lunedì 4 aprile 2011

La prigione mortale del diritto

Angelo Miotto

Ventidue anni, in carcere già dai sedici, si impicca e ora è in condizioni disperate. Vittima delle violenze del personale del minorile di Lecce dal 2003 al 2005, aveva trovato il coraggio di presentarsi come parte lesa. Depresso. Abbandonato.

La sessantaduesima morte suicida in carcere dall'inizio dell'anno sarà Carlo Saturno, originario dell'ormai nota Manduria. Si è impiccato giovedì scorso nel carcere di Bari. Ora è al Policlinico del capoluogo pugliese in condizioni disperate, attaccato alle macchine, encefalogramma piatto.
Ventidue anni, Saturno era stato arrestato per furto in minore età, poi condannato e trasportato al minorile di Lecce. Aveva sedici anni, quando divenne una delle vittime di una squadra interna fra polizia penitenziaria e altro personale del minorile, che abusarono di lui e altri due detenuti. Una storia denunciata da Alberto Maritati, già sottosegretario alla Giustizia nel governo Prodi, con un esposto che portò all'apertura dell'inchiesta e, nel 2010, al rinvio a giudizio per gli accusati. Saturno era una delle parti civili.
Il giovane aveva trovato il coraggio di presentarsi come parte lesa nel processo, che vede come imputati l'ispettore Gianfranco Verri, il suo vice Giovanni Leuzzi e altri sette: Ettore Delli Noci, Vincenzo Pulimeno, Alfredo De Matteis, Emanuele Croce, Antonio Giovanni Leo, Fernando Musca, Fabrizio De Giorgi. Per tutti le accuse sono di abusi su minori e violenze.
Secondo quanto riportano le cronache raccolte da Ristretti orizzonti, all'interno della struttura si sarebbe creata, dal 2003 al 2005, una sorta di associazione finalizzata a sopprimere con la violenza qualsiasi cenno di dissenso, non solo dei reclusi, ma anche del personale operante all'interno della stessa.
Un vero e proprio inferno in cui a farne le spese sono stati i giovani detenuti, vittime di violenze e abusi di ogni genere. Le testimonianze raccolte parlano di ragazzini denudati e pestati in cella, fino a "far uscire sangue da entrambe le orecchie" o "spezzare tre denti". I familiari e l'avvocata del giovane hanno dichiarato nelle scorse ore che nelle ultime udienze Saturno appariva in crisi depressiva e con sbalzi di umore.

L'allarme suicidi nelle carceri pugliesi era stato lanciato proprio in questi giorni dal sindacato autonomo della polizia penitenziaria, Osapp. Tre i tentativi di suicidio negli ultimi cinque giorni. Il problema , ormai cronico, si chiama sovraffollamento. Lo stesso sindacato ha denunciato i numeri del sovraffollamento: Bari dovrebbe mantenere una capienza regolamentare di 296 posti letto. Un tetto che però viene sforato puntualmente: attualmente il carcere ospita 606 detenuti. Più del doppio della soglia massima prevista. In Puglia nelle 15 strutture penitenziarie i posti regolamentari sono 2.528 ma ad oggi i reclusi risultano essere complessivamente 4.445.

Il governo cosa fa? Il piano carceri annunciato con grande pompa dal ministro Alfano si sta rivelando l'ennesimo episodio della politica dell'annuncio. Anche senza affrontare la bontà delle linee generali che parlavano di amento dell'edilizia penitenziaria e di un intervento massiccio del privato, il problema risiede nell'impoverimento finanziario rispetto ai fondi necessari per attuare il piano in questione.
Luigi Morsello, ispettore generale dell'Amministrazione penitenziaria, afferma che «si è partiti con 49 padiglioni e 18 edifici, per approdare a 11 nuovi penitenziari e 20 padiglioni. I posti letto da realizzare sono scesi da 21.709 a 9-10mila. I fondi si sono ridotti da 600 a 200 milioni di euro, dei quali 50 a carico del ministero della Giustizia e 150 della cassa delle Ammende». Soldi che in realtà dovrebbero essere destinati alle attività per i detenuti. E nemmeno le tanto attese assunzioni per nuovo personale verranno rispettate. Rita Bernardini, dei Radicali, ha scritto al ministro della Giustizia: " Si legga la sentenza della Corte Costituzionale tedesca che ha obbligato le autorità penitenziarie del Paese a rilasciare un detenuto qualora non siano in grado di assicurare una prigionia rispettosa dei diritti umani fondamentali. E in Germania non c'è sovraffollamento visto che i detenuti occupano il 90 per cento dello spazio a disposizione... in Italia siamo al 150 per cento!".

8 commenti:

  1. mamma mia ... che tristezza....

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  2. Non abbiamo la pena di morte in diritto, ma abbiamo la pena di morte in fatto e per reati di lieve entità. La cosa incredibile che la gente parla di galera con facilità e si disinteressa a questi casi come se non possano capitare mai a chi si comporta bene; ma può bastare una accidentale litigata e la tua vita è distrutta.
    namastè

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  3. Dai nostri politici, rossi neri e bianchi che siano, non avremo mai alcuna vera soluzione ... a loro non importa nulla di noi!!!

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  4. Ciao bussola, hai ben ragione, è una cosa indegna!

    Ti abbraccio ^_^
    Namastè

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  5. Infatti Francesco, la tua definizione mi pare calzante, "Pena di morte di Fatto", troppo spesso si confonde la necessaria "certezza" della pena con l'inutile crudeltà.
    Il tutto ben condito da ignavia, disinteresse, dimenticanza ed indifferenza, inevitabilmente si arriva alla situazione in cui siamo.
    Abbiamo un mucchio di garantisti, ma solo quando le cose riguardino il Premier ed i suoi processi...gli altri che muoiano pure...

    Buon settimana amico mio *_*
    Namastè

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  6. @ Anonimo: sono d'accordo, ma non è solo la politica che dovrebbe dare soluzioni.
    Anche la pubblica opinione, avrebbe di che interrogarsi...l'indifferenza sui problemi del carcere non è solo della politica, che in questo caso interpreta il pensiero "comune"...spesso è per strada, fra la gente che si sentono le cose più terribili a questo proposito :-((

    Buona vita
    Namastè

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  7. Avere coraggio.Peccato mortale.Ma i veri morti
    sono gli altri e gli indifferenti.

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  8. È vero Egill, avere il coraggio di andare contro il "potere" può essere pericoloso... soprattutto quando si è "dimenticati" e ritenuti a torto o a ragione "indegni".
    Ci sono luoghi che la pubblica opinione non vede, che non esistono per la pietà e la compassione....

    Un abbraccione :-))
    Namastè

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