giovedì 8 dicembre 2011

A Fukushima manca lo spazio. Si preparano a buttare a mare l’acqua radioattiva

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articolo di Blogeko
di Maria Ferdinanda Piva

L’acqua radioattiva di Fukushima torna a far parlare di sè, e il quadro generale è più preoccupante delle perdite che ogni tanto di verificano.
La Tepco – la società proprietaria della centrale nucleare – fra un po’ non saprà più dove mettere l’acqua accumulatasi nei sotterranei degli edifici. Per cui medita di buttare a mare quella decontaminata (decontaminata dal cesio: ma tutti gli altri elementi radioattivi?) che, nelle intenzioni iniziali, doveva essere “riciclata” nel raffreddamento dei reattori.
Per la precisione, la Tepco ha annunciato che potrebbe buttare a mare l’acqua. Ma, visto il quadro tratteggiato dalla società, quel “potrebbe” somiglia più che altro a un eufemismo, a un modo indiretto per cominciare ad introdurre la decisione.
La Tepco non dice quanta acqua butterebbe a mare. Si intuisce che non sarebbe un fatto una tantum ma una necessità periodica, dal momento che la capacità di stoccaggio a Fukushima è pari 155.000 tonnellate, e sarà esaurita a marzo.

Italia, scorie radioattive: chi sa trema, ma in silenzio

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tratto da LIBRE

Nonostante i referendum dello scorso giugno abbiano ribadito l’indisposizione degli italiani ad avere a che fare con l’energia nucleare, sono ancora molti i rischi e i problemi legati alla radioattività: dai rifiuti radioattivi di Saluggia, nel vercellese, alle testate atomiche nelle basi americane di Ghedi e Aviano; dagli effetti del poligono del Salto di Quirra, in Sardegna, all’uranio nelle montagne della val di Susa. Solo alcuni sono legati alle vecchie centrali atomiche, ma la maggior parte di essi restano taciuti. Lo rivela il libro-inchiesta “Scorie radioattive”, indagine di Andrea Bertaglio e Maurizio Pallante, con una scoperta richiamata già nel sottotitolo: “Chi sa trema, ma in silenzio”.
Di tanto in tanto, in date sconosciute, ci sono treni che fanno la spola tra l’Italia e la Francia attraversando paesi e città. «Trasportano scorie nucleari, solo che nessuno lo sa». Sulle rive della Dora Baltea, esattamente a Saluggia, è stipato l’85% dei rifuti radioattivi italiani, in gran parte in forma liquida. Dovevano essere solidificati trent’anni fa, e invece sono ancora lì. Insieme a cinque chili di plutonio, «una quantità suffciente a uccidere 50 milioni di persone: un decimo di milligrammo, se inspirato, costituisce uffcialmente una dose mortale». Un chilometro e mezzo più a valle c’è il più grande acquedotto del Piemonte, «e quando il fume è in piena, chi sa trema. Ma in silenzio».

mercoledì 7 dicembre 2011

Noi siamo così! La sindrome da sistema

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scritto da Gianni Tirelli

E’ come se noi, dopo avere trascorso la nostra vita fra i micidiali miasmi del Sistema, ci fossimo beccati una patologia incurabile e degenerativa (la sindrome da Sistema) e un’equipe certificata di luminari della scienza intorno al nostro letto di morte di un ospedale svizzero all’avanguardia, ci descrivessero punto dopo punto le cause scatenanti la nostra drammatica condizione, cominciando a elencare, “l’aggiotaggio, le scie chimiche, l’inquinamento, le speculazioni finanziarie, i titoli tossici, cospirazioni, complotti, l’effetto serra, l’alimentazione, l’elettromagnetismo” e via via, tutto quell’infinito luna park dell’orrore che caratterizza l’attuale stato delle cose e che si è accanito sulla nostra esistenza.
“Non ci sono cure” affermano in coro i cervelloni!!?Noi a questo punto, increduli e smarriti, noi, che nel Sistema avevamo riposto ogni nostra speranza, vorremmo saperne di più e, spinti da un irrefrenabile bisogno di capire, cominciamo ad informarci su tutto ciò che in un modo o nell’altro possa avere compromesso la nostra salute! Siamo a tal punto presi da questa smania fobica, che non troviamo più il tempo ne di mangiare e ne di dormire. Siamo sempre più deboli e sempre più depressi dall’inutile e spasmodica ricerca su tale questione dove, ogni delucidazione di merito, chiarimento e spiegazione, ha ulteriormente peggiorato il nostro stato confusionale, e compromesso ogni residua volontà.

