venerdì 28 maggio 2010

Stop caccia alle balene, l'Australia avvia azione legale contro il Giappone

Canberra - (Adnkronos) - Verrà presentata alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja. Tokyo ha sempre parlato di scopi scientifici ma gli attivisti accusano che il fine è il commercio della carne di questi mammiferi. Baleniera giapponese sperona trimarano ambientalista

Canberra, 28 mag. (Adnkronos) - Il governo australiano avvierà un'azione legale contro Tokyo per fermare la caccia alle balene da parte del Giappone nell'Artico. L'azione sarà presentata alla Corte internazionale di Giustizia dell'Aja, e precederà la riunione della Commissione baleniera internazionale (Iwc) in Marocco, dove sarà redatto un documento che limiti altamente la caccia alle balene per fini commerciali.

Il Giappone, che ogni anno uccide centinaia di esemplari, ha sempre dichiarato che la caccia alle balene è promossa per scopi scientifici. Attivisti a difesa di questi mammiferi sostengono invece che per il paese asiatico si tratta di una copertura e che il suo vero fine è il commercio della carne di balena. Per il ministro dell'ambiente australiano l'azione intrapresa sottolinea "l'impegno del governo per far finire quello che il Giappone chiama caccia scientifica alle balene". Proprio con questo pretesto il paese asiatico ogni anno si reca nei mari australi aggirando una Convenzione internazionale che prevede la caccia solo per scopi scientifici.

Gli ambientalisti hanno elogiato il governo per l'azione legale. Tuttavia per i verdi australiani si tratta solo di una manovra politica per risollevare il gradimento del premier Kevin Rudd, mantenendo quella che era stata una promessa elettorale. Il governo di Canberra spera del resto che l'azione legale non danneggerà i rapporti con il Giappone. Dura replica invece da parte del ministro della Pesca giapponese Hidenobu Sobashima che si è mostrato "contrariato". "Continueremo a spiegare che la nostra ricerca scientifica sulle balene è attuata secondo l'articolo 8 della Convenzione internazionale che regola la caccia" ha dichiarato il ministro.
fonte:www.adnkronos.com

Ludovico Einaudi - Oltremare Live @ Palazzo Te (Mantova)



http://www.youtube.com/user/ludovicoeinaudi

PoesiAmo



VIOLACEA


…i varchi dell’amore sono un po’ assurdi
ma riesco ad immaginarli e penetrarli…

È successo
Che il mio grido non senta chi sente,
Non senta chi sente

È successo
Che quando provo a comunicarle
La mia gioia
La sua voce è sangue nero
Una cantilena infantile che sale,
Invade le orecchie sciolte e dannate
E un colpo percorre il corpo;
Brucia e lo senti,
È dentro,
È saturo di piacere.

È successo
Che il mio grido non senta chi sente.
Non senta chi sente

È successo
Che sono un folle
Che sto per scoppiare
Morire e strillare
Quando le mie dita tremanti
Si posano sulla sua rassicurante bocca…
Violacea.

È successo
Che il mio grido non senta chi sente.
Non senta chi sente

È successo
Ma prima di svenire
Sollevo ancora l’aura ustionante del desiderio
Al suo bollente ventre
E credo
Nel buon sapore del saperti
Il mio vestito di ogni giorno.

È successo
Che il mio grido non senta chi sente.
Non senta chi sente
Ma gira e rimbalza
Valutando…
Da dove continuare,
Dove abbandonare il mio vecchio corpo arrogante?

Quanto ce n’è di amore e unione
In un groviglio di costole, parole e viole?


©
Da “Violacea”
di Maurizio Spagna
www.ilrotoversi.com
info@ilrotoversi.com
L’ideatore creativo,
paroliere, scrittore e poeta al leggìo

Grazie, Maurizio

L'Amore incondizionato

I Tarocchi Zen di Osho
6. Gli amanti

Occorre prender nota di queste tre cose: l'amore più basso è sesso - è fisico - e l'amore più elevato e raffinato è compassione. Il sesso è al di sotto dell'amore, la compassione ne è al di sopra; l'amore è esattamente nel mezzo.

Pochissime persone sanno cos'è l'amore. Il novantanove per cento delle persone, sfortunatamente, considerano amore la sessualità - non lo è. La sessualità è estremamente animale; di certo possiede la potenzialità di crescere e diventare amore, ma non è vero amore, è solo un potenziale.

Se diventi consapevole, attento, meditativo, allora il sesso può essere trasformato in amore. E se il tuo essere meditativo diviene totale, assoluto, l'amore può essere trasformato in compassione. Il sesso è il seme, l'amore è il fiore, la compassione è la fragranza.

Buddha ha definito la compassione come "amore più meditazione". Quando il tuo amore non è solo un desiderio dell'altro, quando il tuo amore non è solo un bisogno, quando il tuo amore è una condivisione, quando il tuo amore non è l'amore di un mendicante bensì di un imperatore, quando il tuo amore non chiede qualcosa in cambio ma è pronto solo a dare - a dare per la pura gioia di dare - allora aggiungici la meditazione e si sprigionerà la pura fragranza. Quella è compassione; la compassione è il fenomeno più elevato che ci sia.

Osho Zen, Zest, Zip, Zap and Zing Chapter 3

IL SEGRETO PIU' SPORCO DELL'ECONOMIA




ALTERANO I MERCATI FINANZIARI E POSSONO PORTARE L'ECONOMIA DI UN PAESE NEL CAOS


Di Daniel Estulin

Alla fine degli anni '80, le maggiori banche del mondo (Citibank, Chase Manhattan, HSBC, Midland Bank e molte altre) sono state sull'orlo della bancarotta. Da qualche parte, qualcuno, -nessuno sa chi, oppure non lo dice- "ha preso la decisione di venire in soccorso di enti la cui spericolata politica di prestiti durante la fine degli anni '70 e '80 li aveva portati all' insolvenza, e salvare in questo modo il sistema bancario".
In questo modo si creò un sistema in cui quantità inimmaginabili di denaro sono apparse come per magia. Da allora stanno usando questo sistema segreto al momento di affrontare le crisi finanziarie.


Lo scorso 6 maggio, abbiamo visto con stupore come un calo del 9% a Wall Street è stato trasformato, alla fine della giornata in un calo molto più moderato.
Che cosa è successo in realtà?
Per quanto gli analisti finanziari e le autorità statunitensi si affannino per offrire una spiegazione credibile, sono poche le persone che sanno cosa è successo.
La verità è alla portata di mano della sola élite.

Il Progetto Hammer, avviato nel 1988 e che durò approssimativamente fino al 1992, fu il primo di una serie di pratiche bancarie altamente segrete (note come Programmi di Negoziazione e Garanzia), che sono stati utilizzati per creare, come per magia, enormi quantità denaro per l'utilizzo in progetti specifici. Dietro Hammer ci sono la CIA, l' FBI, agenzie di sicurezza nazionale di tutti i generi, il Pentagono, il Tesoro statunitense e la Federal Reserve.

Hammer tratta di denaro. E 'una forma di creazione di denaro che sfugge a qualsiasi forma di controllo o di responsabilità pubblica. Tanto denaro, infatti, che metterebbe in dubbio qualsiasi certezza che si pensa di avere sul mondo delle banche, la finanza e l'economia.
E' anche il mondo sotterraneo della banca e della finanza, di cui si nega la loro esistenza. Però esiste.

Il mondo finanziario, bancario ed economico nell'ombra in cui il Progetto Hammer è vissuto, ha respirato e fabbricato soldi dall' aria ed è il segreto più sporco dell'economia occidentale. Spesso questa terra di nessuno del sistema bancario internazionale si nasconde dal controllo pubblico mediante l'uso intelligente di due tipi di libri: uno che viene reso disponibile al controllo pubblico e l'altro solo per uso privato.

