domenica 4 luglio 2010

UNA STRADA CON UN CUORE


DON JUAN:
«Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c'è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall'ambizione.»

DON JUAN:
«Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. Questa è una domanda posta solo da un uomo molto vecchio. Il mio benefattore me l'ha detta una volta quando ero giovane, e il mio sangue era troppo vigoroso perché la comprendessi. Ora la comprendo. Ti dirò che cosa è:


Questa strada ha un cuore? Tutte le strade sono uguali; non portano da alcuna parte. Sono strade che passano attraverso la boscaglia o che vanno nella boscaglia. Nella mia vita posso dire di aver percorso strade lunghe, molto lunghe, ma io non sono da nessuna parte. La domanda del mio benefattore ha adesso un significato."

Questa strada ha un cuore? Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l'altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L'altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l'altra ti indebolisce.»
(...)


CARLOS CASTANEDA:
«Ma come si fa a sapere quando un sentiero non ha un cuore, don Juan?»

DON JUAN:
«Prima di inoltrarti in esso poniti la seguente domanda: "Questa strada ha un cuore?" Se la risposta è no, lo saprai, e allora dovrai scegliere un altro sentiero.»

CARLOS CASTANEDA:
«Ma come faccio a capirlo?»

DON JUAN:
«E' una cosa che si sente. Il problema è che nessuno si pone questa domanda, e quando un uomo si accorge di aver intrapreso una strada senza cuore, essa è pronta per ucciderlo. Arrivati a quel punto, sono pochi quelli che si fermano a riflettere e abbandonano la strada.»

CARLOS CASTANEDA:
«Cosa devo fare per formulare la domanda nel modo giusto, don Juan?»

DON JUAN:
«Fallo e basta.»

CARLOS CASTANEDA:
«Quello che vorrei sapere è se esiste un metodo per non mentire a se stessi credendo che la risposta sia positiva quando in realtà non lo è.»

DON JUAN:
«Perché dovresti mentire?
»

CARLOS CASTANEDA:
«Forse perché in quel momento la strada sembra piacevole e divertente.»

DON JUAN:
«Sciocchezze. Una strada senza cuore non è mai piacevole. Devi lavorare duramente anche per intraprenderla. D'altra parte è facile seguire una strada che ha un cuore, perché amarla non ti costa fatica.»

Carlos Castaneda, Gli Insegnamenti di don Juan, pagg. 145 e 211
A Scuola dallo Stregone pagg. 86 e 129.

TAV: LTF cala la maschera

di Marco Cedolin

A Chiomonte, in Val di Susa, il 13 maggio 2010 il sindaco Pinard organizza un incontro pubblico con la popolazione, nel corso del quale un ingegnere della Lyon Turin Ferroviere (LTF) è chiamato a presentare ufficialmente il progetto del nuovo tunnel geognostico della Maddalena, realizzato in gran segreto negli ultimi mesi a totale insaputa della popolazione. Progetto che dovrebbe rappresentare il primo atto della costruzione della linea ad alta velocità Torino - Lione.


http://www.youtube.com/user/ambientevalsusa

Il filmato dell'avvenimento testimonia in maniera impietosa l'assoluta ed imbarazzante impreparazione di chi promuove la realizzazione delle grandi opere.

L'ingegnere di LTF, senza essere mai padrone dell'argomento, …
… manifesta un preoccupante disorientamento e la completa ignoranza del territorio che dovrebbe essere oggetto dell’infrastruttura, nonché degli impatti dell'opera sullo stesso.

Spesso si ritrova a balbettare frasi senza senso, fino a ritrovarsi completamente alla mercè dei cittadini intervenuti al dibattito, che dimostrano una preparazione tecnica e una conoscenza dell’argomento di gran lunga superiore alla sua.
L'accaduto dimostra in maniera inequivocabile come l'amore incondizionato per la propria terra ed il futuro dei propri figli, la tenacia e la conoscenza rappresentino l'arma più potente contro i razziatori del pianeta.

Se il filmato in oggetto venisse divulgato nei TG della sera, la credibilità di tanti millantatori abituati a nascondersi dietro al mito della tecnologia mito della tecnologia e di un’improbabile professionalità subirebbe un duro colpo e con tutta probabilità la mafia del cemento e del tondino inizierebbe a trovare qualche difficoltà nel proporre la costruzione di grandi infrastrutture inutili e devastanti, finanziate attraverso il denaro pubblico.

Marco Cedolin


SECONDA PARTE:


http://www.youtube.com/user/ambientevalsusa

via www.luogocomune.net
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Tutto questo è quantomeno imbarazzante, nonchè vergognoso...e non aggiungo altro...!

Buona vita
Namastè

sabato 3 luglio 2010

FUNZIONARI VATICANI, BP E GOLDMAN SACHS


Il quasi totale blackout dell’informazione indipendente, e l’arresto di chiunque venisse sorpreso a fotografare o filmare la devastazione, mostra come la crisi petrolifera della Halliburton- British Petroleum (BP) sia criminalmente controllata, implicando alcuni tra i nomi più importanti di Wall Street.

Secondo un resoconto ad opera del titubante ma comunque affidabile regista di documentari James Fox, intervistato a Grand Isle, nel Golfo del Messico, da Mel Fabregas per il Veritas Radio Show:

"Stanno arrestando tutti quelli con una telecamera, o quelli che lontano dalle telecamere sono sorpresi a parlare con un reporter”, ha detto Fox.

Un altro reporter ha detto a Fox “E tu chiami questo un paese libero? Proprio qui, negli Stati Uniti d’America, non c’è libertà di stampa. Non c’è libertà di parola. Stanno chiudendo lo spazio aereo sopra la fuoriuscita di petrolio, in modo che i reporter non possano sorvolarlo per constatare quanto siano effettivamente gravi le perdite di petrolio”.

Pezzi sospetti di questo puzzle mortale vedono la partecipazione della Halliburton, la seconda compagnia di servizi mondiale nel campo del petrolio, con sedi principali a Houston e Dubai, alla cui negligenza è stata attribuita la tempestiva esplosione.

Tre settimane prima della “fuoriuscita di gas naturale”, la compagnia Halliburton, legata a George Bush e Dick Cheney e che aveva fatto parlare di sé in relazione ai fatti dell’11 settembre, aveva negoziato l’acquisto della più grande azienda mondiale per la ripulitura delle fuoriuscite di petrolio (Boots & Coots) nello stesso momento in cui attenti osservatori a Wall Street (agenti dell’intelligence finanziaria per la Goldman Sachs; GS, spesso chiamata “Government Sachs”) si liberavano del 44% dei loro titoli BP.

A parte l’appoggio azionario di Blankfein e Government Sachs alla BP e all’Halliburton, un’altra falsa pista macchiata di petrolio, è quella che segue Peter D. Sutherland, il presidente uscente della BP, al momento anche presidente non-esecutivo della Goldman Sachs International.

La parte più inquietante dell’intera vicenda è che mr. Sutherland, l’uomo con un piede nella GS e l’altro nella piattaforma della Halliburton-BP in fiamme, è il Consigliere della Sezione Straordinaria dell’Amministrazione del Patrimonio della sede Apostolica. In altre parole, Sutherland è il principale consigliere finanziario del Papa.

Nel 2010, Mr. Sutherland dopo un periodo di 13 anni ha concluso la sua carica di presidente della BP, la più grande compagnia petrolifera europea. Ex Procuratore Generale di Irlanda, è presidente della Federal Trust for Education and Research, un gruppo di esperti britannico i cui sforzi sono meglio descrivibili con il nome di indottrinamento corporativo più che “educazione” fidata. E’ presidente dell’ Ireland Fund for Great Britain, e membro del consiglio consultivo del Business for New Europe, un gruppo di esperti con sede in Gran Bretagna favorevole all’istituzione di un nuovo ordine mondiale.

