mercoledì 10 agosto 2011

Facciamo come l’Islanda: niente tagli, banchieri in galera

tratto da: Libre
fonte: Tiscali.it

di Massimo Ragnedda
Non sono un economista e faccio fatica a districarmi in questa marea di informazioni e dati che tutto dicono e nulla spiegano. Quando gli economisti e i mass media parlano della crisi sembrano parlare in codice per non farci capire. I mass media hanno il dovere di informarci, ma non lo fanno. So tutto dell’omicidio di Avetrana, della casa di Cogne, del delitto di via Poma, della strage di Erba, eccetera, e non so i nomi degli speculatori, chi comanda il Fondo Monetario Internazionale, cosa sono le agenzie di rating e soprattutto cosa guadagnano le banche centrali e da chi sono governate. Voglio i nomi e voglio conoscere i meccanismi, e voglio che siate voi economisti a spiegarcelo.
Per esempio mi piacerebbe che spiegaste questo ai cittadini. La crisi finanziaria non è un fatto inevitabile e in balia delle forze irrazionali della natura; non è un terremoto o un’eruzione vulcanica: non è, insomma, un evento geologico, ma un evento previsto e prevedibile. Mi chiedo e vi chiedo: qualcuno ci guadagna da questa crisi? E se sì, chi? E poi: se qualcuno ci guadagna, non potrebbe essere lui il responsabile creando ad hoc la crisi per specularci?


Cari economisti dovete dirci chi ci guadagna. Chi? Sappiamo chi ci perde, ovvero le classi sociali povere che sono costrette a pagare il debito in due modi: direttamente con l'aumento delle imposte e indirettamente con il taglio del welfare state e dei servizi che lo stato eroga ai cittadini. I giornali e i telegiornali parlano di crisi finanziaria, di attacco degli speculatori, di spread, di Bot e Cct, di Nasdaq, ma non spiegano niente. Sappiamo solo che la crisi la pagano i poveri. Questa è l'unica certezza.

L’Irish Independent lo scorso 6 luglio titolava: “IMF and EU to make €9bn profit on bailout”, ovvero “L'Fmi e l'Ue guadagneranno 9 miliardi di euro dal bailout”. Quindi qualcuno ci guadagna dalla crisi. Mi piacerebbe che i principali media di informazione e gli economisti ci spiegassero questo: questi 9 miliardi di euro, per dirla bruscamente, a chi finiscono in tasca? A me, da profano, pare che questo "aiuto internazionale" all'Irlanda in realtà sia una forma di guadagno per le banche centrali e si traduce in: ulteriori tagli per 4 miliardi di euro dal bilancio del governo, che ricadranno sui servizi offerti ai ceti più poveri. Ma non solo: mi sembra un modo per trasferire ricchezza dal ceto basso a quello alto, un Robin Hood al contrario.

Ad essere malizioso e a farla semplice si potrebbe dire: quando lo stato sta “fallendo” (chi lo fa fallire? Perché?) intervengono gli organismi internazionali che gli “prestano” i soldi ad un tasso di interesse altissimo, e chiedono in cambio, oltre alla restituzione dell’aiuto maggiorato da un tasso di interesse altissimo, “riforme”, un eufemismo per dire: riduzione dei servizi pubblici che lo stato offre ai cittadini (scuole e ospedali ad esempio); taglio dei diritti dei lavoratori, per permettere alle aziende di essere più competitive; e privatizzazione, ovvero vendita ai privati delle aziende “produttive” dello stato (quelle in debito ovviamente non interessano).