Queste enormi quantità di fondi neri, occultate sotto la categoria dei Programmi di Investimento, ad Alto Rendimento, sono utilizzati per finanziare una serie di attività clandestine, che includono progetti militari segreti o necessità geopolitiche, senza dimenticare la salvaguardia della stabilità finanziaria globale. Successivamente si istituì una versione più sofisticata di Hammer, che è stato battezzato come EFG Jacobe.

Per avviare i programmi di trading vengono usati come garanzia grandi quantità di oro nero, contanti o altri strumenti convertibili. Rientrano tra queste anche alcune classi di cambiali ed obbligazioni emesse dal Tesoro USA che si collocano in via confidenziale tra le grandi banche occidentali.

Questi attivi non verranno mai alla luce e le grandi banche li usano per sostenere l'emissione delle proprie obbligazioni parallele, che possono ammontare a centinaia di miliardi. Si negoziano operazioni di compra/vendita concordate in anticipo con sconti sul valore nominale delle emissioni di attivi della banca.

Perché, al momento di negoziazione sui mercati finanziari è elettronica e si realizza in microsecondi, è impossibile individuare tali operazioni eccetto si si sta osservando lo schermo del computer nel momento stesso in cui si verificano. L'importo dei fondi illeciti generato in questo modo ammonta a centinaia di miliardi, secondo fonti interne, totalmente affidabili.

Una stima prudente indica che ci sono abbastanza soldi per pagare il debito nazionale degli Stati Uniti e quello di tutto il mondo, ma la stima è più alta.

Questi programmi costituiscono il fondamento stesso della copertura finanziaria per operazioni la cui esistenza i governi negheranno sempre. Ciò è confermato nella dichiarazione del generale di brigata Erle Cocke, che ha contribuito a creare l' Hammer originale.

Cocke, Gran Maestro dei Cavalieri di Malta, ordine segreto del Vaticano che vanta molti membri da parte dei militari e servizi segreti d'Occidente, morì di cancro al pancreas 10 giorni dopo la sua dichiarazione. Assicurò che il programma Hammer è stato valutato in un trilione di dollari nel 1989. Ciò è confermato da un documento rilasciato da un avvocato svizzero dell' ultimo barone Krupp, rivelando prestazioni "12.000 miliardi".

Secondo diversi partecipanti al sistema con i quali l'autore ha parlato, Hammer ha iniziato ad operare nel novembre 1989. Pochi di coloro che sono coinvolti nelle operazioni sanno esattamente che attivi sono utilizzati per garantire le operazioni, anche se tutti sono d'accordo sull'oro nero - l' oro che giapponesi e tedeschi hanno rubato e nascosto nelle Filippine e in Indonesia durante la II Guerra Mondiale è uno di questi attivi.

La quantità di questo oro nero sminuisce le cifre ufficiali sugli stocks e trasforma in uno scherzo la convinzione che l'oro è un metallo prezioso.

Una cabala segreta

Insieme ad Hammer e EFH Jacobe, ci sono altri programmi meno noti come Kadillak e Grandmother. Tuttavia, il Progetto Hammer sottolinea perchè i fondi sono stati sottratti illegalmente e fu utilizzata una cabala segreta chiamata Plunge Protection Team, che opera sotto la protezione del governo statunitense per salvare diverse grandi banche che, alla fine degli anni '80, erano vicine fallimento. Si stima che PPT può agire in qualsiasi momento in cui il Dow Jones scende per un lungo periodo di tempo.

Il Washington Post nella sua edizione del 23 Febbraio 1997, ha pubblicato un articolo intitolato Plunge Protection Team, in cui ha riconosciuto l'esistenza di un gruppo di quattro persone che potrebbero intervenire nei mercati per evitare enormi fuoriuscite di capitali e una debacle nelle azioni, che potrebbero causare un collasso economico se non ci fosse sufficiente liquidità nel corso di una massiccia vendita.

Il giornale identificò Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, Arthur Levitt, presidente della Securities and Exchange Commission (SEC, la CNMV statunitense), Brooksley Born, presidente della Commodities Futures Trading Commission (Commissione Futures Market materie prime) e Robert E. Rubin, segretario al Tesoro, come il team di giocatori chiave. Dalla creazione di Jacobe, entità private, come Goldman Sachs, JP Morgan Chase, Merrill Lynch e altre grandi banche sono state coinvolte.

In relazione con il crak del mercato azionario del 1987, la più grande caduta nella storia in una sola volta, il Washington Post ha osservato che "la Fed mantiene i mercati in funzione inondando il sistema bancario con riserve e dichiarando pubblicamente che è pronta a fornire crediti se necessario, alle più grandi istituzioni finanziarie".

Successivamente, il 5 Aprile, 2000, il New York Post ha riferito che la borsa era fuori dal baratro. Dopo una caduta di 500 punti che sembrava volesse provocare una vera crisi", qualcuno iniziò ad acquistare grandi quantità di contratti futures su indici azionari attraverso due società di intermediazione: Goldman Sachs e Merrill Lynch" pubblicò il giornale.

Siccome i dollari USA sono la pietra angolare di ogni attività del programma, il governo degli Stati Uniti, ovviamente, prende una parte. Una percentuale di entrate si riscuote attraverso accordi fiscali negoziati con entità off shore, ubicati in paradisi fiscali.

Parte della partecipazione del Governo agli utili delle operazioni erano destinati al Exchange Stabilisation Fund (Fondo di stabilizzazione dei mercati). Qui ci sono collegamenti con altri fondi e si utilizzano per sostenere l'economia americana, tra le altre manovre, manipolando il prezzo dell'oro per mantenerlo sotto un livello predeterminato.

Nella sua forma più semplice, è preso in prestito, ad un tasso d'interesse ridicolo, l'oro di un terzo- se è quello di America, Germania, Regno Unito o Goldman Sachs- e viene venduto sul mercato. Ciò fornisce un enorme profitto in dollari quasi esenti da interessi. Quando il mercato sembra agitato, o le azioni chiave sono sotto pressione, si lanciano a comprare, comprare, comprare.

I programmi di negoziazione come Hammer e Jacobe sono di proprietà di molti governi, i loro ministeri delle Finanze e delle più importanti banche a livello internazionale, in particolare delle nazioni del G-7.


Nel rivedere le tecniche utilizzate nella costituzione di Hammer, si rimane colpiti non solo dalla complessità di tutta la rete, ma anche per il modo in cui le banche e servizi segreti coinvolti, come la CIA, strutturano le cose per proteggere se stessi da ogni responsabilità.

