domenica 27 giugno 2010

Sheila Chandra - Ever so Lonely (Live)


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Solo chiacchiere dall'IWC

Roma, Italia — Nessun accordo per proteggere le balene dalla 62esima riunione della Commissione baleniera internazionale (IWC) che si è conclusa ieri sera ad Agadir in Marocco. Solo chiacchiere, che non fermeranno il massacro di migliaia di esemplari che Giappone, Norvegia e Islanda porteranno avanti anche il prossimo anno.

I governi riuniti ad Agadir dovrebbero vergognarsi di essersi ritirati a discutere a “porte chiuse” per nascondere le loro discussioni sterili che non hanno permesso di fare nessun passo avanti nella protezione delle balene. Ma non possono certo nascondere la vergogna della caccia baleniera e della loro incapacità per cercare di fermarla.

Le balene non sono in vendita. È stato il messaggio che abbiamo inviato ai membri dell’IWC, piazzando qualche giorno fa una balena gigante sulla scalinata di Piazza di Spagna, in centro a Roma. Perché con promesse di soldi e corruzione i paesi balenieri cercano ogni anno di raggiungere la maggioranza.

Ora c’è un’unica chance per le balene. Tutti quei governi che si schierano per la conservazione delle balene – come l’Italia – devono immediatamente mettere in atto azioni politiche decise per porre fine alla “caccia per ragioni scientifiche” del Giappone nel Santuario dell’Oceano Antartico e la caccia della Norvegia e dell’Islanda, portata avanti in totale violazione della moratoria esistente.

Da oltre trent’anni lottiamo in difesa delle balene. I nostri due attivisti - Junichi e Toru - rischiano più di un anno di carcere per aver denunciato la corruzione e il contrabbando di carne del programma giapponese di caccia alle balene. Cosa sono disposti a fare i paesi che dicono di voler proteggere le balene? Noi continueremo a lavorare per fermare questo vergognoso massacro!

fonte: www.greenpeace.org

Malagrotta, ancora dubbi


Rossella Anitori

PROTESTA. Il comitato cittadino denuncia irregolarità nella gestione dei rifiuti prima dell’interramento in discarica.
«Il piano di adeguamento di Malagrotta è un bluff totale. I rifiuti finiscono in discarica tali e quali. Senza essere pretrattati». La denuncia viene da Sergio Apollonio, presidente del comitato cittadino locale, che punta il dito su presunte irregolarità inerenti alla gestione dei rifiuti all’interno del sito di smaltimento romano. «La discarica della capitale - spiega - continua a violare platealmente, come ha fatto da sempre, un articolo fondamentale della legge sulle discariche (Dlgs n.36 del 2003), e cioè l’art.7, primo comma, che suona come segue: «I rifiuti possono essere collocati in discarica solo dopo trattamento».

A Malagrotta invece impera un’altra legge. È quella del sottosviluppo a tutti i costi, anche se ammantato di tecnologia, cioè dei rifiuti tal quali o indifferenziati, come nelle discariche del Terzo mondo. Si spende di meno e si guadagna di più». Ad avvalorare la tesi secondo cui all’interno della discarica non tutto proceda secondo nella norma, contribuisce pure una nota informativa del 23 giugno inviata dalla Comissione europea al Comitato: «A seguito di un’analisi delle risposte del governo italiano alle richieste di informazioni della Commissione europea - scrive Julio Garcia Burgués, della Direzione generale Ambiente - ulteriori chiarimenti sono risultati necessari, con particolare riferimento al pre-trattamento dei rifiuti smaltiti nella discarica di Malagrotta. I servizi della Commissione - continua - hanno pertanto inoltrato un’ulteriore richiesta di informazioni alle autorità italiane».

Ancora dubbi, dunque, e nuovi accertamenti sulla discarica più grande d’Europa, di proprietà dell’imprenditore romano Manlio Cerroni. Una buca da oltre 240 ettari di territorio dove finiscono i rifiuti della Capitale e di parte della provincia; una discarica che ha raggiunto il limite di capienza massima ormai da tempo e sulla quale, da anni, si discute per la necessità di chiuderla. Ma che di fatto, proroga dopo proroga, continua a operare.

fonte: www.terranews.it
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Femminismo rosa. L'autodifesa indiana


Federico Raponi

DOC. La vera storia della rivolta delle contadine. A colloquio con Enrico Bisi, regista di "Pink Gang". Nel docufilm racconta la vita di un’eroina moderna, analfabeta e agguerrita sostenitrice dei diritti.
Un gruppo in rosa che si fa Giustizia. Il documentario Pink Gang di Enrico Bisi «racconta la storia di Sampat Pal, leader della Gulabi Gang. Si tratta di organizzazione di donne - spiega il regista - dell’Uttah Pradesh, una delle zone più povere dell’India, che si uniscono per difendersi da soprusi e abusi. La loro particolarità è quella di essere vestite con un sari rosa, portando con sé bastoni tradizionali dello stesso colore camminano insieme per le strade senza paura, togliendosi il velo e alzando la voce».

Un importante segnale di riscatto?
Fondamentale, soprattutto perché nasce nei luoghi più miseri, e dal basso: Sampat è analfabeta, di una casta minore, ha sempre lavorato nei campi, è stata obbligata a sposarsi a 12 anni. Raccoglie in sé un po’ tutti i cliché dell’India povera e delle donne sofferenti.

Com’è strutturata la Gulabi?
Ha due scuole: una per i bambini più poveri o senza genitori, e un’altra di cucito, per non obbligare le ragazze a ridursi in schiavitù. Ha una sede molto piccola, in un villaggio, dove vive anche Sampat insieme al suo braccio destro. Qui spesso succede tutto molto per caso, magari lei riceve una chiamata e parte all’improvviso non sapendo neanche bene cosa andrà ad affrontare. È pure un po’ il bello di questa associazione, che vive di improvvisazione.

E lavora molto sul quotidiano?
Anche se ha dei progetti pensati per uno sviluppo più lungo, perlopiù i problemi da risolvere sono piccoli e giornalieri, da un furto a qualcuno che occupa irregolarmente la terra di una persona povera, che quindi non ha più dove vivere: questioni che hanno bisogno di esser prese di petto subito.

Sono molte le donne che si rivolgono alla “gang” e ne entrano a far parte?
L’organizzazione è in grossa crescita, per due motivi. Il primo, perché ormai ogni suo intervento viene riportato dai giornali locali, e poi perché la gente vede che la situazione migliora, Sampat in questi anni ha portato dei benefici pratici evidenti, alcune donne hanno risolto definitivamente i propri problemi.

Sia familiari che giuridici?
Uno di quelli principali, su cui la Gulabi si batte con più veemenza, è che la polizia non registra i casi di stupro - e anche spesso di omicidio - presentati dalle donne, e che perciò nelle statistiche ufficiali non compariranno mai. Una delle priorità è obbligare le forze dell’ordine a redigere un rapporto, ufficializzare una denuncia, e questo è un successo che le donne stanno ottenendo, perché la polizia si sente pressata anche dalla notorietà di Sampat.

fonte: www.terranews.it
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MAREA NERA: GUARDIAN, BP BRUCIA VIVE TARTARUGHE MARINE



fonte: www.repubblica.it

Londra - Bp brucia le tartarughe marine bloccate nelle barriere usate per contenere le chiazze di greggio dato alle fiamme. E' quanto riporta il britannico Guardian citado l'amministrazione Obama e le organizzazioni ambientaliste che hanno chiesto al governo Usa di far sospendere gli incendi controllati e di perseguire Bp e i suoi contractor per l'uccisione di animali a rischio di estinzione .

sabato 26 giugno 2010

Deva Premal , Miten, Manose and Friends "Twameva"


http://www.youtube.com/user/bodhiveeren

L'UE CONTROLLERA' I CITTADINI CON OPINIONI RADICALI

di Irene Lozano

Tra i successi della Presidenza spagnola dell’UE, è passata praticamente inosservata l’approvazione di un programma di controllo e di raccolta sistematica di dati personali di cittadini sospettati di sperimentare un processo di “radicalizzazione”. Questo programma può essere usato contro individui coinvolti in gruppi “di estrema destra o sinistra, nazionalisti, religiosi o no-global”, secondo quanto figura nei documenti ufficiali.

