L‘Apis mellifera possiede un sistema nervoso sviluppato, la capacità di provare dolore e un’intelligenza che le permette, ad esempio, di costruire celle basandosi sulla percezione dei campi gravitazionale e magnetico terrestri. Comunica mediante i suoni prodotti dalle vibrazioni delle ali, l’emissione di feromoni e un complesso linguaggio basato su danze, tramite il quale è in grado, fra le tante cose, di dirigere l’intera colonia verso il cibo specificandone qualità, distanza ed esatta locazione.
Capita spesso, a noi vegani, di essere interrogati sul perché non mangiamo il miele poiché, inspiegabilmente, questa nostra scelta viene interpretata come un’esagerazione molto più di altre.
Ci sono ovviamente svariate ragioni per cui un vegano non consuma miele, chiaramente perché la sua produzione implica sfruttamento e sofferenza delle api.
Proveremo a tracciare un elenco delle motivazioni, essendo il più sintetici e precisi allo stesso tempo.
Prima di uccidere questi animali, l’industria li sottopone a manipolazioni continue, regimi alimentari forzati e innaturali, inseminazione artificiale, trasporti spossanti e vivisezione.
Gli apicoltori non si limitano, come invece molti credono, a sottrarre alle api il miele prodotto in eccesso; al contrario, spesso si estrae tutto quello immagazzinato nel periodo estivo e si nutrono le colonie con sciroppo di zucchero per tutto l’inverno.
Questo non è un equivalente adeguato alla dieta naturale delle api, delle quali infatti abbassa la durata della vita esponendole a diverse malattie.
Per questo motivo, allo zucchero vengono spesso aggiunti antibiotici che espongono le colonie selvatiche ad un maggior rischio di contrarre le malattie stesse. In presenza di contagi per i quali non si conoscano trattamenti efficaci, gli apicoltori non esitano ad incendiare gli alveari.
Le pratiche di fumigazione eliminano la perdita dell’alveare: permettono, infatti, di avvelenare le api con il cianuro.
Altri apicoltori distruggono gli alveari prima che sopraggiunga l’inverno.
Per far abbandonare l’alveare, lo si può anche scuotere con forza o irrorarlo con potenti getti d’aria.
Durante queste operazioni è facile che le ali e le zampe delle api vengano irrimediabilmente danneggiate.
Per impedire alle regine di sciamare, vengono loro bloccate le ali.
Per estrarne più facilmente il miele, spesso si riscalda l’alveare. Le api, spinte dal calore, volano verso l’uscita dove vengono catturate in un cono metallico o in un bee escape. In mancanza di uscite, per eliminare le api fuggitive, si usa una griglia elettrica.
Quando due colone vengono mischiate la regina di quella più debole viene uccisa.
Uno dei più evidenti segnali della sofferenza implicita nell’allevamento delle api è la difesa dell’alveare che mettono in atto pungendo gli apicoltori. Questo avviene nonostante essi usino il fumo per farle calmare (previene agitazioni della colonia mascherando il feromone che le api rilasciano per dare l’allarme in situazioni di pericolo).
Per confinare le api lontano dall’area nella quale hanno raccolto il miele, si usano apposite trappole.
Nel processo di verifica delle condizioni dell’alveare e di estrazione del miele, anche il più attendo degli apicoltori non potrà fare a meno di calpestare e uccidere incidentalmente un buon numero di api.
Le regine vengono soppresse ogni due anni (in natura vivono fino a cinque), quando la loro capacità di deporre uova declina rendendone il mantenimento economicamente svantaggioso.
La loro inseminazione artificiale provoca la morte del maschio; il metodo più diffuso per ottenere lo sperma è infatti, consiste nella decapitazione di quest’ultimo (quando la testa viene staccata, il sistema nervoso centrale riceve un impulso elettrico che provoca eccitazione sessuale).
A volte testa e torace del maschio vengono schiacciati per provocare la fuoriuscita dell’endofallo. Lo sperma di diversi esemplari viene raccolto e l’inseminazione della regina, anestetizzata con ossido di carbonio, avviene all’interno di un apposito contenitore tubolare. Per aprire la vagina ed iniettarvi il seme, vengono utilizzati microscopici uncini.
I PRODOTTI DERIVANTI DALLO SFRUTTAMENTO DELLE API
I benefici dei prodotti derivanti dalle api non ne giustifica per noi lo sfruttamento: questi prodotti, infatti, sono tutti sostituibili con sostanze di origine non animale e dalla comprovata validità: sciroppo di riso, malto d’orzo, malto di sorgo, succhi concentrati di frutta, zucchero di canna non raffinato, zucchero di barbabietola, succo d’acero, sciroppo d’acero.
