lunedì 4 giugno 2012

Obama e la “kill list”: potere assoluto

di Marco d'Eramo, da il manifesto, 1 giugno 2012- ripreso da MicroMega

L'orrore più spaventoso è quando nessuno s'inorridisce più per l'orrore. È quel avviene da giorni nei mass media mondiali a proposito della Kill list di Barack Obama. Dove Kill list non è un film di Quentin Tarantino che il presidente degli Stati uniti si godrebbe in poltrona nello Studio ovale della Casa bianca.

No, la Kill list è la lista degli esseri umani da uccidere che Obama personalmente redige ogni settimana. In quello che il New York Times definisce «il più strano dei rituali burocratici», «ogni settimana circa, più di 100 membri del sempre più elefantiaco apparato di sicurezza nazionale si riuniscono in videoconferenza segreta, per esaminare le biografie dei sospetti terroristi e raccomandare al presidente quale dovrà essere il prossimo a morire».


I burocrati raccomandano, ma l'ultima parola spetta a Obama che firma di sua mano la condanna a morte di questi «sospetti terroristi», che essi siano cittadini americani o stranieri. Da notare che nessuno di loro è stato mai condannato da nessun tribunale. Letteralmente, il presidente degli Stati uniti si arroga l'insindacabile diritto di vita o di morte su qualunque essere umano di questo pianeta. Già, perché una volta emanata, questa «strana» sentenza è inappellabile, né criticabile (visto che è segreta).

In fondo, la Bastiglia era stata rasa al suolo per molto meno: i monarchi assoluti dell'Ancien Régime si limitavano a firmare lettres de cachet, arbitrari e insindacabili ordini di carcerazioni, certo, ma non assassini.
In fin dei conti il calunniato George Bush jr era stato più fedele allo spirito della costituzione americana quando si era «limitato» a ordinare la detenzione arbitraria di qualunque sospetto al mondo: se proprio doveva essere ucciso, il malcapitato andava almeno processato da una corte marziale americana. Ora invece abbiamo il paradosso di un presidente che è stato eletto promettendo di chiudere la prigione di Guantanamo, e di non permettere più che i sospetti siano detenuti indefinitamente senza giudizio, ma che conclude il suo primo mandato stilando personalmente la lista degli assassini di stato. Detenerli senza processo, no. Ma ucciderli senza processo sì. Tenete conto che la lista comprende non solo terroristi accertati, ma anche «fiancheggiatori».

Per dirla tutta: mentre in base al decreto presidenziale di Bush poteva succedere che un commando irrompesse all'improvviso in casa mia in Italia, mi portasse in Egitto (o nella vituperata Siria) a farmi torturare da regimi più esperti in questa pratica e poi mi trasferisse in una base Usa d'oltremare, come Diego Garcia, per farmi processare da una corte militare Usa ed eventualmente uccidermi, facendomi così scomparire per sempre dalla faccia della terra all'insaputa di tutti, adesso, con i poteri che Obama si è arrogato, mentre io sto in Italia, qualcuno alla Casa bianca scorre la mia biografia, decide che sono un pericoloso fiancheggiatore, firma la mia condanna a morte; a questo punto in una base militare del Midwest un impiegato in maniche corte (che amo immaginare paciosamente obeso) si siede a un computer e con lo stick dei videogiochi dirige da 9.000 km di distanza un drone sulla terrazza di casa mia e mi spiana con un missile.

Perfino il sussiegoso New York Times protesta flebilmente che questo «è troppo potere per un presidente», ma ipocrita propone solo di «stabilire criteri certi» per includere qualcuno nella Kill list.
Siamo davanti al potere assoluto. Ma, come dicevo, ancora più terrificante del fatto in sé è la sua accoglienza da parte dell'opinione pubblica mondiale. Siamo ormai tutti assuefatti, non ci stupisce più nulla. Di questo nessun indignato s'indigna! Che altro ci serve per darci una sveglia?

Un primo assaggio della «crudeltà umanitaria», della «ferocia buonista» in cui siamo scivolando sempre più anestetizzati ce l'ha dato l'immagine marcante della prima presidenza Obama: quella della riunione di notabili e amici invitati ad assistere in tv non alla finale del Super Bowl ma all'uccisione in diretta di Osama bin Laden, e a esultare non per un gol ma per una pallottola.
Ma ancora più da brivido è la battuta riferita dal New York Times: dopo aver firmato l'uccisione di un cittadino americano che nello Yemen incitava alla jihad, il premio Nobel per la pace ha commentato: «Questo qui è stato facile».

(1 giugno 2012)

17 commenti:

  1. Un orrore senza fine! Più nessuno è tranquillo, secondo questa politica sanguinaria e dittatoriale. Altro che garanti della libertà, se uno, solo per il fatto di pensarle diversamente viene schedato come terrorista e soggetto da reprimere. Non siamo lontani da programmi come la soluzione finale.
    Buona serata

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    1. Ho l'impressione di no caro Massimo, non ne siamo affatto lontani, purtroppo! Mentre siamo lontanissimi, sempre di più, da qualsiasi forma anche immaginaria di democrazia. Un potere cupo, globale e totale, che è ben al di là di qualsiasi possibile giustificazione, ma soprattutto controllo.
      Buona serata :)

      Namastè

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  2. Come al solito, cara Rosa, ci hai segnalato un ottimo articolo. Vorrei dire un paio di cose a riguardo: la prima è che i media non discutono mai il potere se non messi sotto pressione dall'opinione pubblica. La seconda è che per mettere addosso questa pressione sui media, ci vorrebbe un'opinione pubblica che contestasse una certa struttura di potere e il suo uso, però l'opinione pubblica si basa sulla diffusione delle notizie e su un certo invito all'analisi proprio da parte dei media (lo spirito critico dei singoli è spesso come un can che dorme... se lo svegli morde ma comunque dorme). Quindi siamo di fronte ad un paradosso. Come se ne esce? Per quello che riesco a vedere ora, solo con i media alternativi e con una continua testimonianza critica sui fatti del mondo. Insomma è un lavoraccio :)

    Namastè

    V.

