giovedì 3 giugno 2010

MASSACRO ISRAELIANO: OPERAZIONE STRATEGICA STUDIATA

CAUSE ED EFFETI: IL PERCHE' DEL NUOVO MASSACRO ISRAELIANO
Né “errore” né “sbaglio” né “pazzia”: Operazione strategica studiata. Paralizzare la negoziazione con i palestinesi, destabilizzare la politica di Obama con il mondo musulmano, rompere la sua strategia “negoziatrice” in Medio Oriente, complicare l’alleanza strategica di Washington con la Turchia, motorizzare il fallimento delle negoziazioni diplomatiche sul programma nucleare iraniano all' ONU e accellerare un risultato militare USA-Israele contro l’Iran, Siria, Libano e Gaza, sono gli obiettivi centrali che hanno guidato l' operazione di sterminio militare di Israele contro la flotta internazionale solidale con Gaza.

Di Manuel Freytas

La stampa internazionale del sistema concorda in una valutazione: L’operazione militare d’Israele contro la Freedom Flotilla ha complicato la politica regionale della Casa Bianca su tre fronti: le negoziazioni di pace con i palestinesi, la relazione con gli alleati arabi, e l’alleanza strategica con la Turchia.
Questo nuovo scenario, irrigidisce e complica di più la difficile relazione del governo Obama con i falchi di Tel Aviv e alza qualsiasi tipo di speculazione sull' “obiettivo occulto” del nuovo sterminio militare israeliano che ha commosso il mondo.
Per gli esperti, nel decidere di attaccare la flotta solidale turca, i falchi del governo e dello stato maggiore israeliano non potevano ignorare né non considerare le ripercussioni e il rifiuto internazionale che avrebbe creato.

La brutalità dell’operazione militare ebraica, per nuda e cruda, non s'incastra come un atto “improvvisato” o un “errore” per nessun analista strategico. La maggior parte degli esperti militari (anche se non lo dicono pubblicamente) pensano che sia stata un' azione studiata e pianificata orientata verso obiettivi politici.

L’attacco, come primo emergente, ha obbligato gli USA a difendere e proteggere l’impunità dello Stato ebraico nell’ONU schierandosi nuovamente come il suo “protettore”.
In sintesi, la nuova operazione di sterminio militare israeliano complica , in primo luogo il fronte alleato arabo regionale (principalmente l’Egitto, Giordania e Arabia Saudita) che deve pronunciarsi ed adottare posizioni dure contro Israele mentre critica la Casa Bianca per la protezione dello stato ebraico.

A sua volta, l’attacco pregiudica e mette a rischio il rilancio del dialogo di pace o di “avvicinamento”- come lo hanno chiamato- tra i palestinesi e gli israeliani.
Su un terzo fronte, l’attacco israeliano ha turbato l’alleanza strategica degli USA con la Turchia (un alleato centrale di Washington nella regione) che negli ultimi mesi ha dato una svolta decisiva alleandosi con l’Iran in materia politica e programma nucleare.

E per concludere, questi tre fronti emergenti complicano la politica di avvicinamento con il mondo musulmano lanciata da Obama lo scorso anno, e indebolisce la strategia di indebolimento e di isolamento “democratico” dell’Iran attraverso alleanze con partner arabi della regione.

In breve, l’operazione israeliana ha paralizzato la negoziazione con i palestinesi, creando una frattura nella politica di “dialogo” di Obama in Medio Oriente, ha complicato l' alleanza strategica di Washington con la Turchia, ha obbligato la Casa Bianca a difendere le posizioni militariste e belliche dello Stato d’Israele nell’Onu.
Questa realtà strategica emergente dall’attacco contro la Flotilla è la prova inconfutabile che l’operazione è stata accuratamente montata per produrre questo effetto dai falchi del governo e dell’esercito israeliano.

L’interno della “lobby”
E nuovamente, l’azione militare israeliana si pone all' ”interno” che divide le acque tra i “duri” e i “moderati” della loggia imperiale sionista di Washington e Tel Aviv.
Dietro la pianificazione e l’esecuzione, ci sono, due posizioni divergenti di fronte all’Iran e il Medio Oriente (la questione strategica centrale), che divide l’ ”ala destra” della lobby (i falchi sionisti di USA e Israele) dell’ ”ala liberale” della lobby (Obama e i sionisti “progressisti” di Washington e Tel Aviv).

Mentre il “progressismo” imperiale che amministra la Casa Bianca con Obama lancia linee di “dialogo e negoziazione” in Medio Oriente, i falchi israeliani (con Netanyahu stabilisce una fine sintonia con i conservatori militaristi USA) avanzano nei loro piani di “ri-colonizzazione” e di espansione militarista contro il mondo musulmano.

Mentre la Casa Bianca di Obama sviluppa la sua strategia nell' isolare e sconfiggere l' Iran sul piano della “guerra diplomatica”, i falchi israeliani, in sintonia con la lobby ebraica conservatrice di Washington, avanzano nella loro decisione di “ri-colonizzare” i territori occupati e di lanciare operazioni militari contro l’Iran, Siria, Gaza e Libano, ed evitare che continui l'avanzamento di potere militare e nucleare di Teheran.

Lo sconto non è di fondo ma di “forma”. La lobby sionista liberale (con Obama) vuole approfondire le linee delle negoziazioni “multilaterali” in Medio Oriente, inclusa l’apertura di una linea diretta con il regime di Teheran e la conformazione di un fronte arabo alleato, per isolare i falchi “militaristi”, sia di Teheran che di Tel Aviv.

Iran nell’orologio dei falchi
Ma questo “obiettivo” dell’ala “progressista” ebraica-nordamericana si trova di fronte ad un problema centrale: La clessidra con l'Iran funziona in modo diverso per i falchi di Washington (destra conservatrice del Pentagono e del Complesso militare Industriale) e per i “destrosi” di Tel Aviv (Netanyahu e i falchi militaristi israeliani).

Per i falchi di Tel Aviv e di Washington, lo sviluppo del potere economico- nucleare- militare dell’Iran è direttamente proporzionale ad una minaccia all’esistenza dello Stato d’Israele e alla sopravvivenza degli interessi capitalisti- imperialisti-militari degli USA e l’asse sionista nella regione del Medio Oriente ed in tutto il pianeta.

Per i falchi di Tel Aviv e del Pentagono, Barack Obama è un “infiltrato comunista” quello che protegge Al Qaeda e negozia con i terroristi islamici, secondo una sintesi dei "dossier" cospirativi che circolano negli uffici dei repubblicani e dell’ultra destra conservatrice sionista degli USA.

Questi stessi “dossier” nutrono il pensiero e l’azione dei falchi israeliani che chiudono le file con il governo di Ntanyahu.
Dall’inizio dell’anno, alti funzionari e capi militari ebraico-americani alimentano una nuova scalata bellica con le loro dichiarazioni su un possibile attacco di Israele come risposta agli avanzamenti dichiarati dal governo dell' Iran nel suo programma nucleare.

Attraverso costanti avvertimenti, lo stato maggiore militare israeliano lancia chiari segnali della sua disponibilità a lanciare un “fatto compiuto” (operazioni simultanee e sincronizzate) contro l’asse Iran, Siria- Libano- Gaza, per coinvolgere Washington nel conflitto.

Sul terreno tattico (e mentre si ritarda l'esito militare con le negoziazioni ferme sul fronte diplomatico) l' Iran e l’asse sionista USA-Israele si preparano ad una meta essenziale: Potenziare la loro difesa e coprire tutti i punti deboli di fronte ad operazioni di attacco e di contrattacco aereo con missili che potrebbero coinvolgere la Siria, Libano e Gaza.

L’ipotesi della “tripla guerra”- come segnalano gli esperti- si trova già nel simulatore dei falchi ebraico-statunitensi, mentre si consumano e si complicano le negoziazioni sul fronte diplomatico con un nuovo rifiuto di Teheran all’ultima proposta nucleare degli USA e delle potenze.