Lo scorso 26 aprile, il Consiglio dell’UE riunito a Lussemburgo, affrontato il punto all'ordine del giorno dal titolo: "Radicalizzazione nell’UE", che si è concluso con l’approvazione del documento 8570/10. L'iniziativa fa parte della strategia di prevenzione del terrorismo in Europa, e inizialmente concepito per gruppi terroristici islamici. Tuttavia, il documento estende il sospetto in una tale forma ed in termini così generici che dà la possibilità alla polizia di controllare qualsiasi individuo o gruppo sospettato di essere radicalizzato.

Così, un’attivista di un’organizzazione civile, politica o cittadina, senza rapporti col terrorismo, potrebbe essere spiato nel quadro di un programma che invita ad investigare dal "grado di impegno ideologico o politico" del sospettato, fino alla sua situazione economica di “disoccupato, deterioramento, perdita di una borsa di studio o di aiuto finanziario”.

Il documento approvato raccomanda agli Stati membri che “condividono informazione relativa ai processi di radicalizzazione”.
“Cosa intende l’UE per radicalizzazione? Il testo dovrebbe definire il concetto, ma questo permetterebbe di limitare il controllo all’ambito del terrorismo islamico, e quindi non lo fa. Sollecita, invece, a considerare tra gli obiettivi ogni tipo di difensore di idee eterodosse. L’accordo mette anche sotto la lente d’ingrandimento della polizia i cittadini che difendono le idee radicali classiche, quelle dei sostenitori del riformismo democratico che hanno fatto così bene alla democrazia. Si potrebbe anche applicare contro coloro che si considerino radicali nel senso etimologico, dato che “radicale” è, nè più nè meno, quello che affronta i problemi dalla radice.

L’accordo polverizza lo spirito europeo della tolleranza verso tutte le idee, sempre che si difendano attraverso la parola, dato che, nella sua ansia di prevenire il terrorismo, amplifica il ventaglio di sospettati fino a diluire la notevole differenza tra i mezzi con i quali si difendono le idee e le idee stesse.
Il programma completo di controllo è raccolto in un documento precedente,“Strumento per conservare dati e informazioni sui processi di radicalizzazione violenta”, di marzo di quest’anno. Casualmente, a questo testo è stato dato un carattere confidenziale, e si è conosciuto solo grazie al fatto che l’organizzazione della difesa delle libertà civili, http://www.statewatch.org/ ha avuto accesso ad esso e lo ha reso pubblico.

La ONG denuncia che questo programma “non è diretto in primo luogo verso persone o gruppi che abbiano la pretesa di compiere atti terroristici, ma a persone che hanno punti di vista radicali, che vengono definiti come propagatori di messaggi radicali”.
il 7984/10, intitolato
Tra gli obiettivi del documento segreto figura “combattere la radicalizzazione ed il reclutamento” ed include allusioni relative alla persecuzione di chi incitano all’odio o alla violenza che sembrano essere dirette a gruppi terroristici o filo terroristi. Ma, queste risultano non necessarie, dato che sono già penalizzate dalla legislazione penale dei paesi europei. Il testo allude indistintamente alla “radicalizzazione” e la “radicalizzazione violenta”, associando il ricorso alla violenza con ogni tipo di idee estreme o antisistema.

Il documento invita i governi a controllare i “messaggi di radicalizzazione”fino al punto di sfiorare la vulnerabilità della libertà d’espressione. Il programma invita a scrutare le audizioni nelle quali vengono rivolti messaggi radicali, siano essi di sostegno alla violenza oppure no, se esistono altri gruppi con le stesse idee che rinneghino la violenza, come si trasmettono i messaggi radicali, ecc.

Scendendo nei dettagli sul controllo individuale, raccomanda d’indagare anche i sentimenti delle persone che militano in gruppi sospetti, attraverso domande come quelle che mirano a conoscere i “sentimenti della persona in relazione alla sua nuova identità collettiva ed ai membri del gruppo” E con domande tipo: “La persona ha fatto commenti su fatti, principalmente di natura politica, usando argomenti basati su messaggi radicali? Ha fatto commenti sulla sua intenzione di prendere parte ad atti violenti?".
In questo modo, l’accordo apre una pericolosa via di persecuzione delle idee, gli argomenti e perfino gli stati d’animo.

La riunione nella quale è stato approvato questo programma di controllo cittadino è stata presieduta dal ministro degli Affari Esteri, Miguel Angel Moratinos, dato che la Spagna ha la Presidenza di turno dell’UE. Ha assisto anche il segretario di Stato dell' UE, Diego Lopez Garrido, così come la maggior parte dei ministri degli Affari Esteri comunitari.


Tradotto per Voci Dalla Strada da VANESA
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Ustica, la strage impunita: 81 morti e colpevoli in carriera libera

Fonte: TerraNostra

27 giugno 1980: atto di guerra in tempo di pace nei cieli italiani. A Bologna 81 persone salgono a bordo dell’aereoplano civile diretto a Palermo: 64 passeggeri adulti, 11 ragazzi tra i dodici e i due anni, due bambini di età inferiore ai ventiquattro mesi e 4 uomini d’equipaggio. Il velivolo decolla alle 20.08 e sparisce dai tracciati radar alle 20.59, a causa di due missili. «L’incidente al Dc 9 è occorso a seguito di azione militare di intercettamento. Il Dc 9 è stato abbattuto, è stata spezzata la vita a 81 cittadini innocenti con un’azione, che è stata propriamente atto di guerra, guerra di fatto e non dichiarata, operazione di polizia internazionale coperta contro il nostro paese, di cui sono stati violati i confini e diritti. Nessuno ha dato la minima spiegazione di quanto è avvenuto». La sera del 31 agosto 1999 il giudice Rosario Priore deposita la sua ordinanza-sentenza, un documento di oltre 3000 pagine con un centinaio di fogli di conclusione. Secondo il magistrato Priore l’aereo dell’Itavia fu la vittima di un duello aereo fra caccia militari alleati e mig libici. Daria Bonfietti – che ha perso il fratello Alberto nella sciagura – non ha alcun dubbio: «Ustica colpisce a morte il cuore della democrazia, intacca la sua sostanza. Ustica è il soffocamento sistematico e pervicace della democrazia italiana. Segnala i poteri occulti dei corpi separati, conferma l’esistenza di forze che riducono la democrazia italiana a una democrazia di facciata». Il giornalista Andrea Purgatori – padre dell’inchiesta sul muro di gomma – bersaglia le responsabilità stragiste. «Gli Usa hanno individuato i francesi come colpevoli della strage. In tutto questo c’è anche una nostra responsabilità, lo dice la Nato negli atti dell’inchiesta. E’ certo ci sono le prove, che alcuni ufficiali dell’Aeronautica sapevano e trattavano con la Cia all’insaputa dello Stato maggiore». Oggi sono note cause, dinamica e scenario internazionale di matrice bellica. Mancano all’appello solo gli autori materiali della strage e i loro mandanti governativi dell’Alleanza atlantica.
http://www.youtube.com/user/TerraNostraVideo

GUERRA DI IV GENERAZIONE IN MATERIA AMBIENTALE: MANIPOLAZIONE NEL GOLFO


DI JOEL SANDRONIS PADRÓN
CEPRID

Anche se il genere homo esiste da appena due milioni di anni, già dispone della capacità per distruggersi da solo...Non riusciremo nemmeno a emulare gli scarafaggi che si evolvono da circa 250 milioni di anni
(Richard Morris)

Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che l'ha generato
(Albert Einstein)

Diceva Borges che le casualità non esistono, che gli accadimenti e gli eventi imprevisti di ciò che conosciamo come realtà, obbediscono invece a “casualità” prodotte da fatti e circostanze in cui il caso non gioca alcun ruolo, lo giocano invece leggi ben precise che gli esseri umani disconosciamo e che perciò attribuiamo all’imprevisto.