Non sono un economista dicevo: allora cari economisti spiegatecelo voi come funziona. E parlateci anche del caso islandese. La faccio breve per ragioni di spazio: nel 2008, con la crisi dei mercati finanziari, falliscono le principali banche islandesi e la corona islandese perse l’85% nei confronti dell’Euro. L’Islanda stava fallendo. A questo punto arriva la soluzione (come quella proposta alla Grecia e all’Irlanda e che può essere proposta al Portogallo, alla Spagna e chissà forse anche all’Italia). L’unione Europea e il Fondo Monetario Internazionale pensano bene che il debito creato dagli speculatori e dai banchieri dovesse essere pagato dai cittadini e il governo islandese accetta. Il governo, che dovrebbe rappresentare e tutelare i cittadini, ha proposto a loro il pagamento di 3 miliardi e mezzo di euro in 15 anni con un tasso di interesse del 5,5 %. Detto in soldini (mi scusino gli economisti per i termini non tecnici, ma questo mi pare il modo migliore di spiegare la cosa): ogni famiglia islandese avrebbe dovuto pagare 100 euro al mese per 15 anni.

Gli scontri in Grecia, per intenderci, si sono verificati per questi motivi: hanno obbligato i cittadini greci a pagare il debito, tagliando i loro stipendi (in alcuni casi anche del 25%), tagliando i servizi, privatizzando le aziende dello stato, licenziando i lavoratori, eccetera. Ovvero hanno preso dai poveri per dare ai ricchi. E l’Islanda invece come ha reagito? O meglio, il popolo islandese come ha reagito? Il diffuso malcontento popolare si è tradotto in manifestazioni pacifiche con slogan come “salviamo il paese, non le banche” e “no al capitalismo strozzino” che hanno portato alle dimissioni dell’allora governo in carica e a indire un referendum consultivo popolare. A marzo del 2011 il 93% dei cittadini islandesi ha detto no al pagamento del debito. Ma non solo: sono stati emessi i primi mandati di arresto per diversi banchieri e membri dell’esecutivo.

Certo il caso islandese è unico e forse non ripetibile, ma perché non ne parlate mai? Quando provate a spiegare la crisi, mai un accenno a quanto successo in Islanda. Perché? Se loro non si fossero ribellati, anche pacificamente, il debito l'avrebbero pagato i cittadini, mentre i banchieri sarebbero stati liberi e più ricchi. Invece è andata diversamente: la crisi non la pagano i poveri cittadini e i responsabili sono stati puniti. E in Italia e nel resto del mondo che succede? Cari economisti spiegateci che succede: chi sono i responsabili della crisi? Chi ci guadagna? È inutile dirmi che la borsa perde il 2,35% o che il Nasdaq scende del 2% e che lo spread si allarga, perché così non mi state spiegando un bel niente. Vogliamo i nomi dei responsabili della crisi e perché la crisi dovremmo pagarla noi. E poi spiegateci: possiamo fare come l’Islanda?

fonte: http://notizie.tiscali.it/opinioni/Ragnedda/1749/articoli/Cari-economisti-spiegateci-la-crisi-Chi-l-ha-creata-e-chi-ci-guadagna.html
tratto da: http://www.libreidee.org/2011/08/facciamo-come-lislanda-niente-tagli-banchieri-in-galera/

22 commenti:

  1. Mi raccomando niente carceri italiane ma turche thai cinesi ecc.

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  2. ahahahaha...Ciao Zak!

    ^__^ Namastè

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  3. Grande Rosa, bello l'articolo che hai riportato! Anch'io davvero non ce la faccio più ad ascoltare tutte queste notizie! A sentire in continuazione di questa forte dipendenza che abbiamo all'economia, che pare sia l'unica cosa che interessi e che impone il pagamento delle speculazioni sbagliate ai più poveri!

    PS. L'Islanda, fra l'altro, è molto bella! Ci son stato 8 anni fa ed è stata una di quelle cose che ti resta per la vita!

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  4. Ciao Nico! Hai ragione, non se ne può più... di un potere arrogante e falsamente democatico che insiste nel rivalersi sui deboli per ogni suo fallimento.
    Solo l'apparenza è cambiata, nella sostanza siamo schiavi esattamente come un tempo. Il coraggio degli islandesi è senza confronti hanno sfidato le banche e tutta la lro struttura di potere ed hanno ribadito che il potere in democrazia risiede nel popolo, non a caso non ne parla nessuno. Un esempio da seguire...se solo ne fossimo capaci.
    Non ho ancora visto l'Islanda purtroppo, anche se mi piacerebbe tantissimo :-/