Destabilizzare la politica falsamente “dialogica” di Obama con il mondo musulmano, rompere la sua strategia “negoziatrice” in Medio Oriente, accellerare il fallimento delle negoziazioni diplomatiche sul programma nucleare iraniano all’ ONU e velocizzare lo svolgimento militare USA-Israele contro l’Iran, Siria e Libano e Gaza, sono gli obiettivi centrali che hanno guidato l’operazione di sterminio militare di Israele contro la Freedom Flotilla.
Fonte: http://www.iarnoticias.com/2010/secciones/medio_oriente/0021_la_hora_de_los_halcones_02jun2010.html


Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da
VANESA
link articolo

VEGETARISMO: EVOLUZIONE SOCIALE

LO STATO HA IL DOVERE DI FAVORIRE LO SVILUPPO MORALE DEI CITTADINI E DI IMPEDIRE TUTTO CIÒ CHE OSTACOLA IL PROGRESSO CIVILE MORALE E SPIRITUALE DELL'UOMO

Franco Libero Manco

La cultura del carnivorismo preclude all'uomo lo sviluppo di quei valori morali e spirituali necessari a realizzare un mondo migliore, perchè abitua l'essere umano a convivere con l'idea della sopraffazione del più debole a vantaggio del più forte; legittima la logica che indusse il razzismo a considerare gli schiavi, i negri, gli ebrei, esseri inferiori; avvalora la legge del più forte, cioè la stessa motivazione assunta dal criminale per giustificare i suoi delitti.

Il carnivorismo reprime non solo il sentimento di compassione verso la sofferenza dell'animale, ma induce alla durezza del cuore e all'insensibilità l'essere umano verso i suoi stessi simili; inoltre impedisce all'individuo lo sviluppo del senso critico e la capacità di guardare agli effetti prodotti dalle sue stesse azioni.

Quando il proprio piacere viene considerato più importante della sofferenza e della vita di un altro essere vivente l'uomo tende a giustificare un'azione delittuosa in vista di un presunto vantaggio personale. L'appagamento di un piacere, che va a danno di terzi, inclina l'individuo a soddisfare ad ogni costo le proprie esigenze personali, e questo gli preclude la possibilità di doversi uniformare a ciò che è giusto piuttosto a ciò che piace.

Le false immagini di animali sereni al pascolo, "felici" di diventare alimento per gli umani, nascondono volutamente la tremenda realtà cui sono condannati gli animali durante l'allevamento, il trasporto e la macellazione. Questo occultamento della verità, questo presentare una realtà distorta, induce alla sonnolenza morale l'individuo e allo spegnimento del suo senso critico, piedistallo di tutte le tirannie.

Ogni crimine, di cui l'uomo è capace di macchiarsi, scaturisce dall'insensibilità del suo cuore verso la sofferenza altrui e soprattutto dal disprezzo del valore della vita in senso lato. Questo tende a spegnere la naturale repulsione dell'essere umano verso la violenza e preclude lo sviluppo della sfera emotiva e del sentimento di pietà: condizione imprescindibile per la realizzazione di un mondo migliore.

La spontanea repulsione alla violenza specialmente dei bambini (ai quali in modo subdolo vengono indotti a mangiare gli animali che amano) indica chiaramente che questa è un'azione riprovevole, contraria ai valori morali della coscienza dell'uomo. Nessuno genitore farebbe assistere ai propri figli a ciò che accade nei mattatoi. E pochi mangerebbero la carne se dovessero uccidere con le proprie mani l'animale di cui poi mangiano a tavola.

Vi è un legame profondo tra il causare violenza agli animali ed essere inclini alla violenza verso gli esseri umani. Da statistiche ufficiali risulta che il 34% dei criminali che hanno commesso violenze sui bambini hanno sperimentato la propria violenza sugli animali. Per contro difficilmente l'uomo nuocerebbe al suo simile se fosse educato alla gentilezza verso ogni essere vivente.

Limitare la manifestazione del sentimento di compassione ai propri simili significa mutilare inevitabilmente la capacità espressiva della coscienza morale dell'individuo anche nei confronti degli uomini. Come potrebbe il primogenito essere giusto ed amorevole nei confronti di un suo solo figlio se venisse educato ad esercitare ogni crudeltà ed ingiustizia nei confronti degli altri componenti la famiglia?

Non essere vegetariani significa agire da irresponsabili dal momento che chi mangia la carne oltre a predisporre il proprio organismo alla malattia, oltre a causare l'uccisione di animali innocenti per il proprio egoistico piacere, oltre a contribuire ad affamare qualcuno nel Terzo Mondo, inquina l'ambiente e distrugge la natura.

Per quanto suddetto ritengo che lo Stato abbia il dovere civile e morale di mettere al bando ogni attività incompatibile con lo sviluppo della coscienza morale dell'essere umano come è necessario sia sostenuto tutto ciò che favorisce lo sviluppo dei valori morali dell'individuo.

Ritengo che lo Stato non debba consentire e tanto meno favorire attività contrarie al comune sentimento morale e che tutto ciò che causa sofferenza, privazione della libertà e morte ad esseri senzienti, come la vivisezione, la caccia, la pesca, l'allevamento di animali, la mattazione non debba essere consentito dallo Stato ma anzi che debba impegnarsi per il bene civile, morale e spirituale specialmente dei cittadini che operano in questi settori di poter svolgere attività sostitutive.

Consentendo la diffusione e l'utilizzo del prodotto carneo lo Stato si rende responsabile dell'atrofizzazione non solo di tutti i danni correlati al consumo di carne ma della sensibilità dell'animo umano spontaneamente incline alla compassione e all'avversione verso la violenza esercitata sugli animali che necessariamente vengono uccisi. L'indifferenza verso il valore della vita genera una mentalità di predominio del più forte sul più debole, di disprezzo nei confronti delle differenze formali componenti la vita e preclude lo sviluppo di una mentalità di pace, di non violenza, di rispetto, di condivisione, di benevolenza nei confronti degli stessi esseri umani. E come può l'uomo sviluppare in se stesso valori di giustizia, sensibilità e di altruismo se viene abituato a convivere con i campi di concentramento e di sterminio dei mattatoi alle porte di ogni agglomerato urbano i cui mezzi vengono sponsorizzati con il consenso dello Stato?

Come l'obbligo di non nuocere, non fare apologia di reato o svolgere attività in contrasto con i principi di democrazia e di giustizia, essere vegetariani deve essere considerato non più una scelta personale ma un preciso obbligo morale per tutti, specialmente da coloro che sono al vertice del sistema.

Per quanto suddetto lo Stato, e per lui i rappresentanti politici, religiosi, dell'educazione, dell'economia, della legge, del commercio, sono responsabili di generare, favorire e sostenere ignoranza, insensibilità, violenza e malattia delle persone: più l'essere umano è ignorante, violento e malato più può essere manovrato dai centri di potere: un meccanismo che di fatto impedisce l'evoluzione e quindi il bene integrale dell'uomo.

Ma si sa, ogni popolo ha il governo che si merita e che solo da un rinnovamento della coscienza individuale può nascere una società i cui rappresentanti siano realmente al servizio del bene collettivo.

Fonte : www.luigiboschi.it

Eric Clapton - Layla



http://www.youtube.com/user/avi92

mercoledì 2 giugno 2010

Un fisico ed un ricercatore indipendente denunciano le scie chimiche in TV

Vi giriamo la mail di Corrado Penna…

Cari amici, come forse saprete sono stato di recente ospite alla trasmissione Mistero (italia 1) in qualità di fisico che denuncia le scie chimiche.

Se non avete visto la trasmissione potete guardare il video al seguente link

http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/05/mistero-i-video-scie-chimiche-vulcani-e.html

e leggere gli approfondimenti citati in fondo all'articolo.

Quello che è stato detto in trasmissione mancava purtroppo della questione centrale, ovvero delle prove dell'esistenza delle scie chimiche, prove di cui avevo parlato a lungo nell'intervista.

TUTTA QUESTA PARTE, importantissima, E' STATA ELIMINATA NELLA FASE DI MONTAGGIO DEL PROGRAMMA,

Pare proprio che qualcuno abbia evitato che venissero mostrate in televisione troppe prove dell'orribile progetto con cui i governi ci avvelenano quotidianamente.