Dal 1993-95, Sutherland è stato Direttore generale dell’Organizzazione mondiale del commercio.


Nel gennaio 2006, l’attuale Presidente non-esecutivo di Goldman Sachs International, è stato nominato Rappresentante speciale per la migrazione internazionale dal Segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

Ora, ironicamente, la missione impossibile di Sutherland è quella di far migrare la flora e la fauna marine, i pescatori e gli abitanti della costa lontano dal pericolo di questa emergenza internazionale.
By Sherri Kane Fonte: http://www.rense.com

"Vatican Official Tied To BP, Goldman Sachs"
Sherri Kane, in precedenza giornalista per la FOX News di Los Angeles, è un giornalista investigativo freelance e co-fondatore, insieme al Dr. Leonard G. Horowitz, della Healthy World Organization (HWO), che si sta ora proponendo come alternativa alla bifronte World Health Organization (WHO).

tratto da : http:://www.cafedeumanite.blogspot.com/

ONE - IL FILM - Il Mondo come non l' hai mai immaginato


http://www.youtube.com/user/FaberBarber

L' AUSTERITA' FASCISTA SI AVVICINA E SARA' BRUTALE


Benvenuti all’Era della Rabbia. Rivolte e Rivoluzioni saranno la reazione alla prossima fase del Nuovo Ordine Mondiale.

Di Paul Joseph Watson

Rispettati storici, analisti sociali e finanzieri avvertono che le draconiane misure d’austerità che i governi d’Occidente stanno preparando causeranno disturbi ed anche rivoluzioni quando la gente reagiRà con rabbia in risposta al fatto che il loro lavoro, risparmi, servizi pubblici primari, pensioni e prestazioni sociali saranno tolti loro dai terroristi finanziari che in primo luogo hanno dato origine al collasso economico.
Lo storico britannico, Simon Schama, è una creatura dell’Establishment e lascia ben in chiaro da quale parte sta nel suo recente articolo sul Financial Times, controllato dal Bilderberg ed intitolato “Il mondo barcolla sull’orlo di una nuova era di furore”. Tuttavia, il fatto che sia un elitario di cuore, fa si che le sue predizioni siano ancora più allarmanti.

Si tratta di qualcuno che interiormente è pienamente consapevole del fatto che l’imminente intento di far rispettare le cosiddette “misure d’austerità” alla popolazione occidentale in nome dei globalisti, è in realtà un termine eufemistico per la prossima fase del Nuovo Ordine Mondiale, che non solo causerà disturbi e malessere sociale in massa, ma che potrebbe anche condurre verso la rivoluzione, se l’elite permette che la situazione arrivi ad una spirale fuori dal suo controllo.

Il pronostico di Schama che “potremo essere sulla soglia di un’età di furore” non è da prendere alla leggera. Questo non arriva da Alex Jones, Max Keiser o Gerald Celente; arriva direttamente da un uomo considerato come lo storico contemporaneo di rilievo della Gran Bretagna.

Schama scrive che le misure d’austerità che stanno per arrivare, principalmente negli USA dove l’ira “verso un’autorità federale elitaria si sta scatenando attraverso gli USA come una febbre”, chiederanno “a Barack Obama di essere più che un tutore di talento. Ha bisogno d’essere un guerriero della parola quasi tanto combattivo quanto l’esercito di onorati che considerano la Costituzione dalla loro parte, e che nei suoi primi colpi può abbattere la governabilità della Repubblica Nord americana”.
In altre parole, Obama dovrà lasciare “fuori posto gli obblighi di civiltà” e trasformarsi in un esecutivo autoritario per uscire con successo dalla crescente ondata di rabbia contro l'austerità costituzionale fascista che si avvicina.

Tutti abbiamo visto numerosi video di manifestanti nei disturbi della Grecia, lottando contro la polizia, ed anche lanciando bombe incendiarie a banche e uccidendo persone come reazione alle paralizzanti misure di austerità imposte dal governo per calmare i mandati del pacchetto di salvataggio di quasi mille miliardi di dollari dell’UE. Tuttavia, i media dell'establishment nel suo insieme non sono riusciti a identificare con precisione quali siano quelle misure di austerità, e ancora più importanti, il modo in cui porterà, senza dubbio, ad una dislocazione sociale su grande scala nel Regno Unito e negli Stati Uniti quando verranno applicate.

Le misure d’austerità che attualmente sono oggetto di esame, e di fatto usate nel Regno Unito ed in altri paesi europei, con gli USA non molto distanti, possono riassumersi nel seguente modo:
  • -Tagli massicci ai servizi pubblici, che sono due o tre volte maggiori di qualunque altro taglio che abbiamo mai visto dalla Seconda Guerra Mondiale.
  • - Sia la livellazione come la riduzione degli stipendi dei lavoratori nel settore pubblico daranno luogo inevitabilmente a grandi scioperi, portando paesi interi ad un punto morto per settimane, oltre ad eviscerare qualunque recupero economico. Lavoratori del settore pubblico in Francia e Spagna sono già preparati per grandi scioperi industriali. Come abbiamo visto in Grecia, gli scioperi di routine, portano a disturbi e violenza.
  • -Aumenti fiscali scioccanti che, nell' estrapolarsi dalle misure antecedenti, potrebbero salire ad un 98% in tasse su tutti il guadagni di basso reddito.Questi aumenti elimineranno praticamente la classe media dato che tutti gli stipendi vicini ai 20.000 euro andranno direttamente al governo. Sapendo che tali aumenti porteranno milioni di persone ad evadere le tasse, migliaia di nuovi ispettori del fisco sono stati assunti per la repressione degli evasori fiscali. Negli USA, 16.000 nuovi agenti dell' IRS sono stati assunti recentemente in previsione dei massicci aumenti delle tasse, per evitare che si perdano nelle fogne, così come nuove tasse risultanti dall’ObamaCare, che cominceranno ad introdursi nei prossimi anni.
  • -Tagli nei pagamenti del benessere sociale che colpirà i poveri che stanno già lavorando sotto un' inflazione galoppante. La situazione porterà nelle strade i senzatetto economicamente svantaggiati con lo stato mentale di non aver più nulla da perdere se le prestazioni del governo di cui sono diventati dipendenti, sono ridotti drasticamente.
  • -Aumento dell’IVA per le persone che già pagano alcune delle tasse più alte al mondo. Gli europei sono costretti a pagare un extra del 15-25% nell’acquisto della maggior parte degli articoli e servizi, e questa tassa sigillata potrà solo continuare a crescere. La Grecia ha aumentato l' IVA dal 21 al 23%. Negli USA, il presidente Obama ha lasciato in chiaro che una tassa al valore aggiunto "è ancora sul tavolo" mentre il FMI ha anche delineato piani per una tassa sulle transazioni finanziarie che si sommerà ad una tassa insidiosa sul consumo.
  • -I governi cercheranno di appropriarsi dei fondi pensione attraverso il continuo aumento dell’età pensionabile in modo che le pensioni rimangano costantemente fuori dalla portata fino a quando la gente muore. In Grecia, il governo sta vincolando la pensione all’indice medio di vita utile, quindi la gran parte della gente nemmeno l’avrà prima di morire. Gli scioperi in Francia in risposta a proposte simili hanno provocato la chiusura di scuole, ritardando voli e causando caos.
  • -In molti paesi europei, le leggi regolano la quantità d’impiegati che le aziende private possono licenziare durante un periodo di tempo. In Grecia, il numero di persone che possono essere licenziate si sono duplicate, dal 2% al 4%. Portato agli estremi, questo potrebbe duplicare la disoccupazione nel settore privato, facendo ulteriore pressione sugli assegni per la disoccupazione, che saranno ridotti, portando le persone alla povertà.
Tutte queste misure sono state applicate in un modo o in un altro in Grecia e siamo stati testimoni delle conseguenze. Ciò che rende la situazione molto più terrificante è il fatto che le misure d’austerità che si stanno preparando per l’Europa e, specialmente, per il Regno Unito sono molto più drastiche di quelle imposte ai greci.
L’ultima volta che qualcosa di talmente drastico è stato imposto nel Regno Unito dopo la Seconda Guerra Mondiale è stato nel 1977 quando le spese pubbliche si sono ridotte di un 4%. Questo diede luogo a scioperi massicci, sommosse, cadaveri abbandonati, ed il cancelliere tedesco dichiarò che la Gran Bretagna “non era più un paese sviluppato”.

