domenica 6 febbraio 2011

Piccolo Drago


Narra la leggenda che un giorno imprecisato, intorno all’epoca del Grande Regno di Giada, un maestro di vita venne alla luce, accompagnato dai segni che solitamente contraddistinguono tali rari eventi. Sogni premonitori, strane apparizioni, sconvolgimenti climatici.
Piccolo Drago fu il nome col quale venne riconosciuto, anche perché sulla spalla sinistra aveva una voglia che ricordava un lungo drago fiammeggiante. All’età di 6 anni venne condotto alla Montagna degli Immortali, dove potè conoscere le arti alchemiche interne, le erbe medicinali, le pietre di potere, le tecniche spirituali degli eremiti. A soli 10 anni, grazie ad una pratica intensa delle discipline corporee di trasmutazione, era già considerato l’incarnazione di una divinità.
Migliaia di persone si recavano presso la sua capanna di sterco in cerca di consigli e di guarigione fisica e spirituale. Tutti trovavano accoglienza, tutti trovavano conforto.
La sua dieta, basata esclusivamente su frutta, acqua ed un po’ di pane, era interrotta soltanto nelle occasioni di festività importanti. Il suo nutrimento proveniva principalmente dal prana contenuto nell’aria e nell’acqua. Grazie ai processi alchemici detti di “Trasformazione Elementale” poteva assorbire e purificare l’essenza di ogni sostanza, per rendere forte e robusta la sua costituzione.
Una pratica spirituale, che insegnò a molti suoi allievi, era quella del “Nutrimento di Rugiada”, grazie alla quale era possibile ottenere particolari poteri sulla materia e sulla mente.

sabato 5 febbraio 2011

Osho

"Tutto il mio lavoro, tutto il mio approccio è quello di dare a ogni individuo la possibilità di sviluppare il suo potenziale, qualunque esso sia. 

Nessuno dovrebbe cercare di sviare la propria vita - nessuno ha il diritto di farlo. 

E allora avremo un mondo che è veramente un giardino fatto di esseri umani. 

In questo momento siamo all'inferno." 

Murdoch contro l'élite globale?

tratto da: PeaceReporter
Traduzione di
Enrico Piovesana
 
Su Market Watch (Wall Street Journal) un articolo sorprendente: ''Dietro Davos c'è una cospirazione di super-ricchi quarantennale che finora ha provocato solo disastri. Una rivoluzione violenta li rovescerà''

Dietro il Wold Economic Forum di Davos opera una società segreta, una cospirazione dei super-ricchi che, come nei malvagi piani di Blofeld, il capo della Spectre, mira apertamente a dominare il mondo concentrando sempre più potere e ricchezza nelle proprie mani. Il forum di Davos è un disastro che nel corso degli ultimi quarant'anni ha creato un mondo sempre più diseguale, povero di risorse e afflitto da sempre maggiori povertà, malattie e guerre. Ma i super-ricchi di Davos non si accorgono che il capitalismo reaganiano è per sua natura autodistruttivo e, nonostante la repressione del dissenso, è fatalmente destinato a essere rovesciato da una rivoluzione violenta.
Questo non è un post anonimo pubblicato su Indymedia da qualche giovane militante anarchico no-global, ma il fedele sunto di un lungo e sorprendente articolo scritto pochi giorni fa dal principale editorialista del sito di analisi finanziaria Market Watch, collegato al Wall Street Journal e quindi di proprietà del magnate Robert Murdoch - che, tra l'altro, ha disertato il forum svizzero.
Il titolo del pezzo, a firma di Paul Farrel, è 'I super-ricchi a Davos: 40 anni di disastri'. Merita leggerlo, almeno nelle parti salienti.

