mercoledì 29 giugno 2011

Tremonti non risparmia sulla guerra

Enrico Piovesana
 
La manovra economica da 47 miliardi di euro taglia sanità, scuola e pensioni, ma non tocca gli stanziamenti per le missioni militari, tra cui la guerra in Afghanistan
 
 
La stangata di Tremonti da 47 miliardi prevede tagli alle spese per sanità, scuola e pensioni, ma lascia inalterate le spese per le missioni militari all'estero.
Nella bozza della manovra economica, all'emblematica voce 'spese indifferibili', è infatti stabilito uno stanziamento di 700 milioni di euro per proroga di sei mesi (fino al 31 dicembre 2011) della partecipazione italiana alle missioni internazionali.
Si tira la cinghia su tutto, dalla salute all'istruzione, ma non sulle guerre. La cifra di 700 milioni (che comprende la guerra in Afghanistan e le missioni in Libano, Kosovo, Bosnia, Iraq, Pakistan, Somalia, Sudan e Congo) è infatti in linea con i precedenti finanziamenti semestrali.
Questo stanziamento militare, tra l'altro, non comprende le spese per la guerra in Libia, che nei primi tre mesi è costata da sola oltre un miliardo di euro (almeno 700 milioni di spese correnti per la Difesa per bombe, missili e carburante per aerei e navi, e altri 400 milioni di finanziamenti ai ribelli provenienti dal ministero degli Esteri).


 
 Nessun taglio, nella manovra del Tesoro, nemmeno per le spese militari di riarmo, a partire dai 3,6 miliardi di euro destinati nei prossimi tre anni (lo stesso coperto dalla manovra) al programma di acquisizione di 131 caccia-bombardieri F-35.
Se questa sola folle spesa di riarmo fosse tagliata, se si ponesse subito fine all'incostituzionale partecipazione alle guerre in Libia e in Afghanistan (che attualmente costa 800 milioni all'anno), molti miliardi di euro verrebbero risparmiati, e non ci sarebbe bisogno di toccare sanità, scuola e pensioni.

20 commenti:

  1. Eh no Baol, nessun taglio nè orrizzontale nè verticale...:-(((

    Abbraccio
    Namastè

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  2. Ma il mondo non é sempre andato così?
    Nessuna rassegnazione-
    Abbiamo un idea b?-
    Egill

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  3. Egill, non ci si deve rassegnare, certo però, che in questo paese non si perde occasione per fare schifo.

    Namastè

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  4. 700 milioni per la guerra e 0 euro per la scuola, anzi tagli al sostegno e alle cattedre!!!!

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  5. Jitsu Mu, appunto! :-/
    Namastè

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  6. Esatto Cirano...! Se guardi bene, alla scuola privata non mancherà alcun sostegno :-//

    Un abbraccio ^^
    Namastè

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  7. Pare che la guerra sia un bene primario, sanita' scuola e pensioni invece beni voluttuari.
    E' vero che non ci si deve rassegnare, ma cosa possiamo fare?

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  8. Quel mercato non si tocca tanto ammazzare non passa mai di moda..la cultura e le persone che ci vivono possono anche andare aff..
    "Non ci resta che piangere", oppure...

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  9. Sarebbe la cosa più ovvia , basta soldi alle guerre chiamate missioni di pace ...

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  10. Già, Adriano purtroppo è così :-((
    Namastè

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  11. Hai ragione Amalia, questo è il quadro a cui il potere sembra volerci abituare. Tutto quello che faticosamente avevamo conquistato è stato perso. Stamo tornando indietro...eppure rassegnarsi è impossibile ed è anche sbagliato.
    Ricominciamo a camminare fra la gente, parlando di un mondo diverso da questo, forse l'unica cosa che possiamo fare...:-((

    Un abbraccio
    Namastè

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  12. @mr.Hyde
    Piangere a volte serve, ma per chiarirsi le idee e per liberare il cervello...io sono per l'oppure, ma questa volta senza commettere l'errore di farci trascinare nella violenza insulsa. Cambiamo il mondo, ma impariamo a farlo con l'amore ^__^

    Un abbraccio
    Namastè

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  13. Sì Valerio, davvero basta ipocrisie e termini inopportunamente usati per definire quella che è...e si chiama solo guerra...

    Un abbraccio^^
    Namastè

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  14. La guerra è sempre una macchina da soldi: da un lato spendi, dall'altro fai lavorare l'industria bellica e rinnovi gli arsenali eliminando le bombe che a star lì diventerebbero obsolete.
    Questa è la triste verità... :-(

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  15. @Giulio
    ...e purtroppo è così :-((
    Namastè

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  16. 2 guerre mondiali costruite ad arte per uscire da altrettante crisi(econimiche) mondiali e per preparare il terreno al nuovo ordine mondiale, ora ci avviciniamo alla terza fase?
    Aspetta dove ho letto che pre costruire la pace bisogna fare la guerra?
    Aaah si, sul secondo libro di conversazione con dio.
    Un abbraccio cara Rosa credo sia il momento di aiutarci l'uno con l'altro.

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  17. Sì Zak hai ragione...e credo anche io che sia venuto il tempo di vivere quello che abbiamo spesso predicato, imparare a sopravvivere con poco ed entrare in vero collegamento fra noi...ed al contempo con la Madre Terra...

    Una bbraccio a te amico mio ^__^
    Namastè

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