Questa crisi è stata prodotta appena qualche anno dopo che il governo del Regno Unito aveva imposto “una settimana di tre giorni” come risultato degli scioperi industriali da parte dei minatori del carbone con lo scopo di risparmiare sull’elettricità. I minatori erano in sciopero perché il governo aveva livellato il loro stipendio in uno sforzo per controllare l’inflazione che era in aumento, una ripetizione che molti avvertono, ed è dietro l’angolo dato che i governi si vedranno costretti a stampare migliaia di milioni in più di denaro come parte dei programmi di flessibilità quantitativa.

I tagli nella spesa pubblica come parte delle misure di austerità nel Regno Unito sono preparati per costruire più del doppio di quelli implementati nel 1977, ad un livello dal 9 all’11 %. Se le persone s' infuria, lasciando cadaveri abbandonati, il paese è qualificato come “non più sviluppato” con solo un 4% dei tagli. Cosa dobbiamo aspettarci dopo un taglio che duplica o triplica quel 4%? Per non parlare di altre misure d’austerità draconiane che accompagneranno quei tagli.

Il primo ministro Britannico e assistente Bilderberg, David Cameron, ha avvertito che le misure che il suo governo prepara “Colpiranno ogni persona nel nostro paese. E gli effetti di queste decisioni rimarranno con noi per anni, forse decenni”.

L’austerità fascista è la realizzazione dell’Agenda dell’elite globale per un’ ”evoluzione post-industriale”, dopo di che i livelli di vita in Occidente saranno ridotti drasticamente, la crescita economica si fermerà, e la gente sarà più preoccupata su come alimenterà la sua famiglia invece di scontrarsi con i veri terroristi finanziari che hanno disegnato il collasso economico fin dall’inizio.

Tuttavia, una folla affamata è una folla inferocita. Se la situazione va fuori controllo e la "rivoluzione post-industriale" si sviluppa più rapidamente ed è più difficile da controllare di quanto previsto, l’elite globale può trovarsi con un tipo completamente differente di rivoluzione nelle sue mani- rivoluzione diretta dal popolo contro l’intento dei plutocrati corrotti sfruttando la sofferenza che hanno pianificato lungo la strada verso un autoritario governo mondiale.

L'uomo dello ZEN

Straordinariamente ordinario

L'UOMO DELLO ZEN è molto ordinario, straordinariamente ordinario. È ordinario al punto che, incontrandolo, è assai probabile che tu non sia in grado di riconoscerlo. Vive esattamente come te, mangia come te, dorme come te. In ogni modo possibile, è proprio come te. Per quanto riguarda l'aspetto esteriore, non è per nulla diverso da te.

Una differenza certamente esiste, ma è una differenza interiore. Ha una visione interiore, ha chiarezza. Ci vede, mentre tu sei cieco. È sveglio, e tu dormi. Tu sei ubriaco: ubriaco di avidità, ubriaco di cupidigia, ubriaco di rabbia, ambizione, ego.
L'uomo dello Zen semplicemente non È ubriaco, è sobrio. Cammina consapevolmente, siede consapevolmente: 'Cammina nello Zen, siede nello Zen'.

Non è speciale, in alcun modo. Non assomiglia agli altri cosiddetti santi. Non si stende su un letto di spine, o un letto di chiodi, non si mette a testa in giù. Non è stupido, né esibizionista. Non va in giro nudo per la strada. Non è matto, non è nevrotico! Vive in maniera molto ordinaria, molto normale. È per questo che riconoscere l'uomo dello Zen è la cosa più difficile. Riconoscere un santo che cammina sull'acqua è facile: palesemente, il suo essere speciale è ovvio. Ma l'uomo dello Zen non cammina sull'acqua. Non fa miracoli. Non si dedica ai vani giochi dell'ego. Non è un ego, non è neppure una persona. È solo una presenza, una non-entità. È un nulla assoluto. Solo quando è un nulla assoluto, un individuo è ricco di consapevolezza. Qualunque cosa faccia, la fa con totalità. Solo un uomo che non è ubriaco agisce con totalità. In caso contrario, si rimane parziali, solo una parte si mette all'opera e contemporaneamente altre parti possono esserle antagoniste, essere distruttive. Puoi creare qualcosa con una mano e distruggerla con l'altra. Un ubriaco non sa dove sta andando. Pensa di essere sulla via giusta, ma è soltanto un sogno.

L'uomo dello Zen è consapevole in modo assoluto - senza avidità, rabbia, gelosia, ambizione. Queste sono tutte droghe: ti mantengono in uno stato di sonno. È un miracolo che tu riesca a barcamenarti con così tanti veleni che ti scorrono nel sangue, e nel tuo stesso essere. Questa è l'unica differenza, altrimenti, da fuori, non riuscirai a capirlo. Ci sono dei cosiddetti santi che creano differenze esteriori perché interiormente non ci sono differenze. Se ne stanno in piedi nudi, torturano i loro corpi, si mettono a digiunare. Devono contorcere i loro corpi, maltrattarli. Devono fare qualcosa che li rende speciali rispetto a te, 'più santi di te'.
Un uomo dello Zen non è 'più santo di te'. Non pensa assolutamente di essere più evoluto di te. Vive la sua natura, in semplicità. Yoka dice: "L'uomo dello Zen procede in solitudine".
Questa è la sua prima caratteristica. Non appartiene a una psicologia di massa. Non è indù, non è musulmano, non è cristiano, non è ebreo. Non è indiano, non è giapponese, non è cinese - non può esserlo. Non appartiene ad alcun gruppo. è solo. è un ribelle. Vive seguendo la propria luce. Non segue né imita qualcuno. Ha raggiunto la sua meta.
Qual è la meta? La meta non è da qualche parte fuori di te. Non è laggiù, remota come una stella: è dentro di te, è la tua interiorità. Egli è entrato nella sua interiorità. E l'uomo che ha raggiunto la sua meta...
... può giocare lungo la via che conduce al Nirvana.

È giocoso, non è serio. Non può essere serio, la vita nel suo complesso è un gioco divino, leela, ed egli ne è una parte. Sta semplicemente recitando il suo ruolo. Recita il suo ruolo nel migliore dei modi, nella maniera più perfetta possibile, ma sa che il mondo è un grande palcoscenico, una grandiosa rappresentazione teatrale - ma nulla più. Quindi non lo prende sul serio.
L'uomo dello Zen è gentile per natura e armonioso.
Non finge di essere speciale, è gentile per natura. È molto umano, completamente umano. La sua umanità è magnifica, intensa, assoluta. Non avanza pretese di sacralità - e poiché non ha pretese, è sacro. È armonioso. Non è diviso interiormente, non è costantemente impegnato in una guerra civile. È una melodia, una musica. Se siedi al suo fianco sarai in grado di sentire quella musica.