Argentina: Multinazionali e schiavitù del XXI secolo

foto: largentina.org
tratto da: Unimondo.org

Tra le 12 e le 14 ore di lavoro al giorno per poco più di 96 pesos (circa 17 euro) senza nessun riconoscimento di lavoro straordinario, in condizioni insalubri, senza bagni, acqua né luce, pagamento a lavoro terminato al netto di eventuali danni al raccolto e divieto di abbandonare gli alloggi fino alla fine del contratto. Questa le condizioni di lavoro di centinaia di salariati dalle grandi multinazionali e tristemente scoperte della magistrtura argentina in alcune campagne del paese.
Già ai primi di gennaio 120 persone erano state trovate nelle campagne della provincia di Buenos Aires in condizioni disumane, ridotte a uno stato di vera e propria schiavitù. Quasi tutti provenienti dal nord argentino, Santiago del Estero e Tucuman le province di origine più frequenti ma anche dalla vicina Bolivia e Paraguay. I lavoratori erano alle dipendenze della Nidera, multinazionale oggi leader del mercato delle sementi, e grande esportatrice di oli.
Quel che è peggio è che non si tratta di un caso isolato, pochi giorni fa sono state scoperte altre aziende nelle campagne di Mendoza e Cordoba, Misiones, Entre Rios, Costa Atlantica, che utilizzavano gli stessi sistemi di reclutamento e le stesse condizioni di lavoro. La magistratura argentina che indaga sul caso parla di una vera e propria organizzazione criminale dedicata al reclutamento di persone destinate al lavoro forzato, non solo per la multinazionale Nidera, anche per Pioneer (leader nel settore delle biotecnologie) Movifor, Adecco Specialities ma anche altre altre strutture rurali.

Energia dalle alghe


Possiamo mangiarle, fabbricare la carta da esse e ora le alghe si rivelano anche una rivoluzionaria fonte di bioenergia.

Soprattutto per quanto riguarda l’alimentazione dei motori a scoppio, le energie rinnovabili non si sono dimostrate una buona alternativa rispetto al petrolio: il biofuel è responsabile della sottrazione  di terre per le coltivazioni alimentari, dell’impoverimento delle stesse a causa dello sfruttamento da monocolture, della distruzione della biodiversità e dell’habitat di animali in pericolo (si veda il caso dell’olio di palma) oltre che dell’aumento dei prezzi di generi alimentari di prima necessità come pane, pasta e zucchero.
I vantaggi
La coltivazione delle alghe come biocarburante, invece, oltre ad essere molto più economica del petrolio e delle altre fonti di produzione del biodiesel, ha un rendimento di molto maggiore: per ogni acro (0,4 ettari) di coltivazione, la soia produce 50 galloni di olio (un gallone è pari a circa 3,78 litri), la colza 150 galloni, la palma 650 galloni, mentre dalle alghe si ricaverebbero ben 10.000 galloni di olio per acro.
Infatti le alghe, di soli 5 micron di dimensioni, hanno l’aspetto di un fango di colore verde dal quale è possibile estrarre grandi quantità di grassi (fino al 50%, secondo le stime dell’ENEA, che è stata il primo istituto in Italia ad interessarsi di questo argomento) da utilizzare come combustibile, inoltre hanno un ciclo vitale talmente veloce che non sarebbe necessario attendere mesi prima di poter disporre di un raccolto.

venerdì 4 febbraio 2011

Torture e violenze, il dramma africano dei “bambini stregoni”

tratto da: dirittodicritica.com
Scritto da Emanuela De Marchi 

Bambini e riti magici. Un connubio spesso nefasto. La stregoneria è un grave male dell’Africa sub-sahariana che la tiene imprigionata in una realtà anacronistica che ne impedisce lo sviluppo. È un fenomeno antico ma di recente vittime di queste credenze e di questi riti magici sono soprattutto i bambini. I ruoli si invertono e i bambini più indifesi vengono accusati di stregoneria da pastori protestanti o dalle loro stesse famiglie. Torturati e spesso uccisi, i bambini africani sono vittime di questa pratica che sta rifiorendo come conseguenza dell’urbanizzazione.
La paura delle maledizioni. Bimbi di un’età compresa tra gli 8 ed i 14 anni. Orfani, handicappati, albini e tutti coloro che hanno comportamenti considerati come “insoliti” (testardi, aggressivi, introversi o solitari). I più fragili, i più indifesi. Sono proprio loro ad essere accusati di stregoneria molto spesso dai loro stessi genitori. Secondo l’Unicef si tratta di una pratica che coinvolge decine di migliaia di bambini in tutta l’Africa. Il principale potere attribuito ai bambini-stregoni è quello di agire partendo da un mondo invisibile sul mondo visibile in modo nefasto. Secondo la credenza popolare, questi bambini compirebbero maledizioni che colpiscono un membro della famiglia, al fine di sacrificarlo. I bambini sono quindi accusati di provocare la diarrea, il paludismo, la tubercolosi, l’HIV e l’AIDS. Sono anche accusati di provocare un malessere generale, la povertà, la disoccupazione o qualsiasi tipo d’ insuccesso.