Monti, atroce autopsia dell’Italia: ma il killer è l’euro

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Mario Monti Tratto da LIBRE
Senza più moneta sovrana, l’Italia è condannata: non può più onorare qualsiasi deficit semplicemente «facendosi staccare un assegno dalla propria banca centrale», per usare un’espressione di Wynne Godley, che Paolo Barnard cita per chiarire la situazione. Siamo nel tunnel del suicidio economico a orologeria: Monti spreme gli italiani per avvicinarsi al pareggio di bilancio e vincerà il primo round. Ma poi perderà il match: una volta dissanguati, gli italiani si consegneranno al baratro della recessione. «E che farà a quel punto Mario? Ve lo metto per iscritto: farà quello che hanno sempre fatto tutti i robotizzati umanoidi della scuola economica Neoclassica e Neoliberista, cioè prescriverà ancor più dosi del veleno che ci starà ammazzando. Come fa Obama in Usa, come fa il Fmi in Estonia e in Irlanda, in Grecia, in Africa».

"È ORA DI FERMARE LA GUERRA CONTRO LA TERRA"

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DI VANDANA SHIVA
Ecoportal

Oggigiorno, quando pensiamo alla guerra, la nostra mente va verso Iraq e Afghanistan. Ma la guerra più grande è quella contro il pianeta. Ha le sue radici in un'economia che non rispetta i limiti ambientali ed etici, limiti della disuguaglianza, dell'ingiustizia, limiti dell'avidità e della concentrazione economica.
Una manciata di compagnie energetiche cerca di controllare le risorse della Terra e così trasformare il pianeta in un supermercato dove tutto è in vendita. Vogliono vendere la nostra acqua, i geni, le cellule, gli organi,la conoscenza, la cultura e il nostro futuro. 
Le guerre durature in Afghanistan, Iraq e quelle che le hanno seguite non sono solo sangue per petrolio. Man mano che si sviluppano, vediamo che diventano sangue per il cibo, sangue per i geni e la biodiversità , sangue per l'acqua.

martedì 6 dicembre 2011

Osho

"Non appartengo alla categoria dei sapienti. La mia vita è stata interamente basata su una verità fondamentale che può solo essere chiamata 'disimparare'. 

Il mio lavoro è stato quello di disimparare tutto ciò che la società mi aveva costretto a imparare, a scuola e all'università, di liberarmi da tutta questa spazzatura, da rifiuti di ogni genere. 

Non sono un sapiente; sono forse l'uomo con meno conoscenze al mondo. E odierei essere rispettato dall'umanità di oggi che non ha alcuna intelligenza, né cuore, né essere." 

Altre 100 manovre come questa

fonte: Crisis
Manovra "salva Italia". Per pagare il debito, ce ne vogliono altre 100 uguali a questa. Ancora convinti che "i debiti si pagano"?
 Mi stupisce la disperazione e lo stracciamento di vesti che si accompagna a questa manovra. "Lacrime e sangue", viene definita. Ma quando mai? Si tratta di una manovra soft, una robetta da nulla, una cosina irrilevante.
A lamentarsi a voce più alta sono spesso gli stessi che finora hanno ripetuto la lezioncina "i debiti si pagano!", col severo tono moralista. Ebbene, sappiano questi signori che si tratta di una manovra da 20 miliardi in tre anni. Il nostro debito pubblico è pari a 1900 miliardi, e il conto è presto fatto: affinché "i debiti si paghino" occorrono altre 95 manovre come questa. E non si possono distribuire nel corso del prossimo secolo, vorranno mica che i nostri creditori aspettino così tanto, i debiti si pagano e in fretta altrimenti sai che brutta figura. E' il "paradigma sociale prevalente", come diceva Pietro Cambi.
Così, se l'obiettivo è davvero quello di pagare il debito, ciò che avete sentito ieri sera non è neppure l'antipasto, è un salatino.