Fonte: El Mundo

tratto dal sito: vocidallastrada.com

La Grecia e l'Unione europea: l’inferno dietro l’angolo - di Alain de Benoist

E’ stato sufficiente un quarto d’ora, al Parlamento francese, per approvare il piano di “salvataggio della Grecia” per 3,9 miliardi di euro proposto da Nicolas Sarkozy e dal suo ministro dell’Economia, Christine Lagarde. Su 577 deputati, una cinquantina (dal “sovranista” Nicolas Dupont-Aignan al comunista Jean-Pierre Brard) ha sfidato il governo che comunque si è assicurato il sostegno unanime del partito “socialista” - il “socialista” Jérôme Cahuzac, presidente della Commissione alle Finanze si è addirittura così espresso: “Proteggere la Grecia è proteggere l’euro e dunque il nostro denaro!”.
Nessun parlamentare pare si sia chiesto chi si andasse ad aiutare in realtà
Fra gli economisti, qualche voce discordante si è intesa. Benché minoritaria, unanime: invece di cercare di riformare l’insieme del sistema finanziari, l’aiuto alla Grecia si è apparentato, così, alla nota “strategia delle Danaidi”: si è cercato di riempire un secchio senza fondo.
Il piano di salvataggio della Grecia, messo a punto nel fine settimana tra l’8 e il 9 maggio per placare la febbre speculativa dei mercati, si sa, è pari a 750 miliardi di euro, dei quali 250 promessi dal Fondo Monetario Internazionale (Fmi).
Una somma, in parte virtuale, che rappresenta un assetto monetario favoloso, oltre ogni precdente (il New Deal di Roosevelt costò l’equivalente di 50 miliardi di dollari odierni, il Piano Marshall l’equivalente di 100 miliardi), ma che rappresenta appena il 10 per cento del debito della zona euro, pari a 7000 miliardi.
Quel che si omette di dire, rimarcano gli economisti, è che la crisi attuale non è tanto la crisi di bilancio ellenica, ma una crisi bancaria (tra il 2005 e il 2010 il debito bancario greco è stato sottoscritto al 43 per cento dalle banche, al 22 per cento da fondi sociali e per il 15 per cento da fondi pensione). L’operazione di salvataggio non è dunque destinata alla Grecia ma, come all’indomani della crisi del 2008, alle banche che si vogliono salvare per impedire che il sistema bancario si avviti nella crescita dei tassi di interesse fermando mutui, agevolazioni, finanziamenti e investimenti.
In altri termini non si cerca di salvare gli Stati deboli della zona euro, ma chi li ha resi tali.
E poiché nulla è stato fatto per fermare l’usura, le banche potranno così continuare a manipolare i corsi delle loro speculazioni finanziarie come d’uso, sapendo che in ogni caso il “paracadute graziosamente offerto dall’Uem” provvederà a rimborsarle.
C’è chi nota come il 9 maggio sia una data storica: da quel giorno un ente soprannazionale non europeo, il Fmi, ha conquistato il diritto di ingerirsi negli affari dei Paesi europei in crisi per il debito.
Secondo l’economista Elie Cohen, il piano europeo non servirà altro che a calmierare temporaneamente la crisi: i “profitti speculativi” torneranno a battere cassa presto. Yves Marie Laulan, nel sottolineare che bisogna attendersi una crescita della protesta anti-Ue, dichiara: “questo piano non è regolato in profondità. Non si è mai visto guarire un eccesso di debito con un maggiore indebitamento… La scelta è tra la peste e il colera, il fallimento finanziario o il crollo economico”. L’ex ministro Jean-Pierre Chevènement prevede l’adozione di una serie di piani di austerità dei quali la Germania, che esporta più del 60% del suo prodotto nell’Unione, sarà la prima a dover subire. “Il risultato sarà una recessione generalizzata, accelerata da una crisi sociale e politica senza precedenti e senza vie d’uscita”.
Emmanuel Todd osserva che non esiste alcun modello serio europeo per uscire dalla crisi e si pronuncia in favore di un “ragionevole protezionismo europeo”. Paragonando la crisi attuale a quella del 1929, Philippe Dessertine, docente a Nanterre, giunge a dire: “I tempi sono stretti se non si vuole evitare una vera e propria guerra”.
Conclusione generale: si è voluto guadagnare del tempo. Ma non si sfuggirà alla discesa all’inferno.
Gli Stati si garantiscono reciprocamente nel momento in cui la loro solvibilità viene messa in discussione, ma il piano di salvataggio della Grecia diventa il garantire dei debiti sospetti con delle finanze pubbliche parimenti sospette. E’ il metodo del “bootstrapping” descritto dall’economista eterodosso Frédéric Lordon, che evoca il modo con cui il barone di Münchhausen tentava di alzarsi in aria a cavalcioni delle palle di cannone. I Paesi europei vogliono continuare a offrire denaro che non hanno e così il sistema proseguirà la sua fuga in avanti. E si vede già profilarsi lo spettro di un “governo mondiale” che metterebbe sotto tutela i bilanci nazionali di tutti i Paesi membri dell’Unione europea, con un ulteriore attacco alla loro sovranità
Nel prendere la guida del movimento per “salvare la Grecia”, Nicolas Sarkozy cerca evidentemente di reindossare il vestito da leader che si era fatto cucire al tempo della presidenza francese dell’Ue, nonché, all’indomani della sconfitta elettorale amministrativa interna, a ripristinare in qualche modo un po’ della sua popolarità, ormai in caduta libera.
Quanto ai francesi, per i quali la Grecia è lontana, hanno per la gran parte rinunciato a comprendere cosa accada. Ma sanno che, dopo la sua elezione nel 2007, Sarkozy ha fatto lievitare il debito pubblico dal 2,7 all’8,2 per cento e che l’indebitamento della Francia, che rappresentava il 20 per cento del pil negli anni Sessanta, arriva oggi all’81. Ancora qualche mese e si dirà che non c’è più denaro per pagare le pensioni o per garantire il potere d’acquisto. Oggi vedono decine di miliardi di euro uscire virtualmente da un cassetto vuoto. E si annuncia loro che lo Stato andrà a farsi prestare dalle banche il denaro che Parigi… presterà alla Grecia, per permettere ad Atene di rimborsare… le banche.
Surreale. Incredibile.

Fonte: Les Amis d'Alain de Benoist [scheda fonte]

Timori per le colture: cifre shock dall'America illustrano il disastro delle api - Alison Benjamin

Le api sono insetti impollinatori indispensabili, responsabili per lo sviluppo
sano di molte delle principali colture alimentari nel mondo.
Fotografia: David Silverman/Getty Image

Inquietanti prove che le api sono in forte declino sono emerse dagli Stati Uniti dove, per il quarto anno consecutivo, più di un terzo delle colonie non sono riuscite a sopravvivere all'inverno.

Il declino dei stimati 2.400.000 alveari del paese è iniziato nel 2006, quando un fenomeno chiamato Colony Collapse Disorder (CCD) ha portato alla scomparsa di centinaia di migliaia di colonie. Da allora più di tre milioni di colonie negli Stati Uniti e miliardi di api in tutto il mondo sono morte, e gli scienziati non riescono a capire che cosa stia causando tale caduta catastrofica.

Il numero di colonie di api gestite negli Stati Uniti è diminuito del 33,8% lo scorso inverno, secondo l'indagine annuale degli ispettori apiari d'America e dell'Agricolture Research Service (ARS) governativo statunitense.

Il crollo nella popolazione di api a livello mondiale è una grave minaccia per le colture. Si stima che un terzo di tutto ciò che mangiamo dipende dall'impollinazione delle api, il che significa che le api contribuiscono per 26bn di sterline all'economia globale.
Le possibili cause vanno dai parassiti, come l'acaro Varroa, alle infezioni virali e batteriche, dai pesticidi alla malnutrizione [delle api, ndt] derivanti da pratiche agricole intensive. La scomparsa di così tante colonie è stata anche soprannominata "sindrome di Mary Celeste" a causa della mancanza di api morte in molte delle arnie vuote.

Scienziati statunitensi hanno scoperto 121 pesticidi diversi nei campioni di api, cera e polline, e ciò porta a credere che i pesticidi sono il problema chiave. "Riteniamo che alcune sottili interazioni tra nutrizione, l'esposizione ai pesticidi e altri agenti stanno convergendo per uccidere colonie", riferisce Jeffery Pettis, del laboratorio di ricerca della ARS.

Una revisione globale delle morti delle api da parte dell'Organizzazione mondiale della sanità animale (OIE) ha riportato la scorsa settimana che non vi è una causa unica, ma ha puntato il dito contro l'"uso irresponsabile" di pesticidi che possono danneggiare la salute delle api e renderle più esposte a malattie. Bernard Vallat, direttore generale dell'OIE, avverte: "Le api contribuiscono alla sicurezza alimentare globale e la loro estinzione rappresenterebbe una terribile catastrofe biologica".

