domenica 12 dicembre 2010

I BENEFICIARI DEI PRESTITI DELLA MICROFINANZA COSTRETTI AL SUICIDIO


DI DEVINDER SHARMA
devinder-sharma.blogspot.com

L’ Alta Corte di Allahabad ha definito ieri [il 9 novembre, ndt] il tasso d’interesse del 10% fatto pagare ai contadini inadempienti nello stato indiano dell’Uttar Pradesh come una “crudeltà” e l’ha paragonato al caso di “una persona moribonda che viene intanto fisicamente picchiata”. Questa notizia arriva dopo che la nota SKS Microfinance [il maggior istituto indiano di microfinanza, ndt] ha abbassato il suo tasso d’interesse dal 24,55 al 24%. Questa è la seconda volta nel mese che, dopo grande scandalo, la SKS ha ridotto il proprio tasso d’interesse ufficiale.

Mi chiedo: come può il 10% d’interesse addebitato ad un contadino diventare una “crudeltà”, e il 24% addebitato a sua moglie in nome della microfinanza andare sotto la categoria di aiuto umanitario?


Risulta abbastanza ovvio che la microfinanza sia destinata a sfruttare i poveri e a succhiare ogni goccia del loro sangue a quei poveri disgraziati. E Vijay Mahajan, Amministratore delegato dell’altrettanto grande società di prestiti Basix, ha anche il coraggio di dire: “è necessario uno studio sui suicidi da parte di scienziati sociali indipendenti. Se verrà appurato che i suicidi sono dovuti alle attività degli MFI[1] , risarciremo le famiglie, e i dipendenti che hanno commesso errori verranno puniti.

Perché solo i dipendenti che hanno commesso errori? Perché non lei, signor Vijay Mahajan?

Tutto questo mi ricorda anche ciò che gli apatici funzionari di governo dicono invariabilmente quando escono fuori cronache sulle morti per fame. Ogni volta ricordo che loro contestano le cronache dicendo che queste morti non sono dovute alla fame, ma a qualche malattia cronica. Vijay Mahajan non è diverso. 



Un servizo di TV5 News uno dei canali d’informazione che ha fatto una campagna mediatica contro il Micricredito nello stato del Andhra Pradesh in particolare contro la SKS una delle più importanti società di Microfinanza in India


Il Business Standard (10 novembre 2010) cita K. Venkatanarayana dell’Università Kakatiya, che ha studiato il settore degli MFI ad Andra Pradesh. Dice che i beneficiari dei prestiti vengono costretti al suicidio. “Durante le sessioni di formazione, gli MFI dicono che il risarcimento del prestito verrà derogato nel caso in cui la persona che ne ha usufruito muoia. Tutto questo potrebbe aver agito in una maniera negativa” spiega.

Non avevo ragione? Gli MFI sono progettati per uccidere. E in più, gli assassini girano liberi. Perché il governo di Andhra Pradesh non sta compilando i FIR[2] contro di loro? Date solo un’occhiata ai quattro casi studiati inseriti qui sotto. Perché queste vedove non dovrebbero avere giustizia? Perché gli MFI responsabili delle morti dei loro cari non dovrebbero essere incolpati di omicidio?

Intanto, ecco qui il reportage del Business Standard:

I SUICIDI DI ANDRA PRADESH SOLLEVANO QUESTIONI SUL MODELLO MFI

Warangal, 10 novembre

Il divieto di prestiti multipli, una maggiore trasparenza e taglio dei tassi di interesse. Solo quello può salvare il settore, dicono gli attivisti.

Non appena i palazzoni di Hyderabad si smorzano, una flora verdeggiante ed una brezza fresca li sostituiscono. È mattina presto, viaggiamo attraversando il bel terreno sulla via per Warangal. Una volta lì, tuttavia, la natura non è di conforto.

Una calma assordante ci accoglie a Venkatadripet, vicino alla stazione Ghanpur. Nei due mesi scorsi, diversi residenti di questo piccolo villaggio si sono scontrati con i presunti metodi coercitivi degli istituti di microfinanza (MFI) per inadempienze di pagamenti. Il loro unico ricorso: dargli le loro stesse vite.