Ad ogni modo tutte le cose che "non mi hanno fatto dire in tv" le potete trovare negli articoli citati in fondo al video, nel dossier, nel power point, nell'articolo sulle contraddizioni dei negazionisti delle scie chimiche

http://scienzamarcia.altervista.org/dossier.html

http://scienzamarcia.altervista.org/ppt.html

http://scienzamarcia.altervista.org/contraddizioni.html

Nell'intervista avevo detto che la prova migliore consiste nell'osservazione del cielo ogni 10/20 minuti per qualche settimana, in maniera tale da verificare l'assoluta irregolarità del traffico aereo, che addirittura in certe giornate crolla da 200 aerei a 10 (senza che ci siano scioperi di sorta)

Avevo detto che un'altra ottima prova consiste nel mettere a confronto quanto dicono i negazionisti delle scie chimiche i quali affermano che le "scie degli aerei" non possono schermare il sole che in una piccola parte di cielo, mentre il cielo mostra azioni dirette ad oscurare il sole o a ridurne notevolmente l'illuminazione; a volte infatti il cielo passa dall'azzurro al bianco nel giro di due ore per il passaggio di decine di aerei con scia.

Adesso, come ogni primavera passano piu' spesso la notte che il giorno, ma il mattino dopo il cielo è visibilmente sbiancato (ma non è foschia naturale). Come forse avrete visto in questi ultimi giorni molto spesso il cielo è biancastro, o a volte completamente velato, non da nuvole ma dalle scie degli aerei che si espandono e persistono a volte per ore. La notte passa un aereo ogni due minuti (il rombo e le luci di posizione li tradiscono sempre) mentre di giorno a volte ne vediamo solo uno ogni mezz'ora, segno sicuro che non è il traffico aereo civile ad impazzire la notte, ma l'operazione di irrorazione delle scie chimiche che viene svolta alacremente quando i nostri occhi non possono vedere le scie. Quando possono gli avvelenatori agiscono dissimulandosi come ladri nella notte

Per altro le scie di condensa si formano sopra gli 8 km, ma il suono, il rombo dei motori, mostra che gli aerei con scia passano molto più in basso, ed anche il fatto che se ne possa spesso distinguere nettamente la sagoma mostra la loro quota molto bassa; gli aerei di linea volano intorno ai 10 km di altezza e per questo non si vedono praticamente mai (a parte le fasi di decollo o di atterraggio).

NON CI CREDETE ANCORA? E ALLORA GUARDATE I VOLI AEREI COL SERVIZIO RADAR DISPONIBILE SU INTERNET: I VOLI CON SCIA NON APPAIONO SUL RADAR PERCHE' SONO VOLI CLANDESTINI!

guardate i voli visibili col radar su http://www.flightradar24.com/?

(maggiori informazioni su http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/04/unaltra-importante-prova-dellesistenza.html )

Per piacere, fate circolare queste informazioni e questi link.

tratto da : http://angeliinastronave.blogspot.com/

Caro Assessore Boscagli, è inciampato in un orfano

Caro assessore Boscagli,
questa mattina ho avuto modo di leggere sull’Avvenire e su alcune agenzie la sua reazione ai miei dubbi su questo fantomatico bonus “in aiuto di quelle donne che scelgono l’aborto per motivi economici, ma che in altri condizioni non lo farebbero mai”. Riferendosi a me dice “provi a informarsi alla clinica Mangiagalli e a tutti i Centri di aiuto alla vita e scoprirà che con metodo analogo al nostro sono stati salvati migliaia di bambini, poi accuditi ed educati attraverso un’opera di assistenza alle mamme e alle famiglie. Questi sono fatti, mentre lui fa demagogia”. Ora vede, caro Boscagli, glielo riferisco con un certo fastidio, purtroppo per me (e per il suo tempismo) non ho proprio bisogno di informarmi sui “migliaia di bambini salvati” perché sono uno di quelli. Sono stato adottato nella città di Milano nel lontano 1979 da madre misconosciuta (per una discutibile ma poco discussa legge sull’anonimato dei genitori naturali) e “salvato” (riprendendo il suo verbo apologetico) nel fu brefotrofio di Viale Piceno. Non so se mia madre mi abbia abbandonato “solamente per motivi economici” o la mia nascita piuttosto che un aborto siano stati dettati da valutazioni di bilancio; così come non so nemmeno quale stato di solitudine, disperazione, indifferenza o isolamento sociale possa spingere una madre a rinunciare (qualunque sia il modo) al proprio figlio. Proprio non lo so. Nemmeno io che ne sono figlio. E tanto meno lei, caro assessore Boscagli, che si riferisce così elegantemente asettico ad una tribolazione di madre che da tutto questo ne esce abbastanza calpestata. Non mi spiego nemmeno perché in questo Paese, che oggi festeggia il proprio compleanno, i diritti della famiglia siano rivenduti come bonus o regalìe delle pubbliche amministrazioni.
Certamente la sensibilità è difficile da coniugare con le cadenze bollate della politica ma dopo questa sua uscita (forse un po’ per fretta e certamente per un po’ di sfortuna) le chiederei di interrompere questo nostro alterco di poco conto e di ascoltare le ragazze madri, i consultori, le associazioni di volontariato che troppo spesso si trovano a coprire le falle di uno Stato un po’ disattento, l’incidenza economica di un figlio (per ben più di di 18 mesi) che trasforma il diritto costituzionale alla famiglia in un mutuo a tasso fisso, o la disattenzione del mondo del lavoro verso le impavide madri che decidono di avere figli. Provi a spiegare e spiegarsi quale madre così snaturata potrebbe cambiare idea per diciotto mesi di un bonifico di 250 euro. Insomma, caro assessore, piuttosto che additarmi come quello “che risponde con gli occhiali della demagogia”, risparmi il tempo, le brutte figure e i comunicati stampa per dedicarsi al suo delicato e importantissimo assessorato in una Repubblica che “riconosce i diritti della famiglia” (art. 29 dell Costituzione) e “agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù” (art. 31).
Qualcuno giustamente dirà che questo bonus è meglio di niente, caro assessore, ma io vorrei una politica che puntasse il dito sugli interventi strutturali per le soluzioni del “niente”; con uno Stato Sociale solidale con tutti senza ergersi in giudizi che rischiano di finire in un tonfo. Vorrei una politica che non si arroga il diritto di sintetizzare le disperazioni in pochi commi, ma che lavori senza ergersi a giudice di moti così personali e sotterranei.
E non ho nessun dubbio, caro assessore, che lei onorerà questo ruolo che i cittadini lombardi le hanno assegnato. Senza finire in qualche cul de sac.
Senza nessun rossore.

di Giulio Cavalli (sito)

link articolo

Berlusconi, il cancro e la società farmaceutica

di Italo Romano
Oltre la Coltre

Il bello di internet è che riesci a sapere cose di cui in televisione non se ne fa neanche menzione. Attraverso il canale Informazione incazzata sono venuto a conoscenza di una notizia molto interessante. Il 21 Marzo 2010 il nostro amatissimo Presidente del Consiglio, noto ai più come Re Silvio annunciò, tra lo stupore della folla, che entro tre anni il cancro sarebbe stato sconfitto.

Molti, compreso il sottoscritto, dopo quest’affermazione rimasero scossi per la sfacciata propaganda populista, che andava a raccattare voti e consensi nella disperazione delle persone. Mi sbagliavo e ci sbagliavamo tutti. Il nostro Premier stava solo recitando la sua parte, come sempre. PUBBLICITA’. Promuoveva all’Italia intera il suo nuovo acquisto, la società farmaceutica la Molecular Medicine Spa (Molmed). Ho fatto un pò di ricerche e ho scoperto che questa società, destino vuole, è impegnata nello studio di due farmaci anti-tumorali: uno costruito per attaccare i tumori, l’altro per ricostruire il sistema immunitario danneggiato dalla chemioterapia. Inoltre ha come obiettivo prefissato la cura dell’AIDS.
Molmed apre la strada ad un nuovo modello di gruppo di ricerca. Difatti, il 5 Marzo, la società è stata quotata in borsa. Sono state messe sul mercato 26 milioni circa di azioni, rappresentanti il 25% del capitale, rivolte principalmente agli investitori istituzionale. Silvio non poteva che cogliere la palla al balzo.

Attualmente il primo azionista della Melmod è proprio il Cavaliere, col 24% del capitale; Ennio Doris (quello della banca costruita intorno a noi), presidente di Mediolanum ed amico di lunga data del Premier un altro 8%. Nel consiglio di amministrazione figura anche Luigi Berlusconi, il figlio più piccolo avuto da Veronica Lario.

Molmed è la società di biotech creata dal San Raffaele di Milano e si occupa della ricerca sui tumori. Per il settore delle cure oncologiche si prevede infatti una buona espansione nei prossimi anni con la commercializzazione di cure innovative che, secondo le stime, nel 2009 potrebbero raggiungere vendite per 70 miliardi di dollari.