Dave Hackenberg, l'apicoltore della Pennsylvania che per primo lanciò l'allarme in merito alla CCD, afferma che l'anno scorso è stato ancora peggio, con il 62% dei suoi 2.600 alveari morente tra maggio 2009 e aprile 2010. "È sempre peggio", ha detto. "L'indagine AIA non dà il quadro completo, perché stima soltanto le perdite durante l'inverno. In estate le api sono esposte a un sacco di pesticidi. Gli agricoltori li mescolano assieme, e nessuno ha idea degli effetti ai quali ciò potrebbe portare."
Pettis conviene che le perdite in alcune attività commerciali sono attorno al 50% o anche più. "Perdite costanti di questa entità non sono economicamente sostenibili per gli apicoltori commerciali", ha detto, aggiungendo che una soluzione potrebbe essere lontana anni. "Guarda l'AIDS, hanno miliardi di dollari investiti nella ricerca e un agente causativo, e ancora nessuna cura. La ricerca richiede tempo e gli alveari sono organismi complessi."

Nel Regno Unito è ancora troppo presto per giudicare come le circa 250.000 colonie di api britanniche se la sono cavata durante il lungo inverno. Tim Lovett, presidente dell'Associazione degli Apicoltori britannica, riferisce: "Secondo le osservazioni, la situazione è estremamente variabile. Si ha notizia di alcuni apicoltori che stanno perdendo quasi un terzo dei loro alveari mentre altri nessuno." I risultati di un sondaggio dei 15.000 membri dell'assiciazione sono attesi in questo mese.

John Chapple, presidente dell'Associazione Apicoltori di Londra, stima le perdite dei suoi 150 membri tra un quinto e un quarto. Otto dei 36 alveari in tutta la capitale non è sopravvissuto. "Ci sono ancora un sacco di sparizioni misteriose," ha detto. "Non siamo più vicini a conoscere che cosa le provoca".

Apicoltori scozzesi hanno riportato perdite negli ultimi tre anni sulla scala di quelle statunitensi. Andrew Scarlett, un apicoltore del Perthshire, ha perso l'80% dei suoi 1.200 alveari questo inverno. Ma ha attribuito questo calo a una virulenta infezione batterica che si è diffusa rapidamente a causa della mancanza di ispettori delle api, assieme al maltempo che ha impedito alle api di produrre sufficienti scorte di polline e nettare.
La National Bee Unit governativa ha sempre negato l'esistenza di una CCD in Gran Bretagna, nonostante le perdite di api del 20% durante l'inverno 2008-09 e di quasi un terzo l'anno scorso. Essa attribuisce la scomparsa all'acaro Varroa - che si trova in quasi ogni alveare Regno Unito - e alle estati piovose che fermano la ricerca di cibo da parte delle api.

In un rapporto dello scorso anno, il National Audit Office ha suggerito che gli apicoltori amatoriali che non hanno riconosciuto le malattie delle api sono una minaccia per la sopravvivenza delle api e ha chiesto alla National Bee Unit di effettuare più controlli e di formare di più gli agricoltori. L'estate scorsa alcuni parlamentari hanno chiesto al governo di finanziare una ricerca più approfondita di quello che ha definito il "declino allarmante delle api da miele".

Il Dipartimento per l'ambiente, l'alimentazione e gli affari rurali ha contribuito con 2,5 milioni di sterline su un fondo di 10 milioni di sterline per la ricerca sugli impollinatori. La commissione dei conti pubblici ha chiesto che una quota significativa di questi finanziamenti siano impiegati esclusivamente nella ricerca sulle api.
Le decisioni su quali progetti di ricerca saranno promossi sono attese in questo mese.

Perché le api sono importanti

Le piante da fiore necessitano degli insetti per l'impollinazione. La più efficace per questo scopo è l'ape, che impollina 90 colture commerciali in tutto il mondo. Oltre alla maggior parte di frutta e verdura - tra cui mele, arance, fragole, cipolle e carote - essa impollina noci, girasole e semi di colza. Caffè, semi di soia, trifoglio - come l'alfafa, che viene utilizzato per l'alimentazione degli animali - e anche il cotone dipendono tutti dalla impollinazione delle api per aumentare le rese.

Nel solo Regno Unito, l'impollinazione delle api è valutato a 200m di sterline. Per secoli, l'uomo ha gestito e trasportato le api per impollinare cibo e produrre miele, dolcificante naturale e antisettico. La loro estinzione significherebbe non soltanto una dieta incolore e senza carne, di cereali e riso, e vestiti senza cotone, ma un paesaggio senza frutteti, orti e prati di fiori di campo - e il collasso della catena alimentare che sostiene gli uccelli selvatici e gli animali.
Traduzione a cura della redazione di NEXUS Italia

REPORT E LO SCANDALO DELL'8 PER 1000

ROMA / 27-05-2010

REPORT E LO SCANDALO DELL'8 PER 1000 / dove finiscono i nostri soldi? Su Report inchieste e approfondimenti

8 per 1000, ultime notizie a Report - Ormai da anni i fondi dell'8 per 1000, destinati annualmente dai contribuenti allo Stato all'atto della dichiarazione dei redditi, vengono utilizzati per gli scopi più disparati, e tra questi il finanziamento delle missioni militari all'estero, come accadde nel 2004, quando addirittura l'80% dei milioni di euro destinati allo Stato dai contribuenti sono stati utilizzati per finanziare le missioni militari italiane e in particolare quella in Iraq. C'è poi il denaro che viene destinato alla Chiesa. Il fenomeno della pedofilia nella Chiesa cattolica inciderà negativamente sulle donazioni dell'8 per mille, già in calo lo scorso anno. Molte persone hanno perso la fiducia anche verso l'istituzione Chiesa, e certo storie come quelle di Don Bancomat, come è stato battezzato padre Evaldo Biasini, economo provinciale della Congregazione Missionari del preziosissimo sangue, che pagava personaggi illustri e compiacenti per conto dell’imprenditore Anemone, contribuiscono ulteriormente in negativo. Domenica prossima su Report si parla di 8 per 1000 e saranno presentate interessantissime inchieste che ci mostreranno in maniera dettagliata tutti i passaggi e le destinazioni finali dei nostri soldi.

fonte

Divenire...



http://www.youtube.com/user/AngeloSenzaVeli


Quanto è duro a morire l'ego e l'illusione della separazione?
Il superamento dell'ego e della sofferenza può avvenire solo rimuovendone la causa radice.
Ogni dolore, preoccupazione, vergogna, colpa (gli infiniti sintomi dell'ego) hanno un'unica matrice:
il GIUDIZIO.
Quando giudichiamo o ci giudichiamo, immediatamente produciamo separazione e disconosciamo l'UNO che siamo.
Quando invece smettiamo di giudicare gli altri (o noi stessi, nella consapevolezza dell'Unità non fa alcuna differenza), possiamo finalmente iniziare ad amare gli altri senza alcuna condizione e al di là di ogni giudizio.
E così possiamo iniziare ad amare anche noi stessi incondizionatamente.
E finalmente acquietati riposare nella beatitudine dell'UNO e dell'AMORE INCONDIZIONATO.


giovedì 27 maggio 2010

Può succedere


Il cambiamento è una scelta. Non è una di quelle facili, perché ci vuole sforzo per trasformare la propria negatività, ma continua a compiere quella scelta e vedrai che accadrà.

Oggi, connettiti con la tua intenzione di cambiare. Più sceglierai attività e persone che supporteranno il tuo muoverti in avanti, più forte quella parte di te diverrà.