lunedì 5 dicembre 2011

Nuovo stile, stesso ombrello

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vignetta di Altan
fonte:  il manifesto
Alessandro Robecchi

Si parla di stile quando non si può parlare di sostanza. Quindi fino ad oggi il governo Monti è stato descritto con i toni elegiaci tipici di chi si sveglia da una lunga seduta di ipnosi e torna alla vita reale. Il confronto è impietoso e i grandi giornali fanno a gara per farlo notare: al confronto dell’ Alvaro Vitali che avevamo prima a capo del governo, ora abbiamo Shakespeare. Quello usava l’aereo di Stato per andare dal salotto alla piscina, questo prende il treno. Quello di prima mentiva come un venditore di tappeti, questo parla a stento con le frasi secche di un bancomat: «È possibile effettuare una nuova operazione».
Quello di prima si circondava di ceffi degni di un film sulla mafia marsigliese, questo parla alla pari con i banchieri di mezzo mondo, non guarda il culo alle deputate finlandesi, non fa cucù alla Merkel, non frequenta professioniste dell’amore e non viaggia con la scorta di avvocati. Quello di prima, tra capelli magicamente ricomparsi e cerone, sembrava un laboratorio di chirurgia estetica, quello di adesso è un signore elegante e posato. La forma è salva, anche se il salto è vertiginoso e potrebbe creare qualche trauma.

Perù, Nord: proteste contro una miniera d'oro. Lima impone lo stato d'emergenza

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La gente è in subbuglio da giorni contro il progetto di una miniera d'oro a cielo aperto che distruggerebbe l'ecosistema di una vasta regione dove vivono migliaia di persone.

Stella Spinelli

Il presidente peruviano Ollanta Humala ha dichiarato lo stato d'emergenza nel nord del Paese per le forti proteste provocate dal progetto di una miniera d'oro a cielo aperto che distruggerebbe l'ecosistema dell'intera regione e la vita di tantissime famiglie. La misura governativa resterà in vigore per 60 giorni e, secondo Humala, permetterà alle forze dell'ordine di ripristinare i servizi pubblici interrotti dalle manifestazioni contro la miniera. Il provvedimento interessa le province di Cajamarca, Celendin, Hualgayoc e Contumaza. Il progetto Conga, portato avanti dalla Newmont Mining corporation di Denver, in Colorado, stabilisce l'avvio della produzione della miniera nel 2015. Il piano prevede di convogliare l'acqua di quattro laghi in un grande bacino costruito dalla compagnia, con conseguenze fatali per l'agricoltura e l'allevamento. La compagnia ha fermato la settimana scorsa i lavori del progetto da 4,8 miliardi di dollari in seguito alla crescita delle proteste. Vi sono state marce e manifestazioni, scontri con la polizia ed episodi di sabotaggio dei macchinari. E nessuno degli abitanti ha intenzione di cedere a false promesse.

http://it.peacereporter.net/articolo/31934/Per%F9%2C+Nord%3A+proteste+contro+una+miniera+d%27oro.+Lima+impone+lo+stato+d%27emergenza

Nell'inferno dei Bambini segregati. Educati con elettrodi applicati ai loro genitali

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Di Studenti dal mondo Humanita Uomo