Molmed ha già creato ben cinque prodotti, di cui tre sono in fase di sperimentazione avanzata, ma la loro commericializazzione appare ancora lontana. Questo potrebbe rappresentare il suo punto debole dal momento che finora i ricavi, ovviamente legati alla commercializzazione dei risultati dela ricerca scientifica, non sono arrivati.

Secondo quanto rivelato da Marina del Bue, direttore generale del gruppo, i farmaci saranno immessi sul mercato nel 2012 ed a quel punto arriveranno gli utili per Molmed, che nel 2007 ha accumulato ricavi per due milioni a fronte di una perdita netta dai 7 ai 10 milioni di euro.

E’ il bello di Re Silvio. E’ un uomo che guarda al futuro, è lungimirante. E’ un presidente con le mani in pasta dappertutto. Un uomo dannatamente ricco che possiede televisioni, giornali, case editrici, case farmaceutiche, banche, imperi edilizi, grandi distribuzioni, agenzie di pubblicità etc. Un magnate, padrone incotrastato dell’Italietta becera e meschina, capace di consegnargli più volte il potere politico con le conseguenze che noi tutti oggi possiamo ammirare…

Il nostro caro Presidente specula sulle malattie e sulla sofferenza della sua gente. E il Partito dell’Amore dov’è andato a finire? Ma che razza di domande faccio, lui tutto questo lo fa per noi. Come per noi ha abbandonato la sua vita agiata per scendere in politica e risollevare le sorti del nostro paese.

Lunga vita a Re Silvio e liberaci dal male. Ah, quant’è? Poi per la fattura come ci mettiamo d’accordo? Tutto a nero? Ottimo, grazie…

tratto dall'ottimo sito : www.oltrelacoltre.com

In morte di Rino Gaetano. Alcune "coincidenze" intorno alla sua morte...

Rino Gaetano muore il 2 giugno 1981, in un incidente avvenuto alle 3,55.

Si schianta contro un camion Fiat 650 guidato da un commerciante di nome Torres, con la sua Volvo 343 targata "Roma Z40932".

Rino nelle sue canzoni metteva in musica, sia pure in forma simbolica, il modus operandi dell'organizzazione chiamata "Rosa Rossa", nata nel 1887 nell'ambito della Golden Dawn (Alba d'Oro).

Nulla di strano in ciò.

I Rosacroce, compresa la Golden Dawn e la Rosa Rossa, parlano in forma simbolica. Anzi, potremmo dire che parlano da secoli solo in forma simbolica, per mezzo di messaggi veicolati nell'arte, nella letteratura, nel cinema, nell'architettura.

Nascondono significati rosacrociani le opere di Botticelli, Giorgione, Leonardo in pittura; in musica è sufficiente ricordare "Il flauto magico" di Mozart; in letteratura l'opera simbolo dei Rosacroce è La Divina Commedia che, come dice Eliphas Levi, è un'immensa allegoria rosacrociana, dove compare per la prima volta, in modo esplicito, il simbolo dei Rosacroce: la candida Rosa. La candida Rosa è costituita dai beati, a cui Dante arriva, negli ultimi canti del Paradiso, guidato da San Bernardo (il creatore della regola templare, un ordine strettamente legato a quello dei Rosacroce).
Ed è proprio alla legge dantesca del contrappasso che si ispira la massoneria rosacrociana quando dà la morte a qualcuno.

A morire con la legge del contrappasso, nel campo artistico, ricordiamo:

- Antoine de Saint-Exupéry, che scomparve in volo, perché il suo libro "Il piccolo principe", ove lui fa riferimento ad una rosa rossa, mangiata da una pecora, narra proprio di un aviatore;

- James Dean, che morirà in una Porsche 550 che porta il numero 130, così come muore il protagonista del film "Gioventù bruciata";

- Brandon Lee, che morirà durante le riprese di un film in cui la pistola di scena, anziché essere caricata a salve, è caricata con pallottole vere; una scena che era ripresa da un film in cui aveva partecipato il padre, Bruce Lee, anche lui morto in circostanze che definire poco chiare è un eufemismo.

Rino, con le sue canzoni, fece né più né meno come fanno tutti. Espresse il suo pensiero in musica, in forma simbolica. Sono simbolicamente importanti tre canzoni, tratte dall'album "Mio fratello è figlio unico": Rosita, Cogli la mia rosa d'amore, Al compleanno della zia Rosina, ove sono descritti, in forma simbolica, alcuni dei meccanismi operativi della Rosa Rossa (per chi volesse approfondire, ne abbiamo già parlato in questo articolo: http://paolofranceschetti.blogspot.com/2008/12/blog-post.html).


Prima coincidenza. Muore rifiutato da 5 ospedali, tra cui il San Giovanni e il San Camillo, in circostanze molto, troppo, simili, a quelle raccontate nella sua canzone "La ballata di Renzo". Ne La ballata di Renzo, infatti, il protagonista muore rifiutato dagli ospedali San Camillo e San Giovanni.


Seconda coincidenza. Muore sulla Nomentana, strada che deve il suo nome alla città di Nomentum, colonia di Alba Longa.


Terza coincidenza. Si schianta contro un camion in prossimità di un platano. Il Platano è un albero associato a Venere, perché nella mitologia greca Zeus incontrava Venere sotto un platano; il pianeta Venere è associato a Lucifero, ed era anche noto come "stella del mattino", perché sorge poco prima del sole. All'alba appunto.

Tutti questi riferimenti portano alla Golden Dawn, o Alba d'Oro. Ricordiamo anche che Stella del Mattino è il nome di una filiazione della Golden Dawn, cui appartaneva il mago Aleister Crowley.


Quarta coincidenza. L'incidente avviene in una località non troppo lontana dal luogo dove era morto in circostanze analoghe Fred Buscaglione. E ancora una volta possiamo notare una coincidenza curiosa, perché Rino aveva cantato alcuni pezzi di Buscaglione. Non a caso un giornale intitolò il pezzo della sua morte "Rino Gaetano come Fred Buscaglione".

Fred Buscaglione muore il 3 febbraio 1960 in un incidente all'angolo tra via Paisiello e via Rossini, scontrandosi con una Lancia Esatau.

Il nome della Lancia Esatau deriva da "esagramma" e Tau (croce), due simboli fondamentali per la Golden Dawn: l'esagramma, o Stella di David, e la Tau, la 22esima lettera dell'alfabeto ebraico, che rappresenta la Croce, al cui centro c'è - nella simbologia rosacrociana - la Rosa Rossa.


Quinta coincidenza. Entrambi i cantanti muoiono all'alba.


Sesta coincidenza. Anche il protagonista della ballata di Renzo muore all'alba, e verrà sepolto al Verano, come Rino.

Settima coincidenza. I funerali di Rino si svolgono nella chiesa del Sacro Cuore di Gesù. E la rosa rossa rappresenta... il cuore di Gesù.

Ottava coincidenza. L'edificio dove Rino abitava, a Crotone, si trasformò in un albergo ristorante. Il nome? La casa di Rosa.
Nona coincidenza. La Rai produce fiction su Rino Gaetano, ne stravolge vergognosamente la vita facendolo passare per un drogato, trasfigura il rapporto col padre descrivendolo falsamente come un rapporto conflittuale, lo fa passare per un traditore incallito, solo e senza amici (mentre invece, pochi giorni dopo quel fatidico 2 giugno, si sarebbe dovuto sposare); la fiction è prodotta dalla Ciao Ragazzi, casa produttrice che ricorda molto l'acronimo rosacrociano CR, ed è realizzata da Claudia Mori, che ha due figlie: Rosita e Rosalinda. RR.

Coincidenze, ovviamente.
Quante possibilità c'erano, statisticamente, che Rino morisse esattamente come descriveva in una sua canzone? Statisticamente: zero.
Ma alla conferenza di domani, sicuramente assisteremo a persone che daranno la colpa della morte di Rino alla malasanità.