Il fatto che in piena crisi climatica, precisamente un 22 aprile, giorno che gli esseri umani abbiamo scelto di celebrare come giorno della terra, sia sprofondata nel golfo del Messico, in modo imprevedibile e casuale, la piattaforma petrolifera Deepwater Horizon della corporazione British Petroleum, o BP, generando ciò che sarà probabilmente il peggior disastro ambientale della storia, potrebbe sembrare un monito, un segnale di conferma che gli umani abbiamo violato un limite che nemmeno conosciamo o possiamo pretendere di comprendere. Ma su questo punto già si è scritto molto e ancora si scriverà, ciò a cui oggi voglio far riferimento invece è alla manipolazione dell’informazione utilizzata dai potenti come arma di guerra nel mondo per controllare e sfruttare il resto dell’umanità.

Fin dai primi giorni del disastro, sia la corporazione BP che l’Amministrazione Oceanica e Atmosferica ( NOAA la sigla in inglese) degli Stati Uniti hanno tentato di occultare e/o minimizzare fino all’impossibile l’immensa portata del disastro, elaborando comunicati stampa nei quali hanno mentito sfacciatamente sulla quantità di petrolio scaraventata quotidianamente dal pozzo Mississippi Canyon nelle acque del Golfo del Messico; in effetti, durante le prime settimane siamo stati “informati” che come conseguenza dell’incidente si riversavano in mare una quantità non superiore ai mille barili di crudo. Ma nelle sue successive dichiarazioni, messo all’angolo dall’evidenza, Scott Mullen, portavoce del NOAA, ha riconosciuto che il flusso di crudo sversato eccedeva i 5 mila barili al giorno, mentre dati non ufficiali provenienti da fonti indipendenti portavano la quantità a circa 15 mila barili al giorno.

Nonostante le proporzioni dell’incidente e della catastrofe ambientale per gli ecosistemi del Golfo del Messico e del Nord Atlantico, verso cui la corrente del Golfo spinge la colossale macchia di petrolio, abbiamo osservato pochissime fotografie dello sversamento. Quelle che circolano in rete sono state quasi tutte scattate durante i primi giorni dell’incidente, prima che agenti del governo americano prendessero il controllo della zona.

Sia gli agenti del governo federale degli Stati Uniti che i dirigenti corporativi delle pubbliche relazioni delle grandi transnazionali hanno imparato che occultare e manipolare l’informazione e le immagini è il miglior modo per controllare e/o guidare le reazioni del pubblico.

È risaputo che le crude e avvilenti immagini della guerra del Vietnam trasmesse senza censura, quasi dal vivo e in diretta dal fronte di combattimento, hanno sensibilizzato in tal modo la società statunitense da contribuire in misura notevole al rifiuto interno che quella guerra criminale e colonialista aveva generato in essa. A partire da quel momento, le immagini e informazioni delle molteplici guerre di aggressione condotte dagli Stati uniti ovunque nel mondo hanno avuto come caratteristica l’attenta e severa censura a cui vengono sottomesse. Inoltre fin dalla Guerra del Golfo sono stati eliminati i corrispondenti di guerra indipendenti e vengono accettati solo i giornalisti embedded che agiscono e “informano” sotto la stretta direzione e supervisione dello stesso esercito americano.

La similitudine e il parallelismo delle azioni tra l’esercito imperiale degli Stati Uniti e le corporazioni dell’energia, industriali, della frutta, finanziarie e altre per le quali lavora, è peraltro illuminante. Questa forma di agire e controllare l’informazione da parte di questo esercito( uno dei capisaldi della sua nuova dottrina di guerra di quarta generazione) è stata copiata pari passo dalle grandi corporazioni petrolifere.

Nel 1989 la petroliera Exxon Valdez della multinazionale petrolifera Exxon si incagliò nel golfo di Prince William Sound, nello stato nordico dell’Alaska. Nei giorni successivi all’incidente la nave riversò più di 41 milioni di litri di crudo in quell’estuario. Quell’incidente venne ampiamente documentato dalla stampa statunitense e mondiale e le immagini di nutrie e leoni marini, trichechi, balene, pesci e uccelli imbrattati da uno strato nero e oleoso produssero un’ondata di rifiuto, indignazione e richieste di sanzioni per l’azienda colpevole di quel crimine di lesa natura, e irati solleciti della società statunitense per il blocco dello sfruttamento petrolifero in quello stato. La Exxon dovette spendere molto denaro in lobbying, in bustarelle e “disinteressate” donazioni alle campagne elettorali( come quelle effettuate dalla BP per la campagna di Obama), oltre alle spese per le operazioni di ripulitura, per riprendere i suoi affari nella zona.

A partire da quel disastro le corporazioni energetiche hanno iniziato ad applicare le strategie di disinformazione che l’esercito degli Stati uniti stava sviluppando. Nel caso della piattaforma Deepwater Horizon, le immagini ufficiali che quasi unanimemente sono state diffuse dalle grandi catene televisive e dalle agenzie stampa transnazionali consistono nell’incendio che si era generato, in fotografie di macchie oleose in mezzo all’oceano, fatti certamente disdicevoli ma molto lontani dalle nostre vite, senza riferimenti emotivi incisi nella nostra memoria come potrebbero essere le spiagge bitumate o animali, pesci e uccelli che muoiono lentamente coperti di olio.

Il governo federale degli Stati Uniti ha proibito per ragioni di “sicurezza” che le imbarcazioni private navighino e facciano fotografie nelle zone del disastro, esattamente lo stesso argomento e giustificazione addotti dal loro esercito per impedire ai giornalisti indipendenti la copertura delle loro azioni in Iraq e Afghanistan. È stato impossibile occultare un disastro di tali dimensioni ( a quanto pare BP ha avuto un altro incidente l’anno scorso nella stessa zona ma è stato controllato rapidamente e sono riusciti a non farlo trapelare), ma gli esperti mediatici di queste mostruose petroliere sanno che finché il fatto rimane generico le reazioni del pubblico potranno essere manipolate, eventualmente sviate verso aspetti secondari e infine controllate.

Negli ultimi giorni si è insistito molto sulla soluzione tecnologica della situazione, si fanno documentari sull’efficiente lavoro realizzato dai robot sottomarini( parallelismo con i droni delle forze aeree), sulle tecniche che verranno utilizzate, sui costi della ripulitura delle coste; è impossibile sfruttare un giacimento petrolifero in forma totalmente sicura e pulita. Nel mezzo del peggior disastro ambientale della storia, nessuno o quasi nessuno mette in discussione il modello energetico basato sul consumo di combustibili fossili. Non si discute il capitalismo globalizzato e selvaggio che in nome dei propri profitti distrugge la vita di un intero litorale marittimo, dando il colpo di grazia a decine di specie in grave pericolo di estinzione( tartarughe, lamantini e alcune specie di squali) e rovinando allo stesso tempo migliaia di famiglie di pescatori.

Prima o poi BP riuscirà a chiudere il pozzo, o almeno dirà che l’ha fatto, i responsabili dell’ambiente negli Stati Uniti appoggeranno completamente la loro versione e ricominceranno le perforazioni in alto mare, per lo meno fino al prossimo disastro.

Nero è il futuro dentro il capitalismo. Nero appare invero il futuro di mari e oceani, di un nero così scuro come la coscienza dei gerarchi di queste megacorporazioni e dei loro cani da salotto del mondo politico.