    Un abbraccio forte ^.^
    Namastè

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  5. Ti ringrazio per questo articolo - molto interessante ed esaustivo..
    ...Comunque si tratta nient'altro che di mafiosi, strozzini di lusso, che, se non fanno ammazzare le persone rovinano la loro vita, la nostra vita, al punto che alcuni si suicidano...Questo argomento mi interessa molto, anche su Officina in trasformazione,ho letto altre cose interessanti....
    Dobbiamo trovare un sistema di vita che ci permetta di fare a meno di queste sovrastrutture dannose e devastanti,rendendole ininfluenti sulla nostra esistenza...

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  6. Mi piacerebbe vederle tutti in galere speciali una novella alcatraz lontana, in mezzo all'oceano..... compresi i politici, ovviamente.Tutti

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  7. Ciao mr.Hyde, certamente la modificazione profonda del rapporto e dell'organizzazione sociale, quella che normalmente definiamo "cambiamento del paradigma", è l'unica strada...e solo ambiando anche a livello spirituale i rapporti tra la persone, potremo finalmente avere una società più giusta e basata sull'eguaglianza.
    Sicuramente questo non converrà e non sarà, nemmeno facilmente accettato dal potere e dai banchieri, che basano il loro strapotere sulla premessa della disegualglianza e delle differenze sociali.

    Un abbraccione ^^
    Namastè

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  8. Già I am, piacerebbe anche a me. Si meritano davvero, essere rinchiusi e dimenticati, buttando via la chiave.
    Però dovremmo prima garantirci di non averne altri uguali o addirittura peggiori al loro posto...

    Un abbraccio ^.^
    Namastè

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  9. Oh, perbacco, se sono d'accordo! Per il tipo di carcere opto, da umanitario, comunque per quelle di tipo scandinavo.

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  10. Ciao Adriano, mi associo ;-D

    Un abbraccio^^
    Namastè

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  11. Ogni due per tre parlo dell'Islanda ai miei amici: loro devono essere il nostro modello. Una rivoluzione pacifica, senza scontri e senza feriti che però ha buttato giù il sistema.

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  12. In tempo di crisi chi ne fa le spese è sempre il più povero in quanto il potere economico e anche politico è sempre nelle mani dei ricchi, finanzieri, imprenditori, banchieri... E si parla di democrazia... di libertà? I ricchi più hanno più vogliono e per questo consolidano le loro ricchezze nonchè potere scaricando tutto il peso della pseudo-crisi (pseudo perchè dovrebbe toccare anche loro... ma così non è) sulle spalle di chi deve vivere alla giornata.
    Per me... è un reato da ergastolo!
    Ciao, rosa.
    Mary

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  13. È vero Paòlo, gli islandesi hanno riacceso la speranza e dimostrato che esiste la democrazia diretta...e che può essere attuata!

    Un abbraccio ^_^
    Namastè

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  14. È così Mary, da sempre i ricchi ed i potenti hanno fatto pagare agli ultimi i loro errori ed i loro piaceri. L'essere umano sembra non volere migliorare e ricerca costantemente il proprio lato peggiore.
    Questo meccanismo di prevaricazione è uno dei suoi aspetti mostruosi.
    Sono d'accordo è un grave reato...!

    Una serata buona Mary, ti abbraccio ^.^
    Namastè

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  15. Concordo, bello l'articolo e bella la vicenda islandese. Direi che il problema è di libertà; tutti sappiamo che il sistema così come è non va più, ma è dagli anni '80, che i cosiddetti grandi (o grandi cosiddetti?), propinano le stesse ricette economiche fallimentari: tagli, privatizzazioni, meno tasse ai ricchi (e meno soldi ai poveri fermando i salari/stipendi, in pensione sempre più avanti ...nel mondo del lavoro i giovani mai, se non con paghe da fame), guerre, guerre, guerre ...anche enunciando queste verità, loro continuano in questa assurdità del deficit statale che va fermato tagliando lo stato sociale (dopo la caduta di quel Muro, non si sono più fermati, anzi, come una slavina ci stanno facendo precipitare a valle). Buona notte.

