflettevano sinistre iridescenze, mentre sopra di noi occasionalmente incrociava qualche tanker intento a dare il suo contributo personale a quello scempio. Una delle cose che mi ha maggiormente colpito è la scarsa visibilità, dovuta a questa innaturale foschia che ormai pare diventata la norma, in cielo e a terra. Per tutto il viaggio mi sono domandato che cosa mai sarebbe saltato fuori da un’eventuale analisi di campioni di quella atmosfera. Davvero nulla di buono, di questo sono assolutamente certo.

Non so se avete notato anche voi, ma l’accelerazione e la piega che hanno preso gli eventi è davvero impressionante: il Sistema, nella sua totalità e complessità, sta collassando ad una velocità esponenziale. Il sistema economico. Il sistema politico. Il sistema religioso. Il sistema sociale. Il sistema ambientale.
La tragedia petrolifera del Golfo del Messico si rivelerà senza dubbio la più immane catastrofe ecologica che la storia ricordi. Io penso che sarà anche l’ultima. Penso che le dimensioni di questo disastro saranno di proporzioni tali da innescare una riflessione profonda e un tardivo ripensamento del nostro attuale modello di società. Forse questo evento si rivelerà la classica ultima pagliuzza che spezzerà la schiena del perverso cammello dell’industria energetica e della relativa economia, perché un conto è una superpetroliera come la Exxon Valdez che devasta un intero ecosistema in una regione remota dell’Alaska, ben altro è quando un evento analogo si verifica in un’area vitale come il Golfo del Messico, andando a colpire numerosi stati e milioni e milioni di cittadini del paese che più di ogni altro ha favorito e spinto per lo sviluppo di un’economia basata sul petrolio, col suo corollario di inquinamento e di morti, diretti e indiretti. Sembra quasi la manifestazione karmica del lento ma inesorabile ritorno di quanto si è seminato.
"Quando avrete abbattuto l'ultimo albero, quando avrete pescato l'ultimo pesce, quando avrete inquinato l'ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.”
Toro Seduto
L’aspetto davvero preoccupante della questione è l’improvviso e concomitante innalzamento della tensione fra Iran e paesi occidentali, con gli USA in prima fila ad alzare i toni delle minacce evocando addirittura l’uso della flotta stazionata nel Golfo Persico. Quale miglior modo per distrarre l’attenzione dall’immane disastro che si sta verificando in casa propria se non quello di provocarne un altro addirittura maggiore in qualche altra parte del mondo? E mentre si affilano le armi, niente di meglio che seminare il panico col solito, provvidenziale, ridicolo, fallito attentato terroristico, naturalmente a New York, città simbolo del sacrificio nella guerra al Terrore…

C’è un disegno che illustra magnificamente la situazione. Il testo recita più o meno: “accomodatevi pure, tanto lo fanno tutti.”

subgenius

In attesa che il mondo si converta alla free-energy e a un nuovo modello economico e sociale, vi annuncio che insieme a Nikola Duper, brillante divulgatore nonché uno dei migliori amici che mi capiti di frequentare su questo pianeta afflitto, stiamo lavorando a un format video che posteremo periodicamente in rete, con l’intento di mettere in comune il nostro lavoro informativo aggiungendoci le reciproche riflessioni, condite da quel sano, inguaribile buonumore che ci contraddistingue.
Attenti a quei due...

fonte : http://www.nexusedizioni.it