MIELE: il miele è il vomito dell’ape. Una volta ingoiato il nettare, essa lo rigetta e vi aggiunge enzimi mescolandolo con le proprie secrezioni digestive. La mistura viene poi rigurgitata per essere ulteriormente digerita da altre api. Non contiene sostanze nutritive rilevanti per l’alimentazione umana, di certo non contiene sostanze insostituibili. Si è provato più volte negli USA a dimostrare le capacità del miele di contrastare le allergie ma esso ha dimostrato un’efficiacia minima. Anche il tentativo di comprovare le sue presunte capacità terapeutiche è fallito e, al contrario, esistono delle consistenti ragioni per non consumarlo: le modalità dello sfruttamento delle api e i danni che può arrecare alla nostra salute. Il consumo di miele e pappa reale viene infatti sconsigliato a chi soffre d’asma o di allergie e ai bambini di età inferiore ai 12 mesi il cui sistema digestivo non è in grado di interagire con le spore batteriche potenzialmente presenti in esso o peggio, con la probabile contaminazione da botulino.
CERA: la secrezione con la quale le api costruiscono gli alveari. Viene usata dall’uomo nella produzione di cosmetici, farmaci, vernici, candele e alcuni tipi di carta.
VELENO: per raccoglierlo si stende una membrana elettrificata davanti all’alveare. Quando le api la toccano ne ricevono una scossa alla quale reagiscono pungendola e dunque morendo. Il veleno così raccolto viene commercializzato in virtù di non dimostrate doti curative.
POLLINE: può risultare più nutriente di altri cibi soltanto se ingerito in quantità pari a qualche chilo.
PAPPA REALE: costituisce la sola fonte di nutrimento dell’ape regina ed è ciò che le permette di diventare tale. Rispetto a 500 mg di pappa reale, 30 gr. di cornflakes contengono 30 volte più tiamina e riboflavina, 90 volte più niacina e circa 400 volte più acido folico. Non esiste ad oggi seria ricerca medica che abbia confermato gli effetti terapeutici della pappa reale.
PROPOLI: usato come antisettico e come colla. è una resina che le api raccolgono negli alberi e usano per tappare i buchi negli alveari. Per loro è anche un antibiotico, un antivirale e un funghicida naturale, mentre dagli umani viene usato per curare infezioni gengivali e mal di gola o come integratore alimentare.
IMPOLLINAZIONE: il valore monetario dell’impollinazione è stimato in Italia attorno ai tremila miliardi di vecchie lire. Permette infatti la fecondazione delle piante entomofile, ovvero la maggior parte di quelle agrarie sia spontanee che coltivate. L’industria stra cercando di creare api geneticamente modificate e capaci di impollinare anche quei tipi di piante che, in natura, verrebbero impollinate da api selvatiche o da altri insetti che però stanno adesso scomparendo a causa di inquinamento, pesticidi, allevamenti intensivi e loro emissioni e sviluppo edilizio. Non si creda che l’impollinazione portata avanti dalle api domestiche possa essere ecologicamente benefica; nelle condizioni create dall’uomo risulta essere addirittura dannosa. I programmi governativi, infatti, sono centrati solo sulla protezione delle api bottinatrici di tipo europeo. Sono state eliminate la maggior parte delle api selvatiche il cui numero è precipitato del 50% e negli US non ci sono mai state così poche api. Solo una piccola percentuale dei pesticidi utilizzati in agricoltura, tristemente, centra l’obiettivo. La maggior parte colpisce specie diverse, api comprese.
LA SPERIMENTAZIONE SULLE API
Le api sono sfruttate anche nell’ambito della vivisezione e della biotecnologia; la maggior parte degli esperimenti cui vengono sottoposte ha lo scopo di sviluppare alveari in grado di produrre più miele e assicurino maggiori guadagni. In Giappone vengono irradiate per rendere la loro puntura inoffensiva e per creare una specie priva di pungiglione.
Altre ricerche riguardano: effetti dei fitofarmaci, effetti dei feromoni sul sistema endocrino, regolazione del processo riproduttivo, trattamenti topici con ormone giovanile, restrizioni di movimento della regina, confinamento (per indurre la costruzione di cupolini e celle), costruzione di celle indotta mediante eccesso di affollamento, test di tossicità acuta e residua degli antiparassitari, effetti di diverse diete, influenza del fotoperiodo e del termoperiodo sui ritmi di volo, produzione di veleni.