Proprio l'altro giorno mi è stato chiesto: "Osho, ogni volta che mi avvicino a te sento un profumo particolare. Che profumo è?". Io non uso profumi - non posso. Chi l'ha chiesto è un medico, lo sa che sono allergico... la domanda per lui ha dunque maggiore pertinenza. E dice di sentire sempre lo stesso profumo quando si trova vicino a me. Quella fragranza non ha nulla a che vedere con un profumo. È la fragranza dell'armonia, è la musica. Si esprime in molti modi. A volte la puoi udire come un suono silenzioso, un mormorio, il vento che soffia tra i pini, o il suono dell'acqua che scorre. La sentirai anche come una musica, e qualche altra volta ti arriverà come un odore, una fragranza profumata. Oppure la vedrai nella forma di aura, una luce, molto misteriosa.
Ma l'uomo dello Zen vive semplicemente in armonia, ed è dall'armonia che prendono forma tutte queste cose. Il suo spirito è semplice, pulito, puro e sincero. Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro di incommensurabile valore.
Puoi vedere il suo corpo, non puoi vedere il suo Zen. Non puoi vedere la qualità meditativa del suo essere, non puoi vedere la sua consapevolezza, a meno che anche tu non diventi consapevole. Puoi conoscere solo quello di cui hai avuto esperienza.

È una benedizione per te l'essere in grado di sentire un certo profumo. Significa che hai raggiunto una certa profondità, una certa elevatezza nel tuo essere.
Il suo Zen, che nessuno vede, è un tesoro dal valore incommensurabile. Il suo gioiello, unico e di incalcolabile valore, non cambia mai, in qualunque modo lo si usi. E gli altri ne possono godere i benefici liberamente, in tutte le occasioni.
L'uomo dello Zen trabocca sempre di gioia. Tu ne puoi favorire. È uno che dà: dona letizia, dona gioia, dona bellezza, dona verità. Irradia verità, irradia il divino, ma in profondo silenzio... senza alcuna dichiarazione. Riversa incessantemente le sue benedizioni nell'esistenza. È una benedizione per il mondo.


TRATTO DA:
Osho, Walking in Zen, Sitting in Zen #4

fonte: www.oshoba.it

Qualcuno



Qualcuno mi ha sempre guidato nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore.
Qualcuno ha voluto far capire alla mia testardaggine e incoscienza come si sta al sole e nelle fogne.
Qualcuno mi ha sempre recuperato per i capelli quando stavo annegando.
Qualcuno non ha voluto che perdessi la mia dignità quando ero nelle tenebre.
Qualcuno mi ha estratto illeso da incidenti mortali.
Qualcuno ha voluto che capissi che cosa è l'abbandono.
Qualcuno ha voluto che provassi sulla pelle soprusi, torti, menzogne, ingiustizie.
Qualcuno mi ha donato la musica di parole e gesti intensi.
Qualcuno mi ha salvato dalla banalità, dallo smarrimento.
Qualcuno mi ha fatto incontrare leader e poveri.
Qualcuno mi ha protetto in trincea.
Qualcuno mi ha trasmesso l'immaginario sconosciuto.
Qualcuno mi ha fatto conoscere che cosa è l'amicizia.
Qualcuno mi ha fatto capire che significa ascoltarsi e ascoltare.
Qualcuno mi ha reso possibile percepire l'incanto della solitudine, la voce del silenzio.
Qualcuno mi ha immerso nell'amore profondo.
Qualcuno che non conosco mi sta facendo vivere una vita difficile, travagliata, ma meravigliosa.

(Parma, 01/07/2010)


Luigi Boschi
link


In The Light of Love: Deva Premal & Miten With Manose


http://www.youtube.com/user/PrabhuMusic

venerdì 2 luglio 2010

Osho: il Presente è l'Unica Possibilità


Una persona che vive, mangia e dorme in modo meditativo è uno yogi.La sua vita e tutto ciò che fa è meditativo: vive nel momento, gioca con l’esistenza, non è serio, non concepisce la vita come fardello ma come gioco. Non si preoccupa né del passato né del futuro. Vive nel presente, è il presente.

La vita così diventa un flusso: non c’è alcuna meta da raggiungere perché in un gioco non ci sono mete.

Se in un gioco stabiliamo degli obiettivi, non è più un gioco, è diventato un lavoro. Il lavoro non esiste senza un obiettivo da raggiungere; il gioco non esiste con un obiettivo.

Se fini e mezzi coincidono, ciò che fai è meditativo. Se ci sono i mezzi da una parte e il fine dall’altra - e c’è un percorso - allora diventa un lavoro, e viene preso con serietà. Ma questo crea conflitto, tensione, diventa un peso che distrugge la tua innocenza.

Quando i mezzi sono il fine, e il fine sono i mezzi, quando questi due elementi sono una cosa sola, quando prendi tutto con questo atteggiamento, la vita diventa meditativa. Allora l’inizio è anche la fine, il tuo primo passo è l’ultimo, la nascita è la morte. Se i due elementi sono uniti, l’incontro è anche l’addio e la mente diventa meditativa. Allora non ci sono fardelli e la vita diventa solamente un leela, un gioco.

La mente ambiziosa non può mai andare oltre il futuro, non può distaccarsi dal futuro. La mente ambiziosa è sempre orientata verso il futuro, e la mente che è orientata verso il futuro è anche orientata verso il passato perché il futuro non può essere altro che una proiezione del passato.

Proiettiamo i nostri ricordi passati in desideri futuri. I nostri sogni del futuro sono le nostre esperienze del passato – dipinte con più cura, decorate meglio, ma sempre immagini, essenzialmente passate, proiettate nel futuro.

Ma una persona meditativa vive nel presente. Se vuoi vivere davvero, il presente è l’unica possibilità. Se vuoi solo rinviare la vita, la direzione sarà quella del passato e del futuro.

Ogni individuo è così unico che non può esserci un cammino da seguire; ognuno deve creare il proprio. Il sentiero non è già lì pronto, per cui basta percorrerlo per arrivare da qualche parte. La vita è creare un cammino e percorrerlo. Quello creato da uno non potrà essere adoperato da nessun altro, perché il cammino dello yoga è interiore.

Non ci sono indicazioni, pietre miliari. Buddha ha percorso un sentiero, che però era del tutto interiore ed esisteva solo per lui. Nessun altro può percorrerlo, non può appartenere a nessun altro. Non puoi morire al posto mio, non puoi morire la mia morte.

La ricerca avviene in totale solitudine, attraversando i regni più oscuri. Ma la ricerca stessa diventa una luce.

La consapevolezza del fatto di essere soli cancella il sentirsi soli e crea la propria forma di coraggio.

fonte: http://vivizen.com/

2012 – Uno sarà preso, l’altro lasciato


Questo è il link a una mia conferenza sul salto vibrazionale della Terra ( il famoso balzo quantico del 2012 ), tenuta alla libreria Esoterica di Milano il 24 marzo 2010:
http://www.nonsoloanima.tv/index.php?controller=review&v=995

La prima parte è dedicata ad alcuni aspetti tecnici relativi ai cicli storici ( per i Veda: Satya Yuga, Treta Yuga, Dwapara Yuga, Kali Yuga, oppure, in occidente: Età dell’Oro, Età dell’Argento, Età del Bronzo, Età degli Eroi, Età del Ferro ) e in particolare all’ultimo ciclo, quello che secondo i Maya è iniziato nel 3114 a.C. e terminerà nel 2012.



Poi tratto degli studi di Terence McKenna (uno studioso geniale) relativi all’accelerazione esponenziale del progresso delle civiltà. Detto in altre parole, tutto evolve sempre più velocemente. Secondo McKenna l’Universo progredisce attraverso il continuo verificarsi di novità, e la velocità con cui compaiono tali novità non è costante, bensì accelera in maniera esponenziale. Per esempio, il pianeta Terra all’inizio della sua evoluzione è andato raffreddandosi molto lentamente, poi c’è stata la comparsa della vita organica, che ha proceduto più velocemente rispetto alla fase precedente, poi l’evoluzione ancora più veloce delle piante superiori, quella ancora più veloce degli animali, per passare al ritmo frenetico della storia della civiltà umana e alla comparsa dei nuovi mezzi di comunicazione dove le novità si verificano con cadenza sempre più ravvicinata. L’aspetto più interessante è che lui ipotizza il 2012 come data possibile per il raggiungimento del limite massimo di questa accelerazione: il 22 dicembre del 2012 l’accelerazione tenderà all’infinito e si verificherà una “singolarità“ nello spazio-tempo. Ma lui non era ancora a conoscenza degli studi sui Maya relativi al 2012! Coincidenza?