Accettare il cambiamento – Shunryu Suzuki Roshi


Suzuki Roshi disse che la rinuncia non consiste nel fare a meno delle cose di questo mondo, ma nell’accettare che se ne vadano via.  Tutto è impermanente: prima o poi tutto se ne andrà.
La rinuncia è uno stato di non attaccamento, di accettazione di questo passare.  L’impermanenza è, in effetti, solo un altro nome della perfezione.  Le foglie cadono; il letame e l’immondizia si accumulano; ma dal letame nascono i fiori, le piante: cose che pensiamo siano belle. La distruzione è necessaria.  Senza distruzione, non ci potrebbe essere nuova vita e la meraviglia della vita, del cambiamento costante  non potrebbe esistere. Dobbiamo vivere e morire, e questo processo è in sé perfezione.  Tutto questo cambiamento non è, tuttavia, ciò che avevamo in mente.  Non siamo predisposti ad apprezzare la perfezione dell’universo.  Siamo inclini a trovare un modo per durare per sempre nella nostra immutevole gloria…
Chi, notando i primi capelli grigi non ha pensato: Ahi-ahi? 

Egitto: nessuno fa un passo indietro, la guerra civile è sempre più vicina


Il Cairo. I delinquenti del Raìs sono ovunque e cercano la stampa. In un’altra giornata segnata dagli scontri, violenti, tra manifestanti governativi e anti-governativi, le notizie di aggressione ai giornalisti sono continue. Così come gli arresti di operatori umanitari. Human Rights Watch ha denunciato nel pomeriggio l’arresto del suo inviato al Cairo, Daniel Williams, il marito della giornalista Lucia Annunziata. Anche Amnesty International riporta che due suoi rappresentanti sono stati arrestati dalla polizia al Cairo, dopo che ieri mattina la polizia militare aveva preso il controllo del Centro di studi giuridici Hisham Mubarak. Insieme ad altri attivisti del Centro e al delegato di Human Rights Watch sono stati trasferiti in una località della capitale di cui Amnesty non è attualmente a conoscenza.
L’Onu ha evacuato il personale “non essenziale” dal paese: un primo aereo diretto a Cipro ha trasportato 150 dipendenti delle Nazioni Unite mentre altri 250 faranno lo stesso nelle prossime ore. Rimarranno soltanto i dipendenti egiziani.
Girare per le strade fuori da Piazza Tharir è quasi impossibile. Le squadriglie pro-Mubarak hanno coltelli e bastoni. Picchiano e nella peggiore uccidono.

Zone umide, i bacini di vita del pianeta blu

da Terra
Alessio Nannini
 
AMBIENTE. Le ragioni della tutela e le minacce a un ecosistema prezioso. Un bilancio della Giornata mondiale dedicata dalle Nazioni Unite all’habitat più importante e fragile della Terra.

Due coincidenze rendono il 2011 un anno particolare per l’ecosistema più importante e allo stesso tempo più fragile del pianeta: l’anno internazionale che l’Onu dedica alle foreste e i quarant’anni della Convenzione internazionale di Ramsar, sottoscritta da 160 Paesi e con cui nel 1971 si determinò la definizione e la tutela delle zone umide, vale a dire: laghi, torbiere, fiumi, foci, stagni, lagune, valli da pesca, litorali con acque marine costiere. A tutte queste aree che identificano il “pianeta blu” è dedicata la Giornata delle zone umide, ieri celebrata in tutto il mondo, e che si tradurrà in questi giorni in una serie di eventi organizzati dal Wwf nelle oasi italiane.

giovedì 3 febbraio 2011

Vaccino contro l'influenza A/H1N1 e narcolessia



Nei bambini e negli adolescenti di età compresa tra i 4 ed i 19 anni cui è stato iniettato il vaccino GlaxoSmithKline contro l'influenza pandemica H1N1 (Pandemrix) è stato riscontrato un rischio nove volte maggiore di sviluppare la narcolessia (disturbo neurologico del sonno) negli 8 mesi successivi alla vaccinazione rispetto a quelli della stessa fascia d'età non vaccinati.

Ad affermarlo è il National Institute of Health and Welfare della Finlandia il quale riferisce che al momento la spiegazione più plausibile è che l'aumento dei casi di narcolessia sia da attribuire all'effetto congiunto del vaccino e qualche altro fattore.

