di Piero Pagliani – Megachip.
Avete letto che un diplomatico britannico è andato a negoziare con i ribelli libici e che questi non hanno capito e gli hanno arrestato la scorta militare? Può sembrare una comica, ma il significato è chiaro: in Libia sono già attivi militari delle potenze occidentali.
E che dire di quell'elicottero olandese militare con tre marines a bordo catturato dai governativi in Libia (è però ormai politicamente corretto chiamarli spregiativamente “miliziani”), con armi e, pare, soldi? Era lì per evacuare personale. Carino: un elicottero armato olandese che pensa di aver diritto di entrare impunemente in un Paese sovrano senza permesso. Ma l’Olanda non è il Paese della Shell?E che dire del fatto che fonti diplomatiche a Islamabad hanno rivelato da una settimana che in Libia sono già presenti centinaia di “consiglieri militari” di USA, Francia e UK?
E i 200 morti di ieri per la riconquista di Zawiya («strage nella folla» secondo il «Corriere della Sera»), che gli stessi portavoce dei ribelli riducono a 50 e che un medico libico del posto dice essere ancora meno, 30?
E la confusione aumenta se uno dei pochi giornalisti occidentali sul posto, un reporter di Sky News, dice “forse una decina”.
Dovrebbero essere più sicuri gli almeno trenta morti dovuti all’esplosione di un deposito di munizioni a Rajma, poco fuori Bengasi. I ribelli parlano di un bombardamento aereo, ma gli aerei non li ha visti nessuno.