Joel Sangronis Padrón è professore presso la Universidad Nacional Experimental Rafael Maria Baralt (ENERMB), Venezuela.

Fonte: www.rebelion.org
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=108078&titular=guerra-de-iv-generaci%F3n-en-materia-ambiental:-manipulaci%F3n-en-el-golfo-
18.06.2010

Traduzione per www.comedonchiciotte.org a cura di RENATO MONTINI
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La Grecia mette in vendita le sue isole. Veramente.


Luca Barcellona - Calligraphy & Lettering Arts

Nel marzo scorso aveva fatto sorridere – e anche un po' polemica – la proposta di due deputati tedeschi che proponevano, per risanare il pesante debito greco, di vendere qualche isola. Bhé, pare che il Governo di Atene lo farà veramente. Più le ferrovie e l'acqua.

Nel marzo scorso aveva fatto sorridere – e anche un po' polemica – la proposta di due deputati tedeschi che lanciavano l'idea, per risanare il pesante debito greco, di vendere qualche isola e qualche opera d'arte.

Bhé, è successo. Riporta The Guardian che Atene si prepara a mettere in vendita, o ad affittare a lungo termine, le sue isole. Lo dicono fonti vicine alle negoziazioni: tra gli acquirenti interessanti ci sarebbero russi e cinesi che cercano mete turistiche per la loro popolazione.

Solo 227 delle oltre seimila isole sono infatti abitate e il Governo greco non può permettersi investimenti per sviluppare le infrastrutture e, quindi, il turismo. La speranza è che mossa permetta di generare lavoro e quindi tasse. A questo si aggiunge il piano di vendere le ferrovie nazionali e le compagnie che che gestiscono l'acqua. Pare che alcune compagnie cinesi, che già hanno investito nei porti, siano interessate.

Francesca Barca
fonte: Europa451
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venerdì 25 giugno 2010

Grazia Francescato e l’Arcangelo Michele


Non è questa la conoscenza; conoscenza è un sentiero che ha un cuore”. Queste parole furono dette a Grazia Francescato e ad altri giornalisti dal capo indigeno di un villaggio nella foresta Payakan in Amazzonia. Quel luogo lo aveva già vissuto nei sogni e la sensazione di essere giunta a casa le faceva rivivere quel sogno sempre uguale a se stesso. Grazia Francescato, ambientalista e giornalista ha avuto l’incontro con quel famoso personaggio celeste chiamato Arcangelo Michele e questo incontro lo ha documentato in un bellissimo libro che si chiama "In viaggio con l’Arcangelo".

“Non è questa la conoscenza; conoscenza è un sentiero che ha un cuore”, queste parole segneranno la strada da seguire. Dopo tutta una serie di circostanze strane molto strane avviene l’incontro determinante: siamo all’isola di Simi In Grecia, Grazia si sveglia di notte con la sensazione di essere in alto sotto una cupola luminosa. Guardando in giù vede il suo corpo steso sul letto e vede il suo corpo vecchio e raggrinzito, poi una voce le parla dentro: "non puoi combattere da sola le forze del male, devi chiedere aiuto, colui che sa come si combatte il male è qui”. Grazia Francescato poi si ritrova nel corpo come se provenisse da un altro universo. La mattina dopo la Francescato sa che non si è trattato di un sogno e apprende da Rea, colei che l’ha invitata, e che aveva conosciuto a S’ Miguel nelle Azzorre, altra coincidenza, che nell’isola tutti avevano visioni profetiche e che al porto c’era addirittura un Pope che decifrava I sogni.

Tornata in Italia quel gioco tra lei e l’arcangelo fatto di segni ritrovamenti coincidenze, illuminazioni continuava sempre, uno dei segnali più suggestivi si ebbe in Puglia, si era recata come Presidente del WWF e i rappresentanti locali dell’associazione le proposero di fare una passeggiata a vedere la neve nella meravigliosa foresta umbra. Giunti lì, racconta Grazia Francescato, ”ad una svolta della strada mi fu indicato una traccia scura, appena visibile nella neve e mi fu detto che quello era il sentiero che un tempo percorrevano i Sammechelere nel loro pellegrinaggio verso Monte Sant’Angelo... Mi informai curiosa di sapere chi fossero I Sammechelere e venni così a sapere che così venivano chiamati in dialetto pugliese i devoti di San Michele. Sapevo che a Monte Sant’Angelo c’è un santuario famoso, meta di pellegrinaggio da secoli, ma non sapevo che fosse dedicato a San Michele. Un tempo i pellegrini partivano da Vieste, attraversavano a piedi i boschi del Gargano per poi inerpicarsi sul monte fino al santuario.Ciò veniva fatto ogni anno la notte del 29 settembre”. "Dovunque andassi c’era l’irruzione dell’Arcangelo, che con prepotenza e ironia continuava a farmi sentire la sua presenza e il suo invito a muovermi in certe direzioni. San Michele mi ha dato tre messaggi:

1) legame profondo tra natura e spiritualità: all’alba del III millennio tutelare la natura significa salvaguardare le nostre radici. L’uomo di oggi deve imparare di nuovo a sentire il potere del luogo, in particolare di certi luoghi che ci mettono in comunicazione con la dimensione dello spirito, con la sapienza del passato. Devastare la natura, sconvolgere l’equilibrio ecologico dei luoghi sacri significa disturbare la sintonia tra uomo e cosmo e disperdere un capitale spirituale accumulato per millenni...

2) Unione tra mente e cuore, riconciliazione tra pensiero e sentimento, tra scienza e coscienza: questo sentiero è bloccato da tempo e va liberato.

3) Capire la differenza tra forza e violenza, e qui ci aiuta l’immagine dell’arcangelo rappresentato sempre con la spada, che però non viene mai usata. L’angelo leggero ed elegante mostra soltanto la sua spada: forza si ma non ira, non violenza. E questo è un punto di cui anche noi pacifisti dobbiamo prendere atto.

di Alfredo d’Ecclesia
su : http://www.agoravox.it

L’Aquila. Ventimila in corteo fra le macerie: lavoro e ricostruzione della città


di Giorgia Fattinnanzi

Landini (Fiom-Cgil) conclude la manifestazione: “non siamo sudditi difendiamo dignità, diritti e democrazia”. Di Cesare: “Se muore il capoluogo muore l’Abruzzo” L’AQUILA - Il corteo si muove lentamente. Sono più di ventimila che sfilano in questa città dove le macerie sono il segno lasciato dal terremoto in quel terribile giorno.

Sono, anche la testimonianza che Berlusconi, il governo, Bertolaso, finita l’epoca della propaganda a buon mercato diffusa a piene mani dalla televisione pubblica hanno abbandonato questa città e le popolazioni dell’Abruzzo. La manifestazione regionale indetta dalla Cgil nel quadro dello sciopero generale rappresenta uno dei momenti più significativi della lotta che stanno portando avanti i cittadini sia in Abruzzo, nel capoluogo che a Roma, con le iniziative del Comune. Questo dice il corteo, questo dicono striscioni, cartelli, la popolazione che non si rassegna, che torna in campo. “ Se muore l’Aquila- dicono le voci del corteo- muore l’Abruzzo”. Un corteo e una manifestazione che non dimentica le vittime della tragedia che dicono inmolti si poteva evitare. Si passa davanti alla Casa dello Studente. Ogni striscione si ferma per un momento , un attimo di raccoglimento per ricordare gli otto giovani morti. Macerie a vista d’occhio, rovine di case e monumenti, ma anche macerie economiche come sottolinea il segretario regionale della Cgil, Gianni Di Cesare, nel corso del comizio che conclude la manifestazione con l’intervento del segretario generale della Fiom, Landini.