Inoltre ricordiamoci che Rino disse “vogliono mettermi il bavaglio ma non ci riusciranno”; e disse anche che le sue canzoni sarebbero state capite un giorno, quando la gente si sarebbe domandata cosa succedeva sulla spiaggia di capocotta.
A cosa alludeva Rino?
Chi voleva mettergli il bavaglio?
E perché?
Se cantava della canzoni senza senso, perché qualcuno voleva farlo zittire?
Per gli anticomplottisti ad oltranza, si sa, Rino forse delirava (del resto non era un ubriacone, come ce lo ha presentato la fiction della RAI?)
E chissà a chi alludeva dicendo che qualcuno voleva mettergli il bavaglio.
Forse la zia rosina, che rincoglionita dagli anni, non gradiva che lui strimpellasse per casa?
O magari Gianna che, riteneva violata la sua privacy ora che Rino aveva messo in musica la sua passione per il tartufo.

http://paolofranceschetti.blogspot.com/




http://www.youtube.com/user/Miss1509

PoesiAmo


A NUDO

In un filo d'erba
la speranza del mondo
in una pianta
la tua vita
nel vento che fola
ogni clima
nel profumo del mare
i sogni
nel respiro del bosco
l'infinita sorpresa
la natura spazza
ogni inutilità...
mette a nudo
il sorriso perso
il silenzio dona gioia
ritrovi la voce
che non ha parole
e lo sguardo senza mura
l'incanto complice
di un sorriso amato
libera la passione.


Luigi Boschi

(01/06/2010)



L'Abruzzo come il Golfo del Messico?

Diverse migliaia di persone hanno manifestato domenica 30 maggio 2010 a Lanciano contro i progetti di estrazione del petrolio già in corso sul territorio della regione. Con loro oltre 40 sindaci della valle del Sangro, assieme al primo cittadino di Lanciano, Filippo Paolini, e al presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio. Obiettivo della manifestazione, secondo gli organizzatori, era quello di richiamare l'attenzione degli amministratori locali alle proprie responsabilità verso il territorio e i propri cittadini, che in diverse maniere nei mesi scorsi hanno dimostrato di essere contrari alle estrazioni petrolifere in corso.

In Abruzzo sono infatti già attivi diverse centinaia di pozzi, avviati in sordina sulla base di concessioni che interessano fino al 50% del territorio regionale. Diversi i coordinamenti che hanno promosso la manifestazione, raccolti nella rete di cittadini Nuovo Senso Civico e nel Comitato No Petrolio. Tutti denunciano come fino ad oggi tutte le decisioni siano state prese “d'intesa” tra la regione e il governo, mantenendo però all'oscuro i cittadini abruzzesi.

Questo fino a qualche anno fa, quando i cittadini della provincia di Chieti si sono accorti che il centro oli che l'Eni aveva in progetto di costruire nel comune di Ortona non aveva niente a che vedere con la produzione di olio d'oliva, attività primaria del territorio. Si trattava invece di una raffineria, o meglio di un impianto di de-sulfurizzazione, che sarebbe appunto servito a pulire il petrolio “amaro” abruzzese da una lunga lista di sostanze tossiche tra cui l'anidride solforosa e diverse tipologie di nitrati, altamente cancerogeni e già causa di malattie croniche tra le popolazioni che vivono nei pressi di impianti simili in altri luoghi del Pianeta.

Da qui l'inizio della mobilitazione, con una raccolta firme ancora in corso che chiede una revoca delle concessioni di estrazione per tutto il territorio regionale, oggi arrivata a quota 40mila. E una serie di iniziative promosse da coordinamenti cittadini, che hanno portato alla grande manifestazione di domenica a Lanciano.

Protagonisti della manifestazione sono stati migliaia di cittadini, che al grido di “pane e olio, senza petrolio” hanno sfilato sotto una pioggia battente dal quartiere periferico di S. Rita fino al centro storico di Lanciano, dove era stato allestito il palco per gli interventi finali. In prima linea intere famiglie, nonni e nipoti, genitori e figli, ma anche studenti, gestori di attività commerciali, organizzazioni di categoria come la Coldiretti, agricoltori, proprietari di agriturismi, circoli di equitazione e decine di produttori di vino e gestori di cantine del rinomato Montepulciano, che hanno chiuso il corteo con una lunga fila di trattori. Tutti cittadini abruzzesi, uniti dal desiderio di investire nello sviluppo sostenibile della propria terra, nel turismo e nell'agricoltura, e fortemente preoccupati dall'espansione delle estrazioni petrolifere e dagli impianti di raffinazione collegati.

A rischio anche la costa abruzzese: il nuovo progetto del centro oli, ora denominato Ombrina Mare 2, prevede che invece che su terra, l'impianto venga costruito su delle piattaforme in mare, a meno di 5 chilometri dalla costa al largo di San Vito, in provincia di Chieti. Secondo alcuni le chiatte sarebbero già partite dalla Norvegia in direzione del mare abruzzese. Oltre al rischio sempre alto per la salute pubblica derivato dalle emissioni dell'impianto (in questo senso l'esperienza di Paesi come il Kazakistan ma anche quella degli stessi Stati Uniti insegnano molto), molte preoccupazioni sono state sollevate rispetto alla capacità delle imprese petrolifere coinvolte nella costruzione di garantire la messa in sicurezza delle operazioni. Il caso BP nel Golfo del Messico parla da solo a riguardo.

Info: www.nuovosensocivico.it - www.no-petrolio-abruzzo.com


Confessioni di un ex-dirigente di Big Pharma

John Rengen Virapen ha fatto carriera nel mondo dell’industria farmaceutica. Partito come semplice rappresentante di medicinali, è arrivato a dirigere la filiale svedese della Eli Lilly, uno dei colossi farmaceutici mondiali che compongono la cosiddetta Big Pharma.

Dopo aver vissuto una vita da nababbo, dove nessun lusso gli era negato, Rengen è andato in pensione, si è sposato ed ha avuto un figlio. Solo vedendo il modo in cui la medicina ufficiale trattava suo figlio – racconta lui – si è reso conto della mostruosità di un meccanismo criminale di cui lui stesso aveva fatto parte per 35 anni.

Da qui il suo pentimento, e la decisione di denunciare pubblicamente (tramite un libro e una serie di conferenze) la vera natura dell’industria farmaceutica.


http://www.youtube.com/user/luogocomune

Naturalmente, ci si domanda quanto difficile fosse per Rengen individuare questa natura già dieci o venti anni prima, e perchè mai abbia dovuto aspettare l’età della pensione …

fonte : luogocomune.net

Che fine ha fatto la Repubblica?