Yehuda Berg


The Kabbalah Centre
www.kabbalah.com
fonte

Israele, il premier Netanyahu in guardia contro il pericolo nucleare iraniano

Il primo ministro israeliano teme che l'Iran fornisca armi nucleari ai terroristi islamici

Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha messo in guardia la comunità internazionale sul pericolo che l'Iran entri in possesso di armi nucleari. "I terroristi non sono in grado di sviluppare armi nucleari" - ha dichiarato Netanyahu - "Ma i regimi che li sostengono possono fornirgliele." Secondo il primo ministro, bisogna evitare che il governo del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad diventi in grado di sviluppare il suo potenziale nucleare e che i talebani prendano il potere in Pakistan. Netanyahu ha aggiunto che "l'Islam radicale sarà sconfitto", ma a costo di grosse sofferenze per il mondo civilizzato come è successo al popolo ebraico.

fonte: Peacereporter.net

Crisi, i militari non stringono la cinghia

La Nato raccomanda agli alleati europei di aumentare le spese per la difesa. Il caso greco

La crisi del debito pubblico strangola le nostre economie, costringendo tutti i governi a imporre drastici tagli alla spesa pubblica. Stipendi e pensioni, sanità e istruzione: la parola d'ordine dell'Unione europea e del Fondo monetario internazionale è 'risparmiare su tutto'. O quasi tutto. C'è infatti una voce di spesa che sembra immune alle nuove misure di austerity: quelle militari. Su queste, anzi, i governi vengono addirittura sollecitati a investire di più, nonostante la crisi.

Un perentorio invito in questo senso è arrivato nei giorni scorso dai vertici della Nato.
Lunedì, il segretario generale dell'Alleanza atlantica, Anders Fogh Rasmussen ha presentato con grande enfasi a Bruxelles il nuovo 'Concetto strategico', il documento di orientamento politico-strategico con cui periodicamente la Nato ridefinisce il suo ruolo e le sue funzioni alla luce dei cambiamenti occorsi nello scenario internazionale. La redazione del documento era stata affidata al cosiddetto 'Gruppo di esperti', presieduto dall'ex segretario di Stato Usa, Madeleine Albright, e all'ex amministratore delegato della compagnia petrolifera Shell, Jeroen van der Veer.

Il testo, che sarà approvato al vertice Nato di novembre, spiega come i compiti dell'Alleanza atlantica saranno sempre più impegnativi, complessi e geograficamente estesi, e raccomanda quindi un maggiore impegno economico degli Stati membri europei, bacchettandoli per la loro scarsa propensione alla spesa militare: ''Se la Nato dovrà adempiere con successo a queste sue missioni, deve fermare il precipitoso declino delle spese nazionali per la difesa (...). La carenza di investimenti in questo settore in Europa è sempre stato il principale fattore di ostacolo alla trasformazione militare (dell'Alleanza, ndr). Oggi, su ventisei alleati europei, solo sei spendono a tal fine almeno il 2 per cento del loro Pil (...). Questo produce un profondo gap tra gli Stati Uniti e il resto della Nato, uno sbilanciamento che se perdura può minare la coesione dell'Alleanza''.

Presentando il documento alla stampa, Rasmussen ha reso ancor più esplicito questo invito. ''Nonostante le grandi sfide economiche che gravano sui singoli Stati - ha detto il segretario generale della Nato riferendosi alla crisi del debito in corso - è preoccupante osservare il crescente divario nella spesa militare tra Stati Uniti (quasi 4,7 per cento del Pil, ndr) e alleati europei (in media 1,7 per cento, ndr). Ho incontrato molti capi di governo che si trovano nella necessità di ridurre i propri budget destinati alla difesa: tagli troppo pesanti mettono a rischio la sicurezza futura e potrebbero anche avere implicazioni economiche negative''.

Le pressioni a non tagliare le spese militari non risparmiano nemmeno il malridotto alleato greco.
Lo Stato ellenico spende in difesa più di qualsiasi altra nazione europea: il 3,2 per cento del Pil, contro una media dell'1,7. Venerdì, il ministro della Difesa greco, Panos Beglitis, ha annunciato la necessità di un modesto ridimensionamento del budget (da 6,8 a 6 miliardi, arrivando quindi al 2,8 per cento del Pil). Invece di ricevere il plauso internazionale - come accaduto per l'annuncio della manovra lacrime e sangue imposta al popolo greco - ad Atene sono arrivate le proteste dei governi francese e tedesco: Parigi pretende che la Grecia confermi l'acquisto di sei navi da guerra della Dcns (al costo di 2,5 miliardi) e Berlino che Atene compri altri due sottomarini della Thyssen-Krupp (150 milioni).

Per mettere al riparo l'economia italiana dalla crisi del debito, il governo Berlusconi sta approntando una manovra biennale da 25 miliardi di euro, che prevederà dolorosi tagli alla spesa sociale.
Il nostro Paese spende in armi e in guerre 23 miliardi ogni anno, ovvero circa l,5 per cento del Pil. Qualcuno potrebbe proporre di prendere da qui un po' dei soldi che servono (rivedendo magari il faraonico programma di acquisto di 131 cacciabombardieri F-35), ma si scontrerebbe con le raccomandazioni della Nato, che come abbiamo visto guarda con disprezzo ai Paesi che spendono in difesa meno del 2 per cento del Pil. E i nostri governanti, si sa, con certa gente non vogliono fare brutta figura.

Enrico Piovesana

http://it.peacereporter.net


Scie chimiche e il nuovo gene resistente all'alluminio della Monsanto - Una coincidenza?


:: Articolo di Barbara H. Peterson ::

Pubblichiamo un articolo di Barbara H. Peterson, tradotto con la consueta accuratezza dall’amica Giulia che ringraziamo. Il testo verte su un nesso, che la giornalista correttamente intravede, tra modificazioni genetiche di piante e la dispersione nella biosfera di alluminio per mezzo degli aerei chimici. L’intervento della demoniaca Monsanto, che sta introducendo un gene resistente all’alluminio, lungi dall’essere un’azione volta a risolvere i problemi agricoli, si comprende nel quadro di una subdola politica basata sulla degradazione delle risorse alimentari. Non dimentichiamo, infatti, che, nel periodo dell’aratura, vengono dispersi filamenti di polimeri biocompatibili che, inglobati nel terreno e quindi nelle radici degli ortaggi e dei cereali, ne trasformano il genoma. In questo modo, anche le piante naturali rischiano di diventare transgeniche: a questa trasformazione può concorrere, come ricorda l’ex militare francese Marc Filterman, l’irradiazione di campi elettromagnetici emessi da aerei come gli A.W.A.C.S. E’ stato infine testimoniato che velivoli militari hanno rilasciato fibre polimeriche (vettori per il particolato di metalli come alluminio e bario), in concomitanza con la messa a dimora di piantine di riso.

Come mai la Monsanto ha sviluppato un gene resistente all'alluminio? La Monsanto sta attualmente introducendo sul mercato un gene resistente all'alluminio. Ecco la storia: "I piccoli agricoltori poveri di risorse dei paesi in via di sviluppo devono fronteggiare difficoltà quotidiane che includono terreni poco fertili, siccità e scarsità di contributi. Le attuali tendenze globali relative ai "cambiamenti climatici" ed alla crescita della popolazione sono destinate ad esacerbare tali ristrettezze. Una ricerca di nuova generazione su coltivazioni geneticamente manipolate (GE) si pone l'obiettivo di alleviare queste pressioni attraverso il miglioramento di varietà colturali di sussistenza - come la manioca, il sorgo e il miglio - che incorporino caratteristiche come la tolleranza alla siccità, all'acqua ed all'alluminio nei terreni, oltre alla creazione di piante con una più efficiente sintesi dell'azoto e del fosforo." (fonte: http://www.ifpri.org/)

Ora diamo un'occhiata all'inchiesta del giornalista Michael Murphy su scie chimiche, geo-ingegneria ed al fatto che nelle aree fortemente irrorate si rilevano livelli estremamente alti di alluminio e bario nell'acqua, nella neve e nel terreno (video in tre parti: farmwars.info).