Da Pomigliano all’Aquila, dalla vicenda della Fiat, a quella dell’’Aquila. C’è un filo rosso che lega la cittadina campana e il capoluogo abruzzese, le tute blu del Giambattista Vico e il popolo abruzzese:orgoglio e dignità. Gli aquilani non vogliono essere assistiti , vogliono che torni il lavoro. E’ un loro diritto. Così per i metalmeccanici che chiedono il rispetto dei diritti garantiti da contratti, leggi, dalla Costituzione, che non accettano l’immondo baratto fra lavoro non garantito fra l’altro e diritti”. Di Cesare da il quadro della situazione. La ricostruzione è lontana, se mai poi sarà e noi ci battiamo perché ci sia, perché si volti pagina, scompaiano queste le macerie. Stiamo vivendo la peggiore crisi dal dopoguerra ad oggi- attacca il segretario regionale della Cgil- con il governo che vuole attuare una manovra che iniqua, che non punta alla ripresa, tagli indiscriminati che colpiscono le fasce più deboli, mettono a rischio servizi essenziali. Per l’Aquila chiediamo al governo e alla Regione una tassa di scopo, per far ripartire la città, farla vivere nel rispetto della sua storia, restituire l’identità al capoluogo a tutta la nostra regione. Sono stati persi fino ad oggi 30 mila posti di lavoro, nei primi cinque mesi dell’anno siamo già a tredici milioni di ora di cassa integrazione di cui ben sette milioni di cig straordinaria. Vuol dire- sottolinea Di Cesare- che fra poco tempo i lavoratori rimarranno disoccupati, le aziende chiuderanno. Ci sono migliaia di cittadini che vivono ancora in alberghi, in appartamenti affittati qua e là. Non vogliamo elemosina –conclude- ma lavoro.

Alla dignità e ai diritti di tutti si richiama il Segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, ringraziando i lavoratori della Fiat di Pomigliano e i pensionati dell’Aquila. “La ricostruzione de L’Aquila – aggiunge Landini - è un problema che riguarda tutto il Paese. Girare per questa città è un pugno allo stomaco, perché tutto è rimasto come prima. C’è qualcuno che ci vorrebbe vedere come dei sudditi, ma noi non abbiamo nessuna intenzione di accettare.”
“Da tutte le piazze – ha aggiunto ancora l’esponente sindacale - che oggi ospitano lo sciopero generale della Cgil sale la richiesta di difendere dignità, diritti e democrazia. Una battaglia che la Fiom e la Cgil sono intenzionate a portare avanti con determinazione. Se passasse l’idea che, per fare investimenti in Italia, vadano cancellati i diritti, le leggi e la Costituzione, ci si troverebbe di fronte a un inaccettabile imbarbarimento delle relazioni sociali nel nostro Paese.”
E poi Landini ha aggiunto “La Fiom e la Cgil non sono isolate”. “Hanno al loro fianco – conclude - i lavoratori e i pensionati. La battaglia che ci attende punta alla difesa del Contratto nazionale che il Governo tenta di smantellare sia nel settore pubblico che in quello privato, mettendo i lavoratori gli uni contro gli altri. La Fiom e la Cgil continueranno a lavorare per difendere i diritti, la dignità e la democrazia a per aprire una nuova fase.”

fonte: http;//www.dazebao.org/

Loro non scrivono...voi fate girare


Ieri mi ha telefonato l'impiegata di una società di recupero crediti, per conto di Sky.
Mi dice che risulto morosa dal mese di settembre del 2009.
Mi chiede come mai. Le dico che dal 4 aprile dello scorso anno ho lasciato la
mia casa e non vi ho più fatto ritorno, causa terremoto.
Il decoder sky giace schiacciato sotto il peso di una parete crollata.
Ammutolisce.
Quindi si scusa e mi dice che farà presente quanto le ho detto a chi
di dovere, poi, premurosa, mi chiede se ora, dopo un anno, è tutto a posto.
Mi dice di amare la mia città, ha avuto la fortuna di visitarla un paio di anni fa. Ne è rimasta affascinata. Ricorda in particolare una scalinata in selci che scendeva dal Duomo verso la basilica di Collemaggio, mi sale il groppo alla gola.
Le dico che abitavo proprio lì. Lei ammutolisce di nuovo. Poi mi invita a raccontarle cosa è la mia città oggi. Ed io lo faccio.
Le racconto del centro militarizzato.
Le racconto che non posso andare a casa mia quando voglio.
Le racconto che, però, i ladri ci vanno indisturbati.
Le racconto dei palazzi lasciati lì a morire.
Le racconto dei soldi che non ci sono, per ricostruire.
E che non ci sono neanche per aiutare noi a sopravvivere.
Le racconto che, dal primo luglio, torneremo a pagare le tasse ed i contributi, anche se non lavoriamo.
Le racconto che pagheremo l'i.c.i. ed i mutui sulle case distrutte e
ripartiranno regolarmente i pagamenti dei prestiti.
Anche per chi non ha più nulla. Che, a luglio, un terremotato con uno stipendio lordo di 2.000 euro vedrà in busta paga 734 euro di retribuzione netta. Che non solo torneremo a pagare le tasse, ma restituiremo subito tutte quelle non pagate dal 6 aprile.
Che lo stato non versa ai cittadini senza casa, che si gestiscono da soli, ben ventisettemila, neanche quel piccolo contributo di 200 euro mensili che dovrebbe aiutarli a pagare un affitto.
Che i prezzi degli affitti sono triplicati. Senza nessun controllo.
Che io pago, in un paesino di cinquecento anime, quanto Bertolaso pagava per un appartamento in via Giulia, a Roma.
La sento respirare pesantemente. Le parlo dei nuovi quartieri costruiti a prezzi di residenze di lusso.
Le racconto la vita delle persone che abitano lì. Come in alveari senz'anima. Senza neanche un giornalaio o un bar.
Le racconto degli anziani che sono stati sradicati dalla loro
terra lontani chilometri e chilometri. Le racconto dei professionisti
che sono andati via. Delle iscrizioni alle scuole superiori in netto calo.
Le racconto di una città che muore e lei mi risponde, con la voce che le trema.
" Non è possibile che non si sappia niente di tutto questo. Non
potete restare così. Chiamate i giornalisti televisivi.
Dovete dirglielo, chiamate la stampa. Devono scriverlo."

tratto dall'ottimo sito: http://www.luigiboschi.it
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PRESTO EVACUAZIONE DEL GOLFO DEL MESSICO?


Voci di Insider prevedono una evacuazione del Golfo del Messico?
Kurt Nimmo- http://www.infowars.com/ June 24, 2010

Seppur sepolto in un articolo sugli scenari del Golfo del Messico e le sue predizioni Joel Achenbach del Washington Post cita Matthew Simmons, fondatore e presidente emerito della Simmons & Company International.

In risposta ad un temporale tropicale, nell'aria ai Caraibi, Simmons dice: “Dovremo evacuare goi Stati del Golfo. Potete immaginarvi l'evacuazione di 20 milioni di persone? Questa storia è 80 volte peggiore di quanto immaginassi".
Il National Hurricane Center (Centro Uragani Nazionali) oggi ha detto che una regione tempestosa nei Caraibi si sta mettendo e rafforzando in tempesta tropicale. Ha il 40 percento di possibilità di diventare un ciclone tropicale — in altre parole un uragano- nei prossimi 2 giorni, considerando che la stima era a 0 alcuni giorni fa.

“Sono attesi venti ad alti livelli che diventano più conduttivi per lo sviluppo di questo sistema mentre si muove verso ovest o nord ovest a ca 10 mph nei prossimidue giorni,” ha detto Il centro Uragani Nazionali (NHC) al Baltimore Sun. “C'è una possibilità media (40 percento) che questo sistema diventi un ciclone tropicale durante le prossime 48 ore.”

http://www.infowars.com/oil-industry-insider-and-cfr-member-predicts-gulf-evacuation/
traduzione Cristina Bassi

via http://www.cafedehumanite.blogspot.com/

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26 giugno 2010 Allineamento di Amore: il momento è Adesso



Sabato 26 giugno 2010 è all’interno di allineamento planetario Importante che esperti calcolano si colleghi direttamente all’evento 2012.