Le autorità sanitarie finlandesi ritengono che l'associazione tra la vaccinazione con Pandemrix e la narcolessia è così evidente che è improbabile che altri cosiddetti fattori di confondimento possano spiegare completamente il fenomeno.

Come attestato dai dati provenienti dagli ospedali e dalla revisione delle singole cartelle cliniche dei pazienti da parte di un gruppo di neurologi e ricercatori del sonno, in Finlandia tra il 2009 ed il 2010 60 bambini e adolescenti di età compresa tra 4-19 anni si sono ammalati di narcolessia. Di questi ammalati, 52 (quasi il 90 per cento) avevano ricevuto il vaccino Pandemrix ®.

Osho

"Sono una persona naturale. Non ho carisma e non credo nel carisma. 

Non credo nei metodi; anche se li uso, non ci credo. Sono una persona naturale, molto comune. 

Potrei perdermi nella folla, e tu non saresti in grado di ritrovarmi. 
Non ti guido, ti accompagno." 

Osho

Doveva pur campare?


Avrete letto anche voi l'orrorifica storia dei 100 cani husky massacrati in Canada. Non servivano più, costava mantenerli, e quindi se ne è pianificata l'uccisione in massa: con un solo proiettile però, perché altrimenti si spende troppo. Se il proiettile non basta, sgozzati a coltellate. 
Così commenta Massimo Gramellini:
Quando l'economia divorzia dall'umanità partorisce orrori come questi. (...) Certe volte mi chiedo se i pochissimi bipedi che governano il mondo dalle torri eburnee dei loro non sempre meritati imperi finanziari - quelli, per intenderci, che l'altra domenica pontificavano a Davos - abbiano di noi una considerazione tanto diversa: numeri da usare per produrre altri numeri. Buoni per tirare la slitta finché serve. E poi.
Sui nostri contratti di lavoro siamo definiti "risorsa". Esattamente come un computer, una vanga, un barile di petrolio o un cane da slitta. Se i datori di lavoro, dopo il licenziamento, dovessero continuare a mantenerci probabilmente toccherebbe anche a noi un proiettile in testa. D'altronde c'è la crisi, la competititività, la globalizzazione, e gli esperti giustificherebbero persino, con eleganti fondi sul Corriere.
Ma io ho visto anche un'altra cosa: lo sterminio degli husky è stato affidato ad un operaio. Un operaio che si è prestato a tale mattanza, e ne è rimasto scioccato al punto da fare causa all'azienda.
Come mai si è prestato? Perché "doveva pur campare"? Perché "doveva pur pagare il mutuo"? Quale limite c'è al "dobbiamo pur campare", sempre che esista un limite?
Ci sono casi anche da noi, cosa credete, ne avevamo parlato qui e qui. Il succo qui.
Per pagare il mutuo, per campare, per non perdere un prezioso posto di lavoro, voi, lo avreste fatto?

Anche il Pakistan a rischio

Marco Luigi Cimminella
 
Martoriato dall'inflazione e dal deficit pubblico, il Pakistan potrebbe essere presto attraversato da sollevamenti popolari simili a quelli in Maghreb.

I venti di protesta, che attraversano in queste ultime settimane il mondo arabo mediterraneo, potrebbero presto sferzare, con inarrestabile furia, anche il subcontinente indiano. In particolare, le inondazioni che hanno dilaniato il Pakistan nei mesi scorsi, unitamente alla già precaria situazione economica del Paese, sono forieri di prevedibili sollevamenti da parte del popolo, esasperato dall'inettitudine che il governo ha dimostrato e sta dimostrando nel fronteggiare la crisi.
Questo è il parere di Tadateru Konoe, presidente della Federazione Internazionale della Croce Rossa, secondo cui le piogge torrenziali e la conseguente distruzione dei raccolti, soprattutto nella regione del Punjab e del Sindh, hanno trascinato il paese in un vortice inflazionistico. In particolare, si è registrato un forte aumento dei prezzi dei prodotti agricoli, che ha reso ancora più fragili e drammatiche le prospettive di vita della popolazione.