L’ultima vergogna in data cronologica sugli orrori in alcuni Istituti


 
MOSCA, 25 OTT 2011- Maltrattamenti e crudeli punizioni contro bambine di un orfanotrofio gestito nella regione di Vladimir da suore. Fino a 70 cinghiate, orari di lavoro estenuanti, punizioni continue, fino a 16 giorni a pane e acqua

 Sempre in Russia 17 Ott 2011 Quattrocento bambini denutriti e abbandonati a loro stessi senza cure né assistenza. Sarebbero almeno 27 i bimbi morti: molti di essi dovevano essere nutriti solo via flebo e sono invece stati alimentati forzatamente con cibo solido, provocandone il soffocamento.
 Questi gli ultimi bollettini di guerra ,ma dietro a quello che viene reso pubblico esiste un sotterraneo di violenze ed abusi in tanti Paesi e’ non solo in Russia.

domenica 4 dicembre 2011

IL GOVERNO DELLA MISERIA Zero credito, zero voto, zero tutto

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fonte: Rinascita


Se avessero ancora in tasca soldi da spendere, agli italiani converrebbe uscire ogni sera per scongiurare il rischio di passare anche solo qualche minuto davanti alla tv. Se ne sentono e se ne vedono di tutti i colori e di tutte le forme. Vecchi nocchieri (Vespa), giovani e impettiti barcaioli (Vinci), mozzi vaneggianti (Lerner), griffati grilli parlanti (Floris) e redivive crocerossine (Annunziata), accompagnano il teledipendente in viaggio attraverso montagne di idiozia e di rincitrullimento.
L’ideologia scendilettista del Pd di fronte al governo trilaterale di Mister Monti diventa “senso di responsabilità”, la vigliaccheria dei camerieri di Arcore si trasforma in cauto assenso, la ritrosia degli ululanti Di Pietro e Vendola, in attendismo motivato.
Miracoli della nostra meravigliosa lingua. Si affannano al salvataggio dei loro privilegi mentre milioni di famiglie non sanno più dove sbattere la testa.

Armi chimiche: il convitato di pietra

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 Si chiude la Conferenza sull'abolizione delle armi biologiche e chimiche: grande assente, un accordo atteso da 15 anni.

da PeaceReporter

La notizia è passata sotto silenzio. Probabilmente a causa del fatto che anche stavolta non si troverà un accordo. Si è tenuta all'Aja, dal 29 novembre al 2 dicembre, la sedicesima conferenza sulle armi chimiche e biologiche, tenuta dall'Opcw, organizzazione per la proibizione delle armi chimiche. Si tratta di un organismo che ha mandato di implementare l'eliminazione di tali armamenti attraverso una serie di azioni: distruzione di tutte le armi, non proliferazione, assistenza e protezione, cooperazione internazionale. Nessun documento è stato redatto, e nessuna previsione su un accordo è stata fatta dopo la chiusura dei lavori.

sabato 3 dicembre 2011

MARIUS e la sua voglia di dignità



Marius è un ragazzo rom, che attraverso le mille difficoltà dei numerosi sgomberi subiti dalla sua famiglia è riuscito ad imparare a leggere e scrivere la nostra lingua.
Marius ha sogni e speranze come i nostri figli...Marius ce la vuole fare!
Spero con tutto il cuore che ci riesca.
Bravo Marius! Ti auguro il meglio di ogni cosa!
Namastè

venerdì 2 dicembre 2011

Messico, bambine reclutate dai narcos

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Sequestrate, a volte comprate direttamente dai genitori, vengono avviate alla carriera criminale. La denuncia di una Ong messicana