Vogliamo specificare che la Festa di Amore Universale comporta solo il fatto di mettere la nostra consapevolezza nell’essere Amore e questa Festa è …. esattamente dove ognuno di noi E’ e come ognuno di noi è! Anche nel mezzo del lavoro più rognoso! Basta farlo con consapevolezza ed amandosi!

Fare Amore, Essere Amore, Vivere Amore, Provare Amore, aver a che fare con l’ Amore è quello che l’Universo chiede per condensare la nostra emanazione e farne suo carburante e direzione. Per noi per la nostra evoluzione, nostra, dell’umanità intera e del nostro pianeta….

Questa è l’indicazione, in svariate modalità che arriva da ogni tempo e spazio per questo momento dell’umanità.

“Abbiamo spesso paura di perderci qualche grande insegnamento di qualche grande guru. Ma ora che abbiamo smesso di cercare un significato intellettuale nelle loro parole e abbiamo deciso semplicemente di sentire il messaggio del loro cuore, ci accorgiamo che tutti hanno detto la stessa cosa. Puoi andare a sederti ai piedi di Sai Baba per i prossimi sei mesi e lui ti dirà una sola cosa: “Sii amore”.

La gente va fino in India e si siede a migliaia ad aspettare che questo avatar si affacci e dica qualcosa di nuovo e lui arriva e dice “Sii amore”. Sulla stessa strada c’è Mer Baba, un altro avatar, e la gente arriva a fiumi a vedere anche lui. Per tutto il tempo della sua incarnazione sul pianeta, ha detto alla gente una sola cosa: “Sii felice”. Quest’uomo non ha mai detto altro. La spiritualità è così semplice! Qualsiasi insegnamento suoni complicato è dell’ego. Lo spirito è il colmo della semplicità.”

Il Piano per la Salvezza www.notimeforkarma.it/4.htm

Questo è ciò che significa questa giornata: Agisci come se fossi Amore.


Ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo!

Non devi andare da nessuna parte devi solo provare Amore, essere Amore più che puoi! Ogni pensiero anche solo un po’ triste sabato sarà un’occasione sprecata!

Provare Amore nel segreto del tuo io, dalla tua casa, della tua famiglia, della tua coppia. E’ questa la festa dell’Amore!

Essere Amore e Gioia per tutto il giorno, non si rimanda l’Amore, si vive!!!

L’occasione è Adesso! Non sprechiamola! Non serve fare niente… solo amare! Essere Amore… Vivere l’Amore, magari un po’ più del solito!

Bandire pensieri di bassa vibrazione semplicemente! Vogliamo dire che non siamo capaci di farlo nemmeno per un giorno ?

E rispondendo a quanti ci scrivono chiedendo spiegazioni tecniche, dicendo che è un bufala, che il cerchio nel grano è stato fatto dai soliti buon temponi ecc… Diciamo: “E a noi che ce ne importa???”

E’ un’occasione grandiosa!!! (in ogni caso l’allineamento planetario c’è ed è oggettivo – qualunque cosa voglia significare questa parola)

Sabato 26 giugno 2010 un mare di persone che hanno raggiunto un certo livello di consapevolezza menifesteranno contemporaneamente per tutto il giorno quanto più amore potranno, quanto più ne saranno capaci, quanto più ne avranno l’opportunità!!!

Ci rendiamo conto di che effetto catalizzante può avere tutto questo ?!

Potrebbe essere davvero un punto di svolta indipendentemente dai cerchi nel grano, indipendentemente da chi li fa, indipendentemente perfino dall’allineamento planetario!

Poi se tutto questo è vero, (come noi josaya crediamo) tanto meglio!!! …e ben venga!

via http://www.josaya.com/

Onu: Obiettivi del Millennio ancora lontani, serve un efficace piano d’azione

La povertà nel mondo – Fonte: World Bank Atlas

“Le mancanze nell’attuazione degli Obiettivi del Millennio non dipendono dal fatto che sono irrealizzabili o per la carenza di tempo, ma dagli impegni non attuati, dall’inadeguatezza delle risorse e dalla mancata concentrazione su di essi”. Lo afferma il Segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, nell’introduzione (in .pdf) al Rapporto 2010 sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (in inglese, in .pdf) presentato nei giorni scorsi alle Nazioni Unite. Se il documento registra anche alcuni progressi, anche questi “potrebbero essere minacciati da nuove crisi economiche” – avverte il rapporto.

Secondo gli esperti dell’Onu impegni non rispettati, risorse inadeguate, mancanza di responsabilità e volontà politica, dedizione insufficiente allo sviluppo sostenibile hanno creato un deficit in molte aree del Sud del mondo. Alcune di queste gravi “lacune economiche e sociali” sono state aggravate dalle recenti crisi a livello globale, quella alimentare e quella economico-finanziaria. E la discontinuità nell’attuazione degli impegni insieme alla mancanza di politiche internazionali adeguate potrebbero mettere a rischio il raggiungimento degli Obiettivi del MIllennio in molte aree.

Uno scenario quest’ultimo che – secondo il Segretario generale dell’Onu – “significherebbe un inaccettabile fallimento, morale e pratico”. “Se falliamo, avverte Ban Ki-moon, le minacce nel mondo – instabilità, violenza, malattie epidemiche, degrado ambientale e crescita di popolazioni in fuga – si moltiplicheranno”. Per questo il Segretario generale ha esortato non solo i governi ma tutti gli attori della stessa società civile a un rinnovato “patto” per raggiungere gli impegni che scadono nel 2015.

Tra i progressi il rapporto segnala che la povertà estrema nel mondo è diminuita. “La percentuale di persone nei Paesi in via di sviluppo che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno è diminuita dal 46% nel 1990 al 27% nel 2005 grazie ai progressi compiuti in Cina, nel Sud-Est asiatico e in Asia e dovrebbe scendere al 15% nel 2015” – osserva il rapporto (factsheet in .pdf) che evidenzia soprattutto i progressi nella scolarizzazione e vaccinazione di numerosi paesi africani, in prima linea nella lotta contro l’Aids, la malaria e le malattie che minacciano la salute infantile. Secondo il documento, tuttavia – segnala l’agenzia Misna – solo la metà della popolazione dei Paesi in via di sviluppo ha accesso a strutture igienico-sanitarie, mentre le ragazze delle famiglie più povere hanno 3,5 probabilità in più di lasciare la scuola rispetto a quelle delle famiglie ricche e quattro volte di più rispetto ai ragazzi nella stessa condizione.

Nei giorni scorsi la Campagna del Millennio ha fortemente criticato l’accordo raggiunto dal Consiglio Europeo sulle nuove misure per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. La Campagna dell’Onu reputa che il Consiglio abbia fatto “un passo indietro” rispetto le proposte avanzate nei mesi scorsi dalla Commissione e dal Parlamento europei. “Le conclusioni a cui è giunto il Consiglio Europeo, infatti, non propongono un piano di azione abbastanza ambizioso ed efficace e non sostengono misure per garantire l’aumento della quantità dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo fino allo 0,7% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Carenti anche le strategie per migliorare l’efficacia degli Aiuti e per riformare il commercio dell’Unione Europea oltre alle Politiche Agricole in modo che siano coerenti con gli Obiettivi di Sviluppo. In particolare la decisione presa dal Consiglio “indebolisce la posizione della Commissione Europea che chiedeva misure vincolanti e un meccanismo esterno di revisione per assicurare il raggiungimento dello 0,7% del PIL da parte di tutti gli stati membri”.