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    1. Sono d'accordo Vess, è un circolo vizioso . Quando si parla di controinformazione e di controcultura si intende proprio questa autonomia di giudizio.
      La capacità di leggere gli avvenimenti vedendone le ragioni, le continuità e i significati fra le righe, che non sono poi così nascosti...d'altra parte anche tu mi sembri quotidianamente impegnato nel passare questa capacità di "lettura della realtà" nonostante il can che dorme spesso morda, come tu dici, pur continuando a dormire.
      Un abbraccio e buona serata :)

      Namastè

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  3. Nella dichiarazione di indipendenza degli USA é
    scritto chi ne ha la possibilità intrvenga a "liberare" uno stato da un capo che governa "male"
    secondo J Locke-Da tempo si sono arrogati il diritto di gendarmi del mondo-Comunque un presidente é solo un simbolo un mero esecutore nel
    momento in cui accetta tale incarico una pedina
    ciò che deve essere visibile- Un immagine-Eg

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    1. Sì certo la punta di un iceberg, ma senza alcun dubbio un uomo potente, che spessissimo prende decisioni fondamentali e terribili anche da solo. Probabilmente sono decisioni più d'apparenza che di sostanza. Innegabilmente, però, un uomo o un gruppo ristretto possono decidere della vita o di morte a distanza, senza nessuna spiegazione...quasi nemmeno una vera ragione.
      Un abbraccio Egill.
      Namastè

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  4. post da brivido
    che mondo
    ciao

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    1. Un mondo pessimo caro Michele, il peggiore che si potesse immaginare!
      Buona serata, un abbraccio.
      Namastè

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  5. Ciao Rosa certo che sto benedetto risveglio sempre ancora distante ... quando vedi migliaia di persone in buona fede manipolate dalla chiesa, quando leggi che l'Irlanda ha votato (probabilmente con la pistola alla tempia) a favore del Mes, quando ascolti l'intervista di Giuliani da Santoro che dice che "non interessa" prevedere i terremoti, quando leggi questi post che dovrebbero da soli far ribellare tutta la parte onesta del mondo ma che alla fine si risolve tutto in un passaparola tra chi cerca di capirne qualcosa (ovviamente ci sono anche i guardiani che ci spiano) ... forse siamo, o meglio sono solo un "babbano" sotto incantesimo e non ci capisco più nulla ...
    Namastè

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    1. Macchè "babbano"! Siamo in una fase particolarmente "calda" in cui capire è sempre meno facile! L'ombra del potere si fa sempre più pervadente ed immanente e questo post ce lo dimostra. L'umanità sembra sempre più autocondannarsi.
      Intanto, però, gli avvenimenti cosmici sono cominciati...e con il transito di Venere dinanzi al Sole (proprio in questi giorni) che segna il ritorno dell'energia Femminile, che dici, possiamo forse sperare nel risveglio della Dea? Il Principio Femminile potrà aiutarci nel risveglio indispensabile alla salvezza?
      Un abbraccio e buona giornata amico mio :)
      Namastè

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    2. Me lo auguro di tutto cuore amica mia.
      Namastè

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  6. a conferma del fatto che Obama è un presidente USA qualsiasi.

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    1. Più che "qualsiasi", oserei definirlo "assolutamente funzionale al progetto". Quali che fossero le aspettative attorno al sogno nero del progressismo mondiale sono state decisamente infrante.
      Buona giornata Cirano :)
      Namastè

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  7. Ciao Rosa:Siamo tutti sotto tiro,il presidente detto presidente ubbidiente.
    Vorrei esprimermi qui in italia esempio i delinquenti,ti entrano in casa fanno a pezzi la tua famiglia ,la polizia li cattura e in poco tempo son liberi di circolare,e ghignano,alle nostre spalle.E na domanda sorge spontanea:Possiamo dare la libertà a chi approfitterebbe per assassinarci?????
    E solo una mia opinione.
    Lo so non è facile l'ardua sentenza,ma è la realtà.
    CHE FARE ?

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    1. Credo che sia una questione di "percezione" che si vuol dare della situazione ed in certi casi persino di manipolazione. Il terrorismo dilagante è molto spesso un pretesto quando non addirittura una montatura (verificata a posteriori) del potere per ottene il "beneplacito" alle sue operazioni di restrizione della libertà...
      A loro piace che sia la gente stessa a chiedere di essere protetta.
      Namastè

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  8. Gli USA hanno una lunga storia di potere politico criminale, purtroppo: del resto, si gtratta di uno stato che non intende scrollarsi la pena di morte, fonte primigenia di patogenia oscurantista.

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    1. E non solo, ma anche la loro assoluta convinzione di avere un diritto divino al tenore di vita che stanno tenendo ed al quale non sono affatto disposti a rinunciare, costi quel che costi.
      Un abbraccio.
      Namastè

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