Sarà una coincidenza che la Monsanto ci venga "in soccorso" con geni resistenti all'alluminio dato che le piante normali muoiono in presenza di eccessivo alluminio? Oppure si tratta di capitalismo opportunistico e di un pianificato monopolio corporativo delle fonti di cibo da parte della Monsanto, secondo un meccanismo di dialettica hegeliana basato su informazioni riservate circa un proposto programma di "geoingegneria" che in realtà è già in atto e sta saturando la nostra atmosfera con scie chimiche contenenti alluminio e bario?

Questo non è un gioco, signori. Ci stanno attaccando da ogni lato nell'ambito di un deliberato piano omicida e genocida per arricchire ulteriormente pochissime famiglie e ridurre la popolazione mondiale a 500 milioni, come inciso nelle Georgia Guidestones. Questa è niente meno che guerra biologica.

©2010 Barbara H. Peterson

http://www.tankerenemy.com/

L’Istat esamina l’Italia: crescita zero e disoccupazione altissima

di Alessio Noè

ROMA – Il rapporto Istat di quest’anno si concentra principalmente sulla crisi economica e sulle sue conseguenze, il tema più caldo dell’economia mondiale. L’Italia, specchiandosi in questo rapporto, deve fare i conti con una realtà disarmante: siamo un paese estremamente vecchio, con poco ricambio generazionale, con una crescita definita “asfittica e stentata” e con un tasso di disoccupazione elevatissimo.

La crisi che investito il “villaggio globale” è durata relativamente poco, ma i segni sono destinati a perdurare per molto tempo, con strascichi poco incoraggianti per economie poco dinamiche come quella nostrana. L’Istat rileva che tra le economie emergenti, Cina e India sono state toccate solo marginalmente dalla crisi, mentre in Russia il Pil è caduto del 9%, per il calo delle entrate dai prodotti energetici. Recessione abbastanza contenuta invece negli Usa (-2,4% nel 2009 e +2,8% previsto dalla Commissione Ue per il 2010); assai più profonda nell'Uem (-4,1 e +0,9%). Tra le maggiori economie europee, l'Italia ha registrato, tra 2008 e 2009, la flessione del Pil più accentuata, pari al 6,3% (3,8% Germania, 3,5 media Uem; 1,7% Francia). Sommando questo risultato all'espansione modesta degli anni precedenti, per l'intero periodo 2001-2009 l'Italia è, in assoluto, il paese Ue la cui economia è cresciuta meno: appena l'1,4% (10% Uem; 12,1% Ue). Dato su cui riflettere e, in momenti delicati come quello dell’approvazione di una “dolorosa” finanziaria, da cui cercare di ripartire senza ignorare quello che i dati effettivi affermano impietosamente.

In Italia, secondo l’analisi Istat, nel 2009 circa due milioni di giovani (il 21,2 per cento dei 15-29enni) risultavano inoltre fuori dal circuito formazione-lavoro, cioè non lavoravano e non frequentavano alcun corso di studi (Not in education, employment or training, Neet). Nel confronto internazionale l'Italia presenta un numero di Neet molto elevato che è riconducibile più all'area dell'inattività (65,8 per cento) che a quella della disoccupazione. Della fascia di età che comprende uomini tra i 30 e i 34 anni quasi il 30 per cento vive ancora in famiglia, triplicata quindi dal 1983.

La prolungata convivenza dei figli con i genitori oggi dipende soprattutto da problemi economici (40,2 per cento) e dalla necessità di proseguire gli studi (34,0 per cento), mentre la permanenza in famiglia è indicata come una scelta solo in terza battuta (31,4). Ad influire c’è senza dubbio la difficoltà di trovare un'abitazione adeguata (26,5 per cento) e quella di trovare un lavoro stabile che permetta l’indipendenza (21,0 per cento). Dal Rapporto Istat si evince inoltre che l'Italia è il secondo paese più anziano d'Europa, dopo la Germania, con un forte squilibrio generazionale. Questo significa che il rapporto di dipendenza tra le persone in età inattiva, ovvero da 0 a 14 anni e 65 anni e più, e la popolazione che teoricamente si fa carico di sostenerle economicamente (15-64 anni) è passato dal 48 al 52 per cento in dieci anni, a causa del peso crescente delle persone anziane (da 27 ogni 100 in età attiva nel 2000 a 31 nel 2009). E’ ipotizzabile una previsione, sempre stando alle stime Istat, ovvero che il numero medio di figli per donna possa crescere fino a 1,58 nel 2050; che la speranza di vita possa aumentare fino a raggiungere gli 84,5 anni per gli uomini e gli 89,5 per le donne; che il numero dei giovani fino a 14 anni possa ridursi a 7,9 milioni (il 12,9 per cento della popolazione); che la popolazione attiva possa contrarsi a 33,4 milioni (54,2 per cento) e quella degli over 64 salire a 20,3 milioni (da uno su cinque a uno su tre residenti nel 2050). Con questo andazzo sarà accentuato lo squilibrio generazionale: l'indice di dipendenza degli anziani (ultra 64enni sulla popolazione in età attiva) potrebbe raddoppiare (61 per cento) e l'indice di vecchiaia salire a 256 anziani ogni cento giovani.

Piuttosto laconica l’analisi dell’Ocse riguardo la disoccupazione globale. Dallo studio dei dati emersi si deduce che "in altri Paesi, inclusi Francia, Germania e Italia la gran parte della crescita della disoccupazione deve ancora arrivare". Parlando più strettamente dell’Italia i numeri parlano da soli: nel 2007 si parlava di un tasso di disoccupazione al 5,6%, il più basso da 25 anni a questa parte, mentre oggi siamo giunti all’8,3%, con un aumento di disoccupati di circa 15 milioni di individui. E ad un paese così in difficoltà, al quale era stato promesso che non sarebbero state messe “le mani in tasca”, viene presentata una finanziaria che sostanzialmente ridurrà ulteriormente la crescita economica, prima che globale del paese, soprattutto individuale.

fonte:www.dazebao.org


APOCALISSE AGRICOLA 2010

DI DWAYNE ANDREAS
Agriculture News

Il business del cibo è di gran lunga il business più importante del mondo. Tutto il resto è un lusso. Il cibo è ciò di cui hai bisogno per mantenerti in vita ogni giorno.


Quando una gran parte della popolazione affronta un drastico taglio dei redditi a dispetto dell’aumento dei prezzi del cibo abbiamo in atto un problema catastrofico. Abbiamo a che fare, oggi, con due situazioni in contemporanea: la deflazione dei redditi e l’inflazione del cibo; due treni ad alta velocità che viaggiano lungo i binari l’uno verso l’altro, una crisi finanziaria che si scontra con le perdite sbalorditive del raccolto, che incide pesantemente le riserve di cibo disponibili nel pianeta. I prezzi del cibo hanno ricominciato a salire di nuovo, proprio mentre milioni stanno perdendo la possibilità di permettersi una dieta ragionevole, sebbene poco di tutto ciò sia stato osservato e riportato. Ma presto anche il cieco comincerà a vedere.