di Marco Cedolin

Renato Mannheimer a seguito di un sondaggio da lui compiuto nel 2008, si manifestava fortemente stupito del fatto che un italiano su tre (il 29% degli intervistati) avesse dichiarato di essere all’oscuro riguardo a cosa fosse successo il 2 giugno e ignorasse perfino a quale anno preciso ci si riferisse. In parole povere un terzo degli italiani ignorava l’esistenza del referendum del 1946 che decretò la nascita della Repubblica Italiana, nonostante la ricorrenza venga celebrata ogni anno con tanto di fantasmagorica parata militare in diretta TV.
Per quanto fosse lecito lo stupore di Mannheimer riguardo “all’ignoranza” di circa un terzo degli italiani in merito alla genesi della Repubblica, non si può evitare di stupirsi molto più profondamente del fatto che la quasi totalità degli stessi, Mannheimer compreso, ignorino completamente quale fine abbia fatto in questi oltre 60 anni la Repubblica Italiana, fondata nel 1946 e regolata dalla Costituzione.
Viveva nell’Articolo 4 : La Repubblica riconosce a tutti cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. E nell’ Articolo 36 : il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla qualità e quantità del suo lavoro ed in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
L’hanno assassinata gli economisti, i sindacalisti ed i politici di ogni risma e colore, dando vita alla riforma Biagi, perseguendo la precarizzazione del sistema lavoro attraverso una flessibilità esasperata, creando disoccupazione, riducendo il valore di acquisto dei salari, ben al di sotto del limite di sostentamento delle famiglie e privando il lavoratore di ogni punto fermo che gli consenta quell’esistenza “libera e dignitosa” che ormai alligna solo nelle parole del legislatore.
Viveva nell’ Articolo 11 : L’Italia ripudia la guerra, come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.
L’hanno ammazzata una sequela di governi guerrafondai che hanno mandato i nostri soldati ad occupare degli stati sovrani, nascondendoli sotto le mentite spoglie di fantomatici aiuti umanitari. I nostri soldati occupano, combattono, sparano, uccidono, annichiliscono! Non sono, né sono mai stati una forza di pace, poiché non vi è pace dove esistono l’occupazione e la prevaricazione, trovano spazio solo la guerra e l’offesa all’altrui libertà.
Viveva nell’ Articolo 13 : è punita ogni violenza fisica o morale sulle persone sottoposte a restrizioni di libertà.
L’hanno strangolata le forze dell’ordine che si sono coperte di vergogna, a Napoli, come a Genova, come in Valle di Susa, come a Serre, come a Chiaiano. Poliziotti e carabinieri, trasformatisi in bastonatori di donne e anziani, veri e propri torturatori di detenuti, senza scrupoli e senza dignità. Fuorilegge che si nascondono dietro ad una divisa, gettando fango in primo luogo su tutti quei colleghi che fanno il proprio dovere, forti della certezza di rimanere impuniti grazie alla protezione del mondo politico e giudiziario.
Viveva nell’ Articolo 9 : La Repubblica tutela il paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della nazione.
L’hanno massacrata le “Grandi Opere” attraverso le quali la mafia delle infrastrutture ha inteso perpetuare il bengodi legato alla cementificazione indiscriminata del territorio. Il TAV, il Mose, il progetto Quadrilatero, i forni inceneritori, le centrali a carbone e turbogas, sono solo gli esempi più eclatanti di come anche dal punto di vista ambientale continui a non esistere alcun tipo di rispetto.
Le hanno tolto la vita le cartolarizzazioni selvagge, il programma di dismissioni d’immobili di proprietà pubblica, la svendita del territorio demaniale, l’assoluta mancanza di qualsiasi progetto finalizzato alla cura del territorio.
Viveva nell’ Articolo 32 : la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività e assicura cure gratuite agli indigenti.
Come è stato tutelato il “fondamentale diritto alla salute” dei lavoratori di porto Marghera o di Fincantieri o di Casale Monferrato, morti a centinaia di mesotelioma? Di miglia di cittadini che tutti i giorni sono costretti a vivere a stretto contatto con l’amianto, dei napoletani che vivono nel triangolo della morte, di tutti coloro che vengono avvelenati attraverso i fumi degli inceneritori, delle acciaierie, delle fabbriche chimiche e dei cementifici? Dei pazienti storpiati nella clinica Santa Rita?
Quale diritto viene tutelato tagliando i fondi e quindi l’ossigeno alla sanità pubblica, reintroducendo i ticket, facendo si che il malato, se indigente possa solo ambire ad essere curato poco e male?
Viveva nell’ Articolo 41 : l’attività privata non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
L’ha decapitata una classe politica che negli ultimi 15 anni si è arrogata il diritto di privatizzare la maggior parte dei servizi pubblici, arrivando a privatizzare perfino l'acqua, sovvertendo la logica del buon senso, ad uso e consumo dei privati che li gestiscono secondo l’unica logica che conoscono che è quella del massimo profitto. Una classe politica che ha trovato nel conflitto d’interesse l’humus necessario alla sua sopravvivenza, generando una classe imprenditoriale inetta e priva di qualità che continua a sopravvivere solamente perché sovvenzionata attraverso il denaro pubblico.
Viveva nell’ Articolo 47 : la Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme, disciplina, controlla e coordina l’esercizio del credito.
L’hanno stritolata uomini di stato, autorità e speculatori di ogni razza, asserviti ad un sistema bancario marcio e corrotto, ormai privo di ogni dignità. Una palude legislativa che è stata in grado di partorire voragini quali Cirio, Parmalat e mille altre ancora.
Una classe politica asservita ai grandi poteri finanziari, che ha privato l’Italia di ogni retaggio di sovranità monetaria e continua a creare voragini di debito pubblico che inevitabilmente ricadranno sulle spalle dei nostri figli e dei nostri nipoti.
Se certamente non è edificante il fatto che un terzo degli italiani ignorino cosa è accaduto il 2 giugno 1946, il vero dramma è altresì costituito dal fatto che quasi tutti gli italiani ignorino quello che è accaduto dopo, quando la Repubblica è stata svuotata di tutti i suoi valori e la costituzione ridotta a carta straccia, anche se fino ad oggi i sondaggi di Mannheimer non si sono ancora interessati dell’accadimento.

fonte: ilcorrosivo.blogspot.com

ADAM KADMON su ITALIA 1 nella trasmissione MISTERO

Osservo la situazione attuale. Da un lato vedo l'ingordigia degli occulti "burattinai" e dei loro "tirapiedi" che giocano con il Mondo non rendendosi conto che non è LORO ma VOSTRO. Dall'altro la massa che essendo condizionata fino dalla nascita nonostante comprenda di essere trattata come bestiame da allevamento, non è in grado di imparare a cooperare pacificamente e mandare un messaggio nitido e chiaro ai "padroni". Ricordate che qualsiasi cosa accadrà (E sta già accadendo) la vostra forza è e sarà SEMPRE nella vostra capacità di andare d'accordo e avere fiducia cieca l'una nell'altro. Di qui l'importanza di imparare a volersi sinceramente Bene metabolizzando i valori di Humanitas e Amore Altruistico che sto introducendo gradualmente nel Blog. La qualità della Vita infatti NON migliora incolpando, a torto o ragione, coloro che si ritengono responsabili delle ingiustizie vissute poichè l'atto stesso dell'incolpare è un pensiero che aggredisce e produce sofferenza nella mente di chi lo formula e non nel bersaglio. I pensieri sono come fiori. Se li volete profumati e colorati dovete prestarvi attenzione. Formulate pensieri positivi e nel vostro piccolo trasformateli in azione. All'inizio il vostro affetto verrà frainteso. Verrete derisi. Forse anche odiati, perseguitati. Ma gradualmente verrete capiti. L'Uomo è Amore. Il resto è polvere. A volte leggo commenti carichi di energie negative che distolgono dall'importanza del mio messaggio di base che è AMORE. Il "Regolare i conti" con chi ci ha fatto del MALE non risolve i problemi personali. I problemi vanno prevenuti. Non alimentati. Ciò che è accaduto ormai è accaduto e la violenza non riparerà ai torti subiti. Anzi creerà ulteriore odio e vendetta. Occorre fare in modo, piuttosto, che le cause che portano allo sviluppo di mentalità violente e stolte, capaci di stupri e assassinii, di sfruttamento di persone in difficoltà, di soffocamento dei diritti, vengano eliminate alla radice cosicchè simili orrori non abbiano a che ripetersi. Di qui l'importanza di educare le nuove generazioni (e ancor più le precedenti) a scoprire e sviluppare i loro potenziali etici. ADAM KADMON è uno spazio dedicato a coloro che condividono Altruismo e Amore poichè il futuro dell'Umanità è esclusivamente nelle loro mani: le VOSTRE. Un abbraccio.

ADAM ♥ x 7


Chi guadagna con i Vostri Soldi?




http://www.youtube.com/user/ADAM777MJ


fonte

martedì 1 giugno 2010

Israele rilascia i prigionieri solo se confessano

di Italo Romano
Oltre la Coltre

Apprendo con sconcerto, dal blog Cloro al Clero, questa notizia:

Fernando Lataruro, marito di Angela Lano, detenuta illegalmente nelle carceri israeliane, ha dichiarato alla tv brasiliana O Globo che il governo israeliano rilascerà i pacifisti della spedizione “Freedom Flotilla” sequestrati e incarcerati in acque internazionali e permetterà loro di essere reimpatriati solo se ciascuno accetta di firmare una dichiarazione in cui si autodefiniscano “appartenenti ad un’attività terroristica”.

Sentendo Emilio Fede sul suo cesso di TG in questo video, penso che la strategia sia stata concordata con i loro servi, cioè il governo italiano, che al posto che difendere i suoi cittadini dà ragione a questo stato criminale su tutta la linea.

Non mi sorprenderebbe se gli israeliani per estorcere “confessioni” usassero la tortura…

Angela Lano, per i profani, è la direttrice di InfoPal, un’agenzia di stampa libera dedicata alle notizie provenienti dalla Palestina.

Angela Lano sta bene, è in stato di ferme da parte delle autorità israeliane in un luogo imprecisato e rifiuta l’espulsione. Lo si apprende sulla homepage di InfoPal.