Fonti di riferimento:
McKenna, Apocalisse gioiosa, Stampa Alternativa
Brizzi, La sconfitta di Cronos, cap. Un cambiamento vibrazionale, Antipodi Edizioni

Infine parlo della follia che coinvolgerà tutti gli abitanti del pianeta nei prossimi anni. Il tempo psicologico sta infatti accelerando - e, come spiego ampiamente anche nel mio libro, il tempo psicologico è l’unico tempo che esiste, non c’è un tempo che scorre oggettivamente al di fuori della nostra coscienza - e le persone vengono sottoposte a livelli di stress sempre maggiori. Al di là della data più o meno certa e dei possibili disastri sul piano materiale, ciò che più importa riguardo l’argomento 2012 è l’aspetto socio-psicologico: le persone stanno impazzendo e impazziranno sempre di più. Ognuno sarà portato vicino al suo personale “punto di rottura”: chi è geloso vivrà la sua gelosia fino in fondo, chi possiede paure riguardo il denaro le vivrà fino in fondo, chi teme l’abbandono lo vivrà fino in fondo… e così via.

Sarà una guarigione collettiva e, come tutte le guarigioni, anche questa comporterà una più o meno grande sofferenza. La misura della sofferenza sarà data dalla nostra resistenza all’inevitabile cambiamento.
O ci si arrende alla Vita e si lascia andare ogni attaccamento, oppure si impazzisce, perché gli attaccamenti ci verranno letteralmente strappati via dalla Vita stessa... che ci vuole bene. Si veda il numero incredibile di donne che vengono uccise dal loro ex compagno, si tratta ormai di una vera e propria strage quotidiana dovuta all’incapacità dell’essere umano medio di accettare ciò che porta la Vita rinunciando ai propri attaccamenti affettivi.

Più resistenza, più attrito, più dolore, più follia.
Restare nel qui-e-ora, accettare quello che c’è e non quello che noi vorremmo ci fosse, aprire il Cuore, guardare con coraggio le proprie paure… questo ci consente di attraversare indenni il 2012... e di farlo già oggi, senza dover aspettare quella data.

fonte: http//www.salvatorebrizzi.com/

Quegli agenti deviati

Vincenzo Mulè

STRAGI. Tre dirigenti di polizia, ancora in servizio, sono indagati dalla procura di Caltanissetta. Facevano parte del gruppo speciale d’indagine “Falcone-Borsellino”. L’accusa: depistaggio. Fari puntati ora sull’Aisi.

Millenovecentonovantadue. Secondo la Corte d’appello di Palermo, che ha condannato tre giorni fa Marcello Dell’Utri a sette anni per concorso esterno in associazione mafiosa, questo è un anno che segna uno spartiacque nella storia personale del senatore del Pdl. L’anno però non è uno qualunque. È quello della morte di Falcone e Borsellino. «Negli anni delle stragi di mafia culminate con gli omicidi dei giudici Falcone e Borsellino ci fu qualcosa di molto simile ad una trattativa tra Stato e Cosa Nostra». Sono le considerazioni alle quali è giunto il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Giuseppe Pisanu, che ha illustrato due giorni fa la sua relazione su «I grandi delitti e le stragi di mafia del 1992-93». «È ragionevole ipotizzare – ha detto – che nella stagione dei grandi delitti e delle stragi si sia verificata una convergenza di interessi tra Cosa Nostra, altre organizzazioni criminali, logge massoniche segrete, pezzi deviati delle istituzioni, mondo degli affari e della politica».

Ieri, la conferma. Tre dirigenti di polizia Vincenzo Ricciardi, Mario Bo e Salvatore La Barbera, sono indagati per calunnia aggravata dalla procura di Caltanissetta dell’ambito delle inchieste sulle stragi palermitane del ‘92 in cui furono uccisi Giovani Falcone, la moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della polizia di scorta, e Paolo Borsellino e 4 agenti della polizia di scorta tra cui una donna.

I tre poliziotti, ora questore a Novara il primo e capo della squadra mobile di Trieste il secondo, facevano parte del gruppo speciale d’indagine «Falcone - Borsellino» che investigava solo sulle stragi di Capaci e via D’Amelio e che era diretto dall’ex capo della mobile poi questore di Palermo, Arnaldo La Barbera, morto per un male incurabile nel 2002 e il cui nome è stato trovato qualche mese fa sui libri paga del Sisde - il servizio segreto civile - per gli anni 1986 e 1987, proprio nei mesi precedenti al suo arrivo a Palermo.

I tre poliziotti sono indiziati di aver estorto le confessioni al falso pentito Vincenzo Scarantino «mediante minacce e pressioni psicologiche. In concorso con il dottor Arnaldo La Barbera, nonché con altri allo stato da individuare, con una pluralità di azioni e in esecuzione di un medesimo disegno criminoso». I magistrati stanno cercando di scoprire se, anche con l’influenza di personaggi dei servizi segreti, vi sia stata una regia per il depistaggio delle indagini sulle stragi. Tra gli indagati ci sarebbe anche Lorenzo Narracci, già collaboratore di Bruno Contrada, come funzionario del Sisde a Palermo, e tuttora in servizio all’Aisi. Riferendosi al funzionario, Pisanu ha riferito che: «Gaspare Spatuzza lo ha vagamente riconosciuto in fotografia come persona esterna a Cosa Nostra; mentre Massimo Ciancimino, testimone piuttosto discusso, lo ha indagato come accompagnatore del misterioso signor Franco o Carlo» che secondo il figlio dell’ex sindaco di Palermo avrebbe seguito Vito Ciancimino nel corso della «cosiddette trattativa tra Stato e Cosa Nostra».

La vicenda di Scarantino è emblematica: il killer si autoaccusò della strage del 19 luglio portando le investigazioni su una falsa pista che identificava i mandanti dell’eccidio di Via D’Amelio nella borgata della Guadagna. Fin dai giorni successivi all’arresto (settembre ‘92) i familiari di Scarantino, soprattutto le donne, negarono subito un coinvolgimento del congiunto accusando Arnaldo La Barbera di averlo picchiato costringendolo a dire «cose false».

E spostando l’attenzione degli inquirenti dal mandamento di Brancaccio, indicato oggi dal vero pentito Spatuzza e regno dei fratelli Graviano. I boss sospettati per anni di essere stati in contatto con Marcello Dell’Utri, già indagato insieme a Silvio Berlusconi come mandante esterno delle stragi dei primi anni Novanta.

Prima che tutto venisse archiviato.

fonte: www.terranews.it

Tecnofollie, storie ordinarie di scorie

di Paolo Calabrò (sito)

Stando alle dichiarazioni di Tyrone Benton, operaio che lavorava sulla Deepwater Horizon, probabilmente la catastrofe petrolifera del golfo del Messico avrebbe potuto essere evitata (il tutto potrebbe infatti esser stato originato dalla deliberata mancanza di manutenzione a uno dei sistemi di sicurezza, il cosiddetto "blowout preventer", solo perché il rallentamento che tale manutenzione avrebbe comportato sarebbe costato alla BP 500.000 dollari al giorno).


A proposito della nostra tragedia di Viareggio (32 morti, 1000 evacuati), causata dall’esplosione di un convoglio contenente GPL, si indaga oggi sulle responsabilità dei dirigenti e sulla negligenza verso la sicurezza.