In vista del prossimo G8 che si aprirà il 25 giugno in Canada e un anno dopo il G8 de L’Aquila che ha visto molti degli impegni assunti dalla presidenza italiana non mantenuti, la Coalizione italiana contro la povertà (GCAP Italia) ribadisce le proprie richieste già presentate in un “documento di posizione” (in .pdf) della società civile consegnato alla Presidenza italiana del Consiglio. Tra le misure più urgenti figurano la richiesta che l’Italia stabilisca un piano d’azione realistico e verificabile per il raggiungimento del target dello 0,7% considerando anche l’adozione di una legge nazionale sugli obiettivi dell’APS come sostenuto pure dall’Unione europea; e che i paesi del G8 e dell’Unione Europea sostengano l’introduzione della tassa sulle transazioni finanziarie al fine di recuperare risorse per finanziare i costi sociali della crisi, gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e la lotta ai cambiamenti climatici..

Lo sviluppo deve rimanere tra le priorità dell’agenda politica del G8, e ci aspettiamo da questo Summit una inversione di rotta – ha commentato Sergio Marelli, portavoce della Coalizione italiana contro la povertà. Siamo molto preoccupati della tendenza dell’APS, in particolare di quello italiano, che già nel corso del 2009 è crollato del 31% e in un anno cruciale come il 2010, a due terzi del percorso che ci separa dal raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio, ha subito ulteriori tagli che hanno determinato un ribasso ribasso imbarazzante della media UE degli aiuti”. [GB]

via : http://forumambientalista.wordpress.com/

Green Hill - La fabbrica di cani



A Montichiari, in provincia di Brescia, a pochi chilometri dal lago di Garda, tra le colline moreniche che ne abbracciano le splendide sponde ha sede un'azienda chiamata Green Hill, verdi colline. Un nome che suggerisce immagini bucoliche di un ambiente sereno e immerso nel verde, di un luogo di pace e di benessere come in effetti sono i suoi dintorni e le colline che la circondano. Un luogo all'apparenza innocuo, ma che nasconde invece, un'atroce verità.





http://www.youtube.com/user/TheAnimavideo
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Disidratazione



Salute naturale


La disidratazione, e l'importanza dell'acqua potabile, sono sempre stati argomenti di maggiore interesse nell'ambito della perfetta salute. Il consenso generale è che il requisito minimo di acqua per l'individuo medio è di 1,5 litri di acqua al giorno, al fine di mantenere il buon funzionamento del corpo.

Altri sostengono che si ottiene abbastanza acqua tramite la nostra dieta ricca di frutta e verdura cruda, e che integrarne l'assunzione è superfluo.

Il fatto è che il nostro corpo perde una notevole quantità di acqua ogni giorno attraverso la sudorazione, la respirazione, la digestione, andare di corpo e urinare. La ricerca indica che un corpo sano perde normalmente fino a 2,5 litri di acqua nelle circostanze di cui sopra, a temperatura media, durante le normali attività quotidiane. L'esercizio fisico innesca una perdita di fluidi ancora più considerevole .

Fino a poco tempo fa, abbiamo sottovalutato il pericolo anche di una lieve disidratazione. Quando ti renderai conto che tutte le funzioni corporee dipendono dall'acqua apprezzerai l'importanza di integrarne l'assunzione per garantire una efficace reidratazione per il corretto funzionamento del corpo e degli organi.

Se il tuo corpo non è sufficientemente idratato, le cellule attingeranno acqua dal flusso sanguigno e il cuore dovrà fare più fatica. Allo stesso tempo i reni non possono purificare il sangue in modo efficace. Quando questo accade, parte del lavoro dei reni deve essere svolto dal fegato e da altri organi con molto più stress. Inoltre, è possibile sviluppare una serie di disturbi minori come costipazione, secchezza, prurito cutaneo, acne, epistassi, infezioni delle vie urinarie, tosse, starnuti e mal di testa.

Studi sugli effetti della disidratazione, e la correlazione tra la disidratazione e la malattia, hanno portato a una scoperta interessante.

Il genere di farmaci più venduti dalle aziende farmaceutiche sono dei potenti antistaminici. La maggior parte dei farmaci antidolorifici contengono antistaminici.

L'istamina è un messaggero chimico vitale nel cervello. La maggior parte delle funzioni più importanti dell'istamina non è scritta nei libri di testo di medicina. Il suo compito è quello di gestire l'assunzione e la carenza di acqua nel corpo. L'istamina è meno attiva quando il corpo è completamente idratato, e diventa sempre più attiva man mano che il corpo diventa sempre più disidratato. In breve, l'istamina produce dolore quando una zona del corpo è carente di acqua! Quindi le persone non collegando alla disidratazione i diversi disturbi che accusano prendono farmaci antistaminici per farli cessare quando una buona idratazione risolverebbe il problema.

Va inoltre aggiunto che la disidratazione, pur non intenzionale, e di cui non si è consapevoli, produce stress, dolori cronici e molte malattie degenerative. La secchezza della bocca non è l'unico segno di disidratazione, ed aspettare di avere sete è sbagliato.

Questa scoperta ha spinto alcuni naturopati a sperimentare con successo cure con l'acqua sui loro pazienti.

Nel libro "Il Tuo Corpo Implora Acqua" si ribadisce l'importanza della costante reidratazione del corpo per curare e prevenire le malattie. Sono descritti casi di studio affascinanti dove l'autore ha curato con successo pazienti affetti da varie malattie con un regime di semplice acqua potabile.

Disidratazione, il killer silenzioso

Il corpo umano di solito non può sopravvivere oltre i 6 giorni senza acqua. Spesso si verificano entro 3 giorni sintomi di disidratazione come diarrea o vomito, quando il corpo non è adeguatamente idratato. La disidratazione è particolarmente mortale in climi caldi.

E 'difficile credere che ai giorni nostri, ogni anno nei paesi in via di sviluppo la disidratazione è ancora responsabile della morte di milioni di persone. Come al solito le prime vittime sono le persone più vulnerabili, i bambini e anziani.

I primi sintomi della disidratazione includono un mal di testa simile a quello dei postumi di una sbornia, visione offuscata, pressione bassa, vertigini o svenimenti quando ci si alza in piedi. La disidratazione trascurata in genere provoca delirio, incoscienza e morte.

I sintomi di disidratazione diventano visibili subito già dopo che il 2% del volume di acqua normale del corpo è stato perso. I primi sintomi sono sete e disagio, con perdita di appetito e una pelle sempre più asciutta. Gli atleti possono subire un calo di prestazioni fino al 50%, sperimentare vampate di calore, minore resistenza, frequenza cardiaca elevata, temperatura corporea elevata e rapida comparsa di stanchezza.

I sintomi diventano sempre più gravi con una perdita maggiore di acqua. Il ritmo del cuore e della respirazione aumentano per compensare il diminuito volume del plasma e della pressione sanguigna, mentre la temperatura corporea può aumentare a causa della diminuita sudorazione. Una perdita idrica dal 5% al 6% provoca mal di testa o sonnolenza, stordimento e nausea. Con una perdita di liquidi di oltre il 10% si sperimentano spasmi muscolari, la pelle si raggrinza e si affloscia, la vista si offusca, la minzione è notevolmente ridotta e dolorosa, e inizia il delirio.

Perdite di fluidi del corpo superiore al 15% sono di solito fatali.

In genere non ho mai dato molta importanza al bere acqua e a volte per pigrizia non bevevo nemmeno quando avevo sete, rimandando a più tardi, e ho notato che a seguito di tale comportamento il corpo sempre meno manifestava gli stimoli della sete anche quando c'erano evidenti sintomi di disidratazione.

Molte persone, soprattutto anziane ma non solo, non hanno più lo stimolo della sete e non bevono acqua anche per giorni e arrivano al pronto soccorso con gravi sintomi di disidratazione. A loro di solito vengono fatte flebo di acqua fisiologica, spesso con l'aggiunta di elettroliti.