Rete disarmo - Tavola della pace: "Stop agli aiuti militari ai paesi del Nord Africa"


“Sospendere ogni forma di cooperazione militare con Algeria, Egitto e Tunisia”. E’ la richiesta che la Rete Italiana per il Disarmo e la Tavola della Pace hanno rivolto ieri al Governo e al Parlamento italiano in seguito alla repressione delle proteste popolari che scuote i paesi del Nord Africa.
Una situazione altamente drammatica e conflittuale, che è costata la vita a molte persone in questi giorni. “L’Italia non può sostenere regimi liberticidi e deve usare anche la leva degli aiuti militari per spingere i Governi dei citati paesi verso una transizione democratica - sostengono le due associazioni. Le armi italiane, del resto, non dovrebbero essere utilizzate per mantenere al potere regimi impopolari e che non da oggi si sono resi protagonisti di diverse politiche che violano i diritti umani (divieto di manifestazioni, repressione della libertà di opinione e di stampa, incarcerazione degli oppositori politici, repressione delle libertà sindacali...)”.

mercoledì 2 febbraio 2011

Da sei anni un camper cura i rom

da:  Terra
Carla Buccino (Comunicare il Sociale)
ROM. Bilancio positivo per i primi sei anni di attività di “DOnKisciotte” a Napoli. Un giorno del 2005 un gruppo di giovani medici e amici si incontra e decide di voler prestare gratuitamente la propria opera per chi ne ha bisogno.

Bilancio positivo per i primi sei anni di attività di “DonKisciotte” a Napoli. Un giorno del 2005 un gruppo di giovani medici e amici si incontra e decide di voler prestare gratuitamente la propria opera per chi ne ha bisogno. Nasce così l’associazione Donkisciotte: volontari medici e non solo mettono a disposizione le proprie competenze per aiutare chi non può permettersi cure adeguate. Tramite un faticoso autofinanziamento, sei anni fa, acquistano un camper, “Ronzinante”, dal nome del cavallo del celeberrimo eroe; inizia quindi l’avventura di questo ambulatorio itinerante che circola per le vie più problematiche della città e si fa strada soprattutto fra i campi rom, laddove l’attenzione sanitaria risulta ancora alquanto carente. Parallelamente a Ronzinante è stato realizzato “Sancho Panza”, ambulatorio permanente situato presso la parrocchia di Capodichino, dove una volta a settimana si alternano medici di ogni specializzazione che prestano cure e aiuti a chiunque ne abbia bisogno e volontari della Comunità di Sant’Egidio che rendono meno pesanti le attese dei pazienti. Ad oggi sono circa 2.000 le visite effettuate, di cui oltre 500 pediatriche e 200 ginecologiche. 

Ue riconosce il genocidio dei Rom avvenuto nella seconda guerra mondiale

 
Secondo il presidente del Parlamento europeo, i Rom sono stati la terza categoria più perseguitata nel corso del conflitto.
 

 
L'Ue ha riconosciuto, durante la sessione plenaria del Parlamento a Bruxelles, il genocidio dei Rom avvenuto nel corso del secondo conflitto mondiale.
Come spiegato dal polacco Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, "i Rom sono la minoranza etnica più numerosa all'interno dell'Unione europea", sottolineando che nel corso della seconda guerra mondiale "sono stati perseguitati come gli ebrei".
Terza categoria più colpita dalle violente discriminazioni dei regimi fascisti e nazisti, sono stati "circa 220.000 i Rom sterminati per ragioni razziali", ha concluso la presidente ungherese dell'Unione, aggiungendo che "oggi, se fossero sopravvissuti, sarebbero cittadini europei".

http://it.peacereporter.net/articolo/26656/Ue+riconosce+il+genocidio+dei+Rom+avvenuto+nella+seconda+guerra+mondiale

L’acqua? C’è! Basterebbe cooperare

Un punto d'acqua nel deserto in Mali - 
Foto: ©T.Murtagh/UNESCO
Emma Mitrotta

Gran parte delle risorse idriche globali scorre sotto la crosta terrestre, esse costituiscono una fonte alternativa importante per fronteggiare i problemi, presenti e futuri, di disponibilità d’acqua potabile, soprattutto in quei Paesi naturalmente poco dotati di risorse idriche superficiali. Questa ricchezza nascosta è stata a lungo trascurata proprio per il suo carattere occulto ed è stata sfruttata troppo o troppo poco per mancanza di norme adeguate (a livello locale, nazionale e internazionale) che ne preservassero il buono stato ecologico e ne regolamentassero l’uso.
Tale tema è oggi al centro dell’agenda politica internazionale che presta particolare attenzione alle falde acquifere transfrontaliere soggette, non solo, a pressioni concorrenti per usi diversi a livello nazionale, ma anche, a giurisdizioni differenti. L’Africa, per esempio, tradizionalmente considerata come un continente arido e desertico per la maggior parte della sua estensione, conta ben 38 falde acquifere, tutte condivise fra due o più Stati.