Perfino nel caso della tragedia-simbolo del disastro nucleare, quello di Chernobyl, si parla di responsabilità dell’uomo (o addirittura di "follia" legata all’elemento umano).

Sono solo tre esempi di un utilizzo inadeguato di una tecnologia di per sé esposta a rischi, aggravati dall’imperizia, dalla stoltezza, dall’avidità dell’uomo. Cui vorrei aggiungere tre esempi di "smaltimento" delle scorie nucleari.

Il primo, più lontano da noi, riguarda le scorie ritrovate sotto allo stadio di Londra: si parla di centinaia di tonnellate di rifiuti radioattivi rinvenuti per un caso fortuito, cioè i lavori intorno allo stadio in occasione delle prossime olimpiadi. Un deposito illegale che potremmo non aver mai scoperto.

In Germania, si sta organizzando l’evacuazione di un deposito di scorie nucleari che avrebbe dovuto durare per l’eternità, e che invece non è durato nemmeno trent’anni: una recente infiltrazione d’acqua ha infatti convinto il governo ad evacuare e a ricollocare i rifiuti altrove, con un costo per lo Stato di circa 3 miliardi di euro (talmente alto da indurre lo stesso governo a parlare dell’introduzione di una "tassa nucleare" per coprire la spesa).

In questo variopinto scenario internazionale, tinteggiato d’illegalità e d’imperizia, non potevamo mancare noi italiani. In una cantina di Castelmauro (CB), di proprità del fisico Quintino De Notariis, recentemente morto a Cuba, sono depositati circa 4.000 fusti di scorie nucleari che adesso lo Stato italiano dovrà mettere da qualche parte. Lo so, sembra una battuta, ma non è così. Pare che alcuni fusti contenenti materiale radioattivo siano addirittura stati bruciati in aperta campagna. Difficile da immaginare, se non fosse per le testimonianze che ne parlano (il caso è stato ampiamente indagato da Milena Gabanelli nel videodocumentario Ecofollie, ed. BUR, 2009, al cui nome è evidentemente ispirato il titolo di questo articolo. Su «Primonumero» c’è al riguardo un dossier con galleria fotografica).

Proviamo a tirare le somme. Da questi fatti apprendiamo qualcosa che, a ben vedere, sapevamo già: cioè che tante di quelle cose che l’uomo avrebbe potuto evitare, ebbene, le ha fatte, ripetute, fino a far diventare globali fenomeni come il surriscaldamento del pianeta, l’inquinamento del suolo, il disboscamento e via discorrendo. Gli uomini sono spesso inaffidabili, incapaci quando non apertamente irresponsabili. Progettare opere dell’ingegno come se tutti i partecipanti fossero delle persone per bene è un grave errore di progettazione. Si ha voglia di minacciare le sanzioni e di invocare la forza della legge: come nel caso dello stadio londinese, arrestare i colpevoli non decontaminerà il territorio circostante. Perché purtroppo assistiamo a due tipi di follia: quella di chi compie atti irresponsabili e criminali, ma anche quella di chi fa finta che la prima non esista (o che sia sufficiente preseguirla a norma di legge) e progetta imprese rischiose senza chiedersi, ad esempio: cosa accadrebbe se una centrale nucleare venisse scelta come bersaglio di un attentato terroristico? Oppure: come potrò impedire che alcuni fusti di materiale radioattivo "spariscano", per venir poi ritrovati dopo qualche anno nella stiva di una nave affondata, magari al largo delle coste di Cetraro, o di quelle della Somalia?

Di fronte a questo scenario non c’è prevenzione che tenga. Purtroppo la storia ci insegna che - nonostante tutte le precauzioni - le catastrofi possono essere scongiurate in un unico solo modo: evitando di mettere in moto il meccanismo che può innescarle. Dobbiamo cominciare a prendere le distanze, con convinzione, da ogni velleità di produzione nucleare, di trivellazione in profondità, di tutto ciò che possa esporci a disastri irreparabili. Citando il motto dell’AIPRI (Associazione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Ionizzanti), "la Terra non ha uscite di emergenza".

via www.agoravox.it

giovedì 1 luglio 2010

Scoperto traffico di testuggini dalla Sardegna alla Sicilia


Fonti: Gds.it – 18 giugno 2010 / EcoDiSicilia.com – 21 giugno 2010 / Geapress.org – 18 giugno 2010

Alcuni siciliani avevano allestito un’organizzazione che si occupava di spedire testuggini sarde vive, utilizzando il normale servizio postale, a domicilio. Gli animali rimanevano nelle scatole anche per giorni.

L’indagine è iniziata lo scorso maggio quando all’aeroporto di Alghero erano stati bloccati due pacchi postali contenenti all’interno 13 tartarughe, immobilizzate col nastro adesivo, spedite dall’ufficio postale di Santa Teresa di Gallura ed è culminata con un ultimo sequestro di un carico di 1.400 tartarughe che si trovavano sull’auto di un giovane tunisino di 26 anni.

Partivano dalla Sardegna ed erano dirette in tutta Italia le tartarughe sequestrate. Gli animali erano chiusi dentro plichi indicanti “accessori informatici” e “libri” e ogni tartaruga, appartenente sia alla specie marginata che greca, poteva essere rivenduta ad un prezzo variabile tra le 200 e le 1500 euro.

Con la perquisizione dei domicili dei destinatari dei pacchi sono state recuperate 150 testuggini ma anche materiale informatico e fotografico e documentazione cartacea inerente il commercio degli esemplari che ha consentito di individuare i mittenti. Sono, quindi, state iscritte nel registro degli indagati tre persone, residenti fra Palermo e Trabia, risultate i mittenti dei pacchi, a cui è stato contestato il traffico illecito di specie protette, il maltrattamento di animali, e il reato di aver fornito false generalità agli impiegati dell’Ufficio postale, mentre i destinatari delle spedizioni, sette persone, sono state iscritte nel registro degli indagati con l’accusa di concorso nel traffico illecito di testuggini.

http://www.laboratorioantispecista.org
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Globale: le maree nere che non fanno notizia


di Global Voices

Il tragico disastro petrolifero nel Golfo del Messico ha ottenuto l’attenzione di tutto il mondo sulla devastazione a cui può portare che un’operazione gestita male. Tuttavia, in alcune parti del mondo c’è gente che convive con disastri tossici parimenti estesi e grazie ad alcuni cercano di attirare l’attenzione globale sulla loro difficile situazione.

Nigeria:

Da decenni i nigeriani hanno a che fare con l’inquinamento da petrolio nel Delta del Niger, e in più sono alle prese con abusi di diritti umani che sono costati la vita ad alcuni attivisti anti-estrazione. Sono in corso cause legali contro la Shell [en, come gli altri link eccetto dove diversamente segnalato], che gestisce le operazioni nella regione, e all’inizio del mese la multinazionale ha pagato 15,5 milioni di dollari per evitare il processo che sarebbe iniziato a giorni. Questi soldi verranno utilizzati per risarcire gli attivisti per i diritti umani e per creare un fondo fiduciario. Tuttavia, le azioni legali per il danno ambientale non hanno ancora dato risultati visto che, secondo l’organizzazione Wiwavshell, “pulizia” significa solo rivoltare il terreno in modo che il petrolio non sia più visibile, ma è ancora lì, a contaminare il terreno e a far ammalare la gente, mentre non si è fatto nulla riguardo il gas-flaring.

Ecco una video-testimonianza relativo al disastro petrolifero del Delta del Niger:


Egitto:

Recentemente le spiagge di Hurghada sul Mar Rosso sono state inondate di petrolio, sollevando le proteste dei turisti e dei proprietari di hotel, che hanno portato ad azioni concrete. Qualcuno si è immediatamente dato da fare per scoprire la causa di questa fuoriuscita, per bloccarla e ripulire le spiagge, come ha riportato l’HEPCA, l’associazione per la tutela ambientale di Hurghada.

