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articolo di Blogekodi Maria Ferdinanda Piva
L’acqua radioattiva di Fukushima torna a far parlare di sè, e il quadro generale è più preoccupante delle perdite che ogni tanto di verificano.
La Tepco – la società proprietaria della centrale nucleare – fra un po’ non saprà più dove mettere l’acqua accumulatasi nei sotterranei degli edifici. Per cui medita di buttare a mare quella decontaminata (decontaminata dal cesio: ma tutti gli altri elementi radioattivi?) che, nelle intenzioni iniziali, doveva essere “riciclata” nel raffreddamento dei reattori.
Per la precisione, la Tepco ha annunciato che potrebbe buttare a mare l’acqua. Ma, visto il quadro tratteggiato dalla società, quel “potrebbe” somiglia più che altro a un eufemismo, a un modo indiretto per cominciare ad introdurre la decisione.
La Tepco non dice quanta acqua butterebbe a mare. Si intuisce che non sarebbe un fatto una tantum ma una necessità periodica, dal momento che la capacità di stoccaggio a Fukushima è pari 155.000 tonnellate, e sarà esaurita a marzo.

