Un esercito privato composto da ragazzine fra i 12 e i 17 anni è l'ultima scoperta fatta dall'Ong Catwlac che ha denunciato il reclutamento da parte dei cartelli della droga delle minorenni.
Secondo i dati diffusi dall'Ong in Messico ogni anno la tratta delle persone riguarda circa 500mila persone "che l'attuale legislazione abbandona completamente". Spesso le giovanissime vengono reclutate e addestrate in aree lontane dai loro luoghi di nascita. Possono con il tempo diventare amanti dei boss dei cartelli oppure essere costrette ad uccidere come killer professioniste. Quando non servono più alla causa criminale vengono uccise e i loro corpi fatti ritrovare, spesso mutilati, in aree desertiche. Tante, tantissime minorenni scompaiono nel nulla e di loro non si saprà mai niente. L'Ong ha fatto sapere di casi in cui gli stessi genitori hanno venduto le figlie ai narcos.
L'Organizzazione non governativa messicana ha inoltre denunciato che il fenomeno, che prima riguardava solo alcune aree del Paese, quelle del nord al confine con gli Usa, oggi vede un forte incremento anche negli stati centrali e in quelli del sud.

Pensare come le montagne, o non avremo scampo

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tratto da LIBRE

terrorCialtroni pubblici e truffatori della finanza, politici-fantasma e replicanti dello “sviluppo” alle prese col delirio tragicomico della “crescita” ormai impossibile: un film horror? C’è di peggio. Se si spalanca la finestra sulla realtà, quella vera, si può restare stecchiti: teoricamente, siamo alle soglie del suicidio del pianeta. Mai, nella sua storia, la Terra ha dovuto affrontare problemi come quelli di oggi. Mentre assistiamo allo sfacelo quotidiano di una delle tante crisi, quella economica, il mondo là fuori sta letteralmente collassando: esplosione demografica, deserto che avanza, acqua che non basta più. Previsioni: catastrofiche. Molte le analisi, e non uno straccio di soluzione. Nell’era di Internet, siamo ciechi al futuro: possibile? Nessuno che avanzi una via d’uscita ragionevole? Inutile attendere risposte: occorre agire, e subito.
 «Sfruttamento, alienazione, povertà, sottomissione, lavoro frammentato e debilitante, profitti per pochi, e poi mancanza di casa, fame, degrado: tutto ciò non è come la forza di gravità, nasce da rapporti istituzionali stabiliti da esseri umani», scrive Michel Albert nel saggio “Oltre il capitalismo, un’utopia realistica”, pubblicato nel 2007 da Elèuthera. Parole che Paolo Ermani e Valerio Pignatta adottano, nell’introduzione della loro ultima fatica, “Pensare come le montagne”, volume appena uscito con prefazione di Simone Perotti, autore del bestseller autobiografico “Adesso basta”, nel quale racconta che cambiare vita è davvero possibile.

Osho

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"La mia via è stata descritta come la via del cuore, ma questo non è vero. 

Il cuore ti dà fantasie di ogni tipo, allucinazioni, illusioni, dolci sogni, ma non può darti la verità. 

La verità va al di là: risiede nella consapevolezza, che non è né testa né cuore." 


Egitto, futuro al femminile

Intervista Bothaina Kamel, giornalista, unica donna candidata alle future presidenziali
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Bothaina Kamel, giornalista, arrestata domenica 20 novembre 2011 insieme ad alcuni studenti proprio in piazza Tahrir, si racconta. Si tratta dell'unica donna candidata alle future presidenziali in Egitto, ex moglie di Emad Abu Ghazi, ministro della Cultura egiziano che si è dimesso dopo le violenze di questi giorni.
dal Cairo
di Laura Cappon
PeaceReporter

Una candidata alle presidenziali in Egitto, un Paese dove per i diritti delle donne c'è ancora molto da fare, ha suscitato molte polemiche da parte dell'opinione pubblica. Lei come motiva la sua scelta e come risponde a chi definisce la sua decisione una semplice provocazione?
Penso che la mia candidatura non sia assolutamente una provocazione priva di alcuna ambizione, è tempo per le donne di mirare anche alle cariche più alte e dunque alla presidenza.
Inoltre la parità di genere si ottenga non solo facendo incontri e workshop sul tema ma stando dietro le loro esigenze, supportandole nei posti di lavoro, nelle fabbriche e difendendo i loro diritti. Allo stesso tempo dobbiamo lottare per eliminare il timore di rivendicare le nostre esigenze. Per noi è necessario entrare nella vita politica attiva del paese, dobbiamo essere presenti per partecipare alla costruzione del nuovo Egitto.