Un mese fa abbiamo segnalato il disastro petrolifero avvenuto a Singapore, [it] causato dalla collisione di due navi cisterna, che annessa fuorisucita in mare di petrolio greggio. Ecco di seguito un citizen video che mostra il litorale incrostato di petrolio:

http://www.youtube.com/watch?v=bZ_aAbypmzw&feature=player_embedded

Perù

Il fiume Marañon nella Foresta Amazzonica è l’unica fonte d’acqua per 28 comunità che vivono sulle sue rive, e dopo la fuoriuscita petrolifera della Pluspetrol avvenuta a inizio mese, tali comunità sono rimaste senza l’acqua pulita necessaria a tutti i loro bisogni e non possono nemmeno pescare, visto che le acque sono contaminate da oltre 300 barili di petrolio greggio. Sul blog Globalizado, Juan Arellano ha scritto [sp] un lungo ed esauriente post riguardo il complesso impatto che un disastro simile può avere sulla natura amazzonica e sulle comunità indigene nelle loro relazioni con i corsi d’acqua e i fiumi. Ecco un video autoprodotto che mostra il petrolio galleggiante sull’acqua.

http://www.youtube.com/watch?v=q1qyAdHzUQs&feature=player_embedded

Tutto ciò non è una novità in Perù. A Loreto, la stessa società, la PlusPetrol, ha dei precedenti per le fuoriuscite petrolifere e i tentativi di ripulizia sono alquanto equivoci. Come spiega uno dei dipendenti nel seguente video [sp], si sono limitati a rivoltare il terreno, riferendo poi alle autorità del posto che “la fuoriuscita è stata contenuta”, senza menzionare che il petrolio si trovava ancora lì sotto la superficie, contaminando l’acqua, le piante e gli animali. Un membro della comunità ha parlato di come i suoi amici siano morti per i fumi del petrolio greggio e di come un tempo la gente viveva fino a 90 o 100 anni, mentre ora muore molto prima a causa di tali situazioni.

Nonostante le foto e i video che mostrano petrolio incatramato sulle spiagge del lago di Maracaibo, il Ministro dell’Ambiente nega l’esistenza di problemi o di fuoriuscite, ritenendo “normali” la sporcizia e le discariche che inquinano le spiagge dal 2009, come riporta Código Venezuela [sp].

http://www.youtube.com/watch?v=GzZew2hf7fk&feature=player_embedded

Stati Uniti

Oltre al disatro petrolifero nel Golfo del Messico, va segnalata anche una fuoriuscita di petrolio in Utah, dove una conduttura della Chevron ha riversato nei corsi d’acqua 33.000 galloni di petrolio. Mentre le squadre per la pulizia si sono messe al lavoro per rimuovere il petrolio visibile negli stagni, nei laghi e nei torrenti, la comunità è preoccupata sui possibili effetti della contaminazione. Di seguito un breve filmato che mostra un torrente con le rive ricoperte di petrolio.

Altri luoghi, altri disastri

Sembra che i media vadano interessandosi solo ora ai disastri petroliferi, nel 2005 il blogger taiwanese Munch ha dovuto ingaggiare i suoi lettori per fare pressione sulle testate d’informazione in modo che la fuoriuscita petrolifera vicino all’isola di Lanyu in Taiwan venisse notata. L’immagine seguente mostra le coste ricoperte di petrolio che vengono ripulite.

Pulizia del petrolio fuoriuscito a Taiwan da Munch

Ma il petrolio non è l’unica minaccia per gli ambienti marini. Nel 2009, una nave che portava fosfato è affondata al largo delle coste del Madagascar e la contaminazione ha colpito la natura incluse la balene in migrazione, mentre i pescatori si sono ammalati a causa dell’acqua contaminata sulle coste.

Sembra che nonostante gli anni trascorsi dall’avvio di simili operazioni d’estrazione, la sicurezza per garantire che il petrolio non inquini l’ambiente intorno ai luoghi di estrazione o alle tubazioni non sia acresciuta allo stesso modo in cui è aumentato il bisogno di utilizzare e consumare petrolio. Forse è ora di ipensare al nostro modo di utilizzare tale risorsa e richiamare alle proprie responsabilità le aziende che lo sfruttano.

IL MIRACOLO E’ FINITO


Oggi è il primo giorno fuori dal miracolo.

Oggi, e da oggi si paga tutto. Ti chiamerà la banca per la questione del mutuo. Possono farlo, è il Governo che gliel’ha consentito. Inizieranno a chiederti di rimetterti in carreggiata, giusto il tempo di “rimodulare” gli interessi e faranno la loro telefonata.

Rimodulare significa che applicheranno un interesse aggiuntivo sui ratei non versati per il periodo di sospensione; certo, non tutti. Il Monte dei Paschi pare abbia deciso che i mutui accesi per le case inagibili restano sospesi, senza costi aggiuntivi, per 5 anni. Ma sono gli unici.

Pagare un mutuo per le macerie, o lo scheletro di ciò che avevi costruito in una vita è un’atrocità spaventosa, e spaventosamente ingiusta. Ed è ancor più ingiusto che una decisione come quella del MPS sia presa per una semplice logica di mercato, per un banale ritorno d’immagine, e non perché il tuo Stato abbia dimostrato di conoscere la realtà delle vite umane, dei poveri cristi NORMALI.

Sembra facile a noi da capire, ma non lo è. Come può anche solo immaginare il nostro problema un gruppo di delinquenti che si ritrova case senza nemmeno sapere quanto è il giusto prezzo da pagare. O che le occupano senza scucire il becco d’un quattrino, magari in Via Giulia. Ci sono dei livelli troppo differenti, per far sì che le nostre vite si incrocino, anche solo per un minuto,anche solo nel pensiero di certa gente. Realtà come la nostra non sono nemmeno contemplabili. E anche se lo fossero, ci sarebbero sempre conti, da far tornare. A costo di qualsiasi cosa, anche della dignità. La nostra, ché chi non ne ha una non può perderla.

Oggi, ricomincia la normalità di sempre. Quella delle pretese, quotidiane e sempre quelle: pagare. Non serviamo ad altro. Siamo un buco di bilancio che va colmato, appunto, a qualsiasi costo.

Perciò, quando oggi ti chiamerà Equitalia, quando arriveranno le bollette di quella casa che non esiste più, quando l’INPS ti chiedra di restituire il 100% in unica rata.. tu paga.

Paga, cafone. Fatti spremere finché ce n’è. Hai perso il lavoro col terremoto e tu paga, cafone.

Scade oggi anche la convenzione con gli alberghi che ospitano 3600 degli sfollati aquilani. Da oggi, possono cacciarli a calci nel culo. Hanno le valige pronte, aspettano il via.

Un’anziana ieri le ha fatte a modo suo, le valige: sulla costa dall’anno scorso, a 73 anni, ha deciso che era troppo.

Siamo soli. E soli andremo a Roma: non chiedendo che il miracolo torni, per altri sei mesi. Ve lo racconteranno così, se ne parleranno. Noi chiediamo altro. Chiediamo serietà, e la dimostriamo, nonostante tutto, per primi. Proponendo leggi che rispondano alla domanda, improrogabile, di certezze. Merce che questa politica non tratta, abituata a vincere con spot, abituata a distogliere l’attenzione con culi da copertina e ricostruzioni di facciata.

Oggi il miracolo è finito, e me lo dico con sollievo ed amarezza allo stesso tempo.