Dal grano al greggio, i prezzi di una vasta gamma di beni sono in crescita in tutto il mondo. Negli ultimi mesi, i prezzi del cibo di tutto il mondo sono cresciuti a una velocità che può competere con i mesi più selvaggi del 2008, quando i disordini a causa del cibo esplosero tra i Paesi in via di sviluppo. 9 Gennaio, Wall Street Journal


Il freddo sta ancora congelando le arance della Florida. La temperatura a Miami è precipitata a 2°C, battendo il record di 3°C raggiunto nel 1938. I funzionari dicono che centinaia di milioni di dollari di cibo sono periti. Gli ortaggi sono stati quelli colpiti più duramente. Almeno un importante coltivatore di pomodori, Ag-Mart Produce, ha già dichiarato che la maggior parte delle sue coltivazioni in Florida sono “inutilizzabili a causa del gelo”. E’ stato previsto che altre aziende a coltivazione di ortaggi perderanno il loro intero raccolto, e i prezzi all’ingrosso sono già saliti. “I pomodori erano scesi a 14 dollari per ogni cassetta da 11kg ca.; ora sono saliti oltre i 20 dollari”, ha dichiarato Gene McAvoy, un esperto in agricoltura dell’Università della Florida, che ha previsto 100 milioni di dollari di perdita in ortaggi. “I peperoni che subito dopo il nuovo anno erano a 8 dollari a cassetta ora sono saliti a 18 dollari”.

Lo zucchero raffinato, a Londra, ha raggiunto il suo prezzo più alto da almeno due decenni in base all’ipotesi che India, Pakistan e altri paesi importatori acquisteranno più dolcificante come minaccia di una carenza di offerta. Le piogge eccessive n Brasile e il debole monsone in India hanno colpito il raccolto di zucchero di canna dei due più grandi coltivatori al mondo. 20 Gennaio 2010.


Il mondo sta affrontando “questa morte di fame di massa” in seguito al successivo maggior fallimento del raccolto nel Nord America. E potrebbe succedere prima della fine dell’anno. Così dice Don Coxe da Chicago, uno dei massimi esperti al mondo di prodotti agricoli, tale che il rinomato gruppo finanziario BMO del Canada ha dato il suo nome a un fondo. Un fallimento del raccolto in Nord America avrebbe terribili conseguenze sui maggiori mercati d’oltreoceano che sono altamente dipendenti dalle importazioni dei raccolti statunitensi.

“Gli scienziati in Inghilterra stanno mettendo in guardia in quanto una 'tempesta perfetta' di scarsità di cibo e acqua minacci, ora, di scatenare malcontento e conflitti”, ha avvisato il capo dei consulenti scientifici del governo, il professor John Beddington [1]. “Le persone non riescono a rendersi conto dell’entità del problema”, ha detto il professor Mike Bevan. “Questo è uno dei più seri problemi che la scienza abbia mai affrontato”. In Gran Bretagna le vite di centinaia di migliaia di persone saranno minacciate dalla scarsità di cibo. Le ripercussioni di questa scarsità, per tutte le società, sono devastanti. Il mondo è di fronte a una “morte di fame di massa” in seguito a un ulteriore fallimento del raccolto negli Stati Uniti e in altri luoghi del globo. Secondo Don Coxe, uno dei massimi esperti al mondo di prodotti agricoli, tale che il rinomato gruppo finanziario BMO del Canada ha dato il suo nome a un fondo, questo incredibile fatto potrebbe succedere prima della fine dell’anno.

Siamo di fronte a un problema che, letteralmente, non è mai stato affrontato nella storia umana. La popolazione in aumento e la domanda di cibo, l’inflazione dei prezzi, la diminuzione delle riserve di cibo mondiali, siccità, allagamenti, freddo, crediti ridotti, infestazioni, erosione del suolo, agricoltura industriale, l’inquinamento delle imprese agricole, falde acquifere/pozzi che si seccano, il trasferimento dei prodotti per la produzione di energia stanno tutti portando a sbattere contro una crisi economica e finanziaria globale. E in alcuni luoghi come gli Stati Uniti non ci sono sufficienti agricoltori. In cima a tutto, poi, abbiamo la desertificazione, una delle questioni ambientali più urgenti al momento. I nuovi deserti stanno crescendo a un ritmo di 20000 miglia quadrate (51800 km quadrati) all’anno. La desertificazione porta alla carestia, alla morte per fame e alle migrazioni.

Secondo Eric de Carbonnel “ci sono delle prove schiaccianti e innegabili che il mondo il prossimo anno rimarrà senza cibo. La Crisi del Cibo del 2010 sarà diversa. E’ la crisi che renderà lo scenario da giorno del giudizio reale. All’inizio del 2009, la domanda e l’offerta nei mercati agricoli si sono gravemente sbilanciate. Il mondo ha sperimentato una caduta catastrofica nella produzione di cibo come risultato della crisi finanziaria (prezzi bassi dei beni, mancanza di credito) e un tempo avverso a livello mondiale. Di norma i prezzi del cibo sarebbero dovuti salire già mesi fa, comportando un abbassamento del consumo di cibo e portando la situazione di domanda/offerta di nuovo in equilibrio. Questo non è mai successo perché il ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti (USDA) invece di adattare le stime di produzione più in basso per rispecchiare la diminuzione della produzione stessa, ha modificato le stime di modo da alzarle per andare incontro alla domanda della Cina. In questo modo, il ministero ha riportato la domanda/offerta in equilibrio (sulla carta) e ha temporaneamente ritardato l’aumento dei prezzi del cibo assicurando però una catastrofe per il 2010” [2].

Secondo il ministero dell’agricoltura degli Stati Uniti gli agricoltori statunitensi, nel 2009, hanno avuto il più grande raccolto di grano e semi di soia. E c’è gente che pensa che chiunque creda ai dati del governo su tutto ciò che concerne l’economia o altro sia un deficiente totale.


Sono veramente poche le persone negli Stati Uniti che hanno preso in seria considerazione la questione della sicurezza del cibo. Questo articolo dovrebbe convincere la gente che è ora di agire. Per la maggior parte noi non ci rendiamo conto del problema, ma se guardiamo attentamente alle notizie “nascoste” vediamo un presagio chiaro di una crisi inimmaginabile che si abbatterà su di noi già quest’anno.

“Nel 2009 più di 2.1 milioni di ettari di cereali sono stati distrutti dalla siccità in Russia”, ha dichiarato Yelena Skynnik, ministro dell’agricoltura. Un totale di 616000 ettari sono stati distrutti nella regione, il 70% della quantità totale coltivata. [3]


“Il mondo è beatamente inconsapevole che solo pochi mesi ci separano dalla più grande crisi economica, finanziaria e politica. Basta solo un minimo di ricerca per rendersi conto che qualcosa nel mercato agricolo sta per andare seriamente storto. Tutto quello di cui uno ha bisogno per sapere che il mondo è diretto verso una crisi del cibo è che smetta di leggere i rapporti sui raccolti del ministero dell’agricoltura che prevede un raccolto di soia e grano da record e cominci ad ascoltare cos’altro invece il ministero sta dicendo. In modo più specifico, il ministero ha dichiarato che metà delle contee del Midwest sono le principali aree del disastro, includendo altre 274 contee solo negli ultimi 30 giorni. Queste nomine sono basate su dei criteri di perdita di un 30% minimo sul valore di almeno un raccolto nella contea”, ha continuato Carbonnel.

NOTE

[1] http://www.guardian.co.uk/science/2009/dec/13/britain-faces-food-shortage

[2] http://www.marketskeptics.com/2009/12/2010-food-crisis-for-dummies.html

[3] http://www.kyivpost.com/news/world/detail/44653/

Titolo originale: "Agricultural Apocalypse 2010 "

Fonte: http://agriculture.imva.info/
Link
29.03.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARICA ROBIBARO

BENZINA SUL FUOCO: "MANOVRE SELVAGGE" IN ITALIA E GRAN BRETAGNA

In mezzo al collasso generalizzato delle borse e dei mercati finanziari mondiali, l’Italia e la Gran Bretagna si aggiungonono ai piani dell' “adeguamento selvaggio” che l’FMI e la banca usuraria internazionale esigono dagli Stati europei per “rifinanziare” i loro debiti ed evitare un fallimento a catena del sistema finanziario.