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  16. Rosa, come vedo e come leggo in giro fra le persone "comuni" non c'è nessuno (a parte qualche economista, qualche banchiere e qualche demente) che la pensi diversamente da quell'articolo. Questo mi fa pensare che siamo come dei carcerati in attesa di libertà, ma fintanto i governi continueranno a legare la libertà al debito pubblico ed al sistema economico vigente, resteremo prigionieri di generazione in generazione.
    Un abbraccione!

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  17. Ho saputo della "rivoluzione islandese" solo la settimana scorsa, è davvero singolare (o forse neanche troppo) che non ci sia stata una sola parola su questa vicenda sui media italiani - e siccome do spesso un'occhiata anche a quelli internazionali ti assiucuro che pure lì non si sono spesi troppo.

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  18. Ciao Alligatore, la cosa più "preoccupante" è che questo avviene in una situazine di "consenso" ed avvolto nel bozzolo di quella che loro definiscono "democrazia".
    E' proprio qui la bellezza dell'intevento islandese, nessuna violenza, nessun eccesso. Solo volontà popolare e democrazia diretta, nessuna delelga in bianco.
    Sono intervenuti alla radice del problema...tutti dovremmo fare così ed il mondo sarebbe migliore.

    Un abbraccio ^_^
    Namastè

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  19. Ciao Ruhevoll, anche io ho questa impressione, solo mi chiedo, ma se la "gente" è d'accordo con lo spirito di questo articolo...cosa stiamo aspettando? Facciamo come hanno fatto loro, riprendiamoci la vita, invece di restare chiusi nelle nostre case "prigionieri", come tu giustamente fai notare ;-))

    Un abbraccione per te caro ^.^
    Namastè

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  20. Caro Antonio, perchè mai dovrebbero parlare di una ribellione pacifica e vincente contro lo strapotere delle banche, perchè mai dovrebbero insegnare ed indicare una strada diversa dai scrifici e dai tagli dello stato sociale...perchè mai il potere dovrebbe indicare la sua alternativa? Non lo faranno mai ovviamente!
    Meno male che la rete ed anche il coraggio di alcuni cronisti hanno portato sino a noi questa realtà...ma se ne parla ancora troppo poco :-(

    Un abbraccio ^_^
    Namastè

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  21. Ciao Rosa, complimenti ancora per gli interessanti articoli che posti ... ottimi spunti di riflessione. C'è però una cosa che mi infastidisce parecchio .... 15 anni fa circa mi ero già accorto che il sistema così concepito non era per niente giusto ma tutti mi dicevano che mi facevo troppi problemi e che il mondo era sempre andato così per cui dovevo pensare a godermela ... alla fine dovevo lasciar perdere dicendo che quando saremo alla fame si farà un'altra inutile rivoluzione dove con la condanna dei capi tutto sembrerà risolto e si potrà di nuovo vivere da egoisti e consumisti ... mi dispiace vedere che questa è la strada che stiamo tutti imboccando (magari in maniera pilotata e prevista dall'alto: vedere le carte degli illuminati) ... per me esiste solo un modo per cambiare: la via del perdono, della compassione e della collaborazione ... le vendette non portano altro che vendette.
    Un abbraccio.

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  22. @Anonimo, come sempre, grazie dei complimenti :-))

    Decisamente sì, sono convinta che le crisi siano sempre pre-costruite e pilotate dall'alto... e sono anche d'accordo con te che il perdono e la compassione siano l'unica arma del cambiamento.
    Però chi ha responsabilità gravi sul piano umano ne deve rispondere...forse la parentesi, per altro parzialmente scherzosa, del buttare via la chiave, può risultare eccessiva, ma ognuno di noi deve rispondere dei propri atti ed anche loro dovrebbero.
    Perdonati ed amati, certamente! Ma responsabili.
    Facciamo quindi in modo di togliere loro il potere, senza violenza e senza contrapposizione, come in Islanda, ma in modo definitivo o il mondo non migiorerà e non cambierà mai.

    Abbraccio ricambiato ^_^
    Namastè

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