Il miracolo è finito. Capita a tutti i miracoli che avvengono per decreto. Per mancato decreto, finiscono.

fonte: http://stazionemir.wordpress.com

Democrazia: quella dei nostri successori non sarà quella dei nostri predecessori

di Raffaele Langone

Nel mio piccolo e delizioso paese, Savoia di Lucania, non siamo in tanti e non ci sono molti svaghi e mi capita quindi qualche volta di passeggiare da solo lungo le strade che costeggiano il borgo antico, o di fare avanti e indietro nella centrale piazza del Plebiscito. In questo andare dal “tabacchino” all’ingresso della villa comunale, mi capita ogni tanto di pensare, di pormi delle domande, le più disparate, come ad esempio quella di come sia oggi difficile definire il concetto e il significato di “libertà”; o, meglio, della libertà.
Qualcuno dirà: ma questo è matto..porsi queste domande !!! Ma goditi la vita.
E invece, ahimè, passo il tenpo a pormi questa ed un’altra infinità di domande. Mi godo la vita ANCHE così.
Dunque, il termine democrazia è nato come rivendicazione in società semplici, nelle quali l’ottanta per cento del reddito derivava dall’agricoltura, mentre le classi sociali erano poche e chiaramente definibili.
Oggi i sociologi, e non solo, parlano di società “complesse” o addirittura “liquide”, (Bauman) nelle quali flessibilità e mobilità, in termini di redditi e di classi, sono molto accentuate.
In queste condizioni, è quasi un miracolo che, per la sua grande pregnanza, la libertà abbia continuato a rimanere un valore, così come è quasi un miracolo che si sia sviluppata, lungo tre secoli, in Occidente e in situazioni tanto diverse, una democrazia rappresentativa basata sul consenso (da cui, in termini politologici, i sistemi politici che vengono definiti “liberaldemocratici”: nel senso che libertà e democrazia nascono e si sviluppano contemporaneamente, o in parallelo).
Due sono le principali questioni che mi sono posto: la prima è che le limitazioni alla libertà è “riduttivo” attribuirle all’«onnipotenza del profitto, che qualche volta si è indotti a ritenere come la nuova divinità a cui tutto si piega».
La seconda è che una di queste pericolose limitazioni, cioè la «pervasività» telematica con «l’acquisizione e l’accumulo di dati» su di noi «potrebbe apparire innocuo quando si vive in uno stato di diritto».
Sul primo punto occorre risalire a Marx, che vedeva «il passaggio dal regno della necessità al regno della libertà» come caratteristica di un socialismo che metteva fine all’onnipotenza del profitto. Marx era e rimane un grande pensatore, ma su questo punto la sua visione può essere effettivamente ritenuta riduttiva.
Quella che un politologo, mi sembra fosse Maurice Duverger, definisce «la rivoluzione culturale borghese» ha all’origine l’esaltazione del profitto (ma non la sua «onnipotenza»); ma è un fenomeno più complesso di quanto possa essere definito dal riduttivismo economistico.
E’, appunto, questa rivoluzione, un prodotto “culturale”, alle cui componenti occorre risalire: appunto per vedere se e quali limiti ne derivino alle “libertà” (soprattutto in rapporto alle culture “altre”, non “borghesi”, presenti nello stesso Occidente e in diverse aree culturali non “occidentali”).
Il secondo punto è relativo alla sicurezza (per le libertà) che ci viene garantita dallo stato di diritto, nel quale si concreta la democrazia rappresentativa.
Questa garanzia è in difficoltà, a partire dal paese, gli Stati Uniti, che ne è stato garante lungo il drammatico XX secolo.
Faccio un solo esempio: per la prima volta nella sua storia, nelle elezioni del novembre 2006, mi è rimasto molto impresso, il “New York Times” ha appoggiato candidati di un solo partito (quello democratico) e non di entrambi a seconda delle loro qualità personali, con la motivazione che «queste elezioni sono un referendum su Bush.
Per noi il punto di rottura si è avuto col tentativo dei repubblicani di minare il sistema fondamentale di separazione dei poteri che ha tutelato la democrazia americana sin dalla sua nascita». (Quel che sta accadendo in questi mesi da noi, in Italia, con il tentativo di approvazione della legge BAVAGLIO e delle varie proposte di modifica del complesso di principi e leggi che pongono tutti i cittadini ad essere uguali di fronte alla Legge.)
Comunque, per tornare al nostro ragionamento, in quel caso mi sembrò subito che fosse stato riduttivo parlare solo di Bush e dei repubblicani, in america.
E’ come se oggi volessimo ridurre in Italia la questione delle libertà a ciò che pensa l’on Quagliariello o il senatore Gasparri piuttosto che l’onorevoleCasini.
Secondo me E’ un problema di tutte le democrazie rappresentative, che dal punto di vista politico potenziano il ruolo del potere esecutivo e dei suoi controlli pervasivi a scapito degli altri due (legislativo e giudiziario) e non riescono più a controllare i “poteri forti” dell’economia finanziaria globalizzata, mentre nello scorso secolo avevano tentato di farlo con due grandi liberali, Keynes – con l’intervento pubblico in economia – e Beveridge – con il welfare, che garantiva i ceti deboli «dalla culla alla tomba».
Questi i due temi secondo me da approfondire ed ai quali dare una resposta velocissimamente: il “riduttivismo” economicista da un lato, e la difficoltà dello stato di diritto dall’altro.
E credo sia utile pensare della libertà ciò che un altro politologo, Robert Dahl, dice della democrazia: quella dei nostri successori non sarà quella dei nostri predecessori; o si amplierà, o si restringerà.

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fonte : www.gliitaliani.it
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Al blogger Messora l''Ischia Social Network', premio speciale a Boccolini di Aki

Ischia - (Adnkronos) - Il blogger di 'Byo Blu' ha vinto la seconda edizione con il suo articolo su 'L'informazione assassina' in occasione del terremoto in Abruzzo. Seconda classificata la giornalista Carlotta Mismetti Capua. Riconoscimento speciale a Hamza Boccolini di Aki-Adnkronos InternationalIschia, 30 giu. - (Adnkronos) - Claudio Messora, blogger di 'Byo Blu' con il suo articolo su 'L'informazione assassina' in occasione del terremoto in Abruzzo ha vinto la seconda edizione del Premio Ischia social network. La citta di Asterix, il blog su Facebook che racconta la storia vera di quattro ragazzini afgani incontrati su un autobus arancione, mentre il Tevere esondava. Diretti alla Piramide al centro di Roma erano partiti da Tagab, Afganistan dopo aver percorso 5000 Km a piedi. Scopo del gruppo: farli andare avanti, e non indietro. E scoprire cosa significa Spqr. E' la storia, raccontata invece dalla giornalista Carlotta Mismetti Capua, giunta seconda classificata al Premio Ischia social network.
La giuria del premio, composta da Paolo Rastelli (Corriere.it), Anna Masera (LaStampa.it), Giuseppe Smorto (Repubblica.it), Daniele Bellasio (Il Sole24Ore.com), e i responsabili delle sezioni online delle agenzie Ansa e Adn Kronos, che, insieme ai principali collettori di social network (Liquida, Wikio e BlogBabel), ha dato indicazioni su 10 blog/social network che sono stati poi votati direttamente dalla rete sul sito del premio Ischia. Grazie ai tanti fan e sostenitori dei blog in concorso il sito del premio Ischia ha raggiunto in poco tempo oltre 100mila contatti.

Il Premio Ischia consegnerà un riconoscimento speciale a Hamza Boccolini, il cacciatore di 'Al Qaeda' sul web. Hamza Boccolini giornalista di 'Aki, Adnkronos International', da anni, attento segugio della rete jihadista dal nostro Paese. Hamza trentenne, italiano musulmano (si è convertito all'Islam a 18 anni), già direttore della Moschea di Napoli prima di divenire giornalista del web, con licenza di svelare i segreti della centrale del terrore che nella Rete si scambia informazioni, ordini e preghiere, è stato il primo laureato alla Facoltà di Studi Islamici alla Orientale di Napoli.

www.adnkronos.com
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