Martedì l'Italia si è aggiunta al club europeo delle manovre economiche, tagliando il suo bilancio sugli stipendi, la spesa ed i piani di aiuti sociali, che avranno un impatto sui lavoratori dipendenti e sulla massa meno protetta della società italiana.

Le misure, ridurranno le contrattazioni nel settore pubblico e congeleranno gli stipendi per tre anni, ritarderanno l’età pensionabile dei funzionari e ridurranno i fondi per i governi locali, secondo informazioni dello stesso governo italiano.
I comuni e le regioni saranno sotto pressione per contribuire con 5.800 milioni di euro di tagli delle spese nel 2011-2012, che potrebbero colpire scuole, ospedali e manutenzione stradale.
La spesa nel sistema della sanità pubblica sarà sottoposta a controlli rigorosi, ed il Governo cercherà di frenare l’evasione fiscale dichiarando illegali le transazioni di contanti di oltre i 5.000 euro.
Dando l’impressione che i “sacrifici saranno di tutti” come il presidente Giorgio Napolitano ha sollecitato, le misure includono tagli dei salari e bonus ai ministri, parlamentari ed alte cariche del settore pubblico.
“Sarà dura, con grandi sacrifici”, ha detto Gianni Letta, sottosegretario di Stato alla presidenza e braccio destro del primo ministro Silvio Berlusconi.
Dopo aver raccontato per mesi agli italiani che le finanze del paese erano immuni ad una crisi simile a quella greca, il Governo ha optato per presentare questo come un colpo preventivo per “evitare il peggio”.
In questo modo, Roma si aggiunge alla Grecia, Spagna e Portogallo nell'attuazione dei programmi di "adeguamento" per tagliare il deficit di bilancio, ponendo l'accento sui tagli del settore pubblico.
Il pacchetto, che il ministro dell’economia, Giulio Tremonti, dirà in dettaglio quando il gabinetto si riunirà per approvarlo, pretende di ridurre il deficit di circa 26.000 milioni di euro in due anni, con tagli di 13.000 milioni di euro nel 2011.
“Il Governo deve prendere queste misure per salvare il nostro paese da un rischio come quello greco”, ha detto Letta, che ha fatto queste dichiarazioni prima che si sapesse che la fiducia dei consumatori è ai minimi annuali.
La sforbiciata nel Regno Unito

Le misure nel Regno Unito sono state annunciate lunedì dalla nuova coalizione di conservatori e liberal democratici.
Sarà di 7.260 milioni di euro e cercherà di abbassare un deficit di 181.000 milioni di euro, il più alto dell’UE, ed ha già messo i sindacati in stato di allerta.
La più severa delle riduzioni colpirà il Dipartimento di Innovazione degli Affari (BIS) che perderà 970 milioni di euro durante l’attuale anno finanziario. I tagli raggiungeranno i 243 milioni in più di quanto si aspettassero.
Con serie resistenze tra i deputati, i liberal democratici hanno ottenuto che i tories
usassero 150 milioni di euro dei tagli per 50.000 nuovi lavori di apprendistato e 50 milioni per istituzioni educative terziarie.
Le misure più dure saranno nelle organizzazioni quasi governative che sopravvivono con l’appoggio statale, in progetti informatici e nel reclutamento di funzionari pubblici, congelati allo stesso modo della pubblicità ufficiale.
I maggiori tagli saranno di 793 milioni di euro nel dipartimento del Trasporto; 405 milioni di euro nelle Comunità e Governi locali, 778 milioni di euro nell’educazione e 621 milioni di euro in Lavoro e Pensioni.

Le amministrazioni della Scozia, Galles e Irlanda del Nord riceveranno 704 milioni in meno rispetto all’anno fiscale precedente.
“Noi dobbiamo bloccare il deficit così i nostri debiti non formino una spirale fuori controllo. E quanto più facciamo noi adesso, più potremo spendere in cose importanti negli anni a venire”, ha promesso il Cancelliere Osborne, un milionario per via ereditaria.
L’annuncio dei tagli ha ricevuto un’ondata di proteste. L’attuale Cancelliere nell' ombre e l’ex laburista in carica, Alistar Darling, ha detto che c’era una mancanza di dettagli. “Ci possono essere mille posti di lavori colpiti da questo, ci sono misure che danneggeranno la crescita. Sono molto, molto preoccupato per questo”, ha espresso nella sua prima reazione.
I sindacati britannici hanno già espresso la loro preoccupazione e stato di allarme. “Con l’economia britannica e dei nostri soci europei così fragili, questo non è il momento adeguato per questi tagli”, ha annunciato Brendan Barber, segretario generale della potente TUC.
Il CBI, che riunisce il settore dell’industria, ha applaudito le misure e le ha descritte “come dolorose ma necessarie”.
Secondo i calcoli degli esperti, queste misure sono solo l’inizio. I tagli più brutali, dicono, arriveranno nel mese di giugno, quando sarà presentata la nuova finanziaria.

Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA

link articolo



L'esplosione della piattaforma petrolifera "prevista" nel film Knowing (2009)




Nel recente film "Knowing" del 2009 è presente una scena in cui un uomo guarda un notiziario televisivo che informa ... sull'esplosione di una piattaforma petrolifera in Messico!

Come è possibile che un film di appena un anno fa "preveda" quanto è accaduto? Solo coincidenze? Difficile da credersi visto che le coincidenze sono troppe: la piattaforma che esplode, il luogo preciso, la data così ravvicinata: nel film viene descritto esattamente quello che è successo il 20 aprile 2010, un anno dopo! Ciò avvalora i sospetti espressi nel recente articolo golfo del messico tra disastri procurati e atomiche salvifiche.


E guardate adesso il logo della summit entertainment che ha realizzato il film. Guardate bene dal ventesimo secondo del filmato in poi: una coppia di montagne (ma che assomigliano un po' a delle piramidi) il cui profilo si trasforma in una sorta di disegno stilizzato di un gabbiano che si libra nel cielo. Tutto normale? No, perchè tale disegno è in bianco su sfondo azzurro ed ha le stesse precise caratteristiche delle scie chimiche che sfregiano di continuo i nostri cieli (la solita pubblicità subliminale).


Leggi l'articolo completo su: scienzamarcia.blogspot.com





mercoledì 26 maggio 2010

L'ego - OSHO



http://www.youtube.com/user/lupoalberto63

A chi importa?

Ogni mese, un discepolo era solito scrivere al Maestro un breve resoconto del suo progresso.

Il primo mese, gli scrisse: “Provo un’espansione di coscienza e sperimento la mia unità con l’universo”.
Il Maestro sorrise e gettò la lettera nel cestino.

Il mese seguente, il discepolo gli scrisse: “Ho finalmente scoperto che il Divino è presente in tutte le cose”.
Il Maestro rimase impassibile.

Al terzo mese, le parole del discepolo esprimevano con entusiasmo: “Il mistero dell’Uno e dei molti mi è stato rivelato e sono in uno stato di totale meraviglia”.
Il Maestro scosse la testa e ancora una volta gettò via la lettera.

Nella lettera seguente il discepolo asseriva: “Nessuno è mai nato, nessuno vive, nessuno muore, perché l’ego non esiste”.
Il Maestro alzò le braccia al cielo in un gesto di disperazione.

Passò un mese, poi due, poi cinque e infine, dopo un anno di silenzio, il Maestro ritenne fosse giunto il momento di ricordare al discepolo che era suo dovere tenerlo informato sul suo progresso spirituale.
Il discepolo scrisse: “A chi importa?

Quando il Maestro lesse questa frase, il suo volto s’illuminò di profonda soddisfazione.

Tratto da Non più confusione, di Ramesh Balsekar.

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