A differenza di altri che sembra saranno rilasciati nelle prossime ore, Angela Lano – assieme ad altre centinaia di partecipanti alla Flotta – forse sarà trattenuta più a lungo in quanto ha rifiutato l’espulsione che probabilmente comportava una “ammissione di responsabilità” in quella che Israele continua a definire “azione illegale“.

La famiglia chiede l’immediatata liberazione di Angela e di tutti gli altri membri della spedizione umanitaria illegalmente detenuti perché sequestrati in acque internazionali su navi legalmente registrate.

Il Ministro degli Esteri, Franco Frattini, si è limitato supinamente a chiedere al suo collega israeliano Avigdor Lieberman, di “adoperarsi affinché gli accertamenti” sui cittadini stranieri – fra i quali sei italiani – che hanno preso parte alla Flotilla e sono stati fermati dalle Autorità israeliane “vengano conclusi al più presto“, in modo tale che “i fermati possano lasciare Israele“.

Sono prigionieri catturati in acque internazionali. Il Governo italiano deve pretendere l’immediato rilascio. Si sta perpetrando un crimine. E’ una palese ingiustizia. La reazione della comunità internazionale è stata debole. Un finta ribellione al padrone, giusto per placare gli animi e poi far scivolare la notizia nel dimenticatoio.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE è qui!

http://www.oltrelacoltre.com/?p=7654

Scie chimiche, un altro abominevole "esperimento" governativo (articolo di Zen Gardner)

Zen Gardner, in un suo brillante editoriale, esamina la percezione del problema “scie chimiche”, usando gli strumenti della psicologia. L’autore indugia sulle reazioni della massa di fronte alle scelleratezze dei governi: sono crimini tanto orrendi che l’uomo della strada non riesce neppure a concepirli. Se, per di più, si considera che il genocidio è perpetrato da chi, nell’illusione collettiva, sarebbe preposto a tutelare la popolazione, è inevitabile che si instauri un meccanismo di rifiuto. Siamo al cospetto del bias di conferma, ossia un atteggiamento che induce a cercare, contro ogni evidenza e contro ogni logica, un avallo delle proprie credenze anche più assurde, purché preservino la propria rassicurante visione del mondo. E’ un contegno infantile su cui hanno facile gioco i ciarlatani della disinformazione che usano le parole come potenti anestetici.

Il grado di silenzio e di censura circa le scie chimiche è orwelliano. L’aspetto più sbalorditivo di questa strana realtà, oltre all’assenza di ammissioni per opera delle autorità, è la mancanza di informazione dei media su un fenomeno tanto evidente ed intrusivo. Mentre, per certi versi, non sorprende che i media controllati non trattino l’argomento, l’idea che qualcuno sta deliberatamente avvelenando l’aria che respiriamo in misura tanto massiccia è straziante.

Se si associa questa intensa irrorazione alle campagne per l’aria pulita e per la riduzione di CO2 delle cui emissioni sono considerati responsabili i cittadini, si è al cospetto di una dissonanza cognitiva. Le due situazioni sono così contraddittorie che il cittadino medio rinuncia a conciliarle. Ciò si traduce in una rafforzata accettazione dello status quo ed in un docile stato di apatia. Si tratta di un modus operandi tipico della manipolazione culturale e scientifica ed è usato ad ogni livello di informazione pubblica. Combatti le guerre, poiché questo è il prezzo della pace. Prometti la trasparenza, ma tieni tutto nascosto. Non esistono centri occulti di potere, ma tutti vi appartengono. Aumento delle temperature globali e raffreddamento del clima. Preserva la libertà con maggiori controlli. Salva le nazioni, distruggendole (Si pensi all’Iraq, n.d.t.) etc.

Una forte dissonanza si palesa quando un’idea entra in conflitto con un convincimento personale: ad esempio, "Io sono una persona onesta" o "Ho preso la giusta decisione". L’ansia che si insinua quando si reputa possibile l'aver preso una risoluzione errata può condurre alla razionalizzazione, la tendenza a creare spiegazioni ulteriori e giustificazioni fittizie per puntellare le proprie scelte.

Sono sistemi di condizionamento che si sono, via via, affinati nelle ultime due generazioni, da quando i media hanno rafforzato la loro presa. Hitler espresse un simile semplice precetto per il controllo della massa: "Racconta una grossa bugia e la gente ci crederà". La gente non riesce a credere che qualcuno potrebbe essere così infido ed inumano, specialmente se appartiene ad un governo "democraticamente" eletto, da perpetrare delitti tanto orrendi contro la popolazione.

Riflettiamo. Ripercorriamo la vera storia. Gli oligarchi ed i governi hanno costantemente sfruttato i popoli per i loro fini. Essi cercano di tenerci sedati, distratti e convinti che siamo felici affinché non ci svegliamo, non ci rivoltiamo e non li buttiamo fuori.

Articoli correlati: Cecità, Io non voglio vedere

fonte: www.tankerenemy.com

Spettacolare sinkhole si apre in Guatemala

C'è un disastro che sta passando quasi sotto silenzio nei giornali italiani, e solo ora si inizia a parlarne, a distanza di giorni, ma che nel resto del mondo ha trovato spazio per la catastrofe che rappresente: Guatemala.
Non solo il Paese si trova in crisi per l'eruzione del vulcano Pacaya del 27 maggio scorso, a circa 30 km dalla capitale, ma a complicare la situazione ci si è messa anche la tempesta tropicale chiamata Agatha.

Tempesta che ha provocato questo spettacolare fenomeno che vedete ritratto nella fotografia. Non si tratta purtroppo di un abile lavoro di Photoshop, ma di un vero e proprio sinkhole, generatosi per via delle piogge torrenziali che hanno causato fino ad ora 115 morti.

Il sinkhole si è aperto nella Zona 2 di Guatemala City, ed è frutto delle forti piogge che la tempesta Agatha ha riversato nella regione, e probabilmente delle tempeste che si sono susseguite nel corso degli anni, che hanno reso il terreno debole, erodendo gli strati di terreno sottostanti, sensibili all'umidità. Il Guatemala è famoso da tempo per i sinkholes che si generano dopo le tempeste di forte intensità che ciclicamente si abbattono sulla regione. E sembra che non sia l'unico formatosi in città dopo l'arrivo di Agatha.

Il Guatemala si trova attualmente in stato di crisi. Il vulcano Pacaya ha iniziato a riversare tonnellate di lava incandescente, roccia e ceneri su tutto il Paese. Le rocce sputate dal vulcano hanno già provocato un morto, un reporter che seguiva l'eruzione del vulcano nei pressi del cratere, colpito da un lapillo.


sinkhole
Due giorni dopo l'eruzione, il 29 maggio per la precisione, arriva Agatha, la tremenda tempesta tropicale che ha distrutto case, causato inondazioni e creato milioni di dollari di danni al Paese. Circa 30.000 rifugiati, 120.000 evacuati, 115 morti fino ad ora. L'aeroporto internazionale è stato chiuso per diversi giorni, e sembra che la sua riapertura sarà rinviata per via di nuova attività vulcanica che metterebbe a rischio i voli.

Il sinkhole in questione non sembra aver provocato vittime, anche se pare abbia trascinato nel baratro un'intera abitazione.
I sinkhole sono formazioni del tutto naturali che si generano per via di piogge di forte intensità, che rimuovono strati di terreno. Si possono formare nel corso del tempo, come per i cenote, ma anche improvvisamente, ed è proprio il caso del sinkohole di Guatemala City.
Possono essere di piccole dimensioni, meno di un metro di diametro, fino a centinaia di metri di ampiezza.

Generalmente si tratta di una caverna sotterranea il cui tetto collassa per via dell'infiltrazione dell'acqua, che rende deboli le pareti. Il verificarsi improvviso di questi buchi può essere molto pericoloso, in quanto lo strato superficiale può rimanere intatto, senza alcun segno del vuoto sottostante, fino a quando le condizioni ambientali fanno cedere lo strato d'asfalto o di terra che ricopre il sinkhole, facendo nascere il buco che possiamo vedere.

fonte : www.ditadifulmine.com

PoesiAmo

Senza


Senza poesia
la vita è una marea nera
senza gli occhi dell'innocenza
ogni gesto involgarisce
senza amore
la vita inaridisce
senza verità
la menzogna ha il sopravvento
senza tenerezza
la violenza distrugge la favola
senza luce
si calpesta la semplicità della bellezza
senza ricordo
è solo oblio
senza gioia
la tristezza esaurisce l'esistenza
senza passione
è solo ripetizione.