Con il numero crescente delle morti, il governo alla fine doveva intervenire. Ma le strazianti storie dei familiari delle vittime aleggiano ancora nell’aria. Il distretto di Warangal è quello più duramente colpito, con 17 suicidi riportati nella sola zona. Le fonti parlano di 57 casi problematici, suicidi inclusi, ad Andra Pradesh.

R Subrahmanyam, segretario allo sviluppo rurale di Andhra Pradesh, parla senza mezzi termini: dice che gli MFI stanno intascando profitti altissimi a spese della povera gente. “Gli MFI stanno inoltre ricorrendo a prestiti multipli senza essere guidati dalla dovuta attenzione”

K Venkatanarayana dell’Università Kakatiya, che ha studiato da vicino il settore degli MFI nello stato, dice che i beneficiari di prestiti vengono costretti al suicidio. Durante le sessioni di formazione, gli MFI dicono che il risarcimento del prestito verrà derogato nel caso in cui la persona che ne ha usufruito muoia” spiega.

Gli MFI addebitano un tasso d’interesse che va dal 26 al 32%. “Esorbitante” dice Venkatanarayana. “Gli MFI hanno deviato dal percorso di aiuto ai poveri. Hanno semplicemente spinto i poveri in una trappola di debiti, fatta di prestiti multipli e prestiti che vanno oltre la capacità dei beneficiari. Ci sono diversi MFI che operano nella stessa zona e agiscono nella responsabilità legale della società. Il modello è basato sul puro profitto”

Tuttavia, gli MFI respingono le accuse di usura, dichiarando che gli interessi sui prestiti includono il costo di ritrovamento dei clienti in zone remote, la necessità di valutare e selezionare i meritevoli di credito, il pagamento dei soldi e la raccolta dei rimborsi per oltre 50 settimane, l’amministrazione e la raccolta fondi. “Le banche non vanno sull’uscio di casa a offrire prestiti. Noi garantiamo che un beneficiario non perda un singolo giorno di guadagni” dice P Kishore Kumar, Amministratore delegato della Trident Micfrofinance, aggiungendo che nel tasso d’interesse è inclusa la copertura assicurativa. Ci sono circa cento MFI che operano ad Andra Pradesh, e tra queste solo diciotto sono registrate, aggiunge.
Venkatanarayana incolpa le banche commerciali della confusione creata dagli MFI. Le banche non vogliono investire nella povertà rurale. Aiutare i poveri vuol dire investire in infrastrutture, forza lavoro e altre attività, cosa che non sono disposti a fare.

Kishore Kumar dice che ora gli stessi prestasoldi stanno chiamando gli MFI. “È la ragione per cui noi abbiamo iniziato a prendere misure correttive. La rete degli istituti di microfinanza (MFIN), ente industriale, è stata formata con questo proposito”

Per indirizzare gli affari il governo di Andra Pradesh ha emesso il 15 ottobre un’ordinanza per proteggere i beneficiari dallo sfruttamento perpetrato dagli MFI. Ma il danno non è già fatto?
Il network degli MFI, nonostante sia d’accordo che ci può essere stata qualche aberrazione, ribatte che l’ordinanza si ripercuoterà sui piani di integrazione finanziaria del governo. “È necessario uno studio sui suicidi da parte di scienziati sociali indipendenti. Se viene appurato che i suicidi sono dovuti alle attività degli MFI, risarciremo le famiglie e puniremo i dipendenti che hanno sbagliato. Se richiesto, ci saranno MFI che verranno espulsi dal network, dice Vijay Mahajan, fondatore del Basic e CEO del MFIN.
Il divieto di prestiti multipli, una maggiore trasparenza, il taglio dei tassi di interesse, e il monitoraggio dell’uso finale dei prestiti. Questi sono alcuni dei passi da introdurre per salvare il settore MFI e renderlo di successo, dicono gli attivisti. Ma tutto ciò non si sarebbe dovuto fare prima che gli MFI iniziassero ad operare? Le morti di Warangal sono un’ampia risposta a questa domanda.