E' molto importante anche non trattenersi dall'urinare quando ci sono gli stimoli, perché i liquidi ritornano indietro con conseguenti danni a lungo termine ai reni.

Con una dieta principalmente di frutta e verdura cruda e di succhi centrifugati rimanere disidratati è già più difficile, perché buona parte dell'acqua viene fornita da tale modo di alimentarsi, ma dato che di solito si urina più di frequente è necessario bere comunque anche dell'acqua, lontano dai pasti. D'estate quando fa caldo bere acqua in abbondanza può risparmiarci la comparsa di un indesiderato mal di testa o intontimento.

La lettura del libro "Il Tuo Corpo Implora Acqua" è stata per me davvero illuminate, è impressionante quanto è possibile sottovalutare l'importanza del bere acqua, forse per il fatto che è un elemento così comune. Ne consiglio quindi la lettura ad ognuno.

Il Tuo Corpo Implora Acqua



Copyright © by Luciano Gianazza - Arnold Ehret Italia - Tutti i diritti riservati.

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giovedì 24 giugno 2010

Marea nera: Bp, come se niente fosse, prepara le trivelle in Alaska

di Teresa Scherillo

“Drill baby, drill”. La società inglese rimette il tappo nel Golfo del Messico e mentre la fuoriuscita di greggio continua ad avvelenare i mari del sud, nel profondo nord, scalda i motori per nuove perforazioni.

La novità è che le nuove trivelle non saranno più posizionate in profondità in mezzo al mare, ma così vicino alle coste e così in superficie da essere considerate ‘on shore’, trivellazioni sulla terraferma. È questo il progetto, denominato Liberty, al quale il gruppo petrolifero britannico sta lavorando. Dovrebbe diventare operativo nel prossimo autunno e il gruppo ha già ottenuto tutti i permessi necessari. A rivelarlo è stato oggi il New York Times, che ha offerto nel dettaglio il quadro del progetto.

ON SHORE - Liberty prevede trivellazioni ad appena 5 km dalle coste dell’Alaska, nel mare di Beaufort. Collocata su un’isola artificiale realizzata dalla stessa Bp, una trivella dovrebbe perforare il fondo del mare in verticale per circa 3 km, quindi proseguire orizzontalmente per una decina di chilometri fino a raggiungere un pozzo, chiamato appunto ‘Liberty’. E proprio per il tipo particolare di trivellazione, tecnicamente tanto difficile quanto possibile, il pozzo è stato classificato ‘on shore’, sulla terraferma. Una terraferma che però non esisteva in natura. L’ha realizzata la stessa Bp in acque non più profonde di una decina di metri. Un getto di ghiaia che è stato trasformato in un’isola di oltre 12 ettari, in acque non più alte di 7 metri.

AGGIRARE LA MORATORIA - Questo ha consentito alle autorità dell’Alaska di considerare ‘on shore’ il pozzo, e come tale non soggetto alle regole delle trivellazioni ‘off shore’, per le quali la Casa Bianca ha chiesto una moratoria. I tecnici della Bp hanno assicurato che non esistono rischi, ma scienziati ed esperti esprimono più di una perplessità. Interpellati dal Nyt, ricercatori legati a gruppi ambientalisti sottolineano che perforare ‘in orizzontale’ rappresenta un rischio enorme, e non è affatto giusto che quel pozzo sia stato classificato ‘on shore’. Si profila dunque un’altra battaglia legale, come quella che, sull’emergenza marea nera, la Casa Bianca sta combattendo con il giudice federale Martin Feldman, del distretto di New Orleans.

SECONDO NO AD OBAMA - Feldman martedì scorso aveva detto no alla moratoria chiesta dall’amministrazione Obama. Ieri la Casa Bianca ha presentato ricorso, chiedendo il congelamento delle trivellazioni fino a che non si conoscerà l’esito dell’appello. Oggi Feldman ha ribadito il suo secondo no, negando la richiesta di congelamento presentata dai legali dell’amministrazione Obama. Tutto ciò mentre, nella notte, Bp ha annunciato di aver rimesso il tappo sul fondo del Golfo del Messico, che era stata costretta a rimuovere in seguito ad un incidente con uno dei robot sottomarini.

fonte: www.giornalettismo.com

Marcia anche tu contro la vivisezione!


Marcia virtuale contro la vivisezione: arriviamo a 100.000 partecipanti!

Ecco un aggiornamento sulla Direttiva Europea sulla sperimentazione animale, in discussione da anni, ma che sembra quasi giunta alla fine del suo iter, anche per rilanciare la "manifestazione virtuale contro la vivisezione" ancora in corso, in modo da raggiungere entro settembre il numero di 100.000 manifestanti.

Raccomandiamo a chi non sta ancora "marciando virtualmente" verso il Parlamento Europeo di unirsi col suo NO alla vivisezione a questa manifestazione, seguando le indicazioni riportate a questa pagina:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740

Raccomandiamo anche di diffondere tale pagina il piu' possibile, su Facebook, MySpace, Twitter e quant'altro, in modo da invitare sempre piu' persone ad partecipare!

Aggiornamenti sulla Direttiva

Ecco gli aggiornamenti arrivati pochi giorni fa dalla fondazione antivivisezionista inglese "Dr. Hadwen Trust", che da anni sta seguendo i lavori sulla direttiva europea:

il 3 giugno il Consiglio dei Ministri UE ha adottato l'attuale testo della direttiva come "Posizione Comune", mentre la Commissione Agicoltura del Parlamento Europeo deve votare a breve. Probabilmente a settembre passera' di nuovo al Parlamento in seduta plenaria in Seconda Lettura.

L'attuale testo contiene vari aspetti negativi, purtroppo, perche' la lobby della vivisezione (industria chimico-farmaceutica, universita', centri di ricerca e allevamenti) e' molto potente. Ma contiene anche alcuni aspetti chiave che, se implementati in modo corretto nelle singole legislzioni nazionali degli Stati Membri, potranno essere utili per bloccare sperimentazioni e salvare animali.

Un punto importante e' l'impegno ad aumentare lo sviluppo di metodi di ricerca senza animali, non solo per i test di tossicita' obbligatori per legge, come di fatto e' stato fino ad ora, ma anche nella ricerca medica.

Un altro punto e' quello dell'obbligo di ispezioni negli allevamenti e nei laboratori di sperimentazione animale, anche questo un aspetto che allo stato attuale e' molto trascurato; attualmente la legge non prevede un certo numero di ispezioni annuali obbligatorie, previste invece nella nuova direttiva.

Un terzo punto e' quello dell'obbligo di autorizzazione per tutti gli esperimenti, che come sappiamo attualmente non esiste, perche' la maggior parte delle sperimentazioni viene fatta in regime di notifica, cioe' chi fa l'esperimento notifica il Ministero della Salute, ma non e' obbligato ad attendere una esplicita autorizzazione. E' pero' anche vero che nella direttiva viene lasciato spazio di manovra agli Stati Membri per "annacquare" questo punto, e sara' quindi necessario vigilare sull'implementazione nazionale.

I prossimi passi

E' ora importante continuare a fare pressione sul Parlamento affinche' questi punti chiave vengano mantenuti, e non vi siano ulteriori peggioramenti della legislazione.

Quindi l'invito e' quello di unirsi alla "marcia virtuale" per raggiungere i 100.000 partecipanti: con 100.000 firme (perche' l'adesione alla marcia si fa col proprio nome e cognome) i rappresentanti del Dr. Hadwen Trust andranno al Parlamento Europeo a sostenere le nostre istanze, ed inoltre queste stesse firma potranno essere utili a livello nazionale quando verranno implementate le singole leggi nei vari Stati Membri.

Quindi... partecipate alla manifestazione come spiegato qui: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=740 e divulgate!

Grazie a tutti,
AgireOra Network