(Parma, 31/05/2010)

Luigi Boschi

link

La banca cattolica che investe in armi, tabacco e profilattici

Non c’è da stupirsi molto ma fa comunque un certo effetto scoprire come la chiesa faccia i propri affari con assoluto cinismo e spregio del’etica pubblica, per non dire di quella cattolica, pur sbandierando il contrario. Come il caso della Pax Banca scoperto da Der Spiegel.

Mentre in Italia divampa la polemica sulla RU486, la pillola abortiva finalmente approvata anche nel nostro paese, una banca cattolica tedesca è stata trovata con le mani nella marmellata, costretta ad esprimere pubbliche scuse ai propri clienti dopo che sono venute a galla certe sue partecipazioni azionarie in società produttrici di anticoncezionali, tabacco e armi.

I dirigenti dell’istituto di credito che predicava investimenti etici ligi al cattolicesimo si sono scusati pubblicamente, il che ha aumentato il mio disagio per la notizia.

La Chiesa cattolica afferma da sempre di battersi strenuamente contro la guerra, sebbene io non abbia mai visto scomunicare un guerrafondaio di alcuna latitudine: ma c’é tempo, cosa sono 2.000 anni di fronte all’eternità?

Sicuramente si batte contro l’uso della pillola anticoncezionale, molto meno per la salute dei cittadini (basti pensare all’AIDS ed al profilattico).

In questo contesto va letta la notizia del giornale Der Spiegel che ha scoperto che la banca tedesca Pax ha investito migliaia di euro in società che vanno contro la sua stessa etica.

In particolare, 580mila euro in azioni della “Bae Systems”, società inglese produttrice di armi, 160mila euro nella pillola contraccettiva Wyeth e 870mila euro in partecipazioni in società di tabacco.

La banca si è scusata per il comportamento “non conforme a standard etici”: difatti la Pax promuoveva gli investimenti in fondi etici, specialmente dichiarando l’esatto contrario ossia di evitare investimenti in società produttrici di armi e tabacco perchè non consoni a una organizzazione la cui azione è ispirata alla fede cattolica.

La Chiesa, peraltro, condanna la contraccezione dal 1968 e l’uso della pillola contraccettiva è considerata un “grave peccato“.

Un rappresentante della Pax Bank ha dichiarato che i loro errori verranno corretti immediatamente “senza alcuna conseguenza pregiudizievole per i nostri clienti, in quanto sfortunatamente tali investimenti sono sfuggiti ai controlli interni”, e ha ringraziato il giornalista tedesco di Der Spiegel per aver sollevato la questione.

Questa del ringraziamento è una cosa stupefacente, della serie: grazie per averci aiutato a non peccare oltre, senza Der Spiegel chissà quanto avremmo peccato ancora, non riuscivamo a resistere, meno male che ci siete voi giornalisti.

Ma che facce di tolla, come dite voi su al nord.

Da una parte si condannano le donne che utilizzano metodi contraccettivi, dall’altra si guadagna quando queste lo fanno.

Chissà che ne pensano i poveri frati comboniani (Zanotelli in testa) che da anni hanno in piedi una grossa campagna contro le banche finanziatrici del traffico d’armi.

Del resto la storia cinica della chiesa è lunga secoli, e passa di recente attraverso le figure di Marcinkus e lo Ior.

Continua qui con le specifiche condizioni contrattuali offerte dalla banca in cui si dice come gli investimenti debbano perseguire i valori cattolici

fonte: www.agoravox.i
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Prima la carneficina poi il rapimento

Di Marco Cedolin
Dopo essersi completamente disinteressati della missione umanitaria diretta a Gaza, fino al momento in cui a massacro compiuto sarebbe stato impossibile ignorare l'accaduto, tutti i rappresentanti politici ed istituzionali italiani ed internazionali stanno prendendo coscienza della tragedia, facendo seguire al proprio "risveglio" qualche messaggio poco convinto d'indignazione, commisto ad ipocrite scene di stupore e costernazione.
Qualcuno, come la Spagna e la Grecia, ostentando maggiori dosi di coraggio, ha perfino avuto l'ardire di convocare l'ambasciatore israeliano per chiarimenti. Altri, come le Nazioni Unite e il ministro Frattini, che con il coraggio hanno assai poca dimestichezza, invocano in queste ore un'inchiesta che chiarisca l'accaduto, dal momento che non é loro chiara la dinamica dei fatti.
Le forze speciali israeliane hanno abbordato alcune navi cariche di pacifisti ed aiuti umanitari, sparando addosso ai civili inermi ed ammazzando una ventina di persone, ma in fondo in fondo avranno pure avuto delle buone ragioni per farlo, stanno in tutta evidenza pensando Frattini ed i suoi epigoni in queste ore, dal momento che siffatta violenza non rientra certo nelle corde di un paese pacifico e democratico quale Israele è da sempre.

Insomma le grandi democrazie da esportazione dialogano con gli ambasciatori, s'indignano ed auspicano inchieste, ma fingono d'ignorare il fatto che oltre alla carneficina costata la vita o il ferimento ad una cinquantina di persone, esistono anche altri 600 e più componenti della Flotilla, di cui non si sa notizia, essendo di fatto scomparsi nel nulla.
Oltre 600 persone, fra cui l'amica Angela Lano e altri tre attivisti italiani, sono infatti state deportate insieme alle navi e al loro carico presso il porto israeliano di Ashdod, senza che sia stato reso noto il loro stato di salute ed il loro destino. Il porto è infatti stato dichiarato dalle autorità israeliane zona militare interdetta a tutti, giornalisti compresi.

Israele in parole povere ha secretato ogni cosa, a parte qualche scorcio filmato dell'accaduto ripreso in queste ore dai media.
Non è dato sapere quanti (e chi) realmente siano i morti, quanti (e chi) siano i feriti. Dove ed a quale titolo vengano detenuti i superstiti e quale possa essere il loro destino futuro.
Le famiglie di 700 persone nel frattempo sono costrette a struggersi senza che venga in loro soccorso alcun tipo di supporto e informazione.
Forse oltre a manifestare ipocrita sgomento ed auspicare l'avvio di un'inchiesta che chiarisca l’accaduto, Frattini ed i suoi epigoni farebbero meglio a chiarirsi le proprie idee, iniziando a porre qualche piccola domanda agli "amici" israeliani, riguardo alla sorte dei loro connazionali rapiti dai "pirati" in acque internazionali.
Con comodo naturalmente, dal momento che la politica ha i suoi tempi e comprendiamo come mettere fretta risulti cosa invero assai disdicevole.

Da Israele una minaccia di portata storica

di Giulietto Chiesa.
Il sangue dei pacifisti di Freedom Flotilla ci invia un messaggio tragico, che dobbiamo capire in tutta la sua portata storica.
Questo aggettivo non deve essere considerato retorico.
Il 31 maggio 2010 Israele ha dimostrato al mondo di essere divenuto il pericolo principale per la pace e la sicurezza del mondo.

Guidato da un gruppo più che di criminali, di completi irresponsabili, questo paese dimostra di essere pronto a qualunque eccesso, a qualunque follia, in nome di un fondamentalismo religioso, aggressivo, in spregio a ogni norma e alla stessa idea del diritto.
Adesso possiamo (anzi dobbiamo) immaginare cosa cova nei centri del potere di un tale stato e a cosa sono pronti: a trascinare nel disastro il mondo intero in nome della presunzione che la loro verità religiosa (quella della "terra promessa") debba essere imposta a tutti, costi quel che costi.
La risposta della cosiddetta comunità internazionale è stata significativa: questa volta quasi nessuno ha potuto tacere. Ma bisogna denunciare la sua debolezza e incompletezza. Si prende tempo sperando di far dimenticare o di attenuare lo sdegno mondiale.
Tutti coloro che hanno a cuore la sopravvivenza del genere umano non possono sottovalutare la minaccia che un attacco di Israele all'Iran rappresenterebbe per l' Europa e per il mondo intero.
I fanatici e gl'irresposabili che torturano il popolo di Gaza e il popolo palestiese tutto intero sono pronti a tutto.
Chi non se ne accorge oggi - e non fa nulla, o poco, per fermarli - porterà la responsabilità di ciò che si prepara per domani.

fonte: www.megachipdue.info