domenica 12 dicembre 2010

Profughi eritrei: la tragedia continua

Salgono così a otto le vittime di questa interminabile tragedia. Ci sarebbero molte altre persone in fin di vita, comprese donne incinta e bambini. Le percosse sono quotidiane. Da qualche giorno viene negata loro l'acqua e molti sono costretti a bere la propria urina.  Altre persone sono sparite dal gruppo e forse portate via per essere sottoposte all'espianto di organi, per pagare il riscatto. 

(fonte foto: Fulvio Scaglione

articolo: Repubblica  

di Carlo Ciavoni


ROMA -  Sono stati uccisi due diaconi ortodossi che erano tra i 250 eritrei, tenuti in catena dai trafficanti di esseri umani nel deserto del Sinai egiziano dal 20 novembre scorso. Diventano così otto le vittime di questa lunga tragedia che si sta consumando in territorio egiziano a pochi chilometri dal confine israeliano. Altri sei sono stati eliminati dai trafficanti nelle scorse settimane. I carcerieri hanno ammazzato i due religiosi di fronte a tutti gli altri, accusati di aver lanciato l'allarme. E' quanto riferisce padre Moses Zerai, direttore dell'agenzia eritrea Habeshia, che tiene clandestinamente i contatti con i profughi attraverso i cellulari che gli stessi sequestratori mettono a disposizione delle loro vittime affinché chiamino chiunque, parenti oppure organizzazioni umanitarie, sia in grado di mandare loro il denaro per pagare il riscatto: 8000 dollari.


Secondo quanto raccolto dal sacerdote, ci sarebbero anche molte altre persone in fin di vita tra quelle sequestrate, comprese donne incinta e bambini. Le loro condizioni sono gravissime per le percosse subite  oggi pomeriggio. Oltre tutto, da qualche giorno viene negata loro l'acqua, al punto che molti sono costretti a bere la propria urina. Si ha notizia, infine, del trasferimento di altre persone, sparite dal gruppo e molto probabilmente portate da qualche parte per essere sottoposte all'espianto di organi, per pagare il riscatto.
La situazione è dunque decisamente e precipitata. "Non si possono più aspettare i tempi delle diplomazie
- ha detto padre Zerai - perché la gente sta morendo anche a causa della fame e della sete. Di fronte a questa autentica barbarie, chiediamo che la comunità internazionale condanni tutto ciò, e richiami il governo egiziano ad intervenire con decisione per sottrarre queste vite umane dalle mani dei trafficanti e il loro complici in quella regione del Sinai".

Proprio ieri, una lettera di numerosi parlamentari italiani è stata inciata alla Comunità Europea affinché prendesse atto delle responsabilità del governo egiziano, che sicuramente esistono, il quale proprio ieri ha però replicato - in verità con qualche ragione - che le responsabilità originarie di questa drammatica situazione risiedono nei governi che si affacciano sul Mediterraneo e che hanno adottato politiche estremamente e indiscriminatamente restrittive, impedendo ai richiedenti asilo politico anche solo di arrivare da qualche parte per dimostrare di aver diritto a quello status.

2 commenti:

  1. L'Egitto è troppo impegnato a catturare lo squalo di Sharm per occuparsi di quei poveracci

    Il dramma dei profughi eritrei sequestrati nel Sinai. La coscienza sporca dell'Occidente

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  2. @ Storico-

    Già...i profughi eritrei sono, semplicemente, inutili. Non portano dollari, non hanno voce...non contano...possono essere tranquillamente perduti, dimenticati...non sposteranno nulla...mentre i loro organi possono rendere, certo contano agli occhi degli operatori turistici molto meno del "pericolo squalo"...

    Inaudito...

    Namastè

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