lunedì 21 febbraio 2011

USA e UK sopravviveranno alla Cina?

tratto da Megachip
di Giulietto Chiesa.

Trovo davvero strano che nessuno parli di guerra.
E’ come si fosse in atto una rimozione collettiva, come se nessuno volesse guardare in faccia la realtà. Comprensibile che questa rimozione ci sia a destra, se non altro per ragioni storiche e per cattiva coscienza pregressa. Incomprensibile a sinistra. Incluso il campo ecologista, incluso il campo alterglobalista.
Allora pongo due domande. A tutti. Di destra, di sinistra. E anche, mi voglio rovinare, di centro.
Chi di voi è sicuro che questo o il prossimo presidente degli Stati Uniti dirà la verità ai 300 milioni di suoi concittadini, e cioè che toccherà loro ridurre il loro tenore di vita nel corso della prossima generazione? (Lo stesso discorso vale per la Merkel, per Sarkozy, per chi verrà dopo Berlusconi, etc, ma conta meno, perchè tutti questi non sono armati come l’America e non sono stati Impero negli ultimi 60 anni).

Qualcuno si chiederà, stupito, perchè pongo questa domanda. Spiego: se la Cina continua a crescere al tasso medio annuo del suo Pil pari a circa il 10%, tra cinque anni avremo di fronte una Cina e mezzo. E non ci sarà spazio per l’America, con i suoi 300 milioni di abitanti (che consumano l’ira di Dio) e la Cina, con i suoi 1300 milioni di abitanti (che stanno cominciando a consumare anch’essi), su questo pianeta.

Seconda domanda. Qualcuno ha un’idea di come gli Stati Uniti, e la Gran Bretagna, fratello minore e sodale – che sono entrambi tecnicamente in bancarotta – risolveranno il problema del loro mostruoso indebitamento? Non sfiora la mente di nessuno l’ipotesi (per altro già verificatasi in diversi momenti storici) che il modo migliore con cui i nove banchieri che si incontrano una volta al mese a Wall Street, in segreto (fonte New York Times), decidano semplicemente di cancellare tutti i conti e di mandare all’aria il tavolo con una bella guerra risolutiva? Se fossero saggi non lo farebbero. Ma già sappiamo che saggi non lo sono affatto. Altrimenti il mondo non si troverebbe dove si trova.

Del resto non c’è altro modo, a breve, per togliere di mezzo le decine di trilioni di dollari fasulli che hanno invaso il mondo. E loro, come sappiamo, non ci perderebbero niente, salvo forse la vita, perchè quel denaro è virtuale e loro hanno il gruzzolo reale al sicuro.

Insomma io non credo sia salutare starsene tranquilli ad aspettare, sapendo che il paese militarmente più forte di tutti gli altri messi insieme sta per perdere il suo status imperiale. E che i suoi cittadini non hanno ancora capito cosa sta succedendo attorno a loro. Tant’è che fanno i “tea party” in cui sognano ancora di dare ordini alla Cina.

7 commenti:

  1. C'è un solo fatto che potrebbe far mollare un giorno la morsa della CIna. Lì le condizioni di lavoro sono assurde, prima o poi anche i lavoratori cinesi si ribelleranno e chiederanno condizioni di lavoro al pari dell'Occidente. Allora la manodopera non costerà più così poco. Certo, sono processi molto lunghi, ma inevitabili.

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  2. Essì Paòlo, è un processo inevitabile e necessario :-)

    Namastè

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  3. concordo con Paolo.

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  4. Quello che sta succedendo, con una sequenza non certo casuale, in Nord Africa è in realtà una guerra alla Cina. Il sistema produttivo si sposterà nel prossimo decennio sulla costa meridionale del Mediterraneo, in quella zona ci sono circa 200 milioni di persone che diventeranno nuovi consumatori e produttori a basso costo con l'enorme vantaggio di un costo di trasporto irrisorio verso l'Europa.

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  5. Spero che almeno i miei nipoti vedano questa rivoluzione sociale cinese preconizzata da Paolo comunque sia necessaria!

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  6. @ Stefano: geo-politica, e su tutto l'ombra del Nuovo Ordine Mondiale...certo in questo contesto una guerra non spariglia, nel loro modo folle di concepire, anzi crea le premesse traumatiche necessarie all'instaurazione del nuovo ordine e permette una riduzione sostanziale della popolazione.

    Un abbraccione.
    Namastè

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  7. @ Giovanna: Lo speriamo tutti un mondo più giusto ed equo, ma non basta.
    Dovrà, temo, essere anche più saggio e molto più parco nelle sue richieste...non basta la giustizia sociale purtroppo...occorre decrescere...

    Un abbraccio
    Namastè

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