mercoledì 13 ottobre 2010

I negozi alla ‘spina’


di Maurizio Pallante e Andrea Bertaglio

 Il problema dei rifiuti si risolve evitando di produrre rifiuti. È per questo che in Italia, e non solo, si stanno diffondendo i cosiddetti “Negozi leggeri”, nei quali si vendono esclusivamente prodotti sfusi, alla spina e senza imballaggi, ed in cui è possibile acquistare ogni tipo di bene. Pasta, spezie, cereali, vino, detersivo, saponi ecc: per ognuno di essi è possibile portare il proprio contenitore e riempirlo a piacere. Ora, ad un anno dall’apertura del primo negozio a Torino, la rete Negozio Leggero® si è ampliata ed ha inaugurato un nuovo punto vendita a Orzinuovi (BS).

Quello di “Negozio Leggero” è, secondo i suoi ideatori, “un esempio di imprenditorialità commerciale che propone un progetto culturale volto a promuovere un modo di consumare diverso, più consapevole e responsabile. La distribuzione ‘alla spina’ di prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona offre la possibilità di acquistare prodotti senza imballaggio, contribuendo a ridurre la produzione dei rifiuti domestici. Inoltre la ricerca della qualità e il controllo di filiera fatto su tutte le referenze permette di avere prodotti di alta gamma ad un prezzo inferiore rispetto al corrispettivo confezionato”.


La riduzione dei prezzi è legata all’eliminazione degli imballaggi, in quanto non vengono sprecati materiali ed energia per produrne di inutili, e non c’è bisogno di raccogliere e smaltire immondizia superflua che, oltre a pesare nella gestione dei conti pubblici a causa degli importanti costi di gestione dei rifiuti, contribuisce a far lievitare i prezzi dei prodotti al momento del loro acquisto. È per questo che il risparmio sulla spesa media in questo tipo di negozi che varia dal 30 al 70%, a seconda del tipo di prodotti acquistati.

Dopo il primo Negozio Leggero di Torino, inaugurato nell’aprile del 2009, oltre che con il nuovo negozio aperto in Lombardia, la rete si è allargata con altri due punti vendita in Piemonte, uno a Novara e uno a Saluzzo (CN). Una rete che si prefigge anche di finanziare la ricerca in ambito ambientale, possibilmente rendendola autonoma e indipendente.

Grazie ai suoi ricercatori è infatti possibile monitorare costantemente quanto incide a livello ambientale la mancata produzione di imballaggi. Secondo i dati raccolti, “in un anno l’eliminazione delle confezioni sulle sole vendite di vino, latte crudo e detersivo ha portato un risparmio complessivo di risorse pari a 104.290 kWh di energia, 34 tonnellate di CO2 non emessa in atmosfera e oltre 9,8 milioni di litri di acqua, che non sono stati utilizzati per la produzione e lo smaltimento del packaging in eccesso”.

Il Negozio Leggero è un vero e proprio progetto orientato a promuovere nuovi stili di vita e modelli di consumo – sottolinea Cinzia Vaccaneo, amministratore unico della Società Rinova che gestisce il la rete -, la sostenibilità ambientale è uno degli aspetti principali che il cittadino tocca con mano entrando nel punto vendita e da parte nostra è confermata dalla ricerca continua di produttori che garantiscano la massima qualità dei prodotti, che abbiano un sistema logistico e di trasporto conforme alla filosofia del negozio e che rispettino l’etica del lavoro lungo tutta la filiera produttiva”.

Per noi Negozio Leggero è innanzitutto un progetto culturale – aggiunge Cinzia Vaccaneo -, intendiamo promuovere un modo di consumare diverso, più consapevole e responsabile. La sfida è stata accolta dai cittadini e la prova che il sistema funziona ci ha permesso di soddisfare un nuovo territorio regionale”.

La rete dei Negozi Leggeri non è l’unico esempio di negozi che offrono soluzioni finalizzate alla riduzione dei rifiuti, al riuso e all’autoproduzione dei beni, che permettono di rispettare l’ambiente ma anche il portafoglio. Ce ne sono altri, a volte singoli ed a conduzione familiare, a cui piace avere clienti liberi da condizionamenti pubblicitari. Ne è un ottimo esempio l’EcoBottega di Paolo Mogno a Noale (VE), un negozio di prodotti a filiera corta ed alla spina che, grazie al coraggio dei suoi ideatori ed al crescente interesse di chi ha capito che è più ingenuo chi crede di poter vedere nascere centri commerciali in eterno, è riuscito a crearsi una clientela che, magari, farà nascere un’altra rete in franchising come quella di “Negozio Leggero”.

Inceneritori e discariche, “emergenze rifiuti” e camorra, corruzione e malaffare, inquinamento di terra, acqua ed aria. Il problema dei rifiuti può essere risolto solo così: scegliendo soluzioni che portino ad una loro progressiva riduzione, e bandendo dai propri scaffali (e dalle proprie vite) lo spreco insensato, causa più di danni che di guadagni, al quale ormai sembriamo esserci abituati. Propaganda anti-capitalista? No. Semplice buonsenso.

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