martedì 1 febbraio 2011

Da donna a donna (ma non solo)

Due donne-(Pablo Picasso) 

tratto da Terra

Lucia Coppola (Consigliere comunale verde a Trento)

IN FONDO. Questa era la parola d’ordine, qualche anno fa (mi sembra sia passato un secolo...), che sanciva la comunicazione, l’empatia, l’affettività, la comunione d’intenti e la confidenza feconda che univa con un filo sottile ma tenace le tante storie, i tanti volti delle donne. E li trasformava in saperi, recuperando anche quelli antichi. In conoscenza e in ricerca di politiche che avessero al centro i problemi delle donne, le loro necessità e la loro gioia, e fatica, di vivere.

Non era solo politica attiva, era anche consapevolezza di genere e orgoglio, era speranza. Ora mi capita di pensare dove tutto questo sia finito. Perché mi sento immersa quotidianamente nell’inguardabile e nell’inascoltabile. è, a volte, una sensazione disperante che credo mi accomuni a tante donne della mia generazione, ma non solo. Abbiamo cresciuto figli maschi tentando, spesso con ottimi risultati, di mostrare con l’esempio che la fatica delle donne merita rispetto e considerazione, che il lavoro rende libere, regala autonomia e decoro.

Amnesty-FoEI: “Ingannevoli i dati della Shell sulle fuoriuscite di petrolio”

Perdite di petrolio dalla conduttura della Shell - 
Foto: ©Kadir van Lohuizen

Amnesty International e Friends of the Earth International (FoEI) hanno presentato nei giorni scorsi un reclamo ufficiale (in .pdf) contro la Shell “per violazioni degli standard di base sulla responsabilità delle imprese” stabiliti dall'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). Le due organizzazioni denunciano in un comunicato la violazione delle linee-guida dell'OCSE per “l'utilizzo di informazioni non trasparenti, ingannevoli e dubbie” al fine di attribuire la responsabilità della maggior parte dell'inquinamento petrolifero nel Delta del Niger ai sabotatori. La questione dell’impatto delle attività della Shell sull’ambiente e sui diritti umani in Nigeria è stata esaminato durante un’udienza del parlamento olandese tenutasi il 26 gennaio scorso.
“Le pressioni sulla Shell perché si assuma la responsabilità dei danni causati in Nigeria sta aumentando di giorno in giorno” - ha commentato Geert Ritsema della sezione olandese di Friends of the Earth. “L'anno scorso, la multinazionale è stata rimossa dal Dow Jones Sustainability Index a causa di inquinamento nel Delta del Niger e di recente Wikileaks ha rivelato che la Shell utilizza le sua influenza politica in Nigeria per manipolare la situazione nel paese. Facciamo appello ai parlamentari olandesi per richiamare la responsabilità della Shell per i problemi che la compagnia ha causato in Nigeria”.

Lampedusa: memoria migrante

Nell'isola siciliana, tra mille difficoltà, parte il progetto di un polo museale sulle migrazioni del Mediterraneo.
scritto per PeaceReporter
Sara Chiodaroli 

Sta prendendo forma il progetto del Museo della Migrazione a Lampedusa, sorto da un'idea dell'Arci locale Askavusa e dall'associazione trentina L.I.M.EN. In una recente intervista riportata da un'emittente locale, Espressione libera, Giacomo Sferlazzo - portavoce di Askavusa - passa in rassegna le varie fasi di crescita del piano del Museo.

Nel 2009, in seguito alle note manifestazioni della popolazione cittadina alle quali parteciparono i migranti reclusi nell'allora Cpt, nasce l'associazione Askavusa con l'obiettivo di inserirsi nel dibattito sull'immigrazione nell'isola e per generare una cultura differente intorno al tema sempre più strumentalizzato dalla politica governativa. Nel corso degli anni la discarica cittadina è andata arricchendosi dei reperti degli sbarchi sull'isola, i quali, una volta sequestrati dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia vi venivano accatastati in attesa della distruzione.