Il Governo sudamericano ha finanziato nel 1956 l’introduzione nel Paese dell’Apis mellifera scutellata, originaria del Sudafrica, per ottenere un ibrido che assommasse le qualità positive delle due razze. La fuga di 26 sciami di api africane determinò invece la nascita di una popolazione di api selvatiche ibride nelle quali a prevalere sono le caratteristiche negative.
I media le hanno battezzate “api assassine” a causa dell’aggressività verso gli alveari di api europee che riescono facilmente a sopprimere. Anche animali domestici e uomini hanno pagato a caro prezzo questo fallimento della bioingegneria: in Messico dal 1986 al 1991 sono stati segnalati almeno 1000 attacchi a persone che hanno causato 58 decessi.
Si stima che attualmente in US queste api abbiano ucciso centinaia fra animali e uomini.
CONCLUSIONI
Riteniamo questo articolo un buon inizio per chiunque voglia iniziare ad approfondire la “questione api” o la “questione miele” sia legata al veganismo che in generale.
Crediamo che possa essere un contributo utile per rispondere alle frequenti domande di chi ha sempre affermato con ingenua buonafede o con aria di sottile sfida che “In fondo, che facciamo di male? Leviamo loro solo il miele in più!”


Api libere !
RispondiEliminaeh eh...sì Ivan! Libere, in natura, a svolgere il loro compito fondamentale.
EliminaL'essere umano, che tanto esalta la propria "civiltà", dovrebbe dimostrarsene degno... accettando il peso etico e morale delle proprie azioni e "scegliendo" di essere "leggero e compatibile", proprio perchè apice della creazione....
Abbraccione.
Namastè
Ti ringrazio Rosa per aver postato questo articolo. Pur essendo vegetariana (non vegana ancora) non sapevo assolutamente niente di come venissero trattate le api. Mi ha davvero impressionato leggerlo.
RispondiEliminaMa davvero l'essere umano non fa che distruggere?
Un grande abbraccio,
Lara
Sì cara Lara, impressiona come anche le api vengano sfruttate. E' sempre una questione di premesse.
EliminaL'informazione è neutra, sono le nostre scelte che non lo sono che danno la misura reale della nostra civiltà.
E' importante che le nostre scelte, anche alimentari corrispondano all'idea di civiltà che portiamo avanti.
Un abbraccione amica cara.
Namastè
Ciao Rosa, devo ammettere che, pur non approvando il sistema "commerciale-industriale" usato per avere il miele (e tutti gli altri prodotti della terra), non pensavo certo che il miele fosse una "bufala" dal punto di vista nutrizionistico ... ormai sono arrivato al punto che più informazioni raccolgo più la confusione, invece di diminuire, aumenta sempre di più ...
RispondiEliminaNamastè
Devo confessarti che per quanto riguarda il miele, ho avuto io stessa una posizione di incertezza interlocutoria per molto tempo, ma sto approfondendo la questione, che temo, rimarrà controversa. In contesa, come al solito in tempi di assoluto relativismo.
EliminaD'altra parte ci sono molti che sostengono vada bene bere il latte, anche se ricco di "cellule" (definizione tecnica per PUS) e che insistono sull'inesistenza dei problemi creati dalla caseina.
Altrettanti, forse persino di più, riescono a sostenere che le centrali nucleari non creano problemi e che le scie chìmiche non esistono...quindi, se tanto mi dà tanto...
Un abbraccio e buona serata ^_-
Namastè
Ciao Rosa, anche il fatto che le api stanno diminuendo di numero in modo drastico ma il miele in vendita ci sia sempre abbondante e a buon prezzo qualche soepetto le deve far venire, grazie per l'info vagano da poco non lo sapevo, comunque mai piaciuto il miele.
RispondiEliminaun abbraccione cara Rosa
Ciao Zak! Convertito anche tu...bene! Credo che il veganismo sia il naturale passo successivo al vegetarianismo :)
EliminaE in effetti hai ragione, un paio di domande bisogna pur porsele dal momento che con sempre meno api ci sia sempre più miele, fra grande distribuzione e mercatini, le poche api rimaste le stanno facendo lavorare a cottimo ed è, ovviamente, un eufemismo definirlo così.
Un abbraccione a te carissimo, felice sera!
Namastè