Di Manuel Freytas
La brutalità dell’operazione militare ebraica, per nuda e cruda, non s'incastra come un atto “improvvisato” o un “errore” per nessun analista strategico. La maggior parte degli esperti militari (anche se non lo dicono pubblicamente) pensano che sia stata un' azione studiata e pianificata orientata verso obiettivi politici.
L’attacco, come primo emergente, ha obbligato gli USA a difendere e proteggere l’impunità dello Stato ebraico nell’ONU schierandosi nuovamente come il suo “protettore”.
A sua volta, l’attacco pregiudica e mette a rischio il rilancio del dialogo di pace o di “avvicinamento”- come lo hanno chiamato- tra i palestinesi e gli israeliani.
E per concludere, questi tre fronti emergenti complicano la politica di avvicinamento con il mondo musulmano lanciata da Obama lo scorso anno, e indebolisce la strategia di indebolimento e di isolamento “democratico” dell’Iran attraverso alleanze con partner arabi della regione.
In breve, l’operazione israeliana ha paralizzato la negoziazione con i palestinesi, creando una frattura nella politica di “dialogo” di Obama in Medio Oriente, ha complicato l' alleanza strategica di Washington con la Turchia, ha obbligato la Casa Bianca a difendere le posizioni militariste e belliche dello Stato d’Israele nell’Onu.
Mentre il “progressismo” imperiale che amministra la Casa Bianca con Obama lancia linee di “dialogo e negoziazione” in Medio Oriente, i falchi israeliani (con Netanyahu stabilisce una fine sintonia con i conservatori militaristi USA) avanzano nei loro piani di “ri-colonizzazione” e di espansione militarista contro il mondo musulmano.
Mentre la Casa Bianca di Obama sviluppa la sua strategia nell' isolare e sconfiggere l' Iran sul piano della “guerra diplomatica”, i falchi israeliani, in sintonia con la lobby ebraica conservatrice di Washington, avanzano nella loro decisione di “ri-colonizzare” i territori occupati e di lanciare operazioni militari contro l’Iran, Siria, Gaza e Libano, ed evitare che continui l'avanzamento di potere militare e nucleare di Teheran.
Lo sconto non è di fondo ma di “forma”. La lobby sionista liberale (con Obama) vuole approfondire le linee delle negoziazioni “multilaterali” in Medio Oriente, inclusa l’apertura di una linea diretta con il regime di Teheran e la conformazione di un fronte arabo alleato, per isolare i falchi “militaristi”, sia di Teheran che di Tel Aviv.
Per i falchi di Tel Aviv e del Pentagono, Barack Obama è un “infiltrato comunista” quello che protegge Al Qaeda e negozia con i terroristi islamici, secondo una sintesi dei "dossier" cospirativi che circolano negli uffici dei repubblicani e dell’ultra destra conservatrice sionista degli USA.
Questi stessi “dossier” nutrono il pensiero e l’azione dei falchi israeliani che chiudono le file con il governo di Ntanyahu.
Attraverso costanti avvertimenti, lo stato maggiore militare israeliano lancia chiari segnali della sua disponibilità a lanciare un “fatto compiuto” (operazioni simultanee e sincronizzate) contro l’asse Iran, Siria- Libano- Gaza, per coinvolgere Washington nel conflitto.
Sul terreno tattico (e mentre si ritarda l'esito militare con le negoziazioni ferme sul fronte diplomatico) l' Iran e l’asse sionista USA-Israele si preparano ad una meta essenziale: Potenziare la loro difesa e coprire tutti i punti deboli di fronte ad operazioni di attacco e di contrattacco aereo con missili che potrebbero coinvolgere la Siria, Libano e Gaza.
L’ipotesi della “tripla guerra”- come segnalano gli esperti- si trova già nel simulatore dei falchi ebraico-statunitensi, mentre si consumano e si complicano le negoziazioni sul fronte diplomatico con un nuovo rifiuto di Teheran all’ultima proposta nucleare degli USA e delle potenze.
Destabilizzare la politica falsamente “dialogica” di Obama con il mondo musulmano, rompere la sua strategia “negoziatrice” in Medio Oriente, accellerare il fallimento delle negoziazioni diplomatiche sul programma nucleare iraniano all’ ONU e velocizzare lo svolgimento militare USA-Israele contro l’Iran, Siria e Libano e Gaza, sono gli obiettivi centrali che hanno guidato l’operazione di sterminio militare di Israele contro la Freedom Flotilla.
Tradotto e segnalato per Voci Dalla Strada da VANESA
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