CASO 1: RANJITHA

Tutti conoscevano K. Ramesh. Sua moglie Ranjitha ha preso in prestito 10,000 rupie da Spandana, un MFI, per comprare un bufalo. La famiglia ha pagato 15 rate settimanali da 225 rupie ciascuna. Ma poi non ce l’ha più fatta con i risarcimenti. Faceva parte di un gruppo di paesani che avevano preso un prestito. La prima volta che non ha pagato, gli altri membri del gruppo hanno fatto cassa comune e hanno pagato la sua rata. Ma poco dopo insistevano con Ramesh perché pagasse il dovuto. Anche gli agenti di Spandana hanno iniziato a braccarli. Ranjitha si è cosparsa di kerosene e si è data fuoco. Il giorno seguente Ramesh si è impiccato. Ranjitha è stata ricoverata in ospedale con ustioni, ma è sopravvissuta. “Se prendi in prestito in gruppo, devi ripagare in gruppo. Questo era il diktat” ha detto.

CASO 2: KAUSAR

La ventiduenne Kausar, residente a Warangal, sta cedendo. Ha un figlio di due anni e un prestito di 10,000 rupie da ripagare. Ha pagato 25 rate in tempo. Ma poi il suo bambino è rimasto vittima di un incidente e i soldi sono stati spesi per le cure. Ha chiesto in prestito altri 12,000 rupie da Swayamkrushi e ne ha presi altri 12,000 attraverso un amico. Con le spese mediche che aumentavano si è ritrovata incapace di ripagare. Membri del gruppo la minacciavano rimanendo davanti casa sua. Questo ha portato Akbar, suo marito, a fare un passo estremo: il suicidio. La copertura assicurativa si sarebbe occupata dei prestiti di Kausar, ma lei deve ancora ripagare il prestito preso per conto del suo amico.

CASE 3: ALIYA

“Gli MFI non fanno controlli incrociati se un prestito viene usato per un scopo preciso” dice Suresh, un amico di Baskaa Aliya del villaggio di Kadapikonda, vicino Kazipet. Aliya si è suicidato per essere stato incapace di rimborsare un MFI. Sua moglie Hyma ha preso in prestito 40,000 rupie da Sharemoolah e Spandana. Suresh paga 625 rupie a settimana per le 26.000 rupie che sua moglie ha preso in prestito. Gli agenti evidenziano le logorroiche procedure che le banche seguono per autorizzare i prestiti. Questo impedisce ai poveri di avvicinarvisi. Credono anche che ricevere un prestito dalle banche è un affare troppo difficile per tipi come Aliya ed è la ragione principale per cui lo schema Paavala Vaddi del governo di Andhra (prestiti al 25% di interessi) non viene utilizzato

CASO 4: RAMA

I prestiti multipli hanno rovinato la vita di Rama. Sua figlia Mownika, un’adolescente, si è data fuoco dopo che chi le aveva prestato il denaro si è ripreso la sua macchina da cucire. È morta per le ferite riportate. Anche suo padre ha sofferto ustioni nel tentativo di salvarla. Rama, residente a Karimabad, ha preso prestiti da cinque MFI diversi. La famiglia deve ancora restituire 100,000 rupie, inclusi 50,000 a Pragati. Erano soliti pagare 5,300 rupie ogni mese ma tre mesi fa sono iniziate le inadempienze. “Gli agenti ci dicevano di vendere la casa per ripagare”, ha affermato. Rama aveva preso un prestito per espandere i suoi affari. Suo marito gestisce un paan shop [una sorta bazar, ndt]. Dopo esser caduta nella trappola dei debiti, finì col chiederne di nuovi per ripagare quelli vecchi.

Devinder Sharma
Fonte: http://devinder-sharma.blogspot.com
Link: http://devinder-sharma.blogspot.com/search?updated-max=2010-11-11T09%3A56%3A00%2B05%3A30&max-results=7
19.11.2010

Traduzione per www.comedinchisciotte.org a cura di FEDERICO IOCCA

NdT

[1] [Gli MFI (Micro Finance Istitution) sono gli istituti di microfinanza, ndt]
[2] [I FIR (First Information Report) sono documenti che la polizia indiana compila quando quest’ultima riceve informazioni su un presunto reato. Sulla base dei FIR si inizia ad investigare. Ndt]

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