giovedì 1 dicembre 2011

Fukushima, il combustibile nucleare è fuori dai reattori e ha eroso le fondamenta

foto: Monster and Girls
di Maria Ferdinanda Piva

Per la serie: adesso è ufficiale quello che si supponeva da un pezzo, ieri la Tepco – la società proprietaria di Fukushima – ha ammesso che il corium, il combustibile nucleare fuso, è uscito dai reattori e si è aperto una strada verso il basso. E’ la cosiddetta sindrome cinese, dal titolo del film Anni 70 che ipotizzò le conseguenze estreme di un incidente nucleare.
Attenzione, perchè la Tepco – è sempre ufficiale, ufficialissimo – non presume solo che dai reattori sia uscito un pochettino poco poco di combustibile nucleare (quello che si era limitata semmai ad ammettere finora): presume invece che dal reattore 1 sia uscito tutto (tutto!) il combustibile nucleare, e che dai reattori 2 e 3 sia uscito per una parte non meglio specificata.
Adesso si pongono due problemi. Primo, fin dove è sceso il combustibile nucleare erodendo le fondamenta: ha eroso ed è sceso solo un pochettino poco poco, dice in sostanza la Tepco, mentre altri esperti ritengono che, nel caso del reattore 1, sia sprofondato di due metri, attraversando ormai completamente le barriere di cemento e acciaio che separano l’impianto dal sottosuolo.
Secondo problema: come si può pensare di raffreddare il combustibile nucleare che è fuori dai reattori iniettando acqua dentro i reattori. Ma per la Tepco, in buona sostanza, questo problema non esiste nemmeno.

CON TE HO IMPARATO

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DI LEONARDO MOLEDO
Rebelion.org

Intervista a Jane Goodall, primatologa

Nacque in una famiglia povera londinese e nel 1957, invitata da un’amica, andò a realizzare il suo sogno di conoscere l’Africa. In Kenia, il paleoantropologo Louis Leakey la assunse come segretaria e la introdusse allo studio degli scimpanzé selvatici. Poco dopo, scoprì che l’uomo non era così solo nella storia evolutiva come credeva e, senza nessuna formazione accademica, diventò una delle scienziate più conosciute al mondo.
Pioniera nello studio degli antropoidei, inizialmente contrastata, oggi le sue ricerche sono utilizzate in tutto il mondo e hanno risvegliato una coscienza diversa nel rapporto tra l’uomo e gli altri abitanti del pianeta.

Ungheria, i senzatetto diventano fuorilegge

Le associazioni di volontariato sul piede di guerra per difendere i diritti. 
 

In Ungheria è entrata in vigore una nuova legge che prevede per chi dorme sulla strada una sanzione di circa 600 dollari o la prigione.
La norma è stata proposta dal partito conservatore, che ha preso atto delle enormi difficoltà di Budapest nel fronteggiare la quantità di persone che vivono sulle strade della capitale. Nella città ungherese ci sarebbero circa 10mila persone senza dimora.
Le critiche sono giunte soprattutto dalle associazioni che operano a favore dei senzatetto, le quali denunciano la mancanza di posto nei ricoveri. Miklos Vecsei, vice presidente dell'Hungarian Maltese Charity Service, ritiene che l'iniziativa non sia stata fondata su criteri razionali o amministrativi, ma che sia stata piuttosto motivata dal rancore che l'opinione pubblica nutre nei confronti dei senzatetto. La situazione a Budapest, continua Vecsei, ha sicuramente superato ogni limite, ma la povertà deve essere risolta e non proibita. Sono in programma nei prossimi giorni manifestazioni contro il provvedimento.

http://it.peacereporter.net/articolo/31890/Ungheria%2C+i+senzatetto